Oracle contro Google, guerra di cifre

Il colosso dei database assolda un esperto per monetizzare quanto eventualmente Google dovrebbe pagare in caso di sconfitta. Google non ci sta a svendere il business di Android e accusa: un rapporto infondato

Roma – Nella perdurante querelle legale fra Oracle e Google comincia a pesare, e parecchio, il fattore economico: Ian Cockburn, esperto in danni per le cause inerenti il copyright e i brevetti già consulente della Federal Trade Commission statunitense, avrebbe calcolato che Google deve a Oracle molto più di quanto la corporation di Mountain View abbia mai guadagnato dal suo sistema operativo Android.

Stando all’analisi della documentazione legale prodotta dal professor Cockburn e presentata da Google alla corte, Oracle avrebbe intenzione di includere i guadagni di Mountain View provenienti dall’advertising come parte delle royalty da usare per calcolare il danno.

La causa riguarda l’eventuale infrazione dei brevetti della virtual machine Java Davlik implementata in Android, ma Oracle intende andare molto oltre sino a minacciare l’intero business di Android nella sua stessa esistenza: Google non ottiene ricavi diretti dalla fornitura del codice dell’OS ai produttori di smartphone, ma di certo ricava la sua buona quantità di dollari dalla fornitura di messaggi pubblicitari e ads sulle piattaforme basate su Android.

La prospettiva di ottenere una compensazione miliardaria solletica non poco i dirigenti ai piani alti di Oracle, che non a caso cita i 900 milioni di dollari pagati da Microsoft a Sun per difendersi dalla “frammentazione di Java” e prefigura l’ importante precedente di SAP – 1,3 miliardi e più di dollari risarciti per violazione del diritto d’autore – come possibile conclusione della sua nuova causa contro Android.

Vista la minaccia posta dalla testimonianza di Ian Cockburn al suo business, Google ha deciso di attaccare in maniera diretta l’esperto definendo il suo punto di vista come “inaffidabile, ingannevole e inappropriato”. Il rapporto del professore ingaggiato da Oracle non deve in nessun modo finire nelle mani della giuria al processo, recita la linea difensiva di Mountain View.

Alfonso Maruccia

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