PS Vita, codice fatto in casa

Uno sviluppatore di software homebrew annuncia la scoperta di un nuovo exploit sulla console portatile di Sony. Una breccia che potrebbe essere presto chiusa e che comunque non potrà servire ai pirati del software commerciale

Roma – Un misterioso coder noto come “Yifan” ha annunciato la scoperta di un exploit nel codice operativo della PS Vita: la nuova console portatile di Sony è “bucata” in un punto non meglio precisato, e lo sviluppatore chiede ora l’aiuto della community per realizzare un “loader” in grado di permettere l’esecuzione di codice amatoriale sull’handheld.

Yifan si guarda bene dal pubblicare i dettagli della vulnerabilità ma intende mantenere “aperto” lo sviluppo di UVLoader , progetto che dovrebbe portare alla creazione del succitato loader di software homebrew.

Si tratta del primo exploit in grado di “bucare” le protezioni hardware e software della PS Vita, e certamente del primo esempio di codice capace di eseguire software creato appositamente per la console: il precedentemente pubblicato “Halfbyte Loader” è capace solo di eseguire homebrew per la PSP partendo dalle vulnerabilità presenti all’interno dei giochi PSP in formato digitale.

Sia come sia Yifan tiene a precisare più e più volte che l’obiettivo del suo lavoro di sviluppo non è favorire un’esplosione di pirateria pari a quella che ha già caratterizzato (e ancora caratterizza) la piattaforma PSP: con il nuovo exploit non è fisicamente possibile eseguire titoli PS Vita commerciali ottenuti illegalmente, dice lo sviluppatore, ed è comunque possibile che nel tempo necessario a realizzare un loader homebrew completo Sony individuerà e chiuderà la falla.

Alfonso Maruccia

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  • Petecchione scrive:
    Mah ..
    E' la sentenza più ridicola che abbia mai visto: come si fa ad obbligare un'azienda al supporto coatto di un'architettura? e chi garantisce che il software prodotto sia anche decente?
    • P.L. scrive:
      Re: Mah ..
      Ecco i soliti che commentano a sentimento invece di informarsi sui fatti, compliementi.
    • bubba scrive:
      Re: Mah ..
      - Scritto da: Petecchione
      E' la sentenza più ridicola che abbia mai visto:
      come si fa ad obbligare un'azienda al supporto
      coatto di un'architettura? e chi garantisce che
      il software prodotto sia anche
      decente?te la possiamo riassumere cosi'(...)Lo scontro iniziale si è svolto in particolare sul cosiddetto "Hurd Agreement", vale a dire l'accordo stipulato dopo l'abbandono del CEO di HP, Mark Hurd, e la sua successiva assunzione da parte di Oracle: tale accordo prevedeva lo sviluppo continuato di prodotti software Oracle su piattaforme HP, dunque Oracle avrebbe violato l'accordo annunciando il repentino abbandono del supporto all'architettura IA-64.Oracle ha iniziato a fregarsene e HP non l'ha presa bene...
    • Sallo scrive:
      Re: Mah ..
      - Scritto da: Petecchione
      come si fa ad obbligare un'azienda al supporto
      coatto di un'architettura?Dipende d quali accordi c'erano prima, se Oracle si era impegnata a farlo ...
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