Presentazione di Linux@school

Parlano gli studenti


Milano – In piazza Mercanti 2, al Palazzo Giureconsulti di Milano, dalle 11, si terrà domani martedì 14 la conferenza stampa indetta da Fondazione IBM Italia, dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e dal Politecnico di Milano dedicata al progetto “Linux@school”.

Il progetto, promosso dalla Fondazione in collaborazione con il MIUR e il Politecnico di Milano, punta alla diffusione e utilizzazione in vari ambiti di Linux nella scuola e ha permesso fin qui a studenti e docenti dei 20 istituti superiori appartenenti all’ENIS (European Network of Innovative Schools), distribuiti su tutto il territorio nazionale, di sperimentare – come recita una nota – “in modo interattivo e dinamico nuove tecnologie e nuove modalità di accesso ai sistemi informativi basati su software open source”.

Durante la conferenza stampa verrà illustrato il progetto da parte degli enti promotori mentre alcune scuole presenteranno brevemente la loro esperienza attraverso la testimonianza diretta di insegnanti e studenti.

Tra i partecipanti alla conferenza vi saranno: Giovanni Linzi (IBM Vice President, Systems & Technology Group, South Region), Alessandro Musumeci (Direttore Generale DGSI – MIUR) ma anche ITC-Liceo Tosi di Busto Arsizio (VA), ITS Zuccante di Mestre (VE), IPSIA E. Medi di Palermo e altri istituti ancora.

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  • Anonimo scrive:
    ecco un paragone
    io e gino stiamo parlando dei fatti nostri in giardinousiamo le nostre parole ed esprimiamo i nostri concetti e li relazioniamo in un nostro modoad un certo punto arriva luca e ci guardapoi arriva mario e ci guarda e insieme discutono di noipoi ad un certo punto arrivano da noi e ci dicono che il modo in cui parliamo _tra noi_ non va bene e dobbiamo usare il loro. CI dicono poi che nemmeno il modo in cui le nostre parole di relazionano nei NOSTRI discorsi non va bene, dobbiamo usarne un altro ... ma per farlo dobbiamo pagare qualcosa oppure ottenere un visto di qualcuno, forse di luca.Dopo un po' luca si incazza, non è lecito o non culturalmente adeguato parlare né dei fatti nostri, né di quelli altrui: lasciamolo fare ai professionisti.Perché non proprio a luca e mario?
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