OpenOffice guida StarOffice verso MacOSX

Quasi in concomitanza con il rilascio della prima build per MacOSX di OpenOffice 1.0, Sun ha svelato un accordo con Apple per il porting su Mac di StarOffice. Guerra a Office v. X
Quasi in concomitanza con il rilascio della prima build per MacOSX di OpenOffice 1.0, Sun ha svelato un accordo con Apple per il porting su Mac di StarOffice. Guerra a Office v. X


Roma – Gli utenti di Mac OS X potranno presto godere di due valide alternative alla suite per l’ufficio di Microsoft: una completamente free e una commerciale. La scorsa settimana la comunità di sviluppatori di OpenOffice.org ha infatti annunciato il rilascio della prima build per Mac OS X di OpenOffice 1.0, la cui versione per PC è stata rilasciata a maggio . Sebbene si tratti ancora di una versione alpha, questa release rappresenta la prima offensiva della comunità open source per tentare di spezzare anche sulla piattaforma Mac il “monopolio” di Microsoft Office: un dominio, quello della suite del big di Redmond, rafforzatosi ancor di più dopo la dipartita della versione Mac di WordPerfect avvenuta diversi anni fa.

Perché OpenOffice 1.0 possa atterrare stabilmente anche su Mac OS X, gli sviluppatori hanno però davanti a sé un lungo lavoro, sia sul piano del debugging e dell’ottimizzazione del codice, sia sul piano dell’interfaccia grafica. L’attuale build di OpenOffice per Mac OS X, oltre ad essere ancora scarsamente affidabile e a mancare di diverse funzionalità, gira sul server X11 di XFree86.org: questo significa che il software ancora non si avvale né delle peculiarità di Quartz, il motore grafico nativo di Mac OS X, né dell’interfaccia Aqua. Il prossimo obiettivo di OpenOffice.org è proprio quello di sviluppare una versione del pacchetto che possa girare in modo nativo su Quartz, ma per far questo OpenOffice.org reclama un maggior numero di sviluppatori.

L’organizzazione, che incoraggia i programmatori e gli utenti a partecipare alla fase di testing e sviluppo di OpenOffice, spera che il rilascio di questa prima versione preliminare possa dimostrare le potenzialità di questa suite su Mac OS X e Darwin (il kernel open source di Mac OS X) e attrarre l’interesse degli sviluppatori verso il progetto.

Questa prima versione alpha di OpenOffice per Mac OS X, che può essere scaricata (in lingua inglese) da qui , ha una dimensione di 147 MB e contiene diverse patch specifiche per la piattaforma di Apple.

Il lavoro di porting di OpenOffice.org sembra aver stuzzicato gli appetiti di Sun che, lo scorso venerdì, ha annunciato un accordo con Apple per lo sviluppo di una versione di StarOffice per Mac OS X. Com’è noto, StarOffice si basa sul codice sorgente di OpenOffice: da ciò si può intuire come le due iniziative siano strettamente correlate fra loro. Nell’annunciare l’accordo Sun ha infatti spiegato che i piani di sviluppo prevedono il rilascio, verso la fine dell’anno, di una versione Java-based di OpenOffice seguita, nel 2003, da una versione di StarOffice.

L’accordo con Sun appare come una conferma della profonda spaccatura riapertasi, dopo anni di partnership, fra Apple e Microsoft. Spaccatura accentuatasi proprio di recente, durante il Macworld Expo, quando il colosso di Redmond ha dichiarato che le scarse vendite fatte registrare da Office v. X (300.000 copie vendute dal novembre 2001 contro le 750.000 previste inizialmente) sarebbero conseguenza della debole strategia di marketing adottata da Apple per promuovere Mac OS X. Affermazione a cui Steve Jobs, CEO di Apple, ha replicato con un commento pungente sul prezzo di vendita di Office, a suo dire troppo elevato.

Sun potrebbe poi mettere nuovi bastoni fra le ruote di Microsoft con l’eventuale decisione di rilasciare StarOffice per Mac con una licenza gratuita, facendo pagare agli utenti solo i servizi di supporto. Questa mossa, ventilata dagli stessi dirigenti di Sun, potrebbe favorire la diffusione di StarOffice su un mercato, quello del Mac, dove le alternative a MS Office sono davvero poche: fra queste AppleWorks della stessa Apple, distribuito però solo con i sistemi di fascia consumer, e ThinkFree , una suite Java dal costo di 50 dollari.

Sun sostiene che la situazione ideale sarebbe quella in cui Apple partecipasse attivamente allo sviluppo di StarOffice e lo distribuisse in bundle con Mac OS X come se fosse un proprio prodotto. Questo perché, secondo il dirigente di Sun Tony Siress, “nessuno può fare un prodotto per Apple più bello di quanto possa farlo Apple”. Chissà se Microsoft è d’accordo…

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28 07 2002
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