PS5: Sony punta a venderne 18 milioni quest'anno

PS5: la crisi dei chip non frena le ambizioni Sony

Il colosso giapponese mira a vendere 18 milioni di PS5 in questo anno fiscale: le ambizioni di Sony non sono intaccate dalla crisi.
Il colosso giapponese mira a vendere 18 milioni di PS5 in questo anno fiscale: le ambizioni di Sony non sono intaccate dalla crisi.
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Al momento, trovare un PS5 è ancora un’impresa. La crisi dei chip continua a frenarne la produzione e chi desidera acquistare la console next-gen di casa Sony non può che prepararsi a una lunga attesa. Eppure, il colosso nipponico rimane ottimista a proposito delle vendite che intende generare nell’anno fiscale in corso: 18 milioni di unità.

Sony punta a vendere 18 milioni di PS5 quest’anno

A confermarlo sono le parole di Hiroki Totoki, Chief Financial Officer della società giapponese, raccolte in occasione di un incontro con la stampa: Ciò che posso dire è che siamo in grado di procurarci abbastanza componenti per 18 milioni di unità. Per fare un confronto, lo scorso anno sono state vendute 11,5 milioni di PlayStation 5 (in totale 19 milioni dall’esordio). Il protrarsi della pandemia non ha certo aiutato e gran parte della domanda è rimasta insoddisfatta.

Oggi è sufficiente un giro sui principali e-commerce e store per rendersi conto di come la situazione non sia migliorata. Sulla piattaforma online di MediaWorld ci sono solo controller e giochi. Lo stesso vale per il competitor Unieuro. Nessuna traccia nemmeno su GameStop. I pochi pezzi a disposizione su Amazon e su eBay sono proposti a prezzi folli (meglio lasciar perdere).

Abbiamo specificato a inizio articolo che la previsione è relativa all’anno fiscale, dunque al periodo che va da inizio aprile 2022 a fine marzo 2023. È dunque possibile che Sony sia a conoscenza dei prossimi sviluppi, di una possibile ripresa a pieno ritmo delle attività.

A fare da contraltare a una lettura ottimista della situazione è la recente uscita del CEO Intel, secondo cui la crisi dei chip sarebbe destinata a durare fino al 2024. Le sue ripercussioni si stanno facendo sentire sui comparti di tutta l’industria, in particolare all’interno del settore automotive dove si allungano i tempi di consegna dei veicoli. Alcuni produttori hanno addirittura scelto di intervenire modificando le caratteristiche dei modelli proposti: è il caso di BMW.

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Fonte: Reuters
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Pubblicato il 10 mag 2022
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