PA, responsabilità informatiche dei dipendenti

Una sentenza della Corte dei Conti condanna due impiegati che avevano utilizzato i PC d'ufficio per attività extra-curriculari. Uno avrebbe diffuso il celebre worm Blaster. Per l'altro, 100 euro per ogni ora di navigazione abusiva

Potenza – La sentenza non è recentissima ma suscita grande interesse perché prende di mira non solo l’uso personale di strumenti informatici in un ufficio pubblico da parte dei dipendenti, ma anche perché ascrive ai due coinvolti precise responsabilità in materia di diffusione di virus nell’infrastruttura informatica.

In buona sostanza la Corte dei Conti, con la sentenza 83/2006/R. dello scorso marzo, ha ritenuto colpevoli , seppure con accezioni diverse, due dipendenti della Direzione provinciale del Lavoro di Potenza perché hanno utilizzato i computer messi a disposizione dell’amministrazione in modo abusivo . In particolare, è stata loro contestata sia l’acquisizione di file infetti da Internet quanto la cancellazione, per uno dei due, dell’ intera cache del browser , un’azione che in fase dibattimentale è stata letta come un tentativo di nascondere le proprie navigazioni online extracurriculari.

Mentre S.G. avrebbe installato sul proprio computer un applicativo specifico per preparare ed emettere fatture e documenti relativi a interessi personali e in nessun modo legati al suo impiego, provvedendo anche a eliminare le pagine cachate dal browser, ad I.T. è stato ascritto l’accesso a siti web pornografici. Entrambi sono stati accusati di aver più o meno inconsapevolmente (le posizioni dei due divergono su questo) introdotto una variante del celebre worm Blaster nella rete interna della Direzione, provocando il fermo del sistema per un intero mese , l’intervento di una società specializzata che ha “ripulito” i computer in LAN e di fatto rendendo inagibili i computer di un servizio pubblico. Il virus era contenuto nei file osé scaricati sul computer.

È da segnalare anche il fatto che a S.G., in quanto considerato “tecnicamente competente”, sono state riconosciute delle aggravanti per la diffusione di Blaster, cosa che non è accaduta con I.T., ritenuto “inconsapevole” degli effetti di certe azioni, pur vietate dalle regole dell’ufficio e dalla deontologia. È per questo che solo S.G. è stato condannato a risarcire l’Amministrazione per l’intervento tecnico. Va detto però che la Corte ha anche sottolineato come la sicurezza dei sistemi avrebbe potuto e dovuto essere tenuta in maggior conto dall’Amministrazione.

Ad I.T., come detto, viene contestata la navigazione a luci rosse . Non parliamo di un’attività particolarmente intensa, 30 ore nel giro di un anno, tra dicembre 2002 e novembre 2003, ma sufficienti a mettere nei guai l’impiegato.

Di interesse poi la questione dell’attribuzione delle responsabilità: i due ritengono infatti che non possa essere provato che siano stati loro a compiere certe azioni. L’accesso al PC, a loro dire, avrebbe potuto essere eseguito anche da altro personale dell’ufficio in loro assenza . Una tesi però respinta dalla Corte, secondo cui la perizia tecnica su tempi e modalità di acquisizione dei file infetti e sulla navigazione web ha dimostrato una casualità diretta. Il primo computer infettato sarebbe stato proprio quello di S.G., in cui date ed ore di produzione di documenti non pertinenti al lavoro d’ufficio coincide con quella di contrazione del virus.

Non solo. Secondo la Corte rimane la responsabilità personale per il PC in dotazione che avrebbe dovuto, come previsto dalle regole, essere protetto da password . L’assenza delle password rappresenta quindi un’ulteriore colpa sulle spalle dei due.

Notevole il passaggio della sentenza in cui si sostiene che la navigazione extracurriculare non sia dannosa solo per le ore sottratte al lavoro ma anche perché configura un modus cogitandi e un modus operandi destinato a trasformare il lavoro in un insieme di “espedienti” e “condizioni” per garantirsi lo spazio di abuso necessario a compiere attività slegate dalla propria mansione.

La sentenza attribuisce ad I.T. un risarcimento di 100 euro per ogni ora di navigazione non prevista , ovvero 3mila euro. Somma identica quella addebitata a S.G. per il danno e la bonifica del sistema informatico e per il disservizio arrecato. I due non dovranno invece pagare il nuovo sistema di sicurezza richiesto dalla Direzione dopo questi eventi: si tratta di una novità “oggi indispensabile” indipendentemente da questo episodio.

Adele Chiodi

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  • Anonimo scrive:
    Re: Tv, rinasce la collaborazione Minist
    Tanto entusiasmo per un db? Ehh... ma se lo fa il governo di sinistra è una cosa bellis$$$ima...
  • Anonimo scrive:
    Re: Tv, rinasce la collaborazione Ministero-Agcom
    "delle frequenze" o "delle frequenze televisive"? Che si intende per "frequenza televisiva"? Purtroppo l'impressione è che, per non saper ne leggere e ne scrivere, si sia iniziato a rimettere in ordine gli scaffali dell'ufficio: ma come, qui c'è da far decollare un nuovo piano di assegnazione delle frequenze per la trasmissione digitale (non solo televisiva ma anche DAB, DVB-H, ecc) e si perde tempo a schedare? Nonostante l'appoggio mediatico di cui gode Gentiloni mi pare proprio che non ci siamo. Finiremo per regolamentare l'esistente come con la legge Mammi'? oppure saremo "decisionisti" imponendo il benedetto switch off digitale una volta per tutte?federico rocchi
    • Anonimo scrive:
      Re: Tv, rinasce la collaborazione Ministero-Agcom
      - Scritto da:
      qui c'è da far decollare un nuovo piano di
      assegnazione delle frequenze per la trasmissione
      digitale (non solo televisiva ma anche DAB,
      DVB-H, ecc) e si perde tempo a schedare?
      Nonostante l'appoggio mediatico di cui gode
      Gentiloni mi pare proprio che non ci siamo.E come fai a far partire un nuovo piano di assegnazione se non sai quale è la situazione in Italia?
      • Anonimo scrive:
        Re: Tv, rinasce la collaborazione Ministero-Agcom
        è gia stato fatto... due volte...
        • Anonimo scrive:
          Re: Tv, rinasce la collaborazione Ministero-Agcom
          - Scritto da:
          è gia stato fatto... due volte...Si vede che è stato fatto male, vedi la puntata di Report su TRE e un canale televisivo che ha venduto le sue frequenze...
          • Anonimo scrive:
            Re: Tv, rinasce la collaborazione Ministero-Agcom
            Per non parlare delle "radio locali" che trasmettono sulla frequenza 108 MHz che sarebbe, invece, assegnata alla navigazione!!! :|
          • Anonimo scrive:
            Re: Tv, rinasce la collaborazione Ministero-Agcom
            Mi rendo conto che sta emergendo un partito vero e proprio, ma non è una novità: la pagliuzza nell'occhiolino contro la trave...La puntata di Report l'ho vista e l'ho anche commentata, negativamente, sul forum della trasmissione. Conteneva molte inesattezze tecniche, e anche questa non è una novità. Oggi, per esempio, il Sole 24 Ore pubblica un articolo che vorrebbe parlare dell'alta definizione per i mondiali e infila una appresso all'altra una serie di castronerie che evidenziano come il giornalista sia all'oscuro del fatto di cui parla. Ora, la realtà è che le frequenze non si "vendono" ma al massimo si può "vendere" la concessione peresempio cedendo l'attività. Io non ci trovo niente di male a cedere un'attività e a comprare un attività. E trovo normale che dovendo fare una rete, velocemente, si tirino fuori i soldi e si comprino tutte le antenne già accese sul territorio. Ricordo che la maggior parte delle antenne accese affittano i loro spazi a venditori di tappeti e cartomanti, che sono quelli che pagano.Le radio che trasmettono sui 108 MHz probabilmente la licenza neanche ce l'hanno...federico rocchi
    • Anonimo scrive:
      Re: Tv, rinasce la collaborazione Ministero-Agcom
      sottoscrivo in pieno...oltretutto non avevo mai visto pubblicate le foto degli interessati a lato di un articolo di PUNTO INFORMATICO...francamente il SANTINO del MINISTRO potevano risparmiarselo.Sono le cose squallide che saltuariamente minano la credibilità di un pur ottimo quotidiano online di tecnologia- Scritto da:
      "delle frequenze" o "delle frequenze televisive"?
      Che si intende per "frequenza televisiva"?
      Purtroppo l'impressione è che, per non saper ne
      leggere e ne scrivere, si sia iniziato a
      rimettere in ordine gli scaffali dell'ufficio: ma
      come, qui c'è da far decollare un nuovo piano di
      assegnazione delle frequenze per la trasmissione
      digitale (non solo televisiva ma anche DAB,
      DVB-H, ecc) e si perde tempo a schedare?
      Nonostante l'appoggio mediatico di cui gode
      Gentiloni mi pare proprio che non ci siamo.
      Finiremo per regolamentare l'esistente come con
      la legge Mammi'? oppure saremo "decisionisti"
      imponendo il benedetto switch off digitale una
      volta per
      tutte?
      federico rocchi
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