Ondaquadra - La Riforma/ Lettera ad un hacker

di M. Lutero. Vi trasmetto la lettera che ho mandato ad un mio amico. Lui è un hacker nel senso più letterale del termine. Dunque è una persona che conta
di M. Lutero. Vi trasmetto la lettera che ho mandato ad un mio amico. Lui è un hacker nel senso più letterale del termine. Dunque è una persona che conta


da Ondaquadra – Trattieni il respiro:

MafiaBoy, 17enne canadese, rischia il carcere;
Sklyarov, 26enne programmatore russo con figli, rischia 25 anni di galera per aver scritto un software legale nel suo paese;
le majors chiudono la bocca a Felten, professore di Princeton, per non fargli dire come fa a craccare i codici di protezione della SDMI;
i provider americani sono trascinati in tribunale dalle majors perché ospitano server di file-sharing (openNAP e via dicendo);
mp3.com è stato comprato da Vivendi;
Napster sarà di nuovo, ma a pagamento;
eretico.com, gattibonsai.it, rotten.com e altri: aumentano i siti chiusi o sotto accusa e, anche in Italia, i contenuti liberi fanno sempre più male;
in Germania pensano ad un sistema di monitoraggio dei contenuti web;
filtri di Stato in Cina, Arabia Saudita, Vietnam, Iran e Città del Vaticano;
censure sulle opinioni via internet in Malaysia, Cuba, Singapore;
i newsgroup non sono più supportati da MSN;
sulla stampa internet è un “mercato importante”;
in alcune città della Florida sono già attive webcam della polizia per scansionare i volti dei passanti;
all’aeroporto di Heatrow, a Londra, l’identità dei passeggeri verrà presto determinata da una scansione dell’iride, stessa cosa sta accadendo negli areoporti di Parigi e Francoforte;
in Italia, l’identicard potrà contenere i dati biometrici degli italiani;
la maggior parte del traffico internet negli USA va su 4 siti;
in Italia, le news che gli utenti internet leggono sono perlopiù quelle messe in rete dai giornali cartacei imbollinati dalle autorità o quelle delle agenzie di stampa finanziate dai soldi pubblici.

Ok, adesso puoi respirare. Ho chiuso qui questa lista, tralasciando volutamente questioni ambientali e prettamente finanziarie, perché se fossi andato avanti probabilmente saresti schiattato. Già, la lista è lunga ed ogni constatazione è un pugno in pancia, difficile da assorbire… impossibile respirare.

Ora che ti sei ripreso te lo posso dire: questi sono tutti segnali della perdita di coscienza della comunità hacker. Se questa fosse stata sveglia com’è nella sua natura, dinamica com’è nella sua esperienza e capace com’è nel suo mito, non avrebbe consentito negli ultimi anni una simile escalation.

La conoscenza della tecnologia, status symbol per tanti che hacker non sono ma tali si definiscono, è strumento potente nelle mani dei potenti di sempre, che creano indisturbati la loro infrastruttura attorno a due perni: il controllo e la (nuova) possibilità di controllare davvero.

Immagina un italiano tra dieci anni. Avrà nel portafoglio una card, una carta di identità, che sa tutto di lui. Una card che conterrà i suoi dati anagrafici, il suo stato di salute, i suoi segni biometrici. Una card che l’italiano inserirà in un “driver” in ogni ufficio pubblico, o direttamente da casa, senza avere la più pallida idea della tecnologia che c’è dietro. Dentro la card ci potrà essere di tutto, tutto vi potrà essere scritto o letto senza che l’italiano lo sappia.
Anche quella la chiamano carta di identità digitale, ma quella che utilizziamo oggi è un’altra cosa, una cosa che l’italiano sa leggere, che contiene informazioni che l’italiano conosce, e che non può nascondergli nulla. L’unico dato biometrico è una fotografia, un mezzo stupro che abbiamo imparato a sopportare perché ne abbiamo il controllo e sappiamo chi la guarda e quando.

Ci vuole poco a constatare che il rifiuto della realtà del potere organizzato è alla base del rifiuto di agire da parte di un numero enorme di hacker, personaggi rari e preziosissimi. Ma ci vuole molto di più a capire quali sono i danni che il mancato impegno da parte della comunità hacker sta creando. Non bastano pochi e isolati paladini del cybermondo libero, ci vuole molto di più, ci vuole una coscienza collettiva. Scrivine, parlane, ricordati che la Riforma può essere schiacciata dalla ControRiforma. E in mezzo c’è la libertà di tutti noi. Sei veramente pronto a rinunciarci?

Con affetto,

Martin Lutero
Ondaquadra

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18 09 2001
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