OpenAI: annullata la multa per violazione della privacy

OpenAI: annullata la multa per violazione della privacy

Il tribunale di Roma ha annullato la sanzione di 15 milioni di euro inflitta dal Garante della privacy a OpenAI a fine 2024 al termine dell'indagine.
OpenAI: annullata la multa per violazione della privacy
Il tribunale di Roma ha annullato la sanzione di 15 milioni di euro inflitta dal Garante della privacy a OpenAI a fine 2024 al termine dell'indagine.

Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione di 15 milioni di euro inflitta a OpenAI dal Garante per la protezione dei dati personali a fine 2024. L’azienda californiana aveva già ottenuto una sospensione temporanea a marzo 2025. Non ci sono commenti da parte dell’autorità italiana. L’ultimo aggiornamento sul sito risale proprio ad un anno fa.

Vince OpenAI, sconfitta per il Garante

Dopo un lungo procedimento istruttorio iniziato a fine marzo 2023, il Garante delle privacy aveva inflitto una sanzione di 15 milioni di euro a OpenAI per quattro violazioni del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati).

L’azienda californiana non ha notificato all’autorità il data breach di marzo 2023 entro 72 ore, come previsto dalla legge sulla privacy. Ha inoltre trattato i dati personali degli utenti per addestrare ChatGPT senza una valida base giuridica e ha violato il principio di trasparenza e i relativi obblighi informativi. Infine non ha implementato un sistema di verifica dell’età (l’accesso a ChatGPT è vietato ai minori di 13 anni).

OpenAI ha presentato ricorso contro la sanzione, in quanto considerata eccessiva e molto superiore al fatturato generato all’epoca in Italia. L’anno scorso, il tribunale di Roma ha sospeso temporaneamente il provvedimento e quindi la sanzione per esaminare la causa nel merito. Lo stesso tribunale ha ora annullato la multa. Al momento non sono note le motivazioni della sentenza e non sono arrivati commenti dal Garante della privacy.

Questa è invece la dichiarazione di OpenAI rilasciata a Reuters:

Accogliamo con favore la decisione del tribunale di Roma. Ci siamo sempre impegnati a rispettare la privacy degli utenti e non vediamo l’ora di aiutare un numero maggiore di persone, aziende e della società italiana a beneficiare dell’AI.

L’autorità italiana era stata la prima in Europa a bloccare il trattamento dei dati da parte di un’azienda che sviluppa modelli AI.

Fonte: Repubblica.it
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
20 mar 2026
Link copiato negli appunti