Quando interpellata, Nokia si muove

Un lettore risponde sulle lamentele nell'assistenza per un cellulare Nokia guasto pubblicate su queste pagine. Se il problema non è l'azienda ma certi.. Point


Roma – Gentile redazione, vi scrivo per raccontarvi un fatto simile a quanto avete pubblicato che mi è capitato recentemente. In questo caso penso sia necessario spezzare una lancia a favore di Nokia, addebitando tutte le colpe al singolo centro di riparazione.

Nel mese di agosto l’alimentatore dell’8210 della mia fidanzata ha smesso di funzionare e l’abbiamo portato immediatamente presso l’unico centro riparazioni Nokia di Bologna, il quale ha preso l’alimentatore rifiutandosi di sostituirlo perchè in casa ne avevano solo a disposizione per la vendita.

Dal mio punto di vista, avrei potuto tranquillamente acquistare un alimentatore nuovo, ma mi sembrava assurdo visto che il telefono avrà avuto poco più di cinque mesi di vita.
Ad ogni telefonata il centro di assistenza rispondeva che l’alimentatore era in riparazione in Finlandia (!!!) e che pure loro lo stavano attendendo.

Dopo oltre due mesi di attesa, in ottobre, spazientito, ho mandato un fax alla sede centrale della Nokia in cui raccontavo l’intera farsesca vicenda, comprensivo di copia dello scontrino e della ricevuta di consegna presso il centro di riparazione.

Il giorno dopo il Nokia Point ha telefonato a casa affermando che l’alimentatore era pronto: ci è stato scartato sotto gli occhi un modello di quelli in vendita e consegnato.

All’atto pratico, quindi, ritengo che questi disservizi di cui siamo quasi costantemente vittima (e non mi riferisco solo ai centri di assistenza Nokia, ma a buona parte delle garanzie che non siano Next Business Day, o similari) siano soprattutto attribuibili ai singoli centri di assistenza.

Probabilmente denunciando i singoli casi alla casa madre si potrebbe migliorare la situazione.

Cordiali saluti,
Gianluca Musumeci

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  • Anonimo scrive:
    Ricapitoliamo...
    Direi che raramente come in questo caso, succeda che tutti i commenti siano compatti e contrari all'opinione dell'articolista, e sempre più stranamente si tratta di un vero articolo e non di una lettera arrivata in redazione, sulla quale i redattori non sono necessariamente d'accordo con l'autore.A questo punto, vista anche l'ovvietà dell'obiezione mossa all'articolista, non sarebbe male se il Sig. Mondi chiarisse il suo punto di vista, e rispondesse chiaramente all'obiezione portata: una lista di opt-out globale può servire a chi vuole seguire le regole, ed è invece una manna dal cielo (leggasi: una lista di indirizzi già pronta) per chi invece non vuole seguirle, specialmente se opera da un paese straniero ed è quindi praticamente 'intoccabile' se manda spam qui da noi.Si potrebbe obiettare che sarebbe spam di dubbia efficacia, visto che viene inviato a persone che sono mal disposte verso questi messaggi, ma anche questa osservazione è di scarsa rilevanza, basta vedere quello che arriva attualmente nelle nostre caselle: se si eccettua lo spam nostrano, il 99% di quello estero è assolutamente inutile per noi, perché anche volendo non potremmo acquistare i prodotti promessi, ed è anche spam di 'basso profilo', inviato da rivenditori senza scrupoli che non vanno tanto per il sottile né sulla qualità delle offerte (fino a sfociare nelle truffe) né sulla lista degli indirizzi. Una volta in possesso di queste liste, sarebbero in tanti a venderle nei famigerati CD contenenti migliaia di indirizzi email, tutti "accuratamente selezionati" e "sicuramente esistenti", e conseguentemente la spazzatura in arrivo non potrebbe che aumentare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ricapitoliamo...
      ciao DPY
      Direi che raramente come in questo caso,
      succeda che tutti i commenti siano compatti
      e contrari all'opinione dell'articolista, mi succede spesso :-)
      sulla quale i redattori non sono
      necessariamente d'accordo con l'autore.attento. PI ospita i miei commenti, non sono editoriali del direttore (giusto per chiarire :-)
      una lista
      di opt-out globale può servire a chi vuole
      seguire le regole, ed è invece una manna dal
      cielo (leggasi: una lista di indirizzi già
      pronta) per chi invece non vuole seguirle,ovvio. ma e' altrettanto ovvio che liste di indirizzi d spammare ce ne sono in quantita' (milioni di indirizzi costano pochi euro). e che spammare chi non vuole essere spammato potrebbe sembrare inutile persino ad uno spammer.
      CD contenenti migliaia di indirizzi email,
      tutti "accuratamente selezionati" e
      "sicuramente esistenti", e conseguentemente
      la spazzatura in arrivo non potrebbe che
      aumentare.questo gia' avviene..ciao, e grazieGilberto
  • Anonimo scrive:
    La peggiore idiozzia che abbia mai sentito....
    ROTFLOttimo: e che succede se uno spammer mette le mani su quella lista?Non ha altro che un bella lista di e-mail tutti buoni da usare ai propri loschi scopi, sottraendosi alla giurisdizione Italiana.Il problema non è creare una tale lista (con gli evidenti richi) ma piuttosto di IMPEDIRE a chi ha già alter liste di fare lo spam.Se volessi fare una cattiveria manderei l'e-mail di un nemico a chi compila quella lista, sicuro che entro poco tempo sarebbe sommerso di monnezza.L'unico vero modo per evitare lo spam è di non dare MAI a nessun sito on-line il proprio indirizzo per nessuo scopo. Usare solo uno alternativo ottenibile da mille parti sullo web.
    • Anonimo scrive:
      Re: La peggiore idiozzia che abbia mai sentito....
      Concordo (ma non sulla grammatica). ;-)- Scritto da: Shadowalker
      ROTFL

      Ottimo: e che succede se uno spammer mette
      le mani su quella lista?

      Non ha altro che un bella lista di e-mail
      tutti buoni da usare ai propri loschi scopi,
      sottraendosi alla giurisdizione Italiana.

      Il problema non è creare una tale lista (con
      gli evidenti richi) ma piuttosto di IMPEDIRE
      a chi ha già alter liste di fare lo spam.

      Se volessi fare una cattiveria manderei
      l'e-mail di un nemico a chi compila quella
      lista, sicuro che entro poco tempo sarebbe
      sommerso di monnezza.

      L'unico vero modo per evitare lo spam è di
      non dare MAI a nessun sito on-line il
      proprio indirizzo per nessuo scopo. Usare
      solo uno alternativo ottenibile da mille
      parti sullo web.
    • Anonimo scrive:
      La strada giusta stà nel mezzo
      Mi occupo di email advertising e vi assicuro che chi spamma si incasina e soprattutto si brucia.La lista di chi non vuole ricevere spam è una buona idea ...... ma questo autorizzerebbe molti a spammare sugli altri .... con gli immaginabili risultati.....Del resto se qualcuno si procurasse questa lista beh sarebbe un bel guaio.Attendiamo di vedere cosa salta fuori dall'esperienza francese ....... se funziona ...beh potremo pensari no?Dr. Matteo Rappariniwww.certificazione.info
  • Anonimo scrive:
    Il listone esiste già
    Lavoro nell'email advertising e credo che l'idea del listone opt-out non abbia senso; la prima volta che venne proposta pensai che fosse una soluzione veramente assurda ed era evidente che fosse stata proposta da qualcuno che aveva poche competenze ed esperienza nel settore.La lista esiste gia', e' composta da tutti coloro che posseggono un indirizzo email.Scusate ma chi lo vuole ricevere lo spam? Nessuno.L'opt-in rappresenta l'unica via percorribile, anche perche' rappresenta l'unica modalita' da utilizzare per sperare che la propria campagna promozionale abbia dei ritorni positivi.Per la prima volta esiste un media, Internet, che ci permette di ricevere solo le informazioni e la pubblicita' che vogliamo, quella che ci interessa e ci riguarda.Le liste opt-in servono a questo; sono uno strumento di marketing rispettoso della privacy altrui e per questo permettono di ottenere dei risultati eccellenti.E' un meccanismo ideale: se voglio ricevere informazioni su certi prodotti iscrivo il mio indirizzo email, se non le voglio piu' ricevere mi cancello (e se non me lo permettono mi arrabbio molto e cerco di fargli passare delle beghe).CordialmenteFrancesco FabbriDirettore eMailers.itConcessionaria Opt-in Email Advertising
    • Anonimo scrive:
      Re: Il listone esiste già
      [cut]
      L'opt-in rappresenta l'unica via
      percorribile, anche perche' rappresenta
      l'unica modalita' da utilizzare per sperare
      che la propria campagna promozionale abbia
      dei ritorni positivi.

      Per la prima volta esiste un media,
      Internet, che ci permette di ricevere solo
      le informazioni e la pubblicita' che
      vogliamo, quella che ci interessa e ci
      riguarda.

      Le liste opt-in servono a questo; sono uno
      strumento di marketing rispettoso della
      privacy altrui e per questo permettono di
      ottenere dei risultati eccellenti.

      E' un meccanismo ideale: se voglio ricevere
      informazioni su certi prodotti iscrivo il
      mio indirizzo email, se non le voglio piu'
      ricevere mi cancello (e se non me lo
      permettono mi arrabbio molto e cerco di
      fargli passare delle beghe).Peccato che alcune liste di opt-in (o che si definiscono tali) non si comportino così bene... Troppe volte ci si ritrova miracolosamente iscritti a liste di vario genere. Inutile dire che molte di queste hanno sede/mandano mail da paesi in cui non vi è una legislazione contro i comportamenti poco corretti di tali società (?)Occorrerebbe invece creare una lista di coloro che "spammano" e "imporre" ai provider la fornitura (meglio se non a pagamento) di un servizio (opzionale) che filtri in automatico le mail provenienti dagli indirizzi incriminati.AntiSpamBernard Shiftman docet
  • Anonimo scrive:
    NON SONO AFFATTO DACCORDO CON L'AUTORE
    Creare una lista di email da NON SPAMMARE non farebbe altro che agevolare gli spammers in quanto avrebbero pane per i propri denti (ovvero una bella lista di email che useranno per spammare, fregandosene della legge)
    • Anonimo scrive:
      Re: NON SONO AFFATTO DACCORDO CON L'AUTORE
      In effetti sarebbe meglio il contrario, pubblicare un listone di chi lo spam lo vuole... Sarei proprio curioso di vedere quante entry ci sono dopo un anno di vita... Inoltre non capisco dove siano gli oneri nel mettere delle regole sui mail server. Se tutti i provider includessero nella "black list" dei mail server i domini spammer, probabilmente già dopo qualche mese il fenomeno non avrebbe più riscontro.
      • Anonimo scrive:
        Re: NON SONO AFFATTO DACCORDO CON L'AUTORE
        - Scritto da: budinox
        In effetti sarebbe meglio il contrario,
        pubblicare un listone di chi lo spam lo
        vuole...Entro certi limiti c'è già, peccato che molti non se ne ricordino. Aprendo un account nella maggior parte degli internet provider 'gratuiti', si accetta come condizione contrattuale di poter ricevere spam. Tanto per fare un esempio, basta vedere la paginahttp://registrati.libero.it/infopriv.aspove è indicato l'uso che verrà fatto dei dati personali (indirizzo email compreso, si suppone): ce n'è di che riempire i 5 miseri mega di casella email del libero in un battibaleno. E' ovvio che questa lista non è proprio pubblica, ma disponibile solo ai partner di Wind, ciò non toglie che sia comunque un 'bell'elenco' disponibile per qualsiasi operazione di marketing (pagando il giusto a Wind o chi per lei, s'intende).
        Sarei proprio curioso di vedere
        quante entry ci sono dopo un anno di
        vita...Be', diciamo che puoi già avere un'idea di quanti siano gli iscritti.
        • Anonimo scrive:
          Re: NON SONO AFFATTO DACCORDO CON L'AUTORE
          Io credo invece che l'autore dell'articolo abbia ragione. Creare una lista di persone NON DISPONIBILI a ricevere spam faciliterebbe tanto le aziende che gli utenti, questi ultimi non avrebbero bisogno di fare richiesta di informazioni, ricorsi e controricorsi per denunciare l'accaduto (in casi di ricezione di spam)in quanto la semplice esistenza dell'indirizzo nel listone sarebbe prova che è stato commesso abuso.Riguardo i filtri inseriti dai provider non credo (come detto in precedenza) che bloccherebbero il fenomeno. Nuovi relay, nuovi proxy server vengono messi su di continuo, filtri di tale genere richiederebbero un supplemento di "manutenzione" che avrebbe comunque un costo, costo che indovinate un po' su chi ricadrebbe? :))
          • Anonimo scrive:
            Re: NON SONO AFFATTO DACCORDO CON L'AUTORE

            Riguardo i filtri inseriti dai provider non
            credo (come detto in precedenza) che
            bloccherebbero il fenomeno. Nuovi relay,
            nuovi proxy server vengono messi su di
            continuo, filtri di tale genere
            richiederebbero un supplemento di
            "manutenzione" che avrebbe comunque un
            costo, costo che indovinate un po' su chi
            ricadrebbe? :))Il tempo perso a scaricare schifezze non ha costi?
  • Anonimo scrive:
    DISSENSO...
    ...non sono d'accordo con l'opinione espressa dall'articolista... penso che il "listone" sarebbe oltre che una grave violazione della legge sulla privacy (perche' la gente deve sapere che io non gradisco la pubblicita'? sono affari miei e gli altri non si devono intromettere... perche' uno cercando nel listone antispam dovrebbe trovare il mio indirizzo email? e se con quella persona non voglio avere contatti?), anche un grave errore formale nella lotta allo spam... perche' devo fare io qualcosa per non aver qualcosa che non voglio? se io una cosa non l'ho richiesta ho tutto il diritto di non averla semplicemente standomene a casa... se una persona non sa dell'esistenza della lista e non vi e' inserito, e' giusto che venga intasata la sua casella di spam?credo inveceche dovrebbero essere istituiti degli strumenti migliori per riportare i casi di spam e per punirli.. basterebbe equiparare tutti i casi di spam e punirli tutti allo stesso modo. Poi, comprovato l'effettivo caso di spam da una comunita' di utenti e rintracciato il responsabile(tracert, whois, quello che volete...), basterebbe applicare la sanzione... Just my two cents
  • Anonimo scrive:
    IO VORREI...
    ... non ricevere più volantini sul parabrezza dell'auto quando la ado a riprendere al parcheggio pubblico. Mi dite 'ndo sta la lista optauti per 'sto comportamento?P.S.: c'e' anche quella per non essere fermati da chi chiede l'elemosina?c'e' anche quella per ... bla bla bla
  • Anonimo scrive:
    come funziona a ny
    A NY per lo spam telefonico il listone c'e', e` obbligatorio e funziona.Dopo che ci si e` iscritti (e` gestito dallo stato di NY, non e` federale) gli operatori commerciali hanno 6 mesi di tempo per prenderne visione. Dopo sei mesi se si riceve spam e si e` nel listone c'e' una procedura "automatica", l'unica verifica da fare e` quella della ricezione della telefonata. Per le email sarebbe la stessa cosa, anzi piu` semplice. Questo costringerebbe o nostri spammer per lo meno a emigrare.
    • Anonimo scrive:
      Re: come funziona a ny
      - Scritto da: gio
      A NY per lo spam telefonico il listone c'e',
      e` obbligatorio e funziona.

      Dopo che ci si e` iscritti (e` gestito dallo
      stato di NY, non e` federale) gli operatori
      commerciali hanno 6 mesi di tempo per
      prenderne visione. Dopo sei mesi se si
      riceve spam e si e` nel listone c'e' una
      procedura "automatica", l'unica verifica da
      fare e` quella della ricezione della
      telefonata.

      Per le email sarebbe la stessa cosa, anzi
      piu` semplice.

      Questo costringerebbe o nostri spammer per
      lo meno a emigrare.Le telefonate internazionali costano! Così pure gli operatori! Le mail internazionali costano praticamente quanto quelle locali!Conclusione: gli spammers troverebbero pane (anzi indirizzi) per i loro denti. Basta mandare mail a go-go da paesi con legislazione compiacente. Ergo, il problema peggiora... a meno di non trovare spammers onesti...
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