Cosa rischia il Canada con l'Online Streaming Act

Cosa rischia il Canada con l'Online Streaming Act

L'eventuale approvazione dell'Online Streaming Act in Canada creerebbe non pochi grattacapi alle piattaforme di streaming e ai loro utenti.
L'eventuale approvazione dell'Online Streaming Act in Canada creerebbe non pochi grattacapi alle piattaforme di streaming e ai loro utenti.

Nelle aule della politica canadese, sul faldone della proposta è stampata l’etichetta “Bill C-11”, ma per tutti è l’Online Streaming Act. Manca solo il via libera da parte del Senato per la riforma del Broadcasting Act che rischia di mettere a repentaglio l’attività nel paese dei servizi di streaming. Lo stesso vale per la libertà degli utenti ad accedervi.

Online Streaming Act: cosa succede in Canada?

In caso di approvazione, tutti rischiano di esserne interessati: Netflix, Disney+, Prime Video, Spotify e YouTube solo per fare alcuni esempi. La CRTC (Canadian Radio-television and Telecommunications Commission) potrebbe esercitare pieno controllo sulle piattaforme. Tra i poteri previsti, quello di intervenire sulla tipologia dei contenuti da rendere disponibili pubblicamente. Verrebbe inoltre riservata una percentuale dei cataloghi alle produzioni locali (maggiore rispetto a quella attuale).

Le potenziali ripercussioni per chi gestisce i servizi, e per i loro iscritti, potrebbero essere pesanti. Alcune avvisaglie sono già in archivio. L’agenzia si è pronunciata in passato in modo negativo sul film d’animazione Red (Turning Red) di Disney-Pixar e sulla serie The Handmaid’s Tale. Queste le possibili conseguenze, come messo in evidenza al blog di CyberGhost.

Significa che i canadesi avranno accesso a meno show, film, video e musica rispetto al passato. Non è nemmeno chiaro, attualmente, quale sarà l’impatto sui creatori di contenuti più piccoli come gli youtuber e gli influencer dei social network, poiché la proposta non li esclude in modo chiaro.

Le critiche all’Online Streaming Act stanno giungendo da più parti, anche per la stesura del testo ritenuta confusionaria a tal punto da prestarsi a diverse interpretazioni. I canadesi avranno ad ogni modo l’opportunità di esprimere il loro parere durante la fase di consultazione pubblica prevista. In caso di approvazione e definitiva introduzione del Bill C-11, l’unico modo a loro disposizione per aggirare eventuali blocchi sarà quello di passare dall’utilizzo di una VPN per connettersi a server localizzati in altri paesi.

Quella di CyberGhost è accessibile dall’Italia al  prezzo mensile di soli 1,94 euro, con una garanzia che permette di ottenere un rimborso completo entro 45 giorni se non soddisfatti.

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Fonte: CyberGhost
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Pubblicato il 24 giu 2022
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