OpenStreetMap vince contro Sogei

La società pubblica chiarisce che si è trattato solo di un malinteso. Ora i riferimenti al lavoro delle mappe crowdsourced ci sono tutti
La società pubblica chiarisce che si è trattato solo di un malinteso. Ora i riferimenti al lavoro delle mappe crowdsourced ci sono tutti

“Sogei si scusa per l’inconveniente relativo all’uso di OpenStreetMap e comunica che la corretta informativa è stata pubblicata”: lapidaria, la società incaricata dall’Agenzia delle Entrate di realizzare il servizio mappe dell’ Osservatorio Mercato Immobiliare , liquida così la questione sollevata ieri dalla campagna #agenziauscite che rivendicava maggiore rispetto per la licenza d’uso dei dati di OpenStreetMap.

“Il servizio gratuito al cittadino finalizzato all’individuazione dei valori medi del mercato immobiliare (…) è erogato dall’Agenzia delle Entrate per il tramite di Sogei – spiega il comunicato emesso per chiarire la faccenda – attraverso il framework cartografico GeoPoi di Sogei, che utilizza per la cartografia di base grafi commerciali vestiti attraverso il contributo di diverse fonti Open (Nasa, Istat, OpenStreetMap, ecc)”. La mancanza di attribuzione dei dati sarebbe il frutto solo di una disattenzione: “Al logo GeoPoi, pubblicato sulla home page del servizio – conclude il comunicato di chiarimento – è associata la pagina relativa ai contributi Open utilizzati”.

La pagina a cui fa riferimento Sogei riporta ora le informazioni minime per attribuire correttamente la paternità delle mappe. Resta il mistero sul perché l’Agenzia delle Entrate non utilizzi le mappe catastali di cui è già in possesso , e il cui rilascio sotto forma di open data sarebbe cosa molto appropriata vista la natura pubblica delle informazioni. ( L.A. )

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09 07 2014
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