Il Partito Internettiano alle Elezioni Europee

Tra i simboli presentati per le prossime Elezioni Europee figura anche quello del Partito Internettiamo: Rete, trasparenza e partecipazione al centro.

Il Partito Internettiano alle Elezioni Europee

Popolo del Web!

La GRANDE MADRE vi chiama alle urne. Cos’è la GRANDE MADRE? La Rete, ovviamente. E se ancora non lo sapevate, allora non dovete far altro che affidarvi al Partito Internettiano il prossimo 26 maggio quando andrete alle urne. La scelta è ampia, chiaramente: ci sono i Poeti d’Azione e i Forconi, il Sacro Romano Impero e la Catena. Ma sono gli internettiani ad attirare immediatamente le nostre attenzioni.

Il Partito Internettiano

Il nome sale agli onori delle cronache in queste ore in virtù della presentazione del simbolo presso il Viminale e nella proiezione di poter partecipare alle Elezioni Europee del prossimo 26 maggio. Mancano poche ore alla chiusura degli uffici di deposito dei simboli e già sono comparsi molti piccoli nuovi nomi ad accompagnare i classici “big” che si giocheranno le poltrone del Parlamento Europeo. Tra i nomi che si fanno notare in queste ore non può non essere citato il “Partito Internettiano”, secondo il Sole 24 Ore il primissimo ad essere depositato: “a presentarsi è l’anziano presidente […] accampato da due giorni per garantirsi la priorità“.

Il simbolo

Il simbolo del Partito Internettiano è un cerchio bicolore, diviso in due da una linea pixellata sulla quale si sovrappongono una “W” e una “a”. Non sono però lettere iniziali, bensì richiami sufficientemente noti al “popolo del Web”. La W strizza l’occhio a Wikipedia, a WordPress ed al “www” da cui tutto inizia; la “a” è in realtà una “@” che richiama alla posta elettronica e che viene inclinata sul medesimo sfondo giallo della W.

Giallo, violetto e fuxia i colori scelti per presentarsi all’Italia e all’Europa. Un simbolo che vuol essere promessa:

La casa del PARTITO INTERNETTIANO è la tua casa. Avrai accoglienza, assistenza, conoscenza e strumenti concreti di partecipazione idonei ad un controllo veramente democratico e diffuso.

Il manifesto

Il Partito Internettiano ha un sito internet e un blog. Secondo Google, ha anche una storia (molti i commenti lasciati su altre testate negli anni passati a firma del Partito, coerentemente in CAPS LOCK). Ma con questa candidatura alle Europee ha anche un punto di partenza ideale per leggerne i principi che reggono la candidatura e le future proposte.

Per la prima volta nella storia

IL POPOLO DI INTERNET

ha dato vita al proprio Partito Politico, consapevole che solo tramite internet ogni cittadino, prima tenuto fuori dai luoghi decisionali, può rinnovare la dinamica sociale con la partecipazione in tempi reali, alla gestione di spazi politici e di interessi socialmente condivisi.

Ci si ispira quindi ai principi della massima trasparenza di conti ed azioni, affinché ogni mossa possa essere scrutinata e votata online. Uhm… dove l’abbiamo già sentito?

La relazione della Corte dei Conti sarà messa in rete e saranno previste popolari raccolte di fondi per azioni legali contro abusi e palesi sperperi clientelari di denaro pubblico, troppo spesso veri atti predatori, da decenni sottaciuti ed impuniti. In relazione all’ultima relazione della corte dei Conti, nella sede “terrena” del PARTITO INTERNETTIANO, sita nel parco del ticino con ventiduemilametriquadrati di terreno e cinquecento metriquadrati di fabbricati, il PARTITO INTERNETTIANO ha messo in palio un premio fra gli internettiani che produrranno il sito più dinamico ed efficace per analizzare in dettaglio la voce della Corte dei Conti e denunciare, nelle forme giuridiche più mirate, gli abusi e le illegalità direttamente agli Organi Costituzionali preposti ed anche alla Corte Europea.

Non ci è esattamente chiara la questione della “sede terrena”, tuttavia la sede ufficiale viene indicata in una abitazione di Via Torelli Viollier a Milano. Il manifesto passa però immediatamente alle cose importanti: il principio fondante, quello che mette Internet al centro di tutto come chiave di volta della storia e come chiave di lettura della realtà odierna:

Il PARTITO INTERNETTIANO ritiene che solo tramite internet, il più rivoluzionario strumento di partecipazione diretta, sarà possibile intervenire nelle nuove sfide, contrapporsi da subito ai minacciosi piani di accaparramento delle risorse del pianeta da parte di oscuri centri di potere che, in nome del profitto ed in forza di immense disponibilità finanziarie, pensano di determinare e dominare il destino della società senza che nessuno si opponga.

Nasce qui l’ombelico che deve coalizzare il movimento. Tutto ruota con forza centripeta attorno alla “grande madre”: la rete.

Soltanto milioni di volontà coese nel seno della GRANDE MADRE, la RETE, la fermezza, l’empatia degli internettiani, il modo concreto di operare e correlarsi, che il PARTITO INTERNETTIANO organizza, possono spezzare le congiure degli attuali assetti politico-finanziari padroni delle risorse e sostituire i politici asserviti.

Ed un richiamo molto milanese a libertà e partecipazione chiude il testo:

Tramite il PARTITO INTERNETTIANO è possibile per ognuno esercitare il diritto di essere protagonista del proprio avvenire per una vita dignitosa, l’accesso ai saperi ed una diretta e consapevole costruzione dell’ avvenire della Comunità Umana e del pianeta.

La firma è di un non meglio precisato “Gruppo San Francesco”. Seguono 18 impegni firmati dal Segretario Nazionale Francesco Miglino, tra i quali si distinguono la “lotta frontale ai mass media”, la “promozione della scolarizzazione informatica”, la “promozione e la diffusione della ricerca genomica”, la “raccolta popolare di fondi per l’acquisto e la conservazione delle foreste”, nonché l'”alleanza di coloro che vogliono coniugare la fiducia sociale e l’ empatia internettiana”. Internet dovrà diventare “patrimonio dell’umanità e luogo di libertà”, da difendere contro ogni ingerenza e censura.

Il partito, online

Un sito, un blog, una fanpage e una webmail su Gmail. Il blog testimonia contenuti fin dal 2009, benché nel testo siano apparentemente molto più presenti banner che non altri contenuti. Nel 2011 il blog scriveva che “L’internettianesimo si realizza anche nel superamento delle faziosità diffondendo ipertesti che introducano agli scritti originali degli autori corredati dalla raccolta completa delle considerazioni, degli articoli, degli spunti evolutivi che hanno inciso nella storia del pensiero“. Per questo motivo la sede del primo parlamento internettiano sarebbe stata nel centro storico di Milano, “ove sono le fonti battesimali dei cristiani precostantiniani“.

La pagina Facebook fa riferimento da parte sua a tutta una serie di siti (“Il popolo di Internet”, “Gli internettiani”, “Tribunale Internettiano” e altri ancora) non esistenti, non raggiungibili o “in costruzione”. 472 i like al momento della pubblicazione.

E una scelta di base che sembra guidare l’intera produzione di contenuto: nessun link, se non quelli di archivio.

Per il Partito inizia ora la ricerca delle firme per poter portare i propri principi nell’emiciclo di Bruxelles. In popolo del Web si faccia avanti.

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