Open Source/ Torvalds attacca Microsoft

Il padre di Linux torna nuovamente sulla questione della GPL e dintorni, accusando Mundie (Microsoft) di non aver capito cosa sia Linux e il movimento open source. Fuoco di fila contro la strategia antiLinux varata da Microsoft

San Francisco (USA) – Non aveva fatto mistero delle sue perplessità sulla visione Microsoft dell’open source propugnata dall’azienda in queste settimane ma ora Linus Torvalds, padre di Linux, ha deciso di innestare la baionetta e respingere l’attacco.

Le parole di Craig Mundie , vice presidente e stratega di Microsoft, sono respinte da Torvalds: “Non valgono la carta sulla quale sono stampate”. Mundie, secondo quanto scritto dal New York Times, aveva ufficializzato l’esistenza di una grande campagna Microsoft contro la distribuzione gratuita del software e la condivisione del codice sorgente.

Torvalds sostiene che Mundie sta attaccando nel momento più difficile per i nemici dell’open source: “Parla del bisogno di proteggere la proprietà intellettuale, quando il codice a cui si riferisce non è una sua proprietà intellettuale. Come potrebbe Microsoft fallire se io rendo disponibile a tutti, compresa Microsoft, la mia proprietà intellettuale?”.

Secondo Mundie, come si ricorderà, la GPL (GNU Public License), al cuore dell’open source, e l’open source in generale “rappresentano un pericolo per la proprietà intellettuale di qualsiasi azienda che ne faccia uso”. Il fatto che la GPL costringa chi sviluppa a rendere noto il codice creato “mina alle fondamenta il settore del software commerciale e la sua indipendenza”.

Secondo Torvalds “queste argomentazioni non valgono nulla”. Il padre di Linux sostiene che Mundie cerca di dimostrare che l’open source porta ad un modello di business fallimentare proprio nel momento in cui molte aziende legate alle nuove tecnologie falliscono. Mentre invece, sostiene Torvalds, proprio l’open source consente oggi a molte aziende di rimanere in attivo: “Ci sono differenze tra un prodotto e la conoscenza”. Il codice open source secondo Torvalds va considerato parte di quella tradizione di condivisione delle informazioni e di libertà intellettuale che appartiene all’Occidente “fin dal tempo dei greci”.

“Non si perdono soldi – ha detto Torvalds – condividendo la conoscenza quando questo significa che, quando condividi la tua conoscenza con qualcuno, questi farà lo stesso con te. Anzi, consente di essere in una posizione più forte”.

“Mi vedo come uno scienziato – ha spiegato – e non immagino che farò miliardi. Linux non è destinato a rendere ricchi chi vende”. Ma Linux, suggerisce Torvalds, sarà sempre più parte di Internet e consentirà di costruire “prodotti migliori”.

L’ultima battuta di Torvalds è diretta contro Microsoft: “Quel discorso ha un senso preciso per Microsoft. Bill Gates considera scontato che Microsoft possegga tutta l’infrastruttura realizzata fino ad oggi e sulla quale Microsoft è basata. Ma la tradizione della scienza aperta ha fatto più per costruire l’economia moderna di quanto Microsoft mai farà”.

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  • Anonimo scrive:
    Crescono perdendo clienti?
    Mah....
  • Anonimo scrive:
    Diversificazione
    Come sempre e' quella la parola chiave. Se IBM ora se la cava bene, come Microsoft d'altronde (i risultati l'altro giorno), e' perche' si occupa di centomila cose e su una che va male ce ne stanno due che vanno meglio.Chi soffre sono i piccoli o chi ha puntato tutto su una sola cosa (come un bel sito web, come dice Gerstner).
    • Anonimo scrive:
      Re: Diversificazione
      anche se per motivi opposti:IBM deriva il grosso del suo fatturato dalle royalties che percepisce dalla commercializzazione (altrui) delle sue tecnologie.Microsoft dalla commercializzazione su larga scala di idee (spesso) altrui.
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