Pink Floyd, vittoria in terra britannica

Accolte le richieste di Roger Waters e soci. EMI deve preservare l'integrità artistica degli album, anche nell'era di iTunes. Da rispettare dunque il paragrafo di un contratto del 1999
Accolte le richieste di Roger Waters e soci. EMI deve preservare l'integrità artistica degli album, anche nell'era di iTunes. Da rispettare dunque il paragrafo di un contratto del 1999

A stabilirlo , un giudice britannico: EMI dovrà smetterla di vendere online singoli brani dal repertorio dei Pink Floyd . Non sarà dunque più possibile acquistare canzoni come Money e The Great Gig In The Sky da rivenditori digitali come iTunes. Perché, come sostenuto da Roger Waters e compagni, è necessario preservare l’integrità artistica di album fortemente concettuali come The Wall .

Il giudice, Sir. Andrew Morritt, ha così deciso di accogliere in pieno le richieste dei Pink Floyd, che avevano in precedenza difeso un particolare paragrafo di un contratto del 1999 con l’etichetta britannica. Ma EMI l’aveva contestato, sostenendo che il divieto di vendere brani singoli non abbracciasse anche l’ambiente online.

E invece lo abbraccia, almeno secondo il giudice Morritt . I Pink Floyd hanno la possibilità legale di impedire che vengano distribuite canzoni spacchettate, sia su supporto fisico che in formato digitale. L’etichetta non potrà ricorrere in appello, condannata a risarcire David Gilmour e compagni con una cifra che si aggira intorno ai 60mila euro .

Mauro Vecchio

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11 03 2010
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