Pedoporno online, 3 arresti in Italia

Detenzione e diffusione di materiali di pornografia infantile: questa l'accusa piovuta sul capo di 3 arrestati. Altri 51 sono indagati per reati analoghi. L'operazione scattata ieri rientra nella seconda fase del round internazionale Max
Detenzione e diffusione di materiali di pornografia infantile: questa l'accusa piovuta sul capo di 3 arrestati. Altri 51 sono indagati per reati analoghi. L'operazione scattata ieri rientra nella seconda fase del round internazionale Max

Si chiama Max2 l’operazione contro la produzione e lo spaccio di pornografia minorile su Internet che ieri alle prime luci dell’alba si è concretizzata, in Italia, in una serie di blitz e perquisizioni in tutto il paese. Coordinatisi con gli ispettori dell’Interpol e i colleghi tedeschi, gli agenti della Polizia Postale si sono presentati in decine di abitazioni, finendo per arrestare tre persone e per denunciarne altre 51 all’autorità giudiziaria.

Max La prima operazione Max , come ricorderanno i lettori di Punto Informatico , era stata lanciata lo scorso maggio e aveva portato all’apertura di indagini su 53 persone, anche in quel caso, come in questo, localizzate più o meno su tutto il territorio italiano.

Anche in quel caso si è trattato di una indagine con molte implicazioni internazionali , come accade costantemente nelle inchieste contro la diffusione di pedopornografia online, materiale che come tutto ciò che circola su Internet gira senza certo curarsi della geografia politica. Dunque un’operazione che coinvolge il lavoro di cybercop di diversi paesi e che con Max2 dovrebbe poter essere considerata conclusa.

Se la prima operazione era partita da un video illegale che circolava in rete, ora si parla del materiale video e fotografico diverso, contenuto su supporti ottici, computer e altri dispositivi sottoposti a sequestro. In entrambi i casi la segnalazione da cui è partita l’indagine è arrivata dall’associazione Meter di Don Fortunato di Noto.

Le forze dell’ordine hanno ieri confermato che sono moltissimi gli indagati anche all’estero, si parla di 2600 persone : come i denunciati italiani, sono persone che si ritiene abbiano avuto accesso talvolta a grandi quantità di materiali pedopornografici. Si tratta, perlopiù, di detentori di contenuti vietati , individuati a partire proprio dalla prima indagine su quel video, grazie ai riscontri che in questi mesi sono stati cercati e trovati con l’ausilio dei cybercop tedeschi.

don Fortunato Secondo lo stesso Di Noto (nella foto al TrinacriaCamp), durante la perquisizione compiuta dalla polizia postale nei locali dei tre arrestati “sono stati sequestrati migliaia di filmini che riproducevano abusi sessuali su bambini di 5 o 6 anni”. “Detenere materiale, divulgarlo e produrlo – ha dichiarato Di Noto – è non solo penalmente, ma anche moralmente grave e inaccettabile”. A suo dire la diffusione delle immagini alimenta “il mercato dei bambini”.

I tre arresti di ieri sono stati eseguiti in flagranza di reato ed appare chiaro che per loro, come per alcuni degli altri indagati, i capi di imputazione potrebbero non limitarsi alla detenzione di materiale illegale e invece moltiplicarsi con il successivo esame delle prove . Oltre a computer e dispositivi elettronici, in certi casi si parla di persone che hanno visitato più volte i cosiddetti paesi del “turismo sessuale”: per certe attività all’estero, come noto, la legge prevede delle aggravanti specifiche.

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13 12 2007
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