P2P, il record è di Hong Kong

In due anni e mezzo gli utenti del peer-to-peer della regione avrebbero scaricato almeno 130 milioni di brani musicali, buona parte dei quali protetti da diritto d'autore. Sarebbe un record mondiale
In due anni e mezzo gli utenti del peer-to-peer della regione avrebbero scaricato almeno 130 milioni di brani musicali, buona parte dei quali protetti da diritto d'autore. Sarebbe un record mondiale


Roma – Certe informazioni vanno prese con una qualche dose di scetticismo, soprattutto quando si tratta di sondaggi condotti attraverso interviste e relative ad una attività che viene più o meno globalmente considerata sostanzialmente illegale: l’uso degli strumenti di condivisione peer-to-peer. Un’attività che, parrebbe, trova ad Hong Kong i suoi massimi cultori.

Ad affermarlo è uno studio realizzato dalla società di ricerche di mercato internazionali TNS secondo cui “scaricare illegalmente non è più una attività di nicchia , ma uno dei principali utilizzi di internet. Riteniamo che questa (di Hong Kong, ndr) sia la più alta del mondo”.

Il 48 per cento dei 500 residenti di Hong Kong utenti internet, intervistati da TNS, ha ammesso di aver scaricato almeno un brano. Un dato che nella fascia tra i 15 e i 24 anni salta fino a quota 81 per cento. In quella fascia, in realtà, si collocano coloro che condividono e scaricano più di tutti: addirittura un quinto di loro ha dichiarato di aver downloadato sul proprio computer la bellezza di 250 brani musicali.

Ad influenzare il tutto, secondo TNS, è senza dubbio la diffusione pervasiva a HK della banda larga , una diffusione che si avvicina notevolmente ai record mondiali della Corea del Sud : quasi il 70 per cento degli utenti internet dispone di broad band.

Sebbene TNS non distingua nel proprio sondaggio tra download di materiali protetti o di altri materiali, i suoi ricercatori hanno riscontrato che per la massima parte i brani scaricati sono prodotti da industrie discografiche che tutto vogliono meno che siano condivisi in questo modo su internet. Una stima valuta addirittura nell’equivalente di circa 100 milioni di euro il valore di mercato dei brani scaricati dai trader di HK.

I ricercatori non mancano poi di sottolineare come questa attività di massa corrisponda ad un aumento complessivo della consapevolezza delle leggi sulla proprietà intellettuale, una “presa di coscienza” misurata dal governo cinese che, però, non sembra influenzare affatto le abitudini degli utenti.

Gli studi della TNS sono destinati a preoccupare ulteriormente le major, non solo perché evidenziano un comportamento che è tanto diffuso quanto consapevolmente illegale ma anche perché proprio la diffusione del broad band rende sempre più facile trasferire e scambiare file di grandi dimensioni. Non più solo musica, dunque, ma anche film e altri contenuti video complessi. La situazione è talmente compromessa che gli esperti di TNS sono convinti che esiste una sola soluzione: l’intervento rapido dei produttori dei dispositivi digitali , gli unici che potrebbero garantirne l’uso “non illecito”.

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15 01 2004
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