PSN: un'invenzione di Intel?

No, affatto. Il famigerato Personal Serial Number introdotto da Intel a partire dai Pentium III pare che non sia una novità nel mondo dell'informatica


Roma – Perché oggi tanto polverone attorno alla questione del numero seriale dei Pentium III, si chiedono alcuni lettori di The Register , quando tali sotterfugi esistono da almeno vent’anni?

Dal magazine inglese si apprende infatti che altri produttori di microchip, prima di Intel, hanno utilizzato numeri identificativi per i loro prodotti. Sun, ad esempio, nelle sue schede madri utilizza un numero seriale, detto “host ID”, addirittura a partire dai primi anni ’80. E come lei Alpha Micro, la defunta Acorn e diverse firme distributrici di sistemi Unix.

L’utilizzo di numeri seriali in hardware, solitamente memorizzati in una RAM non volatile, possono avere lo scopo di proteggere il prodotto da forme di pirateria o contraffazioni e/o per facilitarne la gestione e l’identificazione remota.

Per Intel il PSN, di cui fra l’altro non viene garantita l’unicità, dovrebbe servire da incentivo alle transazioni on-line. Il punto è che fra i sostenitori di questo “timbro a fuoco” vi sono organizzazioni governative americane come FBI ed NSA che, fino a prova contraria, non possono ancora arrogarsi il diritto di “grande fratello” globale.

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