PayPal, la banca di Facebook

I casual gamer del socil network potranno ora comprare i beni virtuali tramite il sistema di pagamento di eBay. I crediti Facebook ottengono un tramite internazionale, spendibile anche per l'advertising

Roma – Facebook e PayPal hanno annunciato una partnership attraverso cui saranno gestiti sia la pubblicità che i pagamenti relativi ai beni virtuali scambiati sulla piattaforma.

È tramontata così l’ipotesi che voleva Facebook alle prese con lo sviluppo di un sistema di pagamento proprio personalizzato in un’ottica anti-PayPal (si vociferava di un progetto dal nome “Facebook Wallet”). La partnership sembra però sancire l’abbandono del progetto, agevolata dalla presenza di Peter Thiel, cofondatore di PayPal e uno dei primi ad investire nel social network in blu, dove ora siete nei consiglio d’amministrazione.

Presto (“nei prossimi giorni” ha riferito un portavoce di PayPal) per le spese effettuate sul social network, sia per quelle relative all’advertising sia per acquistare crediti Facebook, sarà possibile effettuare i micropagamenti tramite PayPal, che attualmente invia e riceve pagamenti in 24 valute e 190 mercati di tutto il mondo. L’accordo, dunque, metterà a disposizione un mezzo utile per gestire le transazioni internazionali, soprattutto in considerazione del fatto che il 70 per cento dei suoi utenti risiede fuori dagli Stati Uniti. PayPal si affiancherà alle modalità di pagamento attualmente disponibili sulla piattaforma, tramite carta di credito o via Zong, servizio di una parte terza che effettua transazioni tramite credito telefonico.

PayPal sembra voler agire per guadagnarsi una posizione privilegiata come operatore per i micropagamenti che avvengono in Rete e in particolare nello scambio di beni virtuali come quelli che si potrebbero volere acquistare per i giochi online.

Le possibilità maggiori riguarderanno lo sviluppo dei crediti Facebook , valuta virtuale che attualmente può essere utilizzata sui gift shop virtuali del sito o su varie applicazioni di parti terze. Basta pensare alla diffusione dei giochi di Facebook come Happy Acquarium, Farmville o Mafia Wars, applicazioni gratuite sviluppate da parti terze com Zynga e Electronic Arts, che danno la possibilità di progredire più velocemente nel gioco acquistando beni virtuali: queste transazioni generano un ingente flusso di denaro che – secondo alcune stime – entro il 2012 quadruplicheranno arrivando a valere circa 3,6 miliardi di dollari.

Claudio Tamburrino

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  • Ladrone scrive:
    Telecom finanziata dalla mafia
    Scoperta eccezionale! Telecom Italia riceve parte dei suoi proventi direttamente dalla mafia!Ed e' anche facile da dimostrare.Chi possiede la maggior quota di mercato nelle telecomunicazioni in Italia? Telecom.La mafia e' principalmente un fenomeno di quale paese? Italia.Ne consegue che buona parte della mafia usa Telecom Italia come operatore telefonico e, quindi, versa a Telecom Italia parte dei suoi proventi criminosi acquistando SIM o pagando il canone telefonico.Proventi derivanti da pizzo, omicidi, appalti truccati!!!Che scandalo!!!!
  • mavala scrive:
    Professore dei miei stivali
    Questo emerito imb... elle professore è in cerca di notorietà, ma non ci riuscirà, nonostante la class action. Bhe si il suo nome girerà sui motori di ricerca, ma non come un furbo, piuttosto come uno stupido.Il problema non è google, pur non amandolo particolarmente. Il problema è dei registar, che comunque possono fare ben poco.E poi se vogliamo dirla tutta, la colpa è dei personaggi viscidi che registrano in massa nomi a dominio chiave, cosi da lasciare poco spazio a chi invece vuole utilizzare il dominio per farci qualcosa.Io silurerei gli sciacalli che parcheggiano i nomi a dominio: se non utilizzato entro 11 mesi, gli si toglie la proprietà.Vedrai che i typosquatter non avranno più tanto spazio.Ah professore... guarda un po più in la del tuo nasone e della tua cattedra muffa, il web e i suoi problemi sono ben altro.
    • jack scrive:
      Re: Professore dei miei stivali
      Ecco finalmente una buona idea! Registri il dominio, se lo tieni parcheggiato per più di tot mesi, non gli si toglie la proprietà (sarebbe illegittimo) ma semplicemente lo si rende inattivo.Sono d'accordo con te!
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