Prendete e fruitene tutti. Poi comprate

L'iniziativa dei Marillion: la band distribuisce online brani da condividere. Che includono l'invito all'acquisto di copie fisiche e biglietti dei concerti

Hanno rilasciato il loro intero prossimo album sui principali circuiti del file sharing. L’obiettivo dei Marillion è quello di ampliare il proprio pubblico. Un pubblico fedele e pagante, un pubblico che li sappia ricompensare partecipando ai concerti, acquistando merchandising, scegliendo di appropriarsi di una copia fisica dell’opera.

Happiness is the road Happiness Is The Road è il quindicesimo album della lunga carriera dei prog rocker: per distribuirlo hanno scelto di affidarsi a Music Glue , un servizio che si occupa di incanalare brani nei circuiti del P2P, di raccogliere informazioni sugli utenti, di orchestrare campagne di marketing e offrire agli artisti un’interfaccia che consenta loro di interagire con il proprio pubblico.

L’utente che sceglie di approfittare dell’offerta della band vede comparire sullo schermo una finestra di dialogo: i Marillion si rivolgono direttamente al downloader, raccontano del nuovo album, invitano il netizen a partecipare ai concerti e a sbirciare nello store. L’utente può lasciarsi tentare: in cambio di un indirizzo email che verrà utilizzato per informare il fan delle ultime novità, potrà accaparrarsi una traccia gratuita e priva di alcuna protezione DRM.

“Non incoraggiamo il file sharing illegale, ma è un fatto che molti appassionati di musica lo pratichino – ha spiegato Mark Kelly, tastierista della band – Vogliamo sapere chi sono i nostri fan che fanno file sharing. Se apprezzano abbastanza il nostro album vogliamo convincerli a sborsare qualcosa per acquistarlo o almeno a venire al nostro concerto”. Coloro che fossero convinti da Happiness Is The Road e decidessero di effettuare l’ordinazione in attesa del rilascio dell’album sul mercato, verrebbero raggiunti da un email : oltre alla possibilità di ascoltare l’album, la band dispensa chiarimenti e raccomandazioni. Si invita a godere dell’edizione speciale dell’album, a mettere le mani sulla confezione e sui due libri allegati, si invita a non far circolare in rete le tracce estratte dal disco originale .

Quella dell’ordinazione anticipata e delle gratificazioni riconosciute ai fan è una strategia che attecchisce: gli stessi Marillion con questo meccanismo hanno raggranellato il denaro necessario a produrre un disco, Radiohead e Nine Inch Nails si sono guadagnati la fama di precursori del marketing discografico indipendente dalle major.

Ma, accompagnando la notizia dell’iniziativa prevista per Happiness Is The Road , i Marillion si sono espressi con una sortita sibillina: “Tutti sono consapevoli dell’effetto del file sharing P2P sulle vendite dei CD e sull’industria della musica in generale”, ha dichiarato Kelly a BBC . Quale che fosse il significato della affermazione del musicista, l’intento della band è quello di continuare a sperimentare.

Gaia Bottà

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  • arnoldo mondadori scrive:
    Dai basta
    MA questa viene anche pagata? ma chi al mondo perde anche un minuto a leggere l'articolo NO LOGO, essu dai... il marketing puro e sbagliato che affonda l'azienda. poi ci si domanda perche' si fallisce in qualsiasi intento.ma dai..
  • mik.fp scrive:
    Gatto vivo o gatto morto?
    Mai sentito? Si studia in fisica al liceo.Ogni uomo e' caratterizzato da quel pizzico di indeterminazione che daje e daje fa si che il marketing sia sempre e comunque impermanente... se uno vede l'uomo in senso naturalistico risulta OVVIO che la rivelazione della presenza di un evangelist falsa i risultati in termini di marketing.
  • il texano scrive:
    ricchiezza di contributi
    leggo:vengono in aiuto strumenti come le tag cloud e le reti di relazioniChe sono le reti di relazioni?
    • DarkSchneider scrive:
      Re: ricchiezza di contributi
      - Scritto da: il texano
      leggo:

      vengono in aiuto strumenti come le tag cloud e le
      reti di
      relazioni

      Che sono le reti di relazioni?Qulli che comunemente vengono chiamati social network
    • mafe scrive:
      Re: ricchiezza di contributi
      - Scritto da: il texano
      leggo:

      vengono in aiuto strumenti come le tag cloud e le
      reti di
      relazioni

      Che sono le reti di relazioni?Le mappe che ti permettono di vedere che rapporti ci sono tra i nodi di una rete, tipo TouchGraph per le persone.
  • giacomo.mason scrive:
    L'ascolto attivo richiede due soggetti
    La comunicazione è sempre e comunque una forma di manipolazione. E' questo che la rende così importante per la nostra vitaE' vero che chiedere significa orientare la conversazione, ma è anche vero che per ascoltare bisogna esserci. L'ascoltatore silenzioso è comunque un catalizzatore di energia, e lo possiamo verificare in ogni cena o occasione sociale dove chi tace e ascolta attivamente diventa in realtà una parte fondamentale del gioco comunicativo. Senza dire una parola. Mai capitato? Chi tace e ascolta in uno spazio fisico comunica comunque in altri modi (ovviamente). Come replicare questi modi negli spazi virtuali, dove il silenzio equivale invece alla non esistenza? Questo è un problema. Forse affidandoci al puro "fàtismo" della comunicazione? (ci sono, ci sono, ci sono...)
    • H5N1 scrive:
      Re: L'ascolto attivo richiede due soggetti
      Dubito che del tuo (chiarissimo) ragionamento molti possano trarre qualcosa di costruttivo.
    • mafe scrive:
      Re: L'ascolto attivo richiede due soggetti
      - Scritto da: giacomo.mason
      Chi tace e ascolta in uno spazio fisico comunica
      comunque in altri modi (ovviamente). Come
      replicare questi modi negli spazi virtuali, dove
      il silenzio equivale invece alla non esistenza?
      Questo è un problema. Forse affidandoci al puro
      "fàtismo" della comunicazione? (ci sono, ci sono,
      ci
      sono...)Io ho sempre trovato affascinanti i lurker, sia nei newsgroup sia adesso nei blog. Se ci pensi è un po' come leggere un libro: tu sai molto dell'autore, lui a stento che esisti. Perché vuoi replicare la comunicazione del silenzio in uno spazio che ti permette di non/essere?
  • Joliet Jake scrive:
    A casa mia...
    ..."ascolto silenzioso delle conversazioni spontanee" si chiama "spiare di nascosto alle mie spalle"Direi che eticamente non fa una piega... :sPS ma invece di queste inutili lezioni PER le aziende, perchè non ci viene spiegato, a noi LETTORI e CONSUMATORI, come EVITARE questo tipo di pratiche e ingannare i sistemi di tracciamento e monitoraggio del cliente? Sarebbe decisamente più utile e interessante...Oltre al fatto che finalmente il titolo NoLogo non sarebbe più usato a sproposito.
    • Asalute scrive:
      Re: A casa mia...
      Ma come: uno scrive un parere visibile da ogni parte del pianeta e si scandalizza se l'azienda interessata lo va ad ascoltare?Ma io sarei pure contento se quest'azienda venisse ad ascoltare i miei pareri, positivi o negativi che siano.Semmai sarei meno contento se mi scappasse qualche bella idea (magari non particolarmente innovativa, ma comunque qualcosa a cui loro non avevano pensato) e loro la sfruttassero senza darmi un minimo di credito, o addirittura senza manco contattare me o la community dove l'ho scritta.Qui non si tratta di monitoraggio o tracciamento, visto che si tratta solo di recepire quello che le persone pubblicano spontaneamente e VOLONTARIAMENTE.
    • gerry scrive:
      Re: A casa mia...
      - Scritto da: Joliet Jake
      ..."ascolto silenzioso delle conversazioni
      spontanee" si chiama "spiare di nascosto alle mie
      spalle"
      Direi che eticamente non fa una piega...
      :sSe non vuoi essere ascoltato non parlare in pubblico.Scrivere in blog o in un forum ad accesso pubblico è come parlare ad alta voce per strada, non puoi pretendere che la gente intorno a te si tappi le orecchie per farti un piacere.
    • H5N1 scrive:
      Re: A casa mia...
      Da quello che dici si evince quanto tu possa aver recepito il contenuto dell'articolo.
      • visionx scrive:
        Re: A casa mia...
        cioe' non ha capito nulla :le nuove forme di marketing da un presupposto* che si puo' riassumere così:Abbiamo rotto i ******** per 50 anni con l'advertising imponendo qualcosa dall'alto, adesso ci mettiamo umilmente sullo stesso piano e vediamo di parlarci e capirci.non e' un presupposto : io voglio f*****e teè piuttosto : dimmi cosa vuoi e io te lo costruisco.insomma : una sorta di ritorno (dal punto di vista filosofico) al rapporto cliente artigiano che ti cuce l'abito su misura.*e questo e' scritto nei vari manuali di cui se vuoi ti do i titoli.
        • il texano scrive:
          Re: A casa mia...

          non e' un presupposto : io voglio f*****e te
          è piuttosto : dimmi cosa vuoi e io te lo
          costruisco.o piuttosto: io voglio f*****e te facendoti credere che ti ascolto
          insomma : una sorta di ritorno (dal punto di
          vista filosofico) al rapporto cliente artigiano
          che ti cuce l'abito su
          misura.Certo che è così, marketing casalingo per vendere prodotti made in China, dove notoriamente la produzione è orientata a fare abiti su misura.
          *e questo e' scritto nei vari manuali di cui se
          vuoi ti do i
          titoli.Manuali di marketing? Quelli dove l'oste impara a f****e gli avventori propinandogli vino al metanolo ma facendolo passare per ottimo lambrusco?
    • ... scrive:
      Re: A casa mia...
      Più che altro, le nozioni snocciolate nell'articolo provengono dai libri di comunicazione pubblicitaria, sono le basi, nulla di fantascientifico.Ma mi viene comunque da ridere perché dire "ascoltare per capire" quando nemmeno si da una replica ad una richiesta fatta esplicitamente nell'articolo precedente fa capire quale sia il genere di attenzione che si da a quello che si scrive e si sostiene.
  • picchiatello scrive:
    Migliorare il frollino no e?
    Mi sono sempre chiesto perche' una azienda che produce "frollini" ( esempio eh ) dedichi tanto tempo alla pubblicità al marketing ect ect , con risultati spesso deludenti.La risposta e' che il prodotto e' mediocre , che no ha alcuna possibilità e volontà di attrarre il cliente con la qualità o intenzione di abbassare il prezzo di vendita e che dopotutto l'azienda e' soddisfatta del range di fatturato e dell'utenza acquisita.Ecco la capacità di migliorare il prodotto o servizio finale nel nostro paese e' assente o comunque agli ultimi posti della graduatoria. E' inutile che mi vendi un telefonino ultima moda se poi mi fai perdere giornate intere con un callcenter non abilitato.... Detto questo la rete nel nostro paese e' ancora in fase embrionale e difficilmente i possibili ascolti da parte aziendale possono andare piu' in la' di qualche chiacchera sull'mp3 di moda o sui s.o. per cui gentili signori "manager" all'ascolto spendete bene i vostri soldi migliorate i vostri prodotti...
    • anonimo scrive:
      Re: Migliorare il frollino no e?
      - Scritto da: picchiatello
      Ecco la capacità di migliorare il prodotto o
      servizio finale nel nostro paese e' assente o
      comunque agli ultimi posti della graduatoria. E'
      inutile che mi vendi un telefonino ultima moda se
      poi mi fai perdere giornate intere con un
      callcenter non
      abilitato....Ti sbagli, ci sono un sacco di aziende che investono nel miglioramento del prodotto, ma siccome non investono in pubblicità nessuno conosce i loro prodotti.
      • picchiatello scrive:
        Re: Migliorare il frollino no e?
        - Scritto da: anonimo
        Ti sbagli, ci sono un sacco di aziende che
        investono nel miglioramento del prodotto, ma
        siccome non investono in pubblicità nessuno
        conosce i loro
        prodotti.come no le ultime inchieste fatte nel settore dei formaggi lo provano.....
        • visionx scrive:
          Re: Migliorare il frollino no e?
          pur essendo importante il formaggio (god save the mozzarella)ma, il discorso, per come è posto, vuole essere genrico, quindi coinvolgere il mercato nella sua interezza.Mi sembra un po' difficile che tutte le aziende (anche restringendo il campo all'italia) non investano nel migliorare il prodotto.Beninteso : sono d'accordo sul fatto che magari lo dovrebbero far di più facendo i famosi investimenti in ricerca.
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