Perplexity: niente più pubblicità, alla faccia di ChatGPT

Perplexity: niente più pubblicità, alla faccia di ChatGPT

Perplexity fa marcia indietro sulle pubblicità e si schiera con Anthropic. L'azienda punta su abbonamenti e clienti business.
Perplexity: niente più pubblicità, alla faccia di ChatGPT
Perplexity fa marcia indietro sulle pubblicità e si schiera con Anthropic. L'azienda punta su abbonamenti e clienti business.

Quando l’utente inizia a chiedersi se la risposta che sta leggendo è la migliore disponibile o quella che qualcuno ha pagato per fargli vedere, un motore di ricerca AI smette di essere automaticamente utile. È il veleno lento della pubblicità applicata ai chatbot, non distrugge la fiducia immediatamente, ma la corrode goccia dopo goccia. Perplexity, la startup americana che si è fatta un nome come alternativa AI a Google Search, sembra averlo capito. E ha fatto marcia indietro.

Secondo quanto riportato da Business Insider e Financial Times, Perplexity ha iniziato a eliminare le pubblicità dalla piattaforma alla fine dello scorso anno e al momento non sta valutando nuovi accordi pubblicitari. L’azienda era stata tra le prime a testare gli annunci sulla propria piattaforma.

Perplexity elimina le pubblicità, la fiducia degli utenti viene prima di tutto

Le dichiarazioni dei dirigenti di Perplexity, rilasciate durante una tavola rotonda lunedì, sono stranamente dirette. Il problema con le pubblicità è che l’utente inizierebbe a dubitare di tutto, ha spiegato un dirigente al Financial Times. Per questo non lo consideriamo un terreno fertile su cui concentrarci adesso.

Un altro dirigente ha aggiunto: Il nostro lavoro è offrire la verità, le risposte giuste”. Parole che potrebbero suonare idealistiche, dietro le quali si cela una logica commerciale ben precisa: se il prodotto è la fiducia nelle risposte, la pubblicità è un contaminante. Meglio concentrarsi su qualcosa per cui le persone sono disposte a pagare, in particolare clienti business, professionisti della finanza, avvocati, medici e dirigenti. Gente che ha bisogno di risposte affidabili e che può permettersi un abbonamento.

L’azienda non ha chiuso definitivamente la porta alla pubblicità, ma per ora gli annunci non sono coerenti con l’esperienza che gli utenti si aspettano dal prodotto. Inoltre, lascia intendere che il modello di business, così com’è oggi, regge anche senza bisogno degli introiti pubblicitari. Se Perplexity riesce a crescere e generare ricavi attraverso abbonamenti o altri servizi, la pubblicità non è una necessità immediata.

Lo scisma dell’AI

Anche Perplexity dunque, si aggiunge al fronte anti-pubblicità, capeggiato da Anthropic. Al contrario di OpenAI, che la settimana scorsa ha iniziato a testare annunci per gli utenti gratuiti di ChatGPT, con marchi come Target, Ford e Adobe pronti a pagare per comparire nelle conversazioni.

La scommessa è che gli abbonamenti, e soprattutto i clienti enterprise, possano generare entrate sufficienti senza dover vendere l’attenzione degli utenti agli inserzionisti. È un azzardo nobile e rischioso: nobile perché preserva l’integrità del prodotto, rischioso perché nel mondo tech le aziende che rinunciano ai soldi della pubblicità tendono a crescere più lentamente e a operare con margini più stretti.

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Pubblicato il
18 feb 2026
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