Olanda, chip RFID nei libri

Olanda, chip RFID nei libri

La catena di librerie BGN, la più importante del paese, è la prima ad impiegare chip RFID in tutti i prodotti destinati alla vendita. Grandissimi vantaggi ed integrazione con i servizi online, dicono i responsabili
La catena di librerie BGN, la più importante del paese, è la prima ad impiegare chip RFID in tutti i prodotti destinati alla vendita. Grandissimi vantaggi ed integrazione con i servizi online, dicono i responsabili

Maastricht – Se la rivoluzione nel commercio online viene dalle cosiddette tecnologie Web 2.0, il più grande cambio di paradigma nella vendita al dettaglio “tradizionale” sembra arrivare dai sistemi RFID . BGN , grande catena di librerie che opera in Olanda, è il primo rivenditore europeo a sperimentare l’uso di chip a radiofrequenza inseriti in tutti i prodotti dell’inventario: libri, DVD ed altri oggetti.

I risultati di questa innovazione, secondo il responsabile Jan Vink, intervistato da Silicon.com , sono eccezionali: “Vantaggi enormi in tutta la catena distributiva e nel rapporto con i clienti”, ha detto Vink. I libri acquistati nei negozi BGN sono identificati uno ad uno grazie ad un database centralizzato: attraverso un’interfaccia Web, i clienti possono sapere in tempo reale se un particolare volume è disponibile presso una delle 42 librerie sparse sul territorio olandese.

In America alcune catene come Wal-Mart utilizzano già da tempo la tecnologia RFID per monitorare la distribuzione della merce e fornire servizi a valore aggiunto per la clientela. I costi di gestione della catena di distribuzione, grazie ai chip RFID, scendono considerevolmente: “Ci ha salvato da tantissime spese non necessarie”, ha aggiunto Vink.

La tecnologia a radiofrequenza permetterà anche una riduzione del personale: all’interno delle librerie BGN la maggior parte dei banchi informazione verranno rimpiazzati con chioschi elettronici ed interattivi, che i clienti potranno utilizzare per ricercare e localizzare prodotti all’interno degli scaffali. “La cosiddetta generazione 2.0”, ha concluso Vink nella sua intervista, “è piuttosto pratica con i sistemi elettronici tipo chiosco: stanno già dimostrando di preferire questa modalità d’interazione col negozio, rispetto ai classici banchi informazione”.

Tommaso Lombardi

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12 10 2006
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