Per deviare Apophis basta impacchettarlo

Un'idea che per la studentessa ideatrice del metodo ha significato la vincita di un premio internazionale: una particolare vela solare che sfrutta la luce per scongiurare l'impatto con la Terra

Roma – Apophis , il temibile asteroide che, con una possibilità su 45mila , nel 2036 potrebbe abbattersi sulla Terra, potrebbe doversela vedere con una vela solare. A Mary D’Souza, laureanda della Scuola di Ingegneria dell’ Università del Queensland , è venuta un’idea per scongiurare l’eventualità del disastro: sfruttare la luce del Sole per variarne la traiettoria, lasciando così allontanare l’asteroide senza che si avvicini troppo al nostro pianeta.

L’idea ha fruttato alla studentessa un premio internazionale: il suo progetto, intitolato A Body Solar Sail Concept for the Deflection of 99942 Apophis (Un concept di vela solare per la deviazione dell'(asteroide, ndR) Apophis 99942), ha battuto gli altri lavori provenienti da tutto il mondo nel quadro dell’iniziativa Move An Asteroid 2008 , presentata in seno allo Space Generation Advisory Council . D’Souza si recherà a Glasgow alla fine di settembre per presentare il suo piano all’ International Astronautical Congress , la più grande conferenza sullo spazio del mondo.

L’idea è semplice : prevede l’impiego di una sorta di “vela solare” in boPET , un’evoluzione del Kevlar ). “Impiegheremo un satellite posto in orbita intorno all’asteroide – spiega D’Souza – Sarà la stessa rotazione dell’asteroide che consentirà di avvolgergli intorno il nastro riflettente”.

Lo strato di boPET coprirà solo il 50 per cento della superficie, ma questo basterà a fare in modo che la luce del Sole possa riflettersi anziché essere assorbita. “Ad operazione compiuta, sarà la forza della luce stessa a spostarlo”, spiega la studentessa.

L’asteroide, del diametro di 330 metri, non è che una minima frazione di quello da 10 Km che, secondo alcuni scienziati, è ritenuto la causa dell’evento che determinò la scomparsa dei dinosauri. Ciò non vuol dire che i rischi non ci siano: “Si tratterebbe di un brutto, bruttissimo giorno per la Terra – dice la studentessa – Gli scienziati sostengono che, se Apophis dovesse abbattersi sul pianeta, la conseguente deflagrazione avrebbe la forza equivalente a 110mila bombe come quella di Hiroshima”.

Un’idea, dunque, che sfrutta le stesse forze della natura per combatterne altre, sempre della natura: il principio è certamente saggio, anche se tutti sperano il verificarsi di una delle altre 44999 possibilità, piuttosto che quell’unica riservata ad Apophis.

Marco Valerio Principato

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  • Fiona Petito scrive:
    Garantismi e Feticicci Giuridici
    Ci siamo inventati la scatola del "diritto"... ma soprattutto ciò-che-vogliamo-metterci-dentro... -- cosa questa che ognuno cavalca come gli pare con la opinabilità e/o abilità argomentativa che vuole o gli fa comodo.E' da quì nascono i problemi. Così, da quando il diritto a "possedere schiavi", in certi tempi motivo di prestigio per il signore, è diventato un crimine... e l'aborto da crimine a "diritto della donna" (con buona pace della assolutezza ed universalità dei diritti)... oggi il nostro codice è infarcito anche da opinabili e quanto mai volubili pseudo-diritti, sopratutto perchè retti da minimi o nulli motivi di vera necessità, se non quelli di mera soggettività ideologica di colui a cui-son-passati-per-la-testa. Gente cioè che pare aver dimenticato - ove mai gli fosse passato per la testa - che il legiferare, in un sistema pluralistico, preponderantemente orientato alla massimizzazione delle libertà e rispetto delle idee dei "molti", più che del "singolo" - deve essere un atto "sobrio", parco, e finalizzato al perseguimento in modo semplice e funzionale di "inequivocabili" benefici pratici non meglio perseguibili in altro modo. In altre parole, il principio che per il più possibile debba essere proibito proibire è non meno espressione di una visione democratica di un sistema legislativo, di quanto lo siano altri pseudo-principi di valenza, a conti fatti, principalmente ideologico-cosmetica. Come quello della privacy, per esempio, che ha fatto e continua a fare più danni pratici (solo a considerare i tribunali intasati da un volume incredibile di scemissime cause)che offrire reali benefici, sopratutto consentendo ad un esercito di farabutti di farla franca e di poter "operare" con miglior tranquillità oggi che non che in passato; mentre i vantaggi per il cittadino comune sono stati irrilevanti o nulli... se non addirittura causa di un eccesso di stupidissimi fastidi e complicazioni - come per esempio la necessità di doversi far fare una delega da un malato senza la quale un suo parente non può andare prendergli analisi mediche che lo riguardano, ed altre scemenze del genere, all'uopo dette "garantismi" (fatico a capire perchè ci si debba vergognare di essere ammalati, e le malattie non si scelgono... - e se le si è prese "in modo colpevole" (ove mai il termine fosse applicabile), tanto peggio, e giusto ludibrio, per chi se l'è prese. (Non a caso come emerge dal Rapporto "VeDrò 2008: Copyright, privacy e property", presentato dalleditore Alberto Castelvecchi e dalla sociologa Monica Fabris, durante la plenaria di apertura di "VeDrò lItalia al futuro", ai cittadini comuni non gliene frega granchè di questa mirabilia "inutilmente" ipergarantista che sarebbe la "privacy"). Ma non sarebbero poi forse altrettanto universali e sacrosanti diritti/principi ben più preziosi e funzionalmente utili della privacy quelli della trasprenza??? del fatto che un cittadino "che-non-fa-niente-contro-la-legge" non debba temere niente da nessuno? ma che se lo si facesse qualcosa contro la legge, c'è sempre il funzionale automatico rischio/deterrente incorporato che "si può viene a sapere facilmente"?? etc. etc. Ora, con tanti problemi che affliggono questo paese, tra cui il parossismo leglislativo -, che tra l'altro comporta la connessa creazione e mantenimento di un inefficiente (e si vede e ce ne si lagna continuamente), oltrecchè "costoso" sistema di controllo e sanzionatorio -, c'è chi si balocca anche con questo scemissimo non-probelma dell' "oblio in rete". A parte il fatto ove mai fosse un reale problema, voglio proprio vedere come fanno a risolverlo - visto che su internet non sono riusciti neanche a proteggere il ben più giusto diritto del copyright. I politici ed altri sapienti di astratto-diritto, pare non abbiano ancora capito che la scienza e la tecnica (Galileo insegna)... se ne frega delle leggi morali o giuridiche fatte a tavolino degli umani. Ma secondo voi, non è ben più prezioso il "diritto alla documentazione"??? alla chiarezza e comprensione della storia e di quella cosa ancora tutta da scoprire che è la vicenda umana con i mille intrighi e bugie che ne offuscano un'illuminante verità? Abbiamo costruito le religioni, sull'assenza di documentazione rimpiazzata da un abnorme bagaglio ideologico (vedi per esempio quella cristiana) che proprio non so se abbiano accellerato il progresso dei paesi in millenni di loro "dominazione", più di quanto abbiano per esempio fatto in meno di un secolo fenomeni ad esse contrastanti, come l'illuminismo, positivismo etc. Vorrei allora ricordare che, come il miglior giudice è quello che giudica il meno possibile, i migliori politici sono quelli che legiferano il meno possibile. Per favore, non dateci anche questo non-problema dell'oblio in rete! Ve lo dice una che fa l'avvocato.Fiona Petito
  • Jean Valjean scrive:
    perfetta?
    perfetta buona fede?intanto svegliatevi, che vi fa benee poi la perfetta buona fede, come tutte le cose perfette, non esiste
  • loify scrive:
    Ma nessuno pensa a...
    Nessuno pensa al fatto che principalmente non sarebbe il c aso di divulgare nomi cognomi e volti di chi è "indagato" ma non è stato dichiarato colpevole? Sono d'accordo con la gogna per chi ha commesso reati, in una socità fondata sull'immagine e sulla reputazione apparente, una gogna non puà che essere un buon deterrente, ma per esservi esposti prima occorrerebbe essere colpevoli....non sono certo pochi i casi, ad esempio in Italia, dove i primi ad essere indagati siano extracomunitari poi risultati non colpevoli...per non parlare id casi storici come Tortora!!!
  • Ricky99 scrive:
    Re: ma il giudice con chi sta'?
    Ho letto condannati al posto di accusati, quindi il mio discorso perde di coerenza visto che era per i condannati in via definitiva.Colgo l'occasione per ringraziare quel povero pirla che vuole il mio indirizzo e la mia faccia su internet per "salvare i bambini" e chiedo a lui se potesse cortesemente mettere il suo, magari alla voce DEMENTI cosi' da poterlo incontrare e capire al volo che qualsiasi cosa dira' sara' priva di senso.Condannare a priori non va' bene, i media ingigantiscono le cose ma le sentenze , quelle VERE, sono depositate e uno se le puo' anche leggere...se ne e'capace,al limite costringere i media a LINKARE la sentenza,almeno in riassunto.A mio avviso i condannati definitivi DEVONO essere a conoscenza della gente comune, e quando dico PER BENE intendo quella SANA che vorrebbe vivere in un mondo un po piu' sicuro ,dove gli ONESTI vengono protetti ALMENO quanto serve e non sempre MOLTO DI MENO.Non parlo di quello che ruba una mela per mangiare, qui si parla di assassini,stupratori e maniaci che hanno MALATTIE MENTALI GRAVI eche non recupereremo mai.Ma qui si parla di demagogia, interessante...secondo qualcuno quelli in carcere perche' malati di mente pericolosi sono pochi, ma io parlavo anche di ASSASSINI...te li sei gia' scordati?Puoi dire quelloche ti pare ma chi uccide per difesa o per tragica situazione e' facile che non reiteri ma chi lo fa per malanno o per abitudine NON cambiera' vita.Vanno tutti incarcerati e la chiave buttata, se non lo si puo' fare allora si deve dare al cittadino il modo di SAPERE e di DIFENDERSI.Non intendo pagare per le colpe degli altri e per le stupidaggini demagigiche di chi accusa gli altri di demagogia.
  • sparkledHea d scrive:
    che poi è un po' come dire
    siccome le informazioni sono fatte per informare è meglio che su internet le informazioni non ci siano perchè internet informa troppo e troppo facilmente.Ottimo, è tatticamente diabolico nonchè stategicamente al servizio dei potenti.
  • Stacy think positive scrive:
    Meglio aver paura
    ATTENTI!!!Non dobbiamo mettere tutto su internet! Ricordatevi questo:« Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente...OGGI »Loro sapranno tutto e noi saremo spacciati!
  • www.aleksfalcone.org scrive:
    Re: ma il giudice con chi sta'?
    - Scritto da: Ricky99
    Scusate, proprio non capisco tutta questa
    veemenza in difesa di assassini, pedofili,
    stupratori compulsivi, maniaci omicidi e chi piu'
    ne ha ne metta!Nessuna difesa di criminali. Parliamo di accusati, non di condannati: la differenza tra le due cose è abissale.
    E la gente comune?Quella "per bene"?
    Non ha nessun diritto?La decisione del giudice di cui si parla è proprio in difesa di gente comune. Se tu fossi accusato, processato ed assolto, ti farebbe piacere che rimanessero a disposizione di tutti per decenni la tua foto col tuo nome con la scritta "assassino"?
  • H5N1 scrive:
    E videro che erano nudi...
    Se chi legge ha pregiudizi non è la notizia a scatenarli.Se chi è indagato/processato/condannato finisce online il suo problema sono i pregiudizi, non la notizia/il fatto in sè.Come si dice a Roma "La gente so' strani!": da un lato vogliamo sapere tutto di tutti e dall'altro non vogliamo rivelare nulla di noi.E' proprio questo il fulcro della questione!Ci stiamo abituando sempre più a leggi "ad personam" mentre dovrebbe vigere il preconcetto che una legge può essere applicata a CHIUNQUE in QUALUNQUE contesto.Piuttosto che sparare sentenze a destra e a manca bisognerebbe mettersi sempre da ambo i lati per poter decidere cosa è meglio o cosa è peggio e considerare che, purtroppo, tutti gli uomini sono fallibili...
    • Mosquito scrive:
      Re: E videro che erano nudi...
      - Scritto da: H5N1
      Se chi legge ha pregiudizi non è la notizia a
      scatenarli.
      Se chi è indagato/processato/condannato finisce
      online il suo problema sono i pregiudizi, non la
      notizia/il fatto in
      sè.
      Come si dice a Roma "La gente so' strani!": da un
      lato vogliamo sapere tutto di tutti e dall'altro
      non vogliamo rivelare nulla di
      noi.è proprio l'equilibrio di queste cose che è in discussione, io sopra ho scritto che il giudice ha posto dei paletti, su TV giornali ok, sul web no.è una decisione puramente pragmatica IMHO ed anche azzeccata per via della facilità di accesso delle info sul web.per conto mio andrebbe scritto un codice deontologico che ogni giudce dovrebbe poter applicare se ne sente la necessità. Ad esempio io di pubblicare i nomi dei clienti delle prostitute non sono d'accordo, di pubblicare i nomi di chi è condannato per corruzione invece si, e mi lo credo proprio perchè il fatto che la prositutzione sia illegale è opinabile, mentre che lo sia la corruzione no.
      E' proprio questo il fulcro della questione!
      Ci stiamo abituando sempre più a leggi "ad
      personam" mentre dovrebbe vigere il preconcetto
      che una legge può essere applicata a CHIUNQUE in
      QUALUNQUE
      contesto.non capisco il collegamento con il problema della news, me lo spieghi?
      Piuttosto che sparare sentenze a destra e a manca
      bisognerebbe mettersi sempre da ambo i lati per
      poter decidere cosa è meglio o cosa è peggio e
      considerare che, purtroppo, tutti gli uomini sono
      fallibili...spesso sono anche fallici (e non è una battuta di dubbio gusto)
      • www.aleksfalcone.org scrive:
        Re: E videro che erano nudi...
        - Scritto da: Mosquito
        pubblicare i nomi di chi è condannato per
        corruzione invece siC'è chi è stato querelato per aver diffuso informazioni vere a questo proposito.
        perchè il fatto che la prositutzione sia illegale
        è opinabile, mentre che lo sia la corruzione no.Prostituirsi non è reato secondo l'ipocrita legge italiana, ma lo è lo 'sfruttamento', definizione vaga in cui rientra il cliente (che 'usa' dunque 'sfrutta' tale attività), chi si prostituisce (in quanto riceve del denaro, dunque 'sfrutta' il proprio prostituirsi), il protettore (sfruttatore per definizione), l'eventuale proprietario che affitta l'appartamento (presumibilmente pagato con i proventi della prostituzione).
        • Mosquito scrive:
          Re: E videro che erano nudi...
          - Scritto da: www.aleksfalcone.org
          - Scritto da: Mosquito

          pubblicare i nomi di chi è condannato per

          corruzione invece si

          C'è chi è stato querelato per aver diffuso
          informazioni vere a questo proposito.appunto. La proposta di pubblcare i nomi di clienti delle prostitute per fare leva sulla "vergogna" per colpire i maschietti (alzi la mano chi non è mai andato a troie) è una cosa di cui si è discusso con la massima pacatezza come se il "ricatto morale" ( o certezza della pena o massima efficacia del sistema giudiziario, a seconda dei punti di vista) da parte dello stato fosse accettabile in caso si parli di sesso ma non se si parla di gestione del potere (querelati per aver diffuso i nomi dei condannati per corruzione)...ma questo non ha a che fare con il discorso della diffusione dei dati sul web in in se ma solo con la cultura cattolica italiana.

          perchè il fatto che la prositutzione sia
          illegale

          è opinabile, mentre che lo sia la corruzione no.

          Prostituirsi non è reato secondo l'ipocrita legge
          italiana, ma lo è lo 'sfruttamento', definizione
          vaga in cui rientra il cliente (che 'usa' dunque
          'sfrutta' tale attività), chi si prostituisce (in
          quanto riceve del denaro, dunque 'sfrutta' il
          proprio prostituirsi), il protettore (sfruttatore
          per definizione), l'eventuale proprietario che
          affitta l'appartamento (presumibilmente pagato
          con i proventi della
          prostituzione).grazie del chiarimento.
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: E videro che erano nudi...
            - Scritto da: Mosquito
            alzi la mano chi non è mai andato a troieBeh, io... è grave? :)
          • Mosquito scrive:
            Re: E videro che erano nudi...
            - Scritto da: www.aleksfalcone.org
            - Scritto da: Mosquito

            alzi la mano chi non è mai andato a troie

            Beh, io... è grave? :)SI!sono bravissime e molte sono delle vere artiste/psicologhe, e non lo dico da macho che vuol fare il maschilista, io le rispetto e (rullo di tamburi) le amo senza sentirmi un pervertito o chissacosa, certo l'amore che posso provare per una compagna di vita madre dei miei figli è diverso ma è pur sempre una forma di amore!
        • Cheshire Cat scrive:
          Re: E videro che erano nudi...
          - Scritto da: www.aleksfalcone.org
          Prostituirsi non è reato secondo l'ipocrita legge
          italiana, ma lo è lo 'sfruttamento', definizione
          vaga in cui rientra il cliente (che 'usa' dunque
          'sfrutta' tale attività), chi si prostituisce (in
          quanto riceve del denaro, dunque 'sfrutta' il
          proprio prostituirsi), il protettore (sfruttatore
          per definizione), l'eventuale proprietario che
          affitta l'appartamento (presumibilmente pagato
          con i proventi della
          prostituzione).Il tuo ragionamento è totalmente campato in aria. Non facciamo confusione, anche perché qualcuno potrebbe farsi delle convinzioni errate:1) X le prostitute: la prostituzione non è illegale, né in strada né in appartamento. Spesso le forze dell'ordine fermano le lucciole per controllo documenti, ma non possono fare altro se sono a posto. Adescare invece è un reato, quindi le passeggiatrici devono limitarsi ad attendere i clienti e non andarli a cercare.2) X gli sfruttatori, o chiunque agevoli il loro lavoro ricevendo un beneficio economico: è sempre reato di lenocinio. (nb la parte del beneficio è stata ribadita dalla Cassazione dopo che un giovane è stato fermato dalle forze dell'ordine mentre riaccompagnava una lucciola presso il marciapiede dopo il rapporto: ovviamente assolto)3) Per i clienti: non è reato usufruire dei loro servizi, né in strada né in appartamento. Alcune parti politiche e/o sindaci (famoso il caso Tosi a Verona, assolto di recente in terzo grado dai reati di organizzazione di manifestazione a sfondo razzista e apologia di fascismo) hanno provato a limitare questa libertà con varie ordinanze, e scarsissimo successo, adducendo come giustificazioni il decoro pubblico, o l'intralcio al traffico. Ma non è reato: è una semplice infrazione amministrativa e quindi passibile di multa.A mio parere sono eticamente sbagliatissime, in quanto si basano sulla rarità di persone che contestano, per non ammettere di essere andato con le prostitute. Non ho un elenco aggiornato, mi pare che città con un'ordinanza emanata a proposito siano Novara, Verona e Pescara.4) Chi affitta è vero che trae un vantaggio economico, ma il reato di favoreggiamento commesso è stato abrogato nel 2002, nei casi un cui la pigione corrisponda al prezzo di mercato.C'ya
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: E videro che erano nudi...
      - Scritto da: H5N1
      Se chi legge ha pregiudizi non è la notizia a
      scatenarli.
      Se chi è indagato/processato/condannato finisce
      online il suo problema sono i pregiudizi, non la
      notizia/il fatto in sè.Sospettato, accusato e condannato sono situazioni del tutto differenti. Solo chi è condannato si può definire colpevole, negli altri casi no. Non c'è nulla di scandaloso che un giudice decida di limitare la diffusione dei nomi di due accusati prima del processo per limitare i pregiudizi.
      E' proprio questo il fulcro della questione!
      Ci stiamo abituando sempre più a leggi "ad
      personam" mentre dovrebbe vigere il preconcetto
      che una legge può essere applicata a CHIUNQUE in
      QUALUNQUE contesto.Infatti scandalizza che un giudice neozelandese faccia attenzione alla diffusione su web delle generalità di due accusati, mentre da noi quando un politico viene arrestato per corruzione si accusa la magistratura di essere disonesta. E questo non scandalizza nessuno.
      • H5N1 scrive:
        Re: E videro che erano nudi...
        Il problema è piuttosto un altro: se una notizia è tale finisce sul web, prima o poi.Punto.Nessun giudice, neanche fosse il Padre Eterno, può ordinare alcunchè.Non so dire se per fortuna o purtroppo, ma è così.Quello che chiedo a tutti è, però, di riflettere sul fatto che si può capitare dalla parte di quello che vuol rendere pubblica una notizia come dalla parte di quello che non vuole vedere una propria azione immortalata per l'eternità.
  • lufo88 scrive:
    insensato
    Ma cosa cambia? Basta che uno salvi l'immagine del quotidiano, la metta sul blog e il tutto si diffonderà comunque.In realtà è il sistema giudiziario americano a non funzionare. La "guiria" è qualcosa che non funziona. Ognuno ha i suoi pregiudizi, preconcetti. Inoltre spesso e volentieri sono influenzati da questioni morali, cosa che la legge non dovrebbe consentire.In tal senso funziona meglio l'Italia. Nella corte d'assise (spero di ricordare bene) i collegi sono misti. 50% civili 50% magistrati e si discute assieme.
    • Mosquito scrive:
      Re: insensato
      ll tribunale della notizia è neozelandese non USA.negli states la giuria decide solo se sei colpevole o meno di una certo reato, poi il giudice decide quale pena secondo le leggi in vigore.a me invece il sistema dei "pari" me piace, col cavolo che un vecchia bacucco che vede solo l'interno del tribunale deve giudicare me, non sa cosa sia la mia realtà quindi introdurre la giuria di pari vuol dire introdurre quella variabile del "socialmente accettato" o "socialmente accettabile" che un giudice non può/non deve/non può riuscire a valutare.ci sono dei pro e dei contro ma a me me piace e sicuramente non è una cosa esclusivamente negativa.
    • MegaLOL scrive:
      Re: insensato
      - Scritto da: lufo88
      In realtà è il sistema giudiziario americano a
      non funzionare. Si parla di Nuova Zelanda. Hai dimostrato solo la tua stupidità.
      La "guiria" è qualcosa che non
      funziona.Funziona benissimo, basta non chiamare come giurati degli idioti come te.
  • Mosquito scrive:
    Archivi?
    i giornali e gli archivi della tv rimarranno, ergo la memoria del fatto rimane ma accessibile solo previo sbattimento di professionisti o persone capaci (finchè questi archivi, magari tra tot anni quando tutti si saranno dimenticati del fatto verranno riversati sul web...)la vera discrmininante è che l'informazione è accessibile a livello LOCALE e solo da una certa categoria di persone, quelle che hanno tempo e capacità di ricercare negli archivi giusti. A dire il vero l'informazione è accessibile anche diciamo universalmente, ovvero da chiunque, quando viene pubblicata sui giornali a tiratura nazionale e ripresa dalle TV, ma in quel caso viene percepita come temporanea.quindi infomrazione LOCALE, TEMPORANEAMEANTE UNIVERSALE ed in seguito SIGILLATA (solo alcuni ne hanno accesso) si.Infomrazione GLOBALE, UNIVERSALE e PERPETUA no.in effetti sappiamo tutti quanto l'infomrazione di questo tipo (nn stiamo parlando di matematica) sia di per se ambigua e contenga una serie di rischi intrinseci, limitarne l'accesso secondo certi criteri elimina questi rischi?e poi questi richi quali sono in realtà?che ne pensate?
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Archivi?
      - Scritto da: Mosquito
      quindi infomrazione LOCALE, TEMPORANEAMEANTE
      UNIVERSALE ed in seguito SIGILLATA (solo alcuni
      ne hanno accesso) si.
      Infomrazione GLOBALE, UNIVERSALE e PERPETUA no.La questione non è affatto in questi termini. Si parla di una accusa, dunque nulla di dimostrato. Nessuno ha impedito la divulgazione della notizia, soltanto il giudice ha stabilito che ora non vanno diffusi nomi e foto dei presunti colpevoli su internet. L'informazione c'è, ma fino a condanna avvenuta la tutela degli accusati è sacrosanta. Se e quando saranno riconosciuti colpevoli, allora se ne riparlerà.
      • Mosquito scrive:
        Re: Archivi?
        - Scritto da: www.aleksfalcone.org
        - Scritto da: Mosquito

        quindi infomrazione LOCALE, TEMPORANEAMEANTE

        UNIVERSALE ed in seguito SIGILLATA (solo alcuni

        ne hanno accesso) si.

        Infomrazione GLOBALE, UNIVERSALE e PERPETUA no.

        La questione non è affatto in questi termini.
        Si parla di una accusa, dunque nulla di dimostrato.pardon, avevo capito male, credevo si trattasse proprio di un condannato.ma la questione si pone comunque.certe notizie devono rimanere non dico segrete ma probabilmente sono troppo dannose se date in pasto al pubblico, per quanto opinabile se la decisione del giudice avesse riguardato un condannato e non un accusato io credo che cmq avrebbe potuto avere le sue giuste motivazioni.
        Nessuno ha impedito la divulgazione della
        notizia, soltanto il giudice ha stabilito che ora
        non vanno diffusi nomi e foto dei presunti
        colpevoli su internet.
        L'informazione c'è, ma fino a condanna avvenuta
        la tutela degli accusati è sacrosanta. Se e
        quando saranno riconosciuti colpevoli, allora se
        ne
        riparlerà.come sopra, quando se ne riparlerà per certe cose è bene che l'informazione non sia proprio a disposizione di chiunque abbia accesso a google, magari lasciarla solo accessibile tramite archivi fisici è un buon comprmoesso tra diritto di cronaca e tutela della privacy, questo anche alla luce del diverso modo di fruire del pubblico del web e degli altri media.
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Archivi?
          - Scritto da: Mosquito
          ma la questione si pone comunque.
          certe notizie devono rimanere non dico segrete ma
          probabilmente sono troppo dannose se date in
          pasto al pubblico, per quanto opinabile se la
          decisione del giudice avesse riguardato un
          condannato e non un accusato io credo che cmq
          avrebbe potuto avere le sue giuste motivazioni.Il segreto non credo sia corretto. Qui c'è un altro diritto che si scontra con quello individuale alla privacy, ovvero quello all'informazione.I cittadini hanno il diritto ad essere informati, in quanto un reato penale come l'omicidio riguarda la collettività. Inoltre parte della funzione deterrente del sistema giudiziario si basa proprio sull'esemplarità delle condanne: va da sé che il secretare le informazioni deprimano questa funzione. L'informazione giudiziaria, poi, è una garanzia in più per chi subisce l'accusa e l'eventuale condanna: l'operato dei giudici è così sottoposto al controllo democratico della stessa opinione pubblica funzionando da garanzia verso eventuali prevaricazioni.Da sottolineare che questo quadro non ha nulla a che vedere con l'Italia, dove è in atto il tentativo di rovesciare tali principi per cui da un lato si accusano i magistrati che osano accusare dei politici e dall'altro si vuole proibire l'informazione giudiziaria, mentre si cerca un modo di cancellare l'indipendenza della magistratura perché possa essere controllata dalla politica. Quindi non credo che il segreto sulle notizie sia utile all'accusato, né alla cittadinanza, né alla giustizia. La decisione di limitare selettivamente la diffusione delle generalità di un accusato, invece, mi pare vada molto vicino al proverbiale 'giusto mezzo'.
          è bene che l'informazione non sia proprio a
          disposizione di chiunque abbia accesso a google,
          magari lasciarla solo accessibile tramite archivi
          fisici è un buon comprmoesso tra diritto di
          cronaca e tutela della privacy, questo anche alla
          luce del diverso modo di fruire del pubblico del
          web e degli altri media.Quando sarà giunta una decisione definitiva, di condanna o di assoluzione, non vedo lo stesso problema nel diffondere la notizia. Sarebbe comunque una notizia certa ed immutabile. Il condannato resta comunque pregiudicato. Ma su questo la mia opinione non è del tutto formata, devo pensarci ancora su, ma credo che la distinzione fondamentale sia quella tra chi è condannato e chi no. La questione allora si sposta su internet in quanto mezzo d'informazione. E qui non credo che si possa pensare di informare ed archiviare notizie senza usare la rete. La tua idea sugli archivi fisici mi pare non percorribile. Molto più facile, invece, che gli archivi fisici siano portati su internet. Ed in effetti è quello che sta accadendo con i quotidiani.
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: Archivi?
            - Scritto da: Mosquito
            Ma guarda che io lo capisco il tuo discorso, ho
            usato il temrine segreto ma ho detto "non dico
            segreto ma.." puntini puntini...Era chiaro, ma ho precisato come la vedo.
            il controllo dell'opinione pubblica sulla
            giustizia è molto diverso da quello che la stessa
            opinione pubblica può esercitare ad esempio sui
            politici,Tu pensi al 'controllo' inteso come reazione elettorale all'operato dei politici. Io intendevo proprio il controllo nel senso del sapere come un giudice si comporta, l'informazione giudiziaria, non altro. Si tratta di due cose ben diverse.In questo senso la contrapposizione è con i regimi in cui manca l'informazione di questo tipo, in cui tutto ciò che accade dall'arresto in poi è sottoposto a segreto. Conosciamo questo fenomeno con il nome collettivo di coloro che non sono più tornati a casa: desaparecidos.
            i giudici non sono eletti, sono scelti;
            assomigliano più a dei senatori a vita che a dei
            politici esposti all'influenza del "quarto
            potere" sui votanti.I giudici sono dei funzionari specializzati che svolgono un servizio pubblico, non politici. Il loro compito è vicino a quello dei funzionari di polizia ed a quello dei medici negli ospedali. E la loro carica non è a vita, ma soggetta a continui mutamenti nell'ambito della carriera. Eleggere i giudici non credo che abbia senso: la magistratura perderebbe la propria indipendenza, caratteristica fondamentale per garantire la giustizia. Sarebbero premiati quelli più fotogenici, a scapito dei più capaci. Accetteresti che i gradi dell'esercito o le abilitazioni dei chirurghi fossero assegnati per elezione?
            semplicemente per dipanare le questioni in base
            ad un regolamento (quello si invece determinato
            ed inciso sulla pietra come fece hamurrabi) e non
            per determinare la verità dei fatti ed esprimere
            un giudizio inattaccabile.Il compito del giudice non può essere che questo. Nessuno è in grado di stabilire una 'Verità' certa, tanto meno ascoltando versioni contrastanti giocate sui cavilli legali. Il lavoro del giudice è comprendere meglio possibile come si siano svolti i fatti e decidere sulla base delle leggi in vigore. Nel caso in cui la legge sia latitante, interpretare il quadro legislativo per attenersi ad esso. In nessun caso è consentito trasgredire le legge, indipendentemente dalle sue opinioni personali: sarebbe un appiglio per annullare il suo lavoro. Ed in Italia esistono ben tre gradi di giudizio cui appellarsi.
  • di passaggio scrive:
    e basta privacy e garanti!!!!
    io personalmente non ne posso più... sono solo una complicazione per i rapporti di qualsiasi natura tra persone, aziende, ecc... ma ke importa?è assurdo! nn se ne può più! nn si può più lavorare se nn cn qsto continuo spauracchio alle spalle (xkè è IMPOSSIBILE essere in regola al 100%, e chi nella vita nn passa il tempo solo a sottrarre ossigeno agli altri lo sa!)
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: e basta privacy e garanti!!!!
      - Scritto da: di passaggio
      io personalmente non ne posso più... sono solo
      una complicazione per i rapporti di qualsiasi
      natura tra persone, aziende, ecc... ma ke importa?Importa.Parliamo di diritti, non di capricci.
      è assurdo! nn se ne può più! nn si può più
      lavorare se nn cn qsto continuo spauracchio alle
      spalle (xkè è IMPOSSIBILE essere in regola al 100%Falso.Essere in regola non è così complicato, a patto di volerlo fare davvero. Troppo comodo liquidare così un dovere. Se non sei in grado di rispettare le regole, sei libero di cambiare mestiere.
      • sisko1701 scrive:
        Re: e basta privacy e garanti!!!!
        - Scritto da: www.aleksfalcone.org
        - Scritto da: di passaggio

        io personalmente non ne posso più... sono solo

        una complicazione per i rapporti di qualsiasi

        natura tra persone, aziende, ecc... ma ke
        importa?

        Importa.
        Parliamo di diritti, non di capricci.


        è assurdo! nn se ne può più! nn si può più

        lavorare se nn cn qsto continuo spauracchio alle

        spalle (xkè è IMPOSSIBILE essere in regola al
        100%

        Falso.
        Essere in regola non è così complicato, a patto
        di volerlo fare davvero. Troppo comodo liquidare
        così un dovere. Se non sei in grado di rispettare
        le regole, sei libero di cambiare
        mestiere.sottoscrivo in toto.Purtroppo il controllo sulle informazioni che ti riguardano non è solo un capriccio, ma un'estensione della tua persona. Se vuoi rinunciare di tua spontanea volontà a questo diritto sfondi una porta aperta: "ke importa" (cito).Ma non puoi pensare che non venga garantito in primis a chi non ne ha ancora la percezione (e tu sei uno di questi) in secundis a chi ci tiene particolarmente.
    • no_sms_plea se scrive:
      Re: e basta privacy e garanti!!!!
      - Scritto da: di passaggio
      io personalmente non ne posso più... sono solo
      una complicazione per i rapporti di qualsiasi
      natura tra persone, aziende, ecc... ma ke
      importa?
      è assurdo! nn se ne può più! nn si può più
      lavorare se nn cn qsto continuo spauracchio alle
      spalle (xkè è IMPOSSIBILE essere in regola al
      100%, e chi nella vita nn passa il tempo solo a
      sottrarre ossigeno agli altri lo
      sa!)Io personalmente non ne posso piu' di leggere commenti in stile sms.
  • beebox scrive:
    certo è ...
    ... che la cosa sul web c'è già finita, quindi la sentenza di questo giudice non ha speranze. Sarebbe stato meglio se egli avesse applicato al web lo stesso criterio che si applica a tv e giornali, ovvero il diritto di smentita. Perché se la notizia dura per sempre, durerà per sempre anche la sua smentita, no ? D'altra parte ciò che si legge sul web (ed ancor più quello che propinano via tv e giornali) deve essere letto con una certa intelligenza e spirito critico. Di buono c'è che il web, al contrario di giornali e tv, non è elitario e quindi è accessibile a tutti, e tutti possono usarlo per depositarvi proprie "tracce indelebili", nel bene o nel male.
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: certo è ...
      - Scritto da: beebox
      ... che la cosa sul web c'è già finitaNon c'è alcuna foto, né nominativo, come stabilisce la sentenza.
      se la notizia dura per sempre, durerà per sempre
      anche la sua smentita, no?Non c'entra la 'par condicio', non ha alcuna importanza che da qualche parte ci sia la smentita. La questione è che rimane in giro un'accusa falsa, cosa in contrasto con il diritto della persona che tali notizie siano dimenticate.
      deve essere letto con una certa intelligenza e spirito
      critico. Se un tuo probabile datore di lavoro cambia idea e ti sbatte fuori per una sciocchezza trovata su di te, magari anche solo per aver capito male, scommetto che ti sarebbe di poca consolazione il fatto che lui abbia letto quelle frasi senza intelligenza o spirito critico.
      tutti possono usarlo per depositarvi
      proprie "tracce indelebili", nel bene o nel male.Ed è per questo che nasce il problema del diritto all'oblio, quasi irrilevante con i mezzi di comunicazione tradizionali.
  • bash scrive:
    Sentenza medievale
    All'indomani dell'invenzione della pressa da stampa a caratteri mobili da parte di Gutemberg, fu emessa una bolla papale che ordinava che tutti gli atti processuali dell'inquisizione vaticana continuassero ad essere copiati dagli amanuensi: troppo alto il rischio che la loro diffusione a mezzo stampa raggiungesse un maggior numero di persone. Solo il giudizio divino doveva essere eterno. Tra i mortali doveva sussistere il diritto di oblio.E pace in terra agli uomini di buona volonta'.
    • Mosquito scrive:
      Re: Sentenza medievale
      questo dimostra che sotto sotto quell'organizzazione (politica , ndr) millenaria ha una esperienza, appunto, di società e politica non indifferente, avevano visto e capito i rischi già all'inizio dell'inizio dell'inizio.
    • H5N1 scrive:
      Re: Sentenza medievale
      Amen
    • TrollMaster scrive:
      Re: Sentenza medievale
      - Scritto da: bash
      All'indomani dell'invenzione della pressa da
      stampa a caratteri mobili da parte di Gutemberg,
      fu emessa una bolla papale che ordinava che tutti
      gli atti processuali dell'inquisizione vaticana
      continuassero ad essere copiati dagli amanuensi:
      troppo alto il rischio che la loro diffusione a
      mezzo stampa raggiungesse un maggior numero di
      persone. Solo il giudizio divino doveva essere
      eterno. Tra i mortali doveva sussistere il
      diritto di
      oblio.
      E pace in terra agli uomini di buona volutta' .fixed
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Sentenza medievale
      - Scritto da: bash
      gli atti processuali dell'inquisizione vaticanaIn questo caso non si parla di atti processuali, ma di accusa: il processo deve ancora cominciare, dunque nessun imputato è colpevole. E comunque paragonare la stampa a internet è insensato. La decisione è scaturita dalle caratteristiche peculiari delle informazioni inserite in rete.
  • z f k scrive:
    Informati ma non troppo
    Con questo si sancisce il principio che la conoscenza non e' per tutti e va somministrata sotto attento controllo (non medico)."Ne uccide piu' la penna che la spada"? Ne consegue che la conoscenza e la sua diffusione sono armi letali, per cui serve il porto d'armi.Nessuno di noi si sognerebbe di mettere un coltello affilato nelle mani di un bambino, giusto? I bambini non hanno capacita' di "giudizio".Quindi, bambini, state li' buoni a guardarvi la tivu', la quale vi ha intorpidito ben bene le sinapsi e di conseguenza le notizie scivolano via leggere leggere senza lasciare spiacevoli tracce (specie se date in un certo modo, nevvero?)CYA
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Informati ma non troppo
      - Scritto da: z f k
      Con questo si sancisce il principio che la
      conoscenza non e' per tutti e va somministrata
      sotto attento controllo (non medico).Qui non c'entra la 'conoscenza'.C'è un'accusa di omicidio di minore, ovvero una ipotesi infamante, tutta da dimostrare, su di una persona. Il giudice ha deciso che le generalità non siano pubblicate su internet per le caratteristiche di tale mezzo. Se un accusato dovesse risultare innocente, in che modo potrebbe essere riabilitato? Se dopo l'assoluzione dovesse cercare un lavoro, sarebbe giusto che una decisione sbadata di un giudice compromettesse per sempre le sue possibilità di essere assunto e di far carriera?La differenza tra accusa e condanna è notevole, meglio non dimenticarlo.
      • z f k scrive:
        Re: Informati ma non troppo
        - Scritto da: www.aleksfalcone.org
        - Scritto da: z f k

        Con questo si sancisce il principio che la

        conoscenza non e' per tutti e va somministrata

        sotto attento controllo (non medico).
        Qui non c'entra la 'conoscenza'.
        C'è un'accusa di omicidio di minore, ovvero una
        ipotesi infamante, tutta da dimostrare, su di una
        persona. Il giudice ha deciso che le generalità
        non siano pubblicate su internet per le
        caratteristiche di tale mezzo.O le pubblichi o non le pubblichi.Il giudice ha deciso che la caratteristica di internet e' di avere un'utenza incapace di gestire un'informazione riguardante un'accusa tutta da dimostrare (come giustamente dici di seguito), qualche che sia.Altresi', ha deciso che il pubblico giornalistico e/o televisivo o e' piu' competente di quello di internet in tal senso, o (ipotesi mia) e' incapace di trattenere detta informazione il tempo necessario a farsi un'opinione (e quindi diventando una sorta di "specchio" dell'opinione precotta che riceve in vece dell'informazione).
        Se un accusato dovesse risultare innocente, in
        che modo potrebbe essere riabilitato? Se dopoPubblicando l'assoluzione? Linkando tale pubblicazione alle pubblicazioni riguardanti l'accusa?
        La differenza tra accusa e condanna è notevole,
        meglio non
        dimenticarlo.Non lo metto in dubbio. Contesto il sottinteso della decisione, ossia "non siete in grado di gestire la cosa / siete dei minorati informazionali". Cosa che puo' anche essere vera per alcuni, magari per molti, ma (spero) non per tutti, ne' (spero vivamente) per la maggioranza.CYA
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Informati ma non troppo
          - Scritto da: z f k
          Il giudice ha deciso che la caratteristica di
          internet e' di avere un'utenza incapace di
          gestire un'informazione riguardante un'accusa
          tutta da dimostrare (come giustamente dici di
          seguito), qualche che sia.No, non è l'utenza ad essere incapace, ma è il sistema 'internet' ad essere privo della possibilità di controllare le informazioni immesse.
          Altresi', ha deciso che il pubblico giornalistico
          e/o televisivo o e' piu' competente di quello di
          internet Niente affatto.Chi legge giornali o guarda la TV riceve le informazioni in modo diacronico e passivo, ovvero oggi legge o ascolta le informazioni diffuse oggi e domani quelle di domani, senza poter cercare ciò che è passato una settimana, un mese, un anno fa. Internet funziona in modo opposto. Le notizie vengono ottenute in modo attivo e sincronico, ovvero inserendo una o più parole in un motore di ricerca per ottenere le informazioni che m'interessano, indipendentemente dalla loro collocazione temporale. Nel primo caso le rettifiche ad una notizia raggiungono il fruitore con la stessa probabilità con cui egli è stato raggiunto dalla notizia stessa, sotto il controllo della redazione.Nel secondo caso non è prevedibile il percorso di ricerca del fruitore, per cui è possibile che ricercando notizie su una persona io possa imbattermi in notizie di dieci anni fa e non trovare mai eventuali rettifiche successive.
          Pubblicando l'assoluzione? Linkando tale
          pubblicazione alle pubblicazioni riguardanti l'accusa?Su internet non è possibile controllare la diffusione di una notizia, ovvero non posso rintracciare ogni pagina esistente che contenga quella particolare informazione. Per cui è impossibile anche modificarle tutte una per una. Quindi è sempre possibile in una ricerca trovare una versione non aggiornata di quelle stesse informazioni. E tutto ciò senza considerare un aspetto fondamentale per il diritto all'oblio, ovvero che dopo un ragionevole lasso di tempo dalla notizia, di me, innocente, ci si dimenticherà. Ma se quelle accuse infamanti fossero mai apparse su internet, il mio nome continuerà ad apparire associato a quei crimini, qualunque cosa ci sia scritta negli articoli. La capacità di discriminazione dei lettori non ha nulla a che vedere con tutto ciò.
  • marco scrive:
    memoria di internet
    la memoria di internet è inquietanteci sono ancora tutti i miei vecchi post nella usenet del 1994 quando mi firmavo ancora nome.cognomee sono passati 14 anni
    • ullala scrive:
      Re: memoria di internet
      - Scritto da: marco
      la memoria di internet è inquietante

      ci sono ancora tutti i miei vecchi post nella
      usenet del 1994 quando mi firmavo ancora
      nome.cognome

      e sono passati 14 anniQuello che è "inquietante" è che tu (non sei purtroppo il solo) ci abbia messo 14 anni per rendertene conto!Uno dei "pregi" di Internet è proprio quello di "ricordare" il che da qualche "svantaggio" nella riscrittura della storia ma molti indubbi vantaggi e garanzie che non sia SOLO la storia scritta dai vincitori quella di cui rimane traccia!
      • marco scrive:
        Re: memoria di internet

        Quello che è "inquietante" è che tu (non sei
        purtroppo il solo) ci abbia messo 14 anni per
        rendertene
        conto!Ma che stai a dire? Sono almeno 10 anni che controllo tutto quello che la gente potrebbe sapere di me, cercando il mio nome e cognome.
        Uno dei "pregi" di Internet è proprio quello di
        "ricordare" il che da qualche "svantaggio" nella
        riscrittura della storia ma molti indubbi
        vantaggi e garanzie che non sia SOLO la storia
        scritta dai vincitori quella di cui rimane
        traccia!Ti sbagli, chi comanda può fare rimuovere le informazioni sgradite. Google obbedisce. Vedi in Cina.
        • ullala scrive:
          Re: memoria di internet
          - Scritto da: marco

          Quello che è "inquietante" è che tu (non sei

          purtroppo il solo) ci abbia messo 14 anni per

          rendertene

          conto!

          Ma che stai a dire? Sono almeno 10 anni che
          controllo tutto quello che la gente potrebbe
          sapere di me, cercando il mio nome e
          cognome.


          Uno dei "pregi" di Internet è proprio quello di

          "ricordare" il che da qualche "svantaggio" nella

          riscrittura della storia ma molti indubbi

          vantaggi e garanzie che non sia SOLO la storia

          scritta dai vincitori quella di cui rimane

          traccia!

          Ti sbagli, chi comanda può fare rimuovere le
          informazioni sgradite. Google obbedisce. Vedi in
          Cina.Ma certo basta rimuoverle da google.... e per giunta in cina....Ma per favore!Difatti è esattamente quello che ha detto il giudice nevvero?Quello che dici conferma la prima impressione che ho avuto cioè: nonostante i 14 anni passati (IMHO) non hai capito un tubo!Ma se ti può consolare sei in (IMHO) pessima compagnia... ce ne sono tanti come te!
  • Marco Marcoaldi scrive:
    Fate qualcosa redazione ....
    ... non vi legge più nessuno !
  • Cenomane scrive:
    C'è anche in italia il diritto all'oblio
    Stabilito con decisione del garante del trattamento dei dati personali.Se cercate su google qualcosa tipo diritto all'oblio la trovate.Norma sacrosanta.Ad esempio cercando il nome e cognome di un mio vecchio (vecchissimo) compagno di classe si trova in prima pagina la notizia del suo arresto vecchia di non so quanti anni, 10 o più.Qualcuno si ergerà a paladito nella difesa dell'informazione online, ma se si commette una cazzata e finisce su internet la si paga per tutta la vita.Non solo essere stati arrestati ma magari aver ammesso di essere omosessuale, o di votare il tal partito, o aver messo la tal foto o il tal filmato.L'oblio dovrebbe essere e spero diventerà un diritto inviolabile.E' il diritto a voltare pagina e continuare a vivere. Magari meglio.
    • Nar Travolta detto Otra Vez scrive:
      Re: C'è anche in italia il diritto all'oblio
      Uhm.. io lo vedo anche come il diritto a fare dimenticare che hai compiuto cazzate e che magari sai com'è, potresti anche rifare.Il diritto all'oblio va bene se sei pinco pallo, ma se sei qualcuno di più in alto del povero pinco, è meglio non dimenticare se hai fatto qualche cosa di male (magari per la collettività).
      • sdsd scrive:
        Re: C'è anche in italia il diritto all'oblio
        - Scritto da: Nar Travolta detto Otra Vez
        Uhm.. io lo vedo anche come il diritto a fare
        dimenticare che hai compiuto cazzate e che magari
        sai com'è, potresti anche
        rifare.

        Il diritto all'oblio va bene se sei pinco pallo,
        ma se sei qualcuno di più in alto del povero
        pinco, è meglio non dimenticare se hai fatto
        qualche cosa di male (magari per la
        collettività).avete ragione entrambi, ma il diritto personale all'oblio secondo me è + inviolabile della liberta di informazione.ti piacerebbe:Nar Travolta detto Otra Vez è stata arrestato mentre era a transNar Travolta detto Otra Vez oggi durante un comizio ha avuto un'erezioneNar Travolta detto Otra Vez si scaccolava Nar Travolta detto Otra Vez stava con Nur Travolta detta Cozza ma lei lo ha conrnificato e lui l'ha uccisaecc, eccOvviamente ciò non dovrebbe essere applicato a persone con incarichi pubblici su notizie e informazioni riguardanti il loro lavoro.Eh no, nanetti vari del governo... Il diritto all'oblio lo possiamo concedere per le corna che fate alle vs moglie ma non per le cazzate che fate nei confronti dei cittadini
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: C'è anche in italia il diritto all'oblio
          - Scritto da: sdsd
          Ovviamente ciò non dovrebbe essere applicato a
          persone con incarichi pubblici su notizie e
          informazioni riguardanti il loro lavoro.In tal caso non esiste alcun diritto alla privacy dal momento che si tratta di questioni pubbliche per definizione. Per esempio Bill Clinton che cornifica la moglie è un fatto privato, ma dal momento che è avvenuto alla Casa Bianca nell'esercizio della Presidenza, cessa di essere esclusivamente una questione privata e diventa di pertinenza dell'intera nazione.
      • Josafat scrive:
        Re: C'è anche in italia il diritto all'oblio
        Come detto anche da sdsd, bisogna distinguere sfera privata da sfera pubblica. La privacy, lo dice il nome stesso, riguarda solo la sfera privata.Che Berlusconi o Veltroni (tanto per non far differenze) abbiano tradito la moglie non dovrebbe importare a noi elettori (che poi oramai le mode "from USA" ci impongano a considerare anche questi aspetti quando si è nella cabina elettorale, è un altro discorso), ma se commettono reati amministrando la cosa pubblica non ha nulla a che fare con la sfera privata e non deve essere dimenticato.Poi, ci sono i casi difficili da giudicare, come questo dell'omicidio o dello stupro. La sentenza è pubblica, il reato è considerato anche contro la collettività... e qui forse bisogna fare quel distinguo che di solito non approvo tra personaggi pubblici e non... il cui termine di distinzione è assai labile.
      • www.aleksfalcone.org scrive:
        Re: C'è anche in italia il diritto all'oblio
        - Scritto da: Nar Travolta detto Otra Vez
        anche come il diritto a fare
        dimenticare che hai compiuto cazzate e che magari
        sai com'è, potresti anche rifare.Questo sarebbe pregiudiziale. Una persona che compie uno sbaglio, ha compiuto uno sbaglio. Ritenere che 'potrebbe rifarlo' è di per sé un pregiudizio. Il diritto all'oblio serve proprio ad evitare questo genere di discriminazioni.
        Il diritto all'oblio va bene se sei pinco pallo,
        ma se sei qualcuno di più in alto del povero
        pinco, è meglio non dimenticareAnche questa sarebbe una discriminazione ingiustificata. Ogni cittadino è uguale di fronte alla legge, non ha alcun senso modulare un diritto in base alla persona.
        • z f k scrive:
          Re: C'è anche in italia il diritto all'oblio
          - Scritto da: www.aleksfalcone.org
          - Scritto da: Nar Travolta detto Otra Vez[snip]
          Anche questa sarebbe una discriminazione
          ingiustificata. Ogni cittadino è uguale di fronte
          alla legge, non ha alcun senso modulare un
          diritto in base alla
          persona.Cio' e' falso. Certi cittadini, per la carica che ricoprono, mi pare siano stati recentemente posti al di fuori (o al di sopra) della legge.Se tanto mi da' tanto...CYA
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: C'è anche in italia il diritto all'oblio
            - Scritto da: z f k
            Certi cittadini, per la carica che ricoprono, mi
            pare siano stati recentemente posti al di fuori
            (o al di sopra) della legge.Cosa che contrasta con il dettato costituzionale e che comunque costituisce discriminazione proprio in base al principio secondo cui ogni cittadino è uguale agli altri di fronte alla legge.L'Italia è un'eccezione, un'anomalia democratica, dal momento che si eleggono pregiudicati e si accusano i magistrati che indagano su quegli stessi criminali.
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