Project Loon, mongolfiere Google per la banda stratosferica

Mountain View conferma ufficialmente quello che finora era solo un sussurro. Palloni aerostatici volteggeranno in cielo per garantire connessione quasi ovunque

Roma – Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane , la “folle” idea di Google di usare palloni aerostatici per dispensare connettività senza fili agli angoli più remoti (e meno interconnessi) del pianeta è stato ufficialmente presentato come Project Loon .

Google “crede” nella fattibilità dell’idea, usare una tecnologia “del passato” (i palloni aerostatici, appunto) per allargare notevolmente la diffusione di Internet, con velocità simili a quelle oggi disponibili sulle reti cellulari 3G o “più veloci”: una ADSL lenta e con il doppio/triplo della latenza di una linea domestica, insomma, ma comunque più che accettabile per zone che fino a questo punto non erano raggiunte da alcun servizio.

Il progetto Loon prevede che i palloni siano alimentati a energia solare e controllati da remoto , vengano trasportati dai forti venti dell’alta atmosfera a 20 chilometri dalla superficie del pianeta, ben al di sopra delle rotte battute dai velivoli commerciali, e comunichino con le stazioni riceventi a terra usando antenne non dissimili da quelle impiegate per le comunicazioni digitali su piattaforme satellitari.

Per quanto riguarda la continuità del servizio, evitare cioè che un pallone si allontani dalla zona di copertura, Google pianifica di risolvere anche tale questione, posizionando i palloni là dove servono e servendosi di “complessi algoritmi e parecchia capacità computazionale” per calcolare la giusta posizione di ciascuno di loro in funzione degli altri.

L’obiettivo principale di Project Loon è quello di fornire connettività ai paesi e i continenti come quello africano dove Internet è quasi sempre un miraggio, ma anche di garantire le comunicazioni nelle zone colpite da un qualche disastro naturale deleterio per le infrastrutture tradizionali.

Una prima sperimentazione del progetto Loon è in corso in Nuova Zelanda, e Google dice di essere alla ricerca di partner interessati alla “fase due” dell’ambizioso piano di interconnessione atmosferica. Un piano che a conti fatti serve le stesse finalità di Google Fiber , vale a dire allargare la potenziale platea di Internet – possibilmente ad alte e altissime prestazioni – per poter diffondere il verbo del “cloud” e dei servizi telematici always-on.

Alfonso Maruccia

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