Pedofilia, gogna digitale in Corea

La Corea del Sud opta per la linea americana: pubblicati online i nomi e gli indirizzi di 169 persone condannate per atti pedofili. Novità anche in Italia e Svizzera


Roma – Suscita una certa attenzione la scelta della magistratura sudcoreana di ricorrere ad una pratica che va per la maggiore negli Stati Uniti, quella della gogna digitale per persone condannate per aver compiuto abusi su minori. Una scelta che le autorità sudcoreane hanno reso nota nelle scorse ore.

La Commissione per la protezione dei giovani ha deciso di pubblicare online nome, età, data di nascita, indirizzo, occupazione e dettagli sul crimine commesso per ciascuno di 169 condannati per reati di pedofilia, tra i quali anche alcune donne. Non sono invece state pubblicate fotografie.

A quanto pare questi dati rimarranno pubblicati per sei mesi sul sito internet della Commissione e poi per un mese su altri siti istituzionali. Dopo quella data partirà un nuovo “lotto” di nomi di condannati.

In origine i nomi dovevano essere 170 ma una delle persone coinvolte ha deciso di opporsi alla gogna digitale facendo ricorso alla Corte Costituzionale. I suoi dati, dunque, per il momento non appaiono online.

“Mi aspetto – ha dichiarato il presidente della Commissione – che questo consenta a chi commette questi crimini di non ripeterli e al pubblico di tenere sotto controllo ogni crimine a sfondo sessuale”. Nessuna considerazione è stata pubblicata, invece, relativamente alla qualità della vita delle persone coinvolte che hanno già scontato spesso lunghi periodi di reclusione per quanto hanno fatto.

Sempre ieri, in Italia, l’associazione Meter di Don Fortunato di Noto ha dichiarato di aver individuato un sito che diffonde immagini pedo-pornografiche collocato in Francia. Sito attorno al quale già sarebbero state avviate le indagini del caso da parte della Gendarmeria transalpina. A Siracusa invece sono stati denunciati in tre per scambio via internet di materiale pornopedofilo.

Mentre scriviamo una mega operazione è in corso in Svizzera, sempre relativa al traffico di fotografie porno pedofile su internet. A quanto pare sarebbero coinvolte addirittura 1.300 persone nell’ambito di una indagine internazionale promossa dall’FBI statunitense.

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  • Anonimo scrive:
    eh gia'....
    "Secondo Intertainer, società americana spalleggiata da giganti del calibro di Microsoft"eh gia', quando la ms non ce la fa si lamenta! ma se e' la stessa cosa che fa la ms da anni!ma che stiano zitti! vergognatevi!
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