Se Apple è diventata il colosso tecnologico che è oggi, è anche grazie alle campagne pubblicitarie messe in campo nel corso dei decenni, capaci di veicolare messaggi d’impatto per promuovere prodotti come i computer della linea Mac, i lettori iPod e la gamma iPhone. Non sempre, però, il comparto marketing della mela morsicata ha fatto centro. La data odierna è l’occasione perfetta per tornare indietro esattamente di 41 anni, a uno degli scivoloni più clamorosi del gruppo di Cupertino.
Apple e lo spot Lemmings del 1985
Il 20 gennaio 1985 a Stanford, in California, è andato in scena il Super Bowl XIX vinto dai San Francisco 49ers nella finale contro i Miami Dolphins. L’azienda, all’epoca sotto la guida di John Sculley, scelse l’appuntamento per promuovere il lancio statunitense di Macintosh Office, progetto piuttosto ambizioso (e mai in grado di raggiungere l’obiettivo) per creare un ecosistema integrato che potesse competere con quello di IBM. Lo ha fatto con il filmato intitolato Lemmings, ispirandosi alla leggenda dei suicidi di massa commessi dai piccoli roditori artici. Immagini stranianti e in sottofondo una versione distorta di Heigh-Ho, da Biancaneve e i sette nani. Questo il risultato.
Fu un totale fallimento. Molti lo interpretarono come un insulto ai potenziali clienti. Nulla a che vedere con lo spot 1984 che solo dodici mesi prima aveva bucato lo schermo e contribuito al successo del primo personal computer del marchio.
Apple non tornerà a pubblicizzare un altro prodotto o servizio in occasione del Super Bowl fino al 1999, interrompendo la sua assenza prendendo in prestito HAL di 2001: Odissea nello spazio.
Il progetto piacque fin da subito a Stanley Kubrick, uno solitamente difficile da convincere. Una volta visto il risultato, il regista si congratulò con Steve Jobs. La storia è ben ricostruita sul blog di Ken Segall, creative advertising director che ha curato lo spot.