Obbligo di rettifica, più volte ritornano

Torna alla Camera la revisione della vecchia legge sulla stampa, con il famigerato comma ammazza-blog. A presentarla è ora un gruppo di 13 deputati di Scelta Civica
Torna alla Camera la revisione della vecchia legge sulla stampa, con il famigerato comma ammazza-blog. A presentarla è ora un gruppo di 13 deputati di Scelta Civica

L’eterno ritorno di quello che tutti definiscono comma ammazza-blog , nell’ennesima proposta di legge presentata alla Camera da un gruppo di deputati centristi (Scelta Civica) capitanati dal magistrato pugliese Stefano Dambruoso . Al centro dell’attenzione, le solite modifiche alla vecchia legge sulla stampa (8 febbraio 1948) oltre che al codice penale in materia di diffamazione e di ingiuria .

Dopo il terzo comma dell’art. 1 dovrebbe perciò essere inserito quanto segue : “per i siti informatici, ivi compresi i blog, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, in testa alla pagina, prima del corpo dell’articolo, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità cui si riferiscono”.

Presidente della sezione italiana della International Webmaster Association (IWA), Roberto Scano si è soffermato in particolare sulla definizione di “siti informatici”, che potrebbe tranquillamente comprendere i grandi social network o le piattaforme dello User Generated Content (UGC). E cosa accade se la diffamazione avviene in un post, in un cinguettio, in un commento ad un filmato su YouTube?

Estendendo l’obbligo di rettifica anche a saggi e libri (stampa non periodica), il gruppo di deputati centristi ha previsto un periodo di sette giorni prima della pubblicazione su almeno due quotidiani nazionali. Le sanzioni pecuniarie in caso di inadempienza entro i termini stabiliti sarebbero comprese tra 8mila e 16mila euro , decisamente più salate di quelle previste dall’On. Pino Pisicchio (Gruppo Misto) nell’ultimo blitz ammazzablog.

Per il deputato Dambruoso, la nuova proposta legislativa “coglie da un lato l’esigenza di salvaguardare le persone che hanno un interesse alla correzione di dati inesatti quando non addirittura diffamatori e dall’altro introduce un correttivo che avrà ricadute significative nella determinazione del danno, il quale, dopo la pubblicazione della rettifica non potrà che risultare ridotto e in alcuni casi persino esaustiva”.

“È dunque errato – prosegue Dambruoso – denominare la proposta che introduce per blog e libri l’obbligo della rettifica come uno strumento ammazzablog. Al contrario sono le cause civili e le conseguenti richieste risarcitorie che ammazzano la libertà di informazione e l’esistenza stessa di blog, giornali online e case editrici. Dobbiamo introdurre un regime virtuoso in cui ciascuno sa qual è la sua parte di doveri e di responsabilità”, ha concluso .

Il nuovo testo presentato alla Camera prevede, anche per le testate tradizionali, che la rettifica venga pubblicata senza commento. Il disegno di legge cancella la pena del carcere in caso di diffamazione a mezzo stampa per un fatto determinato , prevedendo solo la multa da 5mila a 50mila euro.

Mauro Vecchio

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26 06 2013
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