Partita la campagna contro la censura online

Parte oggi una petizione che verrà presentata al nuovo Parlamento che uscirà dalle prossime elezioni politiche e che chiede l'abrogazione della nuova legge sull'editoria. Tutti gli utenti e i siti Internet sono invitati a partecipare
Parte oggi una petizione che verrà presentata al nuovo Parlamento che uscirà dalle prossime elezioni politiche e che chiede l'abrogazione della nuova legge sull'editoria. Tutti gli utenti e i siti Internet sono invitati a partecipare


Roma – Parte oggi una petizione online per presentare al nuovo Parlamento, che emergerà dalle elezioni del 13 maggio, “il conto” delle “malefatte” del vecchio Parlamento in tema di legge liberticida sull’editoria.

La legge, come già emerso in questi giorni sia su Punto Informatico che su Interlex e su altri siti italiani, mette in campo una serie di contraddizioni ispirate dalle necessità economiche dell’editoria tradizionale travasata su Web. Il tutto si traduce in nuove forme di censura per la pubblicazione di informazioni online, cioè per la pubblicazione di siti Web o di altri strumenti di opinione e informazione che la Rete consente di realizzare.

Inutile dire che una legge del genere, scaturita da un Parlamento che ne ha fatte di cotte e di crude per quanto riguarda Internet (basti pensare il tempo perduto su un DDL-domini che ha fatto inorridire molti), può essere vista come il primo passo di un possibile tentativo di “colonizzazione” della Rete da parte dei centri di potere nati e cresciuti in un’epoca in cui il libero scambio delle opinioni e delle informazioni era “tecnicamente” inesistente oltreché politicamente scomodo.

La notizia dell’entrata in vigore di questa legge ha spinto molti webmaster a sospendere gli aggiornamenti sui propri siti. Una mossa prudente ma forse esageratamente repentina, considerando che se il sito non pubblica informazioni periodiche, o sceglie di pubblicarle a giorni alterni e senza una periodicità fissa, “se la può cavare” semplicemente indicando sulle proprie pagine l’autore/editore del sito e la locazione fisica del server dove il sito è mantenuto.

Su queste basi oggi viene lanciata da tantissimi webmaster e utenti Internet una iniziativa di raccolta firme attorno ad una petizione che chiede l’abrogazione della nuova legge sull’editoria e in particolare dei commi 1 e 3 dell’articolo 1, quelli che estendono gli obblighi di registrazione ai siti “che fanno informazione”.

Una campagna – come chiedono alcune lettere pervenute in redazione ieri pomeriggio – che sia per la Rete italiana un primo forte segnale della difesa dei diritti che Internet oggi deve poter garantire, diritti disconosciuti o semplicemente ignorati dall’attuale classe politica, con rarissime e preziose eccezioni.

La petizione verrà presentata, completa di firme e di adesioni dei siti, al nuovo Parlamento che emergerà dalle urne dopo il 13 maggio. Alla firma sono invitati tutti gli utenti Internet, i siti e i politici, che in questi giorni stanno conducendo la campagna elettorale per le elezioni.

Che l’interesse per questa “battaglia” sia altissimo lo dimostra il fatto che nel solo pomeriggio di ieri hanno aderito più di 1.000 utenti e siti come fantascienza.com, gratis.it, aduc.it, ziobudda.net, giuda.com, dude.it, articolo21.it, webmasterpoint.org, insieme a più di altri 150 spazi Web italiani, tutti interessati a sotterrare al più presto una legge liberticida.

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05 04 2001
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