Palm Computing/ Uno sguardo complessivo (I)

di M. Corazzi. Palm computing: il grande protagonista del prossimo futuro, al di là di tutte le considerazioni scettiche. Esaminiamo il primo fenomeno in simbiosi con il wireless
di M. Corazzi. Palm computing: il grande protagonista del prossimo futuro, al di là di tutte le considerazioni scettiche. Esaminiamo il primo fenomeno in simbiosi con il wireless


L’integrazione su larga scala è stata il nodo dello sviluppo tecnologico nel corso del trentennio più lungo della storia: il numero di transistor in un chip e con esso la velocità pura sono raddoppiati circa 15 volte (una volta ogni due anni), seguendo approssimativamente la legge di Moore.
L’ambizioso progetto di aumentare sempre a questo ritmo il rapporto tra potenza di calcolo e dimensioni dei circuiti integrati ha trovato naturale impiego nella realizzazione di strumenti portatili.
I mainframe all’epoca occupavano intere stanze; presto gli home e i personal computer li hanno raggiunti e superati in prestazioni, e ormai i portatili si notano sempre più spesso in giro sui treni, negli spot pubblicitari e sulle scrivanie negli uffici. Il prossimo passo, ovvio, è quello dei palmari.

Il problema principale a questo punto dello sviluppo non è più rappresentato dalle dimensioni dei componenti elettronici, ma da quella delle interfacce: il display è troppo piccolo per rappresentare le informazioni, e l’assenza della tastiera costringe a rocamboleschi ghirigori con la pennina.
Probabile quindi che la prossima frontiera sia quella di studiare uno schema di interazioni diverse. Ad esempio un output basato su occhiali con display speciali (come quelli ideati dalla Sony e di cui non si è sentito più parlare), oppure su sintetizzatori vocali (“Salve, sono la prima personal digital assistant…”), e un input basato sul riconoscimento vocale, o su jog dial, T9 e quant’altro sia già stato sperimentato sui cellulari.

Per i palmari la soglia tra il vezzo e l’utilità, e poi tra l’utilità e l’indispensabilità, è tracciata dalla comodità di utilizzo. Continuo a pensare che se per trovare o inserire un indirizzo nell’agendina elettronica occorresse più tempo che per farlo su una cartacea, forse non varrebbe la pena; se trovare una strada in una città significasse combattere con i bug del software di routing, forse sarebbe più intelligente ricorrere a una piantina e alla cortesia di un vigile; se ricordare un appuntamento fosse basato sulla probabilità che le batterie siano cariche, forse sarebbe meglio passare a una dieta più ricca di fosforo.
Tanto sappiamo, nel nostro subconscio, che la passione per il gadget elettronico e il notevole risparmio di spazio fisico costringeranno tutti noi a comprarlo, prima o poi.
Ma solo nel momento in cui saranno garantiti dei livelli minimi di usabilità e comodità a tutti il palmare conoscerà la diffusione che ora è appannaggio dei cellulari e delle agendine elettroniche.

Queste considerazioni di carattere abbastanza generale occorrono esclusivamente per affrontare la questione con il dovuto equilibrio: non ha senso esaltare uno strumento che ancora non ha una sua maturità e soprattutto una sua identità. A tal proposito: a chi e a cosa puo servire un palmare? Intanto al professionista, che trova tutti i suoi strumenti di produttività condensati in poco spazio (e un oggetto che fa molto “immagine”). Quindi all’hobbista esigente, che magari deve scegliere con cura qualcosa di meno costoso rispetto ai modelli “di punta”. Infine, ed è questa la categoria di cui cercherò di occuparmi principalmente, allo sviluppatore di nuove applicazioni. Infatti è sempre dal software che si parte per raggiungere il successo, e chi non vuole farsi trovare impreparato dovrebbe cominciare sin da ora ad attrezzarsi.


Molto del software per palmare è stato progettato per mantenere un certo grado di compatibilità con i pacchetti destinati ai PC. Questa caratteristica rende il nostro piccolo amico il compagno ideale di un desktop o di un notebook cui non si sostituisce, ma si affianca in tutte le situazioni in cui la mobilità sia importante.

Vediamo innanzitutto le caratteristiche “fisiche” di un palmare. Quasi tutti dispongono di un’interfaccia seriale (o anche USB) che può essere utilizzata per la sincronizzazione con il PC o per il collegamento di periferiche come tastiere esterne. Indispensabile anche la porta IrDA, anche se attualmente molte case (come Compaq e Sony) le hanno fatte sparire dai loro portatili, e a volte latitano anche nei cellulari, persino i più recenti e blasonati (Ericsson e Sony): si stanno approntando ormai i primi dispositivi BlueTooth.

La maggior parte dei palmari ha un grande display touch screen, con risoluzioni variabili tra 640×200 e 160×160 punti, più o meno colorati. Per l’inserimento del testo le soluzioni sono essenzialmente tre: gli PSION dispongono di una tastierina, altri del riconoscimento della grafia (magari con particolari accorgimenti che vedremo) e altri prodotti ancora mostrano una piccola tastiera sul touchscreen su cui “digitare” grazie alla penna.

Un’annotazione a proposito del colore: in generale i “puristi” lo ritengono un inutile orpello che va a gravare sul consumo delle batterie e sul costo del palmare. Però ci sono applicazioni particolari per cui può rappresentare la chiave. Pensate alla consultazione di grafici, mappe e immagini comunque complesse, oppure ai moduli per la fotografia digitale e, perché no, i giochi.

L’espandibilità è una nota dolente: alcuni sono sistemi chiusi, altri permettono solo l’interfacciamento seriale, altri hanno connettori proprietari per moduli esterni, altri slot per Smart Card o memorie Flash, integrati nel contenitore o da aggiungere a parte; non c’è uno standard.
E cosa si può attaccare a queste porte? Di tutto: memoria aggiuntiva, MP3 player, fotocamere digitali, kit GPS, kit GSM per trasformare il palmare in telefono cellulare, hard disk (della IBM), moduli per trasfomare il palmare in telecomando IR universale, giochi, modem, tastiere portatili, cercapersone.

In realtà questi moduli permettono utilizzi “estremi”, ma la maggior parte degli utenti si accontenta di avere sempre a portata di mano calcolatrice, blocco note, lista spese, calendario, agenda, rubrica, mappa stradale, e-books, skiacciapensieri (ve li ricordate?).
Grazie ai cellulari dotati di modem e IrDA è possibile l’utilizzo come newsreader, client di mail e browser.

Infine ci sono gli utilizzi specifici nel settore industriale, resi possibili da versioni custom dotate, ad esempio, di lettori di codice a barre e software per wireless lan. Sistemi, insomma, dedicati all’utilizzo all’interno di magazzini e centri di spedizione, oppure di grandi uffici e redazioni giornalistiche.


Il peccato da cui scaturiscono tutti i mali è quello dell’orgoglio; è quindi del tutto comprensibile che, salvo rari casi di obiettività olimpica, ognuno consideri il proprio gioellino acquistato di fresco il non plus ultra.
In realtà ciò che spesso accade è che prodotti molto simili (ma con fasce di utilizzo diverse o con caratteristiche peculiari) si equivalgano sul freddo piano delle statistiche e dei test, e che ogni utente, una volta metabolizzate le idiosincrasie, ritenga di aver fatto il miglior affare della sua vita, specie rispetto agli altri. Atteggiamento peraltro comprensibile.

Un ottimo punto di riferimento è il newsgroup it.comp.hardware.palmari, che vanta una pluralità di voci e una certa saggezza dei frequentatori, che raramente si riscontra in altri NG tecnici. La frase con cui più volentieri vi sentireste rispondere se postaste la (trita) domanda: “Qual’è il miglior palmare?” sarebbe “Non esiste il MIGLIOR palmare: esiste soltanto il miglior palmare PER TE”. Solo grazie alla cortesia mostrata nei miei confronti e all’esperienza gentilmente messami a disposizione dai subscribers di ICHP mi sono avventurato nell’epica impresa.

In questi articoli sarà fatto ogni sforzo per mantenere una certa obiettività e mostrare lo scenario nella sua completezza, anche se il panorama è in continua crescita e mutamento, e ancora non si è raggiunto un equilibrio come quello che il mondo personal sembra invece aver instaurato, pur con contraddizioni e incessanti dibattiti.

Ma quali sono i contendenti nell’arena? Il punto di vista più comodo per un’analisi completa sembra quello dei sistemi operativi, anche se ovviamente parleremo anche di hardware. Gli OS più diffusi sono certamente PalmOS di Palm, WindowsCE di (indovinate) Microsoft e Epoc di PSION.

Cominceremo parlando di PalmOS che è in un momento particolarmente felice. Giunto ormai alla versione 3.5 è un sistema maturo e affidabile, dotato di un ampio parco di applicazioni software e supportato principalmente dall’hardware 3Com, ma anche da nuovi concorrenti. La sua agilità e parsimonia nell’uso delle risorse ne fanno il partner perfetto per le applicazioni essenziali, e la potenzialità di crescita appare illimitata. Negli USA è tutt’ora il leader incotrastato del mercato.

L’alternativa è rappresentata dal ben più multimediale PocketPC, il pacchetto WinCE di Microsoft dedicato ai palmari. Orientato alla trattazione di testi, immagini e suoni, offre grande compatibilità con i prodotti della serie Office, in particolare Outlook, Excel e Word. Ovviamente dedicato a chi utilizzi indifferentemente desk, lap e palmtop e voglia condividere i dati tra tutti e tre senza problemi. A detta di alcuni, anche grazie al feticcio ideale (iPaq), sta riconquistando terreno.

Poi c’è l’eccezione PSION che con un sistema proprietario e la peculiarità delle tastierine ha da tempo conquistato una sua fascia affezionatissima di utenti. Infatti PSION è stata tra le prime a credere in questo nuovo orizzonte, e già dagli anni ’80 proponeva dei rudimentali assistenti elettronici. Oggi PSION Revo mostra che c’è sempre qualcosa da imparare dalle vecchie volpi.

Si sta facendo strada un’interessantissima alternativa chiamata Agenda VR3 della Agenda Computing che si basa su LinuxVR, una versione pocket del noto sistema operativo open source. Sia dal punto di vista hardware che dal punto di vista software il prodotto si candida all’eccellenza. Putroppo però attualmente il prodotto è disponibile solo negli USA. Dedicheremo ampio spazio anche a queste novità che portano alla ribalta le tonnellate di software free a disposizione per la creatura di Linus Torvald.

Oltre alle compagnie già citate non mancheremo di approfondire la conoscenza con Casio, Oregon Scientific, Handspring, IBM, Olivetti, TRG e tutte le altre che incontreremo nel nostro pellegrinaggio.
Insomma: strumento indispensabile, giocattolo di lusso o copertina di Linus per tutti quelli che lontano da Internet e dal loro computer si sentono perduti?
Lo scopriremo durante il nostro percorso, e sono sicuro che le opinioni in merito saranno contrastanti e daranno luogo a una vivace discussione.

Manrico Corazzi

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20 01 2001
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