Previsioni su crisi della RAM e aumento dei prezzi

Previsioni su crisi della RAM e aumento dei prezzi

La crisi della RAM farà aumentare i prezzi di smartphone, PC e console: previste vendite in calo e rincari più pesanti sulle fasce basse.
Previsioni su crisi della RAM e aumento dei prezzi
La crisi della RAM farà aumentare i prezzi di smartphone, PC e console: previste vendite in calo e rincari più pesanti sulle fasce basse.

Fino a oggi abbiamo sentito parlare della crisi della RAM come di uno spauracchio, una minaccia, ma è purtroppo giunto il tempo di farci i conti direttamente: l’aumento dei prezzi è alle porte e inevitabile. Vale sia per chi decide di acquistare direttamente i moduli di memoria sia per chi vuol comprare un qualsiasi dispositivo tecnologico. Cosa sta per accadere? Diamo uno sguardo alle previsioni degli analisti.

Su i prezzi di smartphone, PC e console

I ricercatori di Research IDC e Counterpoint vedono all’orizzonte un calo delle vendite pari ad almeno il 2% nel 2026 per gli smartphone, rispetto allo scorso anno. Andrà peggio ai PC con un -4,9%, dopo i buoni risultati del 2025. Sulla stessa lunghezza d’onda la stima per quanto riguarda le console: -4,4%, in seguito al +5,8% del 2025. Quest’ultima categoria è comunque alle prese con la fine di un ciclo, considerando come PS5 e Xbox Series X/S siano arrivate ormai sei anni fa, con la next-gen che non dovrebbe più essere così lontana.

Con le memorie che costano sempre di più, i produttori devono gestire i rincari. Qualcuno sceglierà di farsene carico per non perdere market share, altri di farne ricadere il peso sui clienti finali. Altri ancora ridurranno i margini di profitto, adottando però un approccio a metà strada tra le due soluzioni.

Crisi della RAM, effetti collaterali

Gli analisti stimano inoltre che i rincari saranno più significativi per i dispositivi di fascia media e bassa. In altre parole, avranno un impatto maggiore sul portafoglio di chi già non può permettersi di spendere di più.

Un altro effetto collaterale che la crisi della RAM potrebbe causare è lo spostamento di altri utenti verso il mondo Linux, per definizione meno esigente in termini di requisiti hardware. È un fenomeno già in corso e che negli ultimi mesi è stato alimentato dall’abbandono di Windows 10 da parte di Microsoft.

Sappiamo che la causa di questo scenario è da ricercare nell’accaparramento delle memorie da parte dei giganti dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di destinarle ai data center. Samsung, SK hinix e Micron, i tre produttori più importanti, non hanno alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire l’opportunità di guadagno e stanno mettendo in secondo piano le forniture per il mercato consumer. Fino a quando andrà avanti così? Almeno per tutto il 2026 e parte del 2027.

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
22 gen 2026
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