Pavel Durov: la crittografia di WhatsApp è una frode

Pavel Durov: la crittografia di WhatsApp è una frode

Secondo Pavel Durov (CEO di Telegram), la crittografia end-to-end di WhatsApp è la più grande frode ai danni dei consumatori della storia.
Pavel Durov: la crittografia di WhatsApp è una frode
Secondo Pavel Durov (CEO di Telegram), la crittografia end-to-end di WhatsApp è la più grande frode ai danni dei consumatori della storia.

Nuovo intervento “a gamba tesa” di Pavel Durov su WhatsApp. In seguito ad una denuncia presentata a fine marzo, il CEO di Telegram ha sottolineato che la crittografia del servizio di messaggistica concorrente è una frode. Circa due mesi fa aveva pubblicato un post sulla stessa questione, commentando un’altra simile denuncia.

Meta e terze parti leggono i messaggi

Nella denuncia presentata da uno studio legale per conto di due utenti, Meta viene accusata di aver ingannato i consumatori affermando che WhatsApp garantisce la privacy con la crittografia end-to-end. In realtà, i dipendenti dell’azienda di Menlo Park, la società di consulenza e tecnologia irlandese Accenture e altre terze parti possono accedere ai messaggi tramite una backdoor presente nel codice sorgente.

La crittografia end-to-end di WhatsApp è basata sul protocollo Signal. Tuttavia, a differenza di Signal, il codice sorgente non è open source, quindi non è possibile verificare la presenza della backdoor. Le accuse dello studio legale si basano sulle segnalazioni di informatori delle autorità federali, secondo i quali i dipendenti di Meta e terze parti possono leggere i messaggi degli utenti.

Nella denuncia è scritto che, tra il 2021 e il 2022, Meta ha incaricato Accenture di analizzare il contenuto dei messaggi in risposta alle richieste ricevute dalle forze dell’ordine che indagavano su alcune persone. L’obiettivo degli avvocati è ottenere la certificazione di class action, alla quale possono partecipare gli utenti statunitensi che hanno usato WhatsApp a partire dal 5 aprile 2016.

Pavel Durov ha così commentato:

La “crittografia” di WhatsApp potrebbe essere la più grande frode ai danni dei consumatori della storia, ingannando miliardi di utenti. Nonostante le sue affermazioni, legge i messaggi degli utenti e li condivide con terze parti. Telegram non l’ha mai fatto e non lo farà mai.

In realtà, la crittografia end-to-end non è attiva su Telegram per impostazione predefinita. Viene sfruttata solo quando l’utente usa le chat segrete.

Fonte: Pavel Durov
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Pubblicato il
11 apr 2026
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