Psiphon, l'anticortina compie gli anni

Si arricchisce di un'idea il progettone anticensura, nato nel 2006 per soccorrere gli utenti che vivono in paesi dalla rete mutilata. Una novità tanto semplice quanto difficile da bloccare

Roma – Psiphon, il progettone nato nel 2006 per portare soccorso ai netizen colpiti da provvedimenti net-censori , si arricchisce di qualche novità. Finora, dice Michael Hull, ingegnere software del progetto, c’è stato un problema: “C’è ancora un tallone d’Achille per chi vive in un paese sotto censura, deve cioè conoscere qualcuno che viva in un luogo come ad esempio Boston”. Una persona di cui il censurato deve sapere l’indirizzo IP. Per aggirare quest’ostacolo, Citizen Lab sta realizzando un nuovo servizio, chiamato Psiphon Web Service, un particolare server Web, accessibile con traffico cifrato, utilizzabile a distanza. Una sorta di desktop remoto pronto all’uso.

Con tale accorgimento, anche coloro che vivono in paesi sotto censura possono creare un nodo d’accesso senza dover scaricare e usare il relativo software, operazione che potrebbe esporre ad una sorveglianza mirata. “Vogliamo dare la possibilità a chi vive in paesi in cui si pratica la censura di rete di avere i propri nodi d’accesso”, dice Hull.

L’opportunità è stata studiata sulla scorta dei risultati degli studi di Open Net Initiative , da cui emerge che Burma, Iran, China e Vietnam sono tra i principali paesi dai quali la vista della rete può apparire molto diversa rispetto al resto del mondo, spiega Technology Review .

La funzionalità di Psiphon, per alcuni aspetti, ricorda quella della rete di anonimizzazione Tor . La tecnologia alla base è dunque il proxy . Ma far girare un nodo Psiphon in un paese sotto censura sarebbe un grosso rischio, come evidenziato da Hull.

L’idea è quella di creare una sorta di front-end , condiviso e conosciuto tramite passaparola. In altri termini, sarà un determinato utente che, partendo da un paese sotto censura, avrà assegnato da Psiphon un indirizzo IP unico in un paese libero, presso il quale potrà indirizzare le richieste proprie e degli altri utenti nel suo stesso paese, con i quali condivide l’accesso. Il traffico che si svolge tra il paese censurato e quello libero è un normale traffico cifrato, molto simile a quello generato da una sessione di online banking .

Nel caso in cui i governi chiudano i lucchetti , spiega Hull, è facile bloccare tutta la rete Tor. Viceversa, molto più difficile sarebbe fermare una notevole quantità di singoli front-end sparpagliati per il paese. “Una grande organizzazione governativa non potrebbe condurre un’operazione su questa scala – conclude Hull – dovrebbe infatti individuare ogni singola macchina e introdurla in una black-list “.

Marco Valerio Principato

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  • Eco Store scrive:
    le cartucce per stampanti possono essere
    Le cartucce per stampanti, nei negozi di cartucce Eco Store, possono essere ricaricate all'istante in 5 minuti: http://www.ecostore.it/it/News/una_ricarica_di_qualita_garantita_dalla_prova_di_stampa.html
  • bottigliaverde scrive:
    www.millecartucce.it
    Ho acquistato cartucce e toner su questo sito...tempi di consegna eccezionali come anke i prezzi e in piu ho superato l'importo dell'acquisto di 60 euro e mi hanno regalato la spedizione.....Consigliatissimo....fatemi sapere
  • Silvione scrive:
    La prima cartuccia alza il pelo...
    Il signor Gillette fece soldoni a secchiate quando si accorse che se invece di venderli, i rasoi, li avesse regalati, magari mettendoli nella buca delle lettere di potenziali clienti, e avesse basato il business sulla vendita delle lamette, i clienti poi sarebbero stati psicologicamente costretti a continuare a comprarle per tenere viva l'illusione di risparmio data dall'uso di qualcosa di gratuito (il rasoio).Il trucco e' vecchio e funziona spesso e bene, anche in altri campi come quello editoriale: quante sono le raccolte con il primo numero a soli 2 Euro e tutti gli altri che regolarmente costano cifre molto superiori? E' uno schema ben collaudato che attira il cliente con un costo bassissimo all'inizio e poi conta sul fatto che molti continueranno perche' senno' i 2 Euro spesi prima, e quelli successivi poi, diventano buttati, cosi' si predispongono piu' facilmente a spendere cifre superiori per i numeri seguenti.Nel caso specifico delle stampanti a getto d'inchiostro, il trucco per risolvere i problemi dei costi e' sempre e solo quello di non comprare mai stampanti a getto d'inchiostro.Il costo piu' incidente delle stampanti a getto non e' quello di acquisto ma quello di esercizio, per cui anche il tipico discorso "ho gia' una stampante a getto, quindi mi conviene comprare una cartuccia invece di cambiare stampante" in questo caso non ha senso.Tenendo in considerazione il costo di esercizio, cosa ben diversa da quello di acquisto, una stampante laser a colori e' enormemente piu' economica di una a getto d'inchiostro e non esiste una sola ragione al mondo per preferire la seconda alla prima, almeno per il tipico utente casalingo o l'ufficio che non lavora con grafica a livello professionale.
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: La prima cartuccia alza il pelo...
      la tua stampante laser a colori stampa le foto su carta fotografica?Magari stampa direttamente su cd/dvd stampabili?Riesci a trovare refill non originali ma ottimi sotto il profilo funzionale a costi che per le cartucce sono di 1 euro per il nero e 1.5 euro per il colore (canon pixma 3000) e che per chi stampasse davvero in grandi numeri offrono 1 litro di inchiostro a 18 / 24 euro?
      • Silvione scrive:
        Re: La prima cartuccia alza il pelo...
        Bisognerebbe implementare su PI una funzione per mostrare il tempo intercorso fra la lettura di un post e l'inizio della risposta. Sarebbe comodo per conoscere, almeno grossolanamente, se chi risponde si e' concesso di leggere il post fino all'ultima riga.
  • Paul scrive:
    Re: Considerazioni consumistico/ecologiche
    Sono semi-daccordo con te...questo perchè ho appena buttato una Epson ancora semi nuova perchè la testina era da buttare (provata a pulire in tutti i modi e portata pure al c. assistenza)....ho deciso di comprare canon con testina su cartuccia per non dover mai più buttare la stampante! Comunque ho già visto che esistono kit di ricarica (visto che compatibili con testina non esistono, altra furbata come il chip per tagliare le gambe ai produttori di compatibili)
  • andy61 scrive:
    Re: Considerazioni consumistico/ecologiche
    Interessante.Restano comunque i seguenti problemi:1) l'affrancatura non la paga l'HP ma il consumatore (anche se psicologicamente l'idea di non pagare il francobollo dà un'idea di gratuità)2) il trasporto avanti e indietro della cartuccia ha un costo3) se la cartuccia non viene riutilizzata ma smaltita, questo ha un costo (che HP gira ai consumatori)4) il riconfezionamento della cartuccia per la sua rivendita ha un costo (la confezione poi viene gettata via, e quindi ne paghiamo anche i costi di raccolta e smaltimento)5) il sacchetto per raccogliere la cartuccia ha comunque un costo, senza contare il conseguente smaltimento (vedi punto precedente)In sostanza, il riutilizzo sarebbe un bene per tutti.Ed anche le case produttrici migliorerebbero la propria immagine se consentissero al consumatore di riutilizzare le cartucce.Inoltre, per persone come me che comunque comperano le bottiglie di inchiostro per ricaricare le cartucce, non farebbe molta differenza comperare inchiostro dalla HP, mentre ora la HP da me non prende più una lira (a meno che non sia essa stessa a produrre tale inchiostro e a rivenderlo con un diverso brand).Esistono poi alternative interessantissime, come le stampanti a cera: non esiste cartuccia: si mette semplicemente una pastiglia di colore nella stampante, fino ad esaurimento.Il packaging è ridotto al minimo (e potrebbe essere ulteriormente ridotto, acquistando ricariche in quantità).
  • Lillo scrive:
    Brother
    Ho preso Brother della famiglia MFC. Usano tanichette di plastica che originali costano 12-18 euro e di concorrenza anche 4-6 euro.Ci sono i driver per Linux, ti danno assistenza Linux via Email anche direttamente dal Giappone. Se gli segnali bug nei driver per CUPS ti dicono grazie e li mettono a posto mandandoti la risposta diretta senza che ti vada a leggere gli errata sul sito...Macchine economiche ma ricche di funzioni.Non saranno il top di qualità di stampa e scanner, ma funzionano bene e il rapporto tra costi e benefici è sicuramente a favore dei secondi.
  • Enjoy with Us scrive:
    HP/Epson devono fallire!
    Cartucce costosissime, continui problemi con gli ugelli (epson in particolare), cartucce blindate da chip che decidono quando la cartuccia e' esaurita.Tali pratiche andrebbero proibite per legge, portano a distorsione della concorrenza, a maggior inquinamento e limitano le scelte degli utenti.In particolare Epson sta producendo da 3-4 anni stampanti scadenti, con notevoli problemi di pulizia degli ugelli e di consumo delle cartucce.Parlo perche' ho avuto per le mani qualcosa come 10 diverse stampanti epson c64 c84 Photo R300, bene nel giro di 2 anni si sono bloccati in modo irrimediabile gli ugelli di tutte queste stampanti e sono state utilizzate solo cartucce originali.In 3 stampanti usate solo per stampare a bianco e nero poi sistematicamente ogni 2 - 3 cartucce del nero sostituite veniva richiesta la sostituzione anche delle cartucce a colori, senza aver stampato una sola pagina a colori!Ora siamo passati a Canon, Pixma 3000 e 4000 (quindi prima che introducessero chip intelligenti sulle cartucce)Stampano da dio, non si bloccano mai, si puo' forzare la stampa anche quando danno messaggio di inchiostro esaurito. Si puo' controllare il livello di inchiostro tutte le volte che si vuole (le cartucce sono trasparenti) si trovano cartucce compatibili a meno di 2 euro.
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: HP/Epson devono fallire!

      Cartucce costosissime, continui problemi con gli
      ugelli (epson in particolare), cartucce blindate
      da chip che decidono quando la cartuccia e'
      esaurita.
      In particolare Epson sta producendo da 3-4 anni
      stampanti scadenti, con notevoli problemi di
      pulizia degli ugelli e di consumo delle
      cartucce.
      Ora siamo passati a Canon, Pixma 3000 e 4000
      Stampano da dio, non si bloccano mai, si puo'
      forzare la stampa anche quando danno messaggio di
      inchiostro esaurito. Si puo' controllare il
      livello di inchiostro tutte le volte che si vuole
      (le cartucce sono trasparenti) si trovano
      cartucce compatibili a meno di 2
      euro.Ho posseduto una stampante Epson solo per confermare una certa inaffidabilità ed un costo spropositato delle cartucce. Sono tornato in breve ad utilizzare la vecchissima Canon BJC 4300, nonostante la lentezza e ben due riparazioni dovute all'età, che continua a funzionare a casa di mio padre. Io uso una Pixma 3000, scelta in base al costo delle cartucce originali: tra i 9 ed i 13 euro (in base al colore). Quelle compatibili vanno altrettanto bene (tra i 2 ed i 7 euro). Sceglierò ancora Canon per la prossima stampante (multifunzione), soprattutto per il rispetto mostrato fino ad ora nei confronti dei clienti.
      • Pel scrive:
        Re: HP/Epson devono fallire!


        Ora siamo passati a Canon, Pixma 3000 e 4000

        Stampano da dio, non si bloccano mai, si puo'

        forzare la stampa anche quando danno messaggio
        di

        inchiostro esaurito.
        funzionare a casa di mio padre. Io uso una Pixma
        3000, scelta in base al costo delle cartucce
        originali: tra i 9 ed i 13 euro (in base al
        colore). Quelle compatibili vanno altrettanto
        bene (tra i 2 ed i 7 euro).
        Io da qualche anno uso la Pixma 4000 con inchiostri compatibili. Ho comprato (per una quindicina di euro mi pare) un set di cartucce vuote dotate di "tappini" per facilitare la ricarica, quindi quando si esaurisce la cartuccia si stappa, si inietta e si procede. L'operazione dura pochi secondi. mai avuto un problema di stampa, e l'inchiostro di ottima qualità costa pochissimo, lo compro in bottigliette da 60 ml sufficienti per 7/8 ricariche a prezzi ridicoli.
        • Taddeus scrive:
          Re: HP/Epson devono fallire!
          Stessi problemi per me con una Epson fotografica utilizzando solo cartucce originali...mi trovo costretto a metterla da parte dopo aver buttato centinaia di euro in cartucce utilizzate solamente per fare pulizia alle testine senza alcun risultato...veramente scandaloso.Ieri ho ricevuto la nuova stampante laser proprio marchiata HP, spero che le cose mi vadano meglio, almeno in fatto di affidabilità, poi per i costi dei toner speriamo cambi qualcosa e ci venga permesso di poter scegliere a parità di qualità il consumabile più conveniente.Saluti
    • anon scrive:
      Re: HP/Epson devono fallire!
      controlla quanto inchiostro la stampante Canon spreca ogni volta che viene accesa (3%) HP no,parliamone
  • andy61 scrive:
    open source firmware per le stampanti
    Non ho avuto il tempo di approfondire: forse c'è già qualche progetto in cantiere.In ogni caso, come si sta andando nella direzione del BIOS e del firmware open source per i computer, perché non pensare ad una cosa analoga per le stampanti?La tecnologia di stampa è ormai consolidata da anni: le stampanti si differenziano per tecnologia (laser, cera, inkjet, termiche, ad aghi, etc.), risoluzione e velocità.Ma tutta la logica e l'algoritmica che vi sono dietro sono ormai le stesse ovunque.Basterebbe realizzare un modello a due strati (logica e driver hardware) per realizzare un firmware riutilizzabile per ogni tipo di stampante (in realtà c'è già qualcosa del genere per una stampante 3D, ma è ancora un progetto universitario sperimentale, credo).Se conoscete progetti del genere, fatemelo sapere.Buon Natale a tutti!:-)OOPS! Mi rispondo da solo sul perché non si punta a firmware open source per le stampanti: perché i vari produttori blindano nel firmware anche algoritmi di watermarking per l'identificazione della stampante!È cosa risaputa da anni, e rispolverata anche recentemente su PI. :-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 dicembre 2007 11.05-----------------------------------------------------------
  • andy61 scrive:
    Approccio commerciale obsoleto
    Come in altri settori, l'approccio commerciale è ormai vecchio.Si punta non alla qualità, ma ad impedire ai consumatori di scegliere il meglio, e questo limita la concorrenza ed il miglioramento.L'approccio che posso suggerire è quello di definire degli standard qualitativi per gli inchiostri, con diversi livelli via via superiori, e di dichiarare la compatibilità di ogni stampante con la qualità di inchiostro minima richiesta.Per fare un parallelo (molto alla lontana), si possono considerare i livelli della normativa Euro per le emissioni inquinanti: per fare certe cose (per esempio circolare in certi giorni, o entrare in certe aree cittadine) occorre avere un veicolo che sia compatibile con un dato livello dello standard (ad esempio, almeno Euro2).Poi sta a me scegliere un veicolo che abbia le caratteristiche minime per fare ciò che mi serve.Ulteriore considerazione: se i vari produttori di stampanti (inclusa HP) sono così bravi a creare e produrre inchiostri di qualità superiore a quelli della concorrenza, perché non si mettono a vendere cartucce per le stampanti della concorrenza con i propri (migliori) inchiostri?A parità di prezzo, il consumatore va a scegliere sicuramente la qualità superiore.Ed in questo modo estenderebbero il proprio mercato (se poi si parla davvero di 1000 Euro/litro, stiamo parlando di montagne di soldi!)A meno che non facciano il solito cartello, e tutti i produttori non si siano messi d'accordo per non pestarsi i piedi a vicenda, supportando tutti la politica del blindare i consumatori sulle rispettive stampanti, e tagliare fuori in ogni modo i produttori di inchiostri che non producono anche stampanti (cosa molto probabile, direi).E qui (non) entra in gioco l'Antitrust, che dovrebbe sorvegliare il mercato, ma in pratica ha sicuramente 'milioni' di cose più importanti da fare.
    • TheB scrive:
      Re: Approccio commerciale obsoleto
      Sul sito di HP USA, una cartuccia del nero per la stampante che abbiamo in ufficio, una vecchia gloriosa inkjet 3000, viene 34 USD per 0.069 litri (69 ml), pari a, se non sbaglio a fare i lconto, 492 USD al litro.Quelle dei colori, vengono 66 USD l'una per 0.055 litri (55 ml), pari a, sempre che non sbagli i conti, 1200 USD al litro.E quelle cartucce hanno una scadenza, o meglio, una "data consigliabile di utilizzo".Sono delle belle cifre... o no?
  • rockroll scrive:
    Ci prendono per fessi!
    Qualcuno, col quale non ho nessunissima voglia di far polemiche, ha appena detto: Sono dell'idea che l'unica ad aver ragione è hp.Ogni stampante è progettata per montare un certo tipo di cartuccia la quale ha una ben determinata forma e contiene una ben determinata formula chimica di inchiostro le quali ci metto la mano sul fuoco sono oggetto di fior di brevetti.Una cartuccia compatibile per essere effettivamente tale deve copiare il design di quella originale ed un utilizzare un inchiostro la cui composizione chimica è palesemente copiata sempre da quella originale.A naso direi che Hp dovrebbe avere ogni diritto ad esigere la cessazione della vendita di ogni cartuccia compatibile senza pagare nessuno. Ora mi chiedo io se, in regime di libero mercato e di libera concorrenza nel quale dovremmo trovarci noi "occidentali", può essere mai legittimo per una produttore vietare ad un concorrente di immettere sul mercato qualcosa che vada a sostituire uno dei suoi prodotti ... (prodotti venduti separatamente, ossia cartucce inkjet non integrate nelle printer, che oltretutto ho comprato e non affittato per cui ne posso fare cosa voglio). La cosa è talmente lapalissiana che non vedo proprio come HP possa accampare una simile pretesa. HP potrà peraltro, e lo ha fatto lei come tanti altri, mettere in pratica discutibilissime ma non illegali tecniche proprietarie volte ad impedire un impiego di componenti non graditi su una sua apparecchiatura, assumendosi tutti i rischi di mercato di una scelta così impopolare; potrà dichiarare decaduta la garanzia negli stati dove non le è imposta per legge una durata da rispettare; potrà, se le conviene, ritirare dal mercato apparecchiature che accettano componenti non proprietatri indesiderati; potrà sconsigliare quanto vuole "trapianti suscettibili di rigetto", come una nota casa automobilistica vuol far credere, sempre che non si renda passibile di informazione ingannevole a scopo di lucro; potrà costruire le sue cartucce talmente blindate che sia impossibile forarle senza rovinarle per poter immettere l'ago della siringa di ricarica; ... ... ... tutte pratiche discutibilissime ma non vietate.Ma di certo mai e poi mai potrà appellarsi a qualche diritto di vietare utilizzo di detti componenti a lei unilateralmente non graditi unicamente perchè non proprietari. Una cartuccia InkJet compatibile, buona o cattiva o magari ottima che sia per qualità, deve comunque fare la sua funzione ad un livello di prezzo/qualità quanto meno concorrenziale per essere immessa sensatamente sul mercato; e lo stesso vale per l'inchiostro di cui è dotata o dotabile, nato da una formula chimica piuttosto che un'altra, che deve anche lui comunque assolvere al suo compito non da meno, per analogo motivo. Noi consumatori non siamo tutti fessi (almeno spero), e se un prodotto compatibile (se volete chiamatelo anche taroccato) si mantiene presente sul mercato vuol dire che comunque la condizione di cui sopra la soddisfa. Qui non si sta parlando di tecnologie illegamente impiegate dalla concorrenza ovvero di brevetti infranti (che se non esistessero proprio sarebbero un grosso passo avanti per la civiltà umana), perchè se così fosse HP e simili avrebbero tutti i loro diritti da far valere (sotto le assurde leggi protezionistiche attuali). Qui si sta parlando di prodotti alternativi legittimamente immessi sul mercato in concorrenza a quelli di società più "blasonate": il blasone non è un qualcosa che dà il diritto di eliminare la concorrenza; perchè di questo, di negazione della libera concorrenza e del libero mercato si tratta! Ed ora vediamo come stanno le cose da un punto di vista tecnico, come ho personalmente potuto sperimentare. Le cartucce InkJet, originali o meno, non si deteriorano più di tanto per usi ripetitivi a seguito di eventuali ricariche; non è affatto vero che dopo tre ricariche sono comunque da sostituire, figuriamoci se dopo l'esaurimento dell'inchiostro iniziale (o di metà di esso come farebbero credere dei Chip truffaldini) sono da considerarsi inutilizzabili. Ho avuto rese ottime fino a otto ricariche consecutive con inchiostro ovviamente non originale ed anche diluito (si, diluito con acqua distillata per aver maggior durata; con una parte di acqua su quattro di inchiostro la differenza di vivacità del colore è appena percettibile), e non le ho mai sostituite per consunzione delle "testine" ma per "otturazione di qualcuno delle centinaia di ugelli di diffusione, cosa che accade anche su una cartuccia nuova originale come Dio comanda, una volta aperta e montata su printer e poi non utilizzata per mesi (anzi in qualche caso risultava proprio "secca" del tutto). L'unico motivo per cui una cartuccia è "persa" è l'intasamento degli ugelli, visto che ne bastano anche pochi (come i pixel difettosi di un LCD) per renderla inaccettabile. E l'inchiostro, originale o meno, alla lunga si addensa e si secca inevitabilmante (motivo in più per procedere alla diluizione).L'intasamento dipende in primis dal depositarsi di inchiostro seccato sugli ugelli, ma questo è evitabile se non viene lasciata inoperosa per più di una settimana, e se "presa in tempo" è comunque ripristinabile immergendo la parte con gli ugelli (testina) in acqua bollente per qualche minuto, quindi a fuoruscita di inchiostro iniziata tamponando alcune volte la superficie degli ugelli con carta o panno assorbente senza premere troppo, quindi provvedendo a ripetuti processi di pulizia o meglio di stampa di sezioni colorate col colore che appariva intasato... Ma se ormai l'inchiostro è incrostato, spesso non basta neanche un solvente come acqua ragia o acetone, che sconsiglio comunque perchè può sciogliere anche il materiale plastico. L'altro motivo per cui la cartuccia diventa irrecuperabile è il depositarsi di microparticelle spurie, comunque presenti anche negli inchiostri più blasonati, che alla lunga si accumulano fino ad incrostarsi nei piccolissimi ugelli: quando diluivo con acqua di rubinetto non andavo oltre alla quarta ricarica, evidentemente per deposito di calcare. Quanto agli inchiostri, non occorre che siano di tipo specifico per quella printer, ma per quella tecnologia (nero, tricromia, n...cromia...), in quanto a parità di tipologia le tonalità sono molto simili (teoricamente dovrebbero essere le stesse), e quel che può cambiare alquanto può essere la densità iniziale dell'inchiostro (ben sapendo che nel tempo aumenta fino all'esiccazione). Non vi dico che tutti gli inchostri hanno densità iniziale equivalente, ma essa è entro certi limiti tollerabile: se troppo liquido l'inchiostro tende a macchiare, se troppo denso o invecchiato stenta ad uscire ed alla fine intasa. Poichè l'inchiostro InkJet è alquanto più denso dell'acqua, se è troppo denso basta diluirlo, se è troppo liquido ... fatelo "invecchiare
  • Anonimo scrive:
    Per quanto le trovi utili...
    Sono dell'idea che l'unica ad aver ragione è hp.Ogni stampante è progettata per montare un certo tipo di cartuccia la quale ha una ben determinata forma e contiene una ben determinata formula chimica di inchiostro le quali ci metto la mano sul fuoco sono oggetto di fior di brevetti.Una cartuccia compatibile per essere effettivamente tale deve copiare il design di quella originale ed un utilizzare un inchiostro la cui composizione chimica è palesemente copiata sempre da quella originale.A naso direi che Hp dovrebbe avere ogni diritto ad esigere la cessazione della vendita di ogni cartuccia compatibile senza pagare nessuno.
    • TheB scrive:
      Re: Per quanto le trovi utili...
      Hp potra' anche aver ragione, ma far pagare circa 1000 euro al litro (e' piu' o meno il prezzo calcolato sul valore della cartuccia e sulla quantita' dichiarata al suo interno) l'inchiostro delle cartucce mi pare un *pochino* esagerato...
    • anonimo scrive:
      Re: Per quanto le trovi utili...
      Non e' che poi sulle HP occorre usare anche SOLO la carta del tal produttore?insomma, come dire che nelle auto FIAT puo' essere usata solo benzina API e nelle Ford solo SHELL.... ma per piacere...
      • Anonimo scrive:
        Re: Per quanto le trovi utili...
        - Scritto da: anonimo
        Non e' che poi sulle HP occorre usare anche SOLO
        la carta del tal
        produttore?Mah, io so che quando ho installato la mia stampante HP sul mio computer e' apparso un disclaimer che diceva piu' o meno:"Attenzione, il compuer su cui stai cercando di installare questa stampante non e' HP. Ricordiamo che il non utilizzare le nostre stampanti con computer non originali HP potrebbe causare esplosioni, epidemie di colera e attacchi improvvisi di diarrea fulminante quando il bagno e' occupato."
    • Thebeers scrive:
      Re: Per quanto le trovi utili...
      - Scritto da: Anonimo
      Sono dell'idea che l'unica ad aver ragione è hp.
      Ogni stampante è progettata per montare un certo
      tipo di cartuccia la quale ha una ben determinata
      forma e contiene una ben determinata formula
      chimica di inchiostro le quali ci metto la mano
      sul fuoco sono oggetto di fior di
      brevetti.
      Una cartuccia compatibile per essere
      effettivamente tale deve copiare il design di
      quella originale ed un utilizzare un inchiostro
      la cui composizione chimica è palesemente copiata
      sempre da quella
      originale.
      A naso direi che Hp dovrebbe avere ogni diritto
      ad esigere la cessazione della vendita di ogni
      cartuccia compatibile senza pagare
      nessuno.********************************************************** Atttaccare l'USB del cervello prima di parlare plz!
      • Anonimo scrive:
        Re: Per quanto le trovi utili...
        L'ho fatto ed infatti ho parlato di diritti legali non di strategie di mercato che per quando evidenti e dannose (monopolio) vanno provate in tribunale e condannate.
    • Pel scrive:
      Re: Per quanto le trovi utili...
      - Scritto da: Anonimo
      Sono dell'idea che l'unica ad aver ragione è hp.
      Ogni stampante è progettata per montare un certo
      tipo di cartuccia la quale ha una ben determinata
      forma e contiene una ben determinata formula
      chimica di inchiostro le quali ci metto la mano
      sul fuoco sono oggetto di fior di
      brevetti.
      Una cartuccia compatibile per essere
      effettivamente tale deve copiare il design di
      quella originale ed un utilizzare un inchiostro
      la cui composizione chimica è palesemente copiata
      sempre da quella
      originale.
      A naso direi che Hp dovrebbe avere ogni diritto
      ad esigere la cessazione della vendita di ogni
      cartuccia compatibile senza pagare
      nessuno.Spiacente, ma parti da basi sbagliate. Primo, le cartucce "compatibili HP" sono semplicemente cartucce HP usate una volta, raccolte tramite punti vendita, raccoglitori automatici eccetera, e poi riempite.Quindi nessuna copia o violazione di brevetto: se io riutilizzo un oggetto che tu avevi deciso di dichiarate non più utilizzabile non violo alcuna legge.Secondo, per quanto riguarda l'inchiostro, credi davvero che le cartucce HP usino inchiostro prodotto da HP? Spiacente, ma non è così: ho visitato la fabbrica irlandese delle cartucce HP che fornisce l'Europa, e ho visto il magazzino, era pieno di botti di inchiostro (in realtà, sono recipienti cubici da 1000 litri l'uno). Su ogni botte c'era la targetta che indicava l'azienda produttrice, una grande azienda chimica specializzata nei coloranti. Non ricordo il nome perché era un po' strano ed era vietato fare foto.Un produttore di "compatibili" mi ha spiegato come funziona: la creazione della formula avviene in collaborazione fra produttore di stampanti e azienda chimica specializzata, che poi vende l'inchiostro in esclusiva al produttore di stampanti per un periodo di solito di sei mesi, dopodiché può venderlo a chi le pare. In pratica, una cartuccia compatibile di un produttore "serio" potrebbe essere semplicemente una cartuccia Hp usata una volta, pulita, collaudata e riempita con lo stesso inchiostro usato da Hp.
      • Anonimo scrive:
        Re: Per quanto le trovi utili...
        Beh se la mettiamo così la cosa cambia. Peccato però che ci sono cartucce "compatibili" che letteralmente sbavano e rovinano le stampanti. Forse non usano la stessa formula...
    • Paul scrive:
      Re: Per quanto le trovi utili...
      Tu ti sei bevuto l'acetone!
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: Per quanto le trovi utili...
      Cioè dato che hai comprato una Fiat secondo te dovrebbero essere proibiti tutti i ricambi non originali?Ti piacerebbe ci fosse un bel sensore nella tua auto che gli impedisse di funzionare in caso:1. Uso di carburante diverso da quello consigliato2. Montaggio di ricambi non originali3. Blocco del motore dopo X chilometri in caso di mancata sostituzione di qualche cinghia, candela, marmitta (con ricambi originali ovviamente)Allora se ritieni inammissibile questo per la tua auto perchè dovrebbe essere ammissibile per la tua stampante?Guarda che brevettare un procedimento o un oggetto non è che impedisce la costruzione di copie che pur avendo alcune varianti assolvano allo stesso compito.Ergo se viene progettato un inchiostro specifico per una stampante, nulla vieta che altri ne possano formulare uno più o meno simile e venderlo.Le politiche commerciali attuali che cercano di impedire la concorrenza sono secondo me assolutamente fuori legge e anzi sono sorpreso di come i vari stati non abbiano già proibito queste pratiche, a meno che non ci sia qualche mazzetta in giro che serva ad ottenebrare la mente di chi controlla.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 dicembre 2007 18.41-----------------------------------------------------------
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