Palestra di IA (su queste pagine siamo soliti scrivere AI, ma faremo un’eccezione) è un progetto appena nato che ci è stato segnalato in redazione, di cui vale la pena scrivere. Il suo creatore, Vincenzo Cosenza, lo descrive come il primo strumento italiano gratuito dedicato all’allenamento pratico del prompting
. Fa esattamente quanto promette il suo nome: propone alcuni rapidi esercizi quotidiani attraverso i quali imparare a interagire meglio con l’intelligenza artificiale.
Cos’è e come funziona il portale Palestra di IA
Il portale è accessibile da browser desktop e mobile, basta visitare l’indirizzo palestra-ia.it. Ogni giorno pubblica quattro prove dedicate rispettivamente a testi, immagini, video e agenti. Ad esempio, eccone una che descrive uno scenario di partenza, un obiettivo da raggiungere e invita a scrivere un prompt efficace.

Una volta inviato, Palestra di IA restituisce un punteggio che va da 1 a 100, utile per capire se si è sulla buona strada o se c’è un ampio margine di miglioramento su cui lavorare. La valutazione è effettuata da un modello della famiglia Gemini.

I criteri considerati per l’assegnazione dello score sono chiarezza e contesto, formato e attributi, tono e stile, efficacia per l’obiettivo. Peccato non poter vedere gli output in caso di immagini e video, ma è un limite accettabile.
Parte del problema, secondo l’autore del progetto, è che gli utenti tendono a interagire con l’intelligenza artificiale con una modalità simile a quella impiegata per decenni sui motori di ricerca, ovvero ponendo una domanda secca e aspettandosi una risposta rapida. Queste le parole di Cosenza, che centra il punto: l’IA non deve renderci pigri, ma più attivi
. Purtroppo, sappiamo che si tratta di un rischio concreto.
Se non alleniamo il nostro modo di dialogare con queste tecnologie, rischiamo di atrofizzare la capacità critica invece di potenziarla. La Palestra nasce per questo: non è una libreria di scorciatoie, è un luogo dove sfidare se stessi ogni giorno.