Elon Musk vuole un risarcimento danni fino a 134 miliardi di dollari da OpenAI e Microsoft. L’azienda californiana ha prontamente depositato una mozione per chiedere di escludere le opinioni del consulente ingaggiato dagli avvocati dell’uomo più ricco del mondo. In pratica, la metodologia di calcolo usata per arrivare a quella somma sarebbe sbagliata.
Numeri inventati per ottenere soldi
Nel documento depositato dagli avvocati di Musk il 16 gennaio (PDF) viene determinata la somma complessiva che OpenAI e Microsoft dovrebbero risarcire per non aver mantenuto la promessa originaria, in base alla quale Musk ha donato 38 miliardi di dollari alla startup californiana tra il 2016 e il 2020.
I calcoli sono stati effettuati dal Dr. C. Paul Wazzan, economista finanziario con esperienza decennale. È stato considerato innanzitutto il contributo di 38 miliardi di dollari pari al 60% dei finanziamenti ricevuti da OpenAI nei primi anni di vita. Ci sono inoltre contributi non monetari, come il reclutamento di personale, la presentazione di persone importanti e consigli su come gestire una startup. Questi contributi hanno permesso a OpenAI di raggiungere una valutazione di 500 miliardi di dollari, per cui Musk deve ora ricevere la sua quota.
In base ai calcoli di Wazzan, l’investimento iniziale di Musk ha generato tra il 50% e il 75% dell’attuale valutazione di OpenAI. Gli avvocati hanno pertanto chiesto un risarcimento compreso tra 78,8 e 134,49 miliardi di dollari (65,5-109,43 miliardi da OpenAI e 13,3-25,06 da Microsoft).
OpenAI ha presentato una mozione (PDF) per chiedere di non considerare le opinioni di Wazzan, in quanto la metodologia usata non è verificabile. Sarebbero quindi calcoli totalmente inventati solo per assecondare le richieste di Musk. La prima udienza del processo è prevista a fine aprile.