Obama sceglie il responsabile della cybersicurezza

I giochi sono fatti e gli States hanno il loro zar della cybersecurity, un veterano dell'industria che ha lavorato anche per Microsoft ed eBay e sa quel che dice. La vera sfida comincia adesso
I giochi sono fatti e gli States hanno il loro zar della cybersecurity, un veterano dell'industria che ha lavorato anche per Microsoft ed eBay e sa quel che dice. La vera sfida comincia adesso

Ponendo fine a un processo lungo, laborioso e non privo di incidenti di percorso , Barack Obama ha finalmente scelto l’uomo che andrà a rivestire uno dei posti chiave della sua Presidenza. Lo zar della cyber-sicurezza, coordinatore e interlocutore diretto tra i gestori privati delle infrastrutture pubbliche e il capo della Casa Bianca è Howard A. Schmidt, una vecchia conoscenza ben nota nell’ambiente ed ex-ufficiale della precedente amministrazione Bush.

La scelta non è stata facile, si diceva, e il presidente è stato coinvolto direttamente fermandosi a Schmidt (dopo il ritiro di Melissa Hathaway ) in funzione del suo background, della sua esperienza e soprattutto della sua non secondaria familiarità con gli ambienti politici di Washington.

Schmidt è attualmente a capo dell’ Information Security Forum , un consorzio internazionale non profit che si occupa di sicurezza informatica ma la sua carriera include il ruolo di chief security officer presso Microsoft, CSO presso eBay, consigliere per l’FBI e vicepresidente della Critical Infrastructure Protection Board istituita da George Bush jr., che rappresenta l’istituto precursore del ruolo di cybersecurity zar voluto da Obama.

Nel suo nuovo ruolo di zar presidenziale, Schmidt si relazionerà con le aziende private che gestiscono i sistemi di trasporto, il sistema energetico e le altre infrastrutture sensibili facendo rapporto direttamente al Consiglio di Sicurezza Nazionale presieduto da Barack Obama.

Riempito il vuoto di governance e mediazione di questi mesi, a ogni modo, il computo che il nuovo zar del presidente ha davanti a sé è di quelli impegnativi: le infrastrutture statunitensi, civili o militari che siano, versano in uno stato di assalto perenne da parte di cracker e cyber-criminali. Quando non è lo stesso governo a facilitare indirettamente il compito ai malintenzionati.

Alfonso Maruccia

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22 12 2009
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