Online più della metà degli italiani

Lo dicono i dati Audiweb, che tenta di raccontare la rete agli inserzionisti

Roma – Quanti sono gli italiani online? Come si connettono? A queste domande ha tentato di rispondere la prima indagine di Audiweb: annunciata nelle scorse ore, si pone come punto di riferimento per gli investitori pubblicitari, per consentire loro di capire meglio come investire in rete.

Dai dati rilevati dall’organizzazione, che si regge sui tre partner UPA, Fedoweb e Assocomunicazione, si evince che tra gli 11 e i 74 anni si collegano frequentemente alla rete, da casa, dall’ufficio o in mobilità almeno 27,6 milioni di italiani.

A tirare la connessione degli heavy user, secondo il campione di 5400 persone utilizzato per l’indagine, è l’ADSL: nel 70,5 per cento delle famiglie in cui è disponibile un accesso ad Internet questo è appunto ADSL mentre solo il 2,8 per cento è fibra.

Viste le tariffe mobili, non stupisce invece che a navigare in mobilità siano “solo” 2,7 milioni di utenti, che peraltro adottano connessioni WiFi laddove disponibili per evitare i costi della connessione di terza generazione.

Tutti i dati e le considerazioni di Audiweb sono disponibili a questo indirizzo .

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  • Tziki scrive:
    Art. 180 comma 4 VS Art. 46 Reg. SIAE
    Da tempo vorrei chiarire a me stessa un dubbio relativo ad una apparente contraddizione.L'art. 180 comma 4 della DLA che recitaLa suddetta esclusività di poteri (quella della SIAE) non pregiudica la facoltà spettante all'autore, ai suoi sucXXXXXri o agli aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge.e l'art. 46 del regolamento SIAEArt. 46 DivietiPer effetto della protezione assunta dalla Società è vietato allassociato, quanto al territorio ed ai diritti per i quali la Società ha competenza in relazioneal mandato conferitole, di:a)rilasciare direttamente permessi di utilizzazione, anche se a titolo gratuito; b) percepire direttamente, in tutto o in parte, i compensi previsti dalla Società in corrispettivo delleutilizzazioni consentite o avvenute, oppure di rinunziarvi, oppure di ridurne lammontare.Leggo anche che su articoli Creative Commons:La facoltà, spettante non solo all'autore, ma anche ai suoi sucXXXXXri e aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti dalla legge, non èpregiudicata dall'esclusività riservata alla Società in ordine a detta attivitàdi intermediazione (art. 180 comma 4 LDA). Infatti l'iscrizione alla S.I.A.E. èdel tutto volontaria e non condiziona la protezione delle opere prodotte. La Società, quindi, non ha il monopolio della gestione dei diritti spettanti indistintamente a tutti gli autori, ma tutela soltanto quelli che, in base alle norme statutarie e regolamentari vigenti, gliene abbiano dato specifico incarico.Ciò è stato ribadito sia dalla Corte Costituzionale che dalla Corte di Cassazione, che hanno ritenuto che la S.I.A.E operi in regime di concorrenza.Avrei piacere quindi a ritrovare quelle sentenze o norme che rendano nullo un contratto sancito tra un produttore ed un associato SIAE.Lieta di una vostra rispostaOmaggi
  • soloparoles parse scrive:
    SIAE e CC
    Ci sono novità a riguardo: http://www.soloparolesparse.com/2009/01/licenze-creative-commons-vediamo-come-funzionano/
  • Momento di inerzia scrive:
    Ho smesso di comprare CD perché...
    ...perché ho iniziato a comprare DVD.L'industria musicale si renda conto che i soldi non sono infiniti.Mi piacerebbe sapere cosa dicono le statistiche in merito al trend della percentuale di bilancio familiare che viene destinata all'intrattenimento.Scommettiamo che alla fine viene fuori che questi si fanno concorrenza da soli e che la musica scende perché sale il video?
  • CCC scrive:
    E da oggi attenti alle CC!!!
    un accordo tra SIAE e CC???da oggi, insomma, attenzione!!!chi ha a cuore la libera condivisione e diffusione della conoscenza da oggi deve stare ancora più attento a come rilasciare le proprie opere... forse, un domani, la CC non sarà più una buona soluzione... ed è meglio pensarci da ORA!!!a seconda del lavoro che vogliamo licenziare, è meglio scegliere una LICENZA "LIBERA" (ovvero GPL-compatibile)http://www.gnu.org/licenses/license-list.htmle se proprio si deve usare una licenza CC... allora bisogna stare attenti: le CC NON SONO tutte UGUALI !!!occorre essere PRECISI nel scegliere la licenza CC da utilizzarehttp://www.gnu.org/licenses/license-list.html#which-ccvanno evitate in particolare:- CC Attribution 2.0 (CC-BY-2.0)- CC Attribution-Sharealike 2.0(CC-BY-SA-2.0)mentre (per lavori "di opinione" audio e/o video) va già meglio la:CC Attribution-NoDerivs 3.0 license (CC-BY-ND-3.0)insomma... con un accordo tra SIAE e CC alle porte (che in nessun caso, per "definizione", potrà portare a qualcosa di buono essendoci di mezzo la SIAE)... bisgna tenere gli occhi bene aperti!!!
  • Might scrive:
    Ingordigia
    "la vendita legale di prodotti attraverso gli online store c'è ma non compensa"Non compensa? Forse vuole dire che non compensa abbastanza per i loro standard.Probabilmente perché dopo tanti anni di introiti raccolti a mani basse è arrivata una forma di business che consente di guadagnare quello che è il GIUSTO?E' giusto che un artista di valore possa vivere, e vivere anche bene, del prodotto della propria arte. Ma che ci si possa comprare uno yacht, un jet privato, una villa grande quanto un castello e un'isola nei Caraibi no!E chi non è neanche un artista ma solo la società che si occupa della gestione dei proventi ne ha ancora meno diritto.
  • enrico Strada scrive:
    Vala'
    Vala' che se hai fatto il programma musicale e se il padrone del vapore di turno la paga, te i soldini li prendi...
    • 01234 scrive:
      Re: Vala'
      è il secondo se il punto....
      • Ricky scrive:
        Re: Vala'
        Sara' ma gli artisti sono trattati bene solo perche' QUALCUNO su di loro guadagna di brutto.Se quel QUALCUNO esce dai giochi mi sa' che per gli artisti diventa molto piu' difficile sfondare ed arricchirsi oltre ogni limite di dignita' come oggi.Tempo fa i saltimbanchi e i giullari, i cantastorie e i commedianti vivevano quasi sempre con poco, salvo eccezioni.Adesso invece sembrano i salvatori del Mondo e si beccano valangate di denari.Cosa avranno mai da lamentarsi...Singolare e' notare come al giorno d'oggi gli artisti restano comunque pieni di soldi e i loro BENEFIT arroccati con leggi e copyright mentre la ricerca, la giustizia, la sanita' ,la scuola si impoveriscono sempre di piu'.Per loro gli ingranaggi si muovono bene , ben OLIATI, mentre per il resto, qualche santo provvedera'.GUAI a livellare,come a tutto il resto, l'iva al 20% a SKY...GUAI...
  • Bruno Santeramo scrive:
    nessun artista si lamenta?
    Pressenda dice "abbiamo 72mila autori non c'è mai nessuno che si sia lamentato perché prendeva troppi soldi"e ha ragione, tutta la schiera di gruppi locali, di appassionati che suona dal vivo nei pub o negli eventi locali non si lamenterà mai di prendere troppi soldi dalla Siae per il semplice motivo che non ne prendono affatto...invece la Siae i soldi per registrare un brano li vuole eccome...
    • 01234 scrive:
      Re: nessun artista si lamenta?
      che poi ovviamente NON è vero - basterebbe la puntata di report, per vedere che persino decani come dalla e paoli (e sì che loro di soldi dalla siae ne prendono eccome) si lamentano di non essere rappresentati nelle sedi decisionali (nonostante la A di siae siano loro)ma come BS diceva nel post sopra, in realtà la maggior parte degli A iscritti alla siae non vede un cent perché il campionamento li svantaggia: la siae dove non può controllare esattamente, destina tutto ai big. E pace lì.
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