Perché i videogiochi violenti hanno successo?

Una ricerca finanziata dal governo neozelandese cercherà di capire le ragioni che spingono milioni di videogiocatori a preferire l'intrattenimento a base di sangue finto e violenza sintetica
Una ricerca finanziata dal governo neozelandese cercherà di capire le ragioni che spingono milioni di videogiocatori a preferire l'intrattenimento a base di sangue finto e violenza sintetica

Waikato (Nuova Zelanda) – Gareth Schott, psicologo presso l’ Università di Waikato in Nuova Zelanda, ha avviato un progetto di ricerca piuttosto insolito per fare luce sulla delicata questione dei videogiochi violenti , spesso al centro di speculazioni politiche e grandi polemiche.

Lo scienziato, sul quale il governo neozelandese ha investito una cospicua somma di denaro, vuole capire i motivi che spingono una persona ad apprezzare i videogiochi violenti. La metodologia di ricerca adottata da Schott è piuttosto insolita, quasi etologica : osservare costantemente interi gruppi di giocatori, rinchiusi dentro apposite “sale d’osservazione” attrezzate con tutto il necessario per divertirsi di fronte ad uno schermo.

Durante ogni sessione di ricerca, Schott prenderà nota del comportamento dei singoli partecipanti, intervistandoli approfonditamente con una serie di domande mirate: quale è il ruolo della violenza videoludica nella vita quotidiana di ogni giocatore? I videogiocatori tendono ad emulare gli atteggiamenti ed i comportamenti dei loro avatar digitali? Cosa c’è di affascinante nel distruggere in modo doloroso una schiera di nemici virtuali fatti di pixel?

“I videogiochi non sono più cose da bambini”, ha detto Schott, “e la maggioranza dei videogiocatori sono piuttosto maturi, tanto che il mercato sta allargandosi in maniera quasi lineare”. Lo psicologo, nato in Gran Bretagna, conta numerose pubblicazioni sullo studio empirico dei videogiochi e soprattutto sull’effetto sociale e comportamentale che questi prodotti hanno sullo sviluppo di una persona. Secondo alcune indagini di mercato svolte da diversi istituti di ricerca, la maggior parte dei videogiocatori ha più di 18 anni. La percentuale di videogiocatori incalliti con meno di 18 anni è pari al 45% del totale.

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21 09 2006
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