Quella musica costa troppo

In una lettera aperta alla FIMI, Aaron Brancotti prende di mira le ragioni con le quali l'industria della musica motiva il calo delle vendite di CD. Non si tratta di pirateria ma di prezzi e di princìpi


Roma – All’Attenzione del dott. Enzo Mazza, Direttore Generale Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI)

Egregio Dott. Mazza,
in riferimento e seguito al mio articolo relativo all’eccessivo prezzo dei CD musicali mi pregio risponderLe indirettamente con una lettera aperta poiché, a giudicare dal notevole riscontro dei lettori, ritengo l’argomento di interesse generale. Desidero innanzitutto premettere una cosa: non è mia intenzione, né mai lo è stata, sedermi su una cattedra e insegnare a qualcuno come svolgere il proprio lavoro. Auspico quindi che, in questa occasione, Lei voglia leggere questa mia missiva come uno spunto utile per avere il polso di una situazione, a mio parere, solo parzialmente riflessa dall’analisi di DOXA. Non va quindi intesa come un attacco a Lei, a FIMI e alla DOXA stessa.

Orbene, essendo stato messo in CC da numerosi lettori che Vi hanno scritto, ho potuto constatare che Lei ha risposto personalmente a tutti (per quanto in mia conoscenza) in maniera identica. E ‘ ovvio e non mi aspettavo nulla di diverso. Non sarebbe certo stato pensabile che replicasse singolarmente ai numerosi messaggi a Lei pervenuti, se non altro per questione di tempo. Interpreterò quindi tale risposta, che peraltro ribadisce estesamente e puntualmente quanto da Lei esposto durante l’incontro stampa congiunto Creative Labs – DOXA – FIMI, come posizione ufficiale di FIMI rispetto alle mie esternazioni telematiche (anche se io l’ho ricevuta solo “di rimbalzo”) e mi riferirò ad essa durante questa lettera aperta.

Prima di tutto, non mi piace riportare testualmente una lettera privata, anche se “ufficiale”, ma il primo appunto che le muoverò deve necessariamente essere una citazione della Sua risposta:

Non è vero che nella ricerca presentata da Creative non è presente il discorso del costo del cd. Forse non è riportata sul sito dove lei ha letto l’articolo ma il 62% degli intervistati dice di scaricare musica da internet perchè è un modo poco costoso di avere della musica.

Questo è inesatto sotto vari punti di vista. Primo perché nei vari siti sui quali è presente il mio articolo (Dude, Punto Informatico, Zeus News) e sui quali comparirà anche questa lettera aperta, ciò che Lei ipotizza come “non riportato” è invece scritto ben chiaramente. Eseguo prontamente un Cut&Paste da www.dude.it:

In NESSUN MOMENTO e in NESSUN PUNTO (a parte indirettamente in una slide di Creative Labs, dove viene detto che il 62% di chi scarica da Napster lo fa perché è un “modo poco costoso per avere della musica”) viene citato il fatto, EVIDENTE per chi abbia un briciolo di buonsenso, che i CD COSTANO TROPPO!!!!!

Questo implica che Lei l’articolo in questione non lo ha letto, nonostante Le sia stato segnalato in almeno una mail (e comunque lo avrebbe trovato facilmente), o quantomeno non lo ha letto con la dovuta attenzione. A questo proposito le ricordo che Ignorare o Sottovalutare il Nemico è uno dei peggiori errori che si possano compiere secondo Miyamoto Musashi, autore del Libro dei Cinque Anelli e grande guerriero nel Giappone del XVI secolo.

Secondariamente, Lei in questo modo offende la mia intelligenza e quella dei miei lettori. Lei ritiene che le due affermazioni “il 62% di chi scarica da Napster lo fa perché è un modo poco costoso per avere della musica” e “I CD costano troppo” sono equivalenti? Se sì, perché DOXA ha scelto la prima e non la seconda?

La Sua risposta prosegue con una serie di dati che non posso discutere poiché riguardano evidentemente le “grandi” case discografiche che FIMI rappresenta. Dico “evidentemente” perché non coincidono con l’esperienza personale mia e di decine di amici musicisti e/o aspiranti tali. Aggiungo che l’età dei soggetti in questione varia dai 19 ai 40 e oltre, contemplando quindi almeno un ventennio, se non di più, di tentativi di entrare in qualche modo nel grande circo della musica. Molti presentano – ahiloro – anche esperienze che vanno ben al di là del complessino con gli amici: magari tournée di supporto a gruppi maggiori, contratti per suonare in locali o lunghi turni di sessione sottopagati in sala d’incisione.


La realtà di questi grigi casi nazional-popolari è ben lontana dai pingui anticipi e royalties per Eletti che Lei descrive: un gruppo che firma con una casa discografica (a questo punto devo aggiungere “minore”), nel mondo che conosco io, è già fortunato se gli vengono ripagate in toto le spese di registrazione del disco, che comunque non devono superare un tetto massimo che si aggira intorno alla ventina di milioni, mentre se per ogni CD venduto all’artista arrivano in tasca 1000 Lire su 40.000 (il 2.5%) si brinda (birra in lattina come se piovesse).

Considerando che senza l’artista il CD (o il vinile, o il DVD, o la musicassetta…) non esisterebbe, questo è assurdo. Per quanto riguarda la ricerca di nuovi talenti (e Lei mi insegna puntualmente che le “majors” spendono sotto questa voce qualcosa come il 12% del loro fatturato, quindi miliardi e miliardi di lire), chiaramente non lo posso dimostrare ma ritengo che spesso i demo che noi musicanti spediamo in giro finiscano invece direttamente nel cestino. Quantomeno, questa è la impressione che le Case Discografiche procurano: ho personalmente inviato a mezzo mondo almeno 40 copie di un mio CD e ho ricevuto feedback in soli due casi: una gentile lettera (di carta e scritta a mano, non mi ricordavo più neanche come fossero fatte) del tipo “non ci interessa, grazie” di una casa discografica minore e una ottima recensione su Rockerilla. Da Sony, EMI e tutti gli altri neanche uno schifato borbottio. Eppure immagino che parte di quei miliardoni che Lei descrive vadano a pagare profumatamente degli scafati talent-scout che, come minimo, dovrebbero conoscere le buone maniere (un CD non è un volantino pubblicitario o uno spam via posta elettronica. In quel CD ci sono dentro la nostra carne, il nostro sangue e la nostra anima. Diteci che fa schifo, ma almeno diteci qualcosa, visto che a quanto pare siete pure pagati).

Vorrei ricordarLe che questa è perlopiù una anomalia tutta italiana. Nel mondo anglosassone la figura del produttore-talentscout va ben oltre il suo ruolo nazionale. Ascolta, valuta e, se il caso, rischia anche in proprio, sapendo che se ha buon fiuto ne ricaverà soldi e gloria. Non vorrei citare figure del passato come il Colonnello Parker o Brian Epstein (tanto per fare i nomi di due signori che si presero la briga di guidare dopo le primissime incisioni Elvis Presley e i Beatles), ma basterebbe che in Italia qualcuno, oltre all’etichetta della Caselli che non può certo dare retta a tutti, credesse maggiormente nelle proposte indipendenti.

Diciamocelo chiaramente: l’accesso alle case discografiche è regolato dalle leggi più antiche del mondo, quali conoscenze, favori, soldi e politica. Il mercato si crea e lo create voi. Altre aree hanno ben filosofeggiato e spiegato sulla tecnica del push-pull e sull’ingegneria della “creazione del bisogno”. La fruizione della musica come momento emozionale è un discorso che va bene sia per la cosiddetta “canzone impegnata” che per la più martellante dance. E ‘ quasi sempre un discorso precostituito il fatto di spingere o meno un genere, magari contrabbandando lo sforzo delle case discografiche come “offrire una opportunità alle esigenze del mercato dei giovani”. E così ci ricordiamo tutti il fenomeno Jovanotti che da rapper qualunquista è diventato un predicatore giovanilista.

Cavalcare l’onda e puntare sul sicuro non sono i must del pensiero discografico, ma sono quelli del broker azionario, che deve far rendere al massimo gli investimenti del cliente e limitare al minimo il rischio di perdite. Naturalmente, nessuno chiede alle case discografiche di diventare Imprese Senza Fini di Lucro ma, accidenti, metteteci un po ‘ più di coraggio. E, soprattutto, abbiate più rispetto per il vostro mercato, che è composto da acquirenti ma anche da musicisti, magari in erba, qualcuno anche bravo, ma che sicuramente non vuole portare via quote di mercato ad alcuno.


Riguardo alla tematica relativa all’aumento dei prezzi da parte dei dettaglianti, Lei parla di rincari che arrivano al 40%, ma questa accusa io l’ho sentita rigirare verso i grossisti proprio da amici che vendono (anzi, vendevano, hanno chiuso per fallimento) dischi. Insomma, anche su questo ultimo punto a me personalmente non è molto chiaro cosa succeda veramente.

Ora, sono stufo di sbraitare come un cane rabbioso e vorrei riportare questa mia lettera nella giusta ottica. Quello che Lei dovrebbe distillare da tutto questo mio scomposto vociare è semplicemente l’informazione che, per il pubblico, i CD costano troppo. Lei può giustamente citare l’IVA al 20%, anzi ne ha il dovere. Io mi unirò a Lei urlando forte VERGOGNA dentro al mio modem. Può indicare percentuali e marketing e strategie fin che vuole, ma ciò non toglie che, per il pubblico, i CD costino troppo. L’ho forse già detto? I CD costano troppo! Repetita Juvant…

Un CD deve costare come due birre e un panino e non come cinque, sei, sette birre o tre o quattro panini. Questo è quello che io personalmente “sento” che sia giusto pagare – e sono sicuro che molti saranno d’accordo con me. Anche la benzina costa troppo, certo. E Lei cita lo stadio (ma io ieri sono andato a vedere una bellissima partita di football americano al Vigorelli di Milano e ho speso solo 10.000 lire) e il telefono. Vero. Ma quelle non sono Sue competenze professionali; il prezzo dei CD sì, invece. E, contrariamente a quanto Lei asserisce, c’è anche chi stampa biglietti falsi e clona i cellulari – certo, sono meno di quanti duplichino i CD, ma solo per una questione tecnologica: per clonare un cellulare ci vogliono conoscenze di elettronica e informatica e vari strumenti esoterici, mentre per farsi la benzina in casa non tutti hanno lo spazio per installare una torre di raffinazione da trenta metri in salotto.

Già che ci siamo: vede, dott. Mazza, il fenomeno della pirateria musicale può a mio parere essere combattuto efficacemente solo in un modo: rendendo non invitante l’atto stesso di duplicare illegalmente il prodotto (per inciso, questo è un altro punto di forza dell’Open Source – qui parlo di software, ma anche di copyright).

Lo sa perché sono così sicuro? Perché nel mondo dei gruppetti “dilettanti” i CD autoprodotti vengono venduti a 20-25.000 lire, con un certo ritorno economico, e le assicuro che le uniche copie “illegali” sono quelle di chi non riesce a trovare gli originali perché sono finiti (le tirature sono sempre molto limitate, 1000-2000 copie) o di chi aspetta che finalmente il gruppo suoni in zona per comprare l’agognato CD originale dal mitico banchetto sotto il palco. In questo mondo che descrivo copiare illegalmente un CD che costa 20.000 lire è una azione da pezzente e ci si vergogna a farlo.

Lei mi risponderà, ancora una volta, che queste realtà hanno costi produttivi non paragonabili a quelli dei Grandi Artisti e quindi è possibile vendere a prezzi sostanzialmente minori.

Però si suona e si vende comunque, nonostante il marketing primitivo e le strutture e la promozione inesistenti, mentre la pirateria è pressoché sconosciuta. Da questo fenomeno possiamo quindi dedurre qualcosa di vagamente scientifico.


Isaac Asimov spiega i comportamenti a volte strambi dei suoi Robot con un discorso di “potenziali”: ecco, qui siamo in una situazione simile. Da una parte c’è nella natura umana un innato rispetto per il Lavoro Altrui, per l’Arte, c’è il “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. Dall’altra, in questo caso, c’è il prezzo degli originali, la facilità di copia offerta dalla tecnologia (e come dimenticare che molte multinazionali oltre che Case Discografiche sono anche produttrici di masterizzatori e duplicatori di CD Audio? C’è una certa schizofrenia in questo comportamento, non trova?) e anche una sorta di “istinto di conservazione etico-morale”.

Su questo immaginario grafico c’è un punto di equilibrio che, per quanto riguarda il prezzo, è più probabilmente vicino alle 20-25.000 Lire di cui parlo che alle 38-40.000 Lire attuali. Questo a prescindere da quanto uno guadagni: conosco più di una persona che potrebbe ben permettersi di comprare valanghe di CD (ed infatti costoro posseggono centinaia di dischi, acquistati prevalentemente prima del 1998) ma che non compra più nulla o quasi “per una questione di principio”. Ovvero, il prezzo attuale dei CD viene da molti interpretato come una autentica presa per i fondelli.

Non solo: ho amici che di dischi (di vinile) fanno collezione. Bene, sono disposti a spendere per un oggetto feticcio anche 2/300.000 Lire, se reputano che ne valga la pena. Hanno qualche migliaio di dischi, ma pochissimi CD (che si rifiutano di acquistare con la stessa frequenza del vinile): fessi maniaci o altro? Quello del prezzo è quindi un problema che affronterei con un po ‘ più di informazione e cautela, sempre per il rispetto di chi la lira la caccia anche per pagare il Suo stipendio.

Dott. Mazza, Le assicuro che non ci guadagno nulla a raccontarLe queste cose. E ‘ uno sporco lavoro, ma se non lo fa la DOXA lo farò io. Altro che CD che saltano e si sporcano.

La ringrazio per essere arrivato alla fine di questa lunga lettera. Ora credo e spero che il mio punto di vista, condiviso da così tante persone, a proposito del prezzo “troppo alto” dei CD musicali assomigli più a un discorso organico che a una troppo facile e perfin banale critica a 360 gradi rivolta all’ “establishment” discografico. Sono altresì felice di esser riuscito a esporLe anche il mio personalissimo punto di vista sulla pirateria e su come combatterla. So benissimo che Lei non ha la bacchetta magica; neanche io, in questo mondo (giù nel ciberspazio si, ma questa è un’altra storia). Però ragionare senza trincerarsi dietro un muro di numeri e percentuali, senza dare per scontato che non può essere altrimenti, è un passo nella giusta direzione. Il Nuovo Mondo lo stiamo costruendo noi, proprio in questi anni, con le nostre teste e le nostre mani.

In fede,

Aaron Brancotti

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  • Anonimo scrive:
    Activenetwork
    Evviva!Ecco un altro furbo che incassa e non ti da' il servizio.Mi sono abbonato il 14 Marzo 2001 ho pagato in anticipo un'anno di abbonamento ma e' come aver buttato dei soldi al ventoI furbi in'Italia trovano terreno fertile perche' nessuno se ne occupa.In America questi signori avrebbero perso il vizio di intascarsi i soldi e non fornire il servizio.Onofrio Marchese
  • Anonimo scrive:
    Non esagerate...
    Io utilizzo il servizio analogico flat di Aruba da già un po di tempo e finora non ho riscontrato veri problemi. Anzi a parte il fatto che il mio US Robotics si connette a 33.6 (reali) è perfetto.PS Probabilmente la velocità di connessione è da attribuirsi alla linea, dato che riesco a navigare ad una velocità maggiore e più costante di Libero.
  • Anonimo scrive:
    Boh... mi sa che...
    ...ci deve essere molta gente sfigata.Ho letto addirittura di chi non e' riuscito dopo 15 volte a fare arrivare il fax del bollettino.Io adesso sono utente (contento) di Teleconomy-ADSL, ma fino ad 1 mese fa ero utente Aruba ISDN di notte e PSTN di giorno (ufficio), e questo sin dalla nascita di Aruba Flat; ho anche registrato il mio dominio presso Aruba.In ufficio attacchiamo la connessione di mattina alle 8 e la stacchiamo la sera quando andiamo via. Decisamente rari sono stati i casi in cui ci siano state difficoltà per avere la connessione o che ci fossero delle disconnessioni. Ancora meglio poi con l'ISDN.Aruba contonuiamo ad averla di giorno e sinceramente per quel prezzo non potremmo pretendere di meglio.Molto ma molto piu' seccante si e' rivelato il problema della posta con nome a dominio che saltuariamente va in blocco totale con conseguente perdita di dati; questo si che e' davvero antipatico.Continuo a chiedermi: sono fortunato io, e' sfortunato qualcun altro o c'e' anche una buona dose di malafede?Ciao!Paolo
  • Anonimo scrive:
    Vi pongo una domanda
    Sono un utente Aruba e, sinceramente, non credo ci siano valide alternative in giro. I problemi ci sono, certo. Ma niente di così grave... o almeno non credo esista un altro provider in grado di offrire una flat competitiva con questa.In molti si tranquillizzano dicendo "tanto tra poco arriva ADSL e mi faccio quella". Giustissimo... ma cosa devono fare i milioni di abitanti (COME ME) in zone che non saranno MAI e poi MAI coperte dalla ADSL? I piccoli comuni non attrarranno mai l'interesse dei provider per l'installazione della ADSL...e allora? come faccio? Arriveremo per caso ad un punto in cui in Italia ci saranno utenti di serie A e di serie B? Del resto già ci siamo arrivati: fast web, per sua natura, non riuscirà mai a coprire l'intero territorio nazionale.Che ne pensate?
  • Anonimo scrive:
    Spezzo una lancia in favore di Aruba
    Premetto che sono uno dei tartassati Edi&Sons, stipulai il contratto ad agosto 2000 ed adesso sto andando avanti 1 mese alla volta con la Aruba Pro Flat. La mia zona non e' ancora operativa per quanto riguarda l'adsl, ma e' di prossima copertura, quindi la mia sofferenza e' giusto "temporanea".Leggo molte lamentele su Aruba, eppure al di la' dei problemi di autenticazione (che capitano si e no 1 ora al giorno), vorrei far presente che con Edi&Sons il dramma era prendere la linea negli ultimi mesi... con Netpal (programmino che si occupa di ripetere all'infinito il tentativo di connessione) a volte prendevo la linea al 650esimo tentativo!Inoltre gli ultimi lavori di Aruba hanno reso eccellente, almeno nella mia zona, la velocita', tranne in alcune ore di punta dove ho riscontrato blocchi per 1-2 minuti.La disconnessione inoltre e' puntata automatica dopo 8 ore, e questo dovrebbe garantire di trovare le linee libere. E non cominciamo con la storia "la disconnessione non e' giusta", tanto oramai e' chiara a tutti la differenza tra CDN e flat, ed 8 ore sono piu' che sufficienti, tantopiu' che se proprio ti serve ancora il collegamento, puoi riconnetterti senza problemi. Ricordiamo le mirabili 2 e 4 ore di disconnect di Edi&Sons a tal riguardo...Non sara' la flat migliore del mondo, ma per i tartassati di Gala, Edi&Stronz e via dicendo, puo' essere un tappabuchi discreto.P.S. Non lavoro per nessun provider, sto semplicemente aspettando come la fame l'adsl.
  • Anonimo scrive:
    Aruba Flat
    Mi permetto una breve intrevento in quanto:- Abbonato ad una flat aruba ormai dal lontano ottobre 2000 su ISDN giorno (con una LAN di 6 postazioni) / dialup sera e notte su postazioni singole- Connessione media minima 10 12 ore al giorno sette giorni su sette.Effettivamente dallo scorso anno Aruba me ne ha fatte vedere di tutti i colori, ma devo specificare che i maggiori disagi sono avvenuti soprattutto nel periodo in cui era in atto presumibilmente la più veloce e massiccis adesione al servizio. Negli ultimi mesi al contrario la situazione si è stabilizzata ed escludendo due o tre episodi in cui per un paio d'ore l'accesso risultava impossibile pur se con autenticazione valida, il resto dei problemi si è concentrato sul sistema di posta sia di utenti dei domini che di utenti aruba.Riguardo i domini ho anche provveduto ad un monitoraggio 24/24h con step 5 min rilevando che esitevano problemi di accesso modesti.Tutto ciò considerato e personalmente vissuto,Aruba è pur sempre un provider in crescita che incrementa le sue infrastrutture, che propone formule di basso costo ( e profilo) ma pur sempre compatibili con il mercato e che in definitiva ha dato accesso a costi ragionevoli a moltissimi privati nel mondo dell'hosting e della registrazione di domini.In sostanza non ci può davvero lamentare.. se non di una cosa cui ormai però personalmente ho deciso di rassegnarmi: la scarsezza assoluta del servizio assistenza. Formun mail o telefono che sia, quello di cui ormai sono certo che è Aruba non ha un servizio assitenza degno di questo nome.. posto che quello che ora chiamano tale gli assomigli anche soltanto.
  • Anonimo scrive:
    Considerazioni su Aruba.it
    Anche io sono abbonato da circa 2 mesi ad Aruba flat (24 ore su 24), e anche io connetto in ISDN a 64k però devo essere sincero...non ho riscontrato nessuno grave problema..tranne qualche giornata in cui era impossibile connettere...ma è successo solamente 2 volte in 2 mesi! Quello che però mi fa scandalizzare è il fatto che Aruba.it abbia introdotto nella connessione un timeout forzato!! Overro una disconnessione forzata dopo 8 ore di connessione consecutive! E' scandaloso!!! Solo per il fatto che nel contratto loro dicono 24 ore su 24 e non parlano di nessuna disconnessione, che poi hanno inserito in seguito...Quindi mi chiedo: è giusto tutto questo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Considerazioni su Aruba.it
      - Scritto da: Salvatore Santoni (bart)
      sincero...non ho riscontrato nessuno graveIn effetti da Aruba sostengono (da ieri) che il problema riguarda solo una fetta di utenza, ed e' dipendente dalla zona di chiamata.A parte la considerazione che anche se fosse un solo utente ad avere problemi le cose vanno comunque risolte (e in ogni caso a giudicare dai messaggi sul forum e' piu' di uno), e' stato oltremodo fastidioso vedersi rispondere durante tutti gli ultimi 10 giorni che "da noi e' tutto a posto, il problema e' suo" quando invece i problemi c'erano (e infatti ieri e' stato ammesso).
      abbia introdotto nella connessione un
      timeout forzato!! Overro una disconnessione
      forzata dopo 8 ore di connessione
      consecutive! E' scandaloso!!! Solo per il
      fatto che nel contratto loro dicono 24 ore
      su 24 e non parlano di nessuna
      disconnessione, che poi hanno inserito in
      seguito...Quindi mi chiedo: è giusto tutto
      questo?No, infatti i termini contrattuali andrebbero rispettati. Dico andrebbero al condizionale perche' pare che ormai sia consuetudine della maggioranza dei provider Flat promettere una cosa (e scriverla sul contratto) e poi invece imporre delle limitazioni. Flex
      • Anonimo scrive:
        Re: Considerazioni su Aruba.it
        Strano! Io sto connesso anche più di 8 ore di fila e aruba non mi ha mai disconnesso. Anche per me ci sono stati solo 2 giorni in 2 mesi di assenza totale di trasferimento dati (si connetteva ma non inviava o riceveva dati).Ciao da Davide- Scritto da: Flex


        - Scritto da: Salvatore Santoni (bart)

        sincero...non ho riscontrato nessuno grave

        In effetti da Aruba sostengono (da ieri) che
        il problema riguarda solo una fetta di
        utenza, ed e' dipendente dalla zona di
        chiamata.
        A parte la considerazione che anche se fosse
        un solo utente ad avere problemi le cose
        vanno comunque risolte (e in ogni caso a
        giudicare dai messaggi sul forum e' piu' di
        uno), e' stato oltremodo fastidioso vedersi
        rispondere durante tutti gli ultimi 10
        giorni che "da noi e' tutto a posto, il
        problema e' suo" quando invece i problemi
        c'erano (e infatti ieri e' stato ammesso).


        abbia introdotto nella connessione un

        timeout forzato!! Overro una
        disconnessione

        forzata dopo 8 ore di connessione

        consecutive! E' scandaloso!!! Solo per il

        fatto che nel contratto loro dicono 24 ore

        su 24 e non parlano di nessuna

        disconnessione, che poi hanno inserito in

        seguito...Quindi mi chiedo: è giusto tutto

        questo?

        No, infatti i termini contrattuali
        andrebbero rispettati. Dico andrebbero al
        condizionale perche' pare che ormai sia
        consuetudine della maggioranza dei provider
        Flat promettere una cosa (e scriverla sul
        contratto) e poi invece imporre delle
        limitazioni.

        Flex
        • Anonimo scrive:
          Re: Considerazioni su Aruba.it
          ERRORE!Confermo che i collegamenti sono interrotti dopo 8 ore. Precisamente 1 secondo prima delle 8 ore (se vi interessa).:-(Ciao da Davide.- Scritto da: Davide
          Strano! Io sto connesso anche più di 8 ore
          di fila e aruba non mi ha mai disconnesso.
          Anche per me ci sono stati solo 2 giorni in
          2 mesi di assenza totale di trasferimento
          dati (si connetteva ma non inviava o
          riceveva dati).
          Ciao da Davide

          - Scritto da: Flex





          - Scritto da: Salvatore Santoni (bart)


          sincero...non ho riscontrato nessuno
          grave



          In effetti da Aruba sostengono (da ieri)
          che

          il problema riguarda solo una fetta di

          utenza, ed e' dipendente dalla zona di

          chiamata.

          A parte la considerazione che anche se
          fosse

          un solo utente ad avere problemi le cose

          vanno comunque risolte (e in ogni caso a

          giudicare dai messaggi sul forum e' piu'
          di

          uno), e' stato oltremodo fastidioso
          vedersi

          rispondere durante tutti gli ultimi 10

          giorni che "da noi e' tutto a posto, il

          problema e' suo" quando invece i problemi

          c'erano (e infatti ieri e' stato ammesso).




          abbia introdotto nella connessione un


          timeout forzato!! Overro una

          disconnessione


          forzata dopo 8 ore di connessione


          consecutive! E' scandaloso!!! Solo per
          il


          fatto che nel contratto loro dicono 24
          ore


          su 24 e non parlano di nessuna


          disconnessione, che poi hanno inserito
          in


          seguito...Quindi mi chiedo: è giusto
          tutto


          questo?



          No, infatti i termini contrattuali

          andrebbero rispettati. Dico andrebbero al

          condizionale perche' pare che ormai sia

          consuetudine della maggioranza dei
          provider

          Flat promettere una cosa (e scriverla sul

          contratto) e poi invece imporre delle

          limitazioni.



          Flex
  • Anonimo scrive:
    Perchè, TELECOM ADSL è meglio ?
    Sono 6 mesi che ho una connessione Teleconomy ADSL.A parte i noti problemi di sicurezza del modem Alcatel Touch Home dato in noleggio che nonostante sollecitata telecom si è ben guardata di affrontare;a parte un "help desk" cervellotico, esasperante, nel quale per parlare con un operatore competente (il che non significa che poi possa risolvere il problema ma semplicemente che abbia capacità di capire il problema) devi passare "letteralmente" ore al telefono;a parte le facili disconnessioni automatiche;a parte i periodi di "problemi" non meglio identificati durante i quali è per ore impossibile la connessione;la cosa sicuramente più grave è un gravissimo problema d'instradamento per cui moltissimi siti specie di connettività americana, (e su connettività americana ci sono moltissimi italiani) non si riescono a visualizzare.Questo da mesi. E il problema continua.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè, TELECOM ADSL è meglio ?
      Purtroppo la situazione della connettivita' in Italia e' veramente disastrosa. Io posso solo notare che passando da un provider all'altro i problemi si ripresentano spesso praticamente identici, e questo puo' solo significare una notevole incompetenza da parte di chi gestisce queste strutture (quasi tutte) per cui si ripetono sempre gli stessi errori.Inoltre c'e' da considerare la corsa all'accaparramento degli utenti avvenuta nel 99-2000 anche a costo di vendere servizi in perdita (vedi Flat) e ora se le aziende piu' piccole si trovano in crisi di liquidita', quelle piu' grandi non ridono e cercano di economizzare dove possono, (immagino nella tecnologia e nel personale).Io accedo a internet da quando esiste in Italia e devo dire che pur essendo ovviamente cambiata radicalmente la situazione dal punto di vista tecnico (allora un provider di provincia disponeva di un link a 64 o 128 KB !) non e' cambiata per niente la desolante situazione del servizio finale offerto all'utente.Flex
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè, TELECOM ADSL è meglio ?
      Confermo ogni parola. E per fortuna io x ora non pago (ce l'ho gratis x 2 mesi di test) senno' li avrei gia' mandati a quel paese... Ovviamente, scaduto il periodo di test gli ridaro' indietro tutto quanto- Scritto da: roberto
      Sono 6 mesi che ho una connessione
      Teleconomy ADSL.
      A parte i noti problemi di sicurezza del
      modem Alcatel Touch Home dato in noleggio
      che nonostante sollecitata telecom si è ben
      guardata di affrontare;
      a parte un "help desk" cervellotico,
      esasperante, nel quale per parlare con un
      operatore competente (il che non significa
      che poi possa risolvere il problema ma
      semplicemente che abbia capacità di capire
      il problema) devi passare "letteralmente"
      ore al telefono;
      a parte le facili disconnessioni automatiche;
      a parte i periodi di "problemi" non meglio
      identificati durante i quali è per ore
      impossibile la connessione;
      la cosa sicuramente più grave è un
      gravissimo problema d'instradamento per cui
      moltissimi siti specie di connettività
      americana, (e su connettività americana ci
      sono moltissimi italiani) non si riescono a
      visualizzare.

      Questo da mesi. E il problema continua.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè, TELECOM ADSL è meglio ?
      Vorrai scherzare?C'e' un abisso! A parte il fatto che il paragone e' improponibile...- Il modem non mi ha dato alcun problema, ma non ho capito che problemi avrei dovuto notare;- dell'helpdesk non ho avuto mai bisogno;- rarissime disconnessioni automatiche ed ancor piu' rari problemi di connessione;- navigo senza problemi nei siti piu' disparati;Mi chiedo: e' possibile che dipenda dalla zona in cui vivo? (Cagliari)O dipende dal fatto che sono ancora nel periodo di prova?Ciao!Paolo
  • Anonimo scrive:
    Rimpiango Galactica...
    ... figurateviE pago pure 100 carte al mese :(
    • Anonimo scrive:
      era meglio Galactica
      ho usato la flat con Galactica per un anno e NON ho mai avuto un problema,poi sono andato ad abbonarmi ad aruba,in un mese ho scritto almeno 50 volte nel loro forum,ma non è servito a nulla,ritonero' presto a Galactica anche se loro non adottano l'abbonamento mensile ma annuale!!!State lontani da Aruba,mangiano soldi e non danno servizi
  • Anonimo scrive:
    Un po' meglio
    Ciao, volevo solo inserirmi tra le righe della mail giunta alla redazione per dire qualche parolina. Sono abbonato Aruba da qualche mese e devo dire che nonostante tutto ultimamente le cose sono un po' migliorate. Un tempo le mancate connessioni erano + frequenti, e la stessa cosa vale x le disconnessioni e per i mancati arrivi/invia di posta eletronica. Forse l'aggravio del costo mensile ha fatto diminuire gli abbonati con conseguente miglioramento delle prestazioni generali. In definitiva, tagliando corto: "una volta era peggio" :)))
  • Anonimo scrive:
    :( --
    Quello che piu' mi manda in bestia di questo ISP e' che dall'inizio di maggio, contestualmente al "leggero" aumento delle tariffe (da 50 + IVA a 80 + IVA al mese per la FLAT "senza limiti di tempo") hanno cominciato a sostenere di non riuscire misteriosamente piu' a ricevere le email coi bollettini CCP dei pagamenti.Io il mese scorso ho mandato in tutto piu' di 15 (QUINDICI!!) volte il bollettino, ed in questi giorni ho letto sul loro forum il post di un altro loro utente che sembra nelle mie stesse condizioni: e a quanto pare non siamo gli unici.Povera Italietta delle FLAT.************************************************http://forum.aruba.it/cgi-bin/ultimatebb.cgi?ubb=get_topic&f=8&t=004047Autore: info-WebTopic: Incredibile - Attivazione NoStop Pro (Ordine 28714) Inviato 23-05-2001 13:26 ----------------------------------------------------------------------------Ultimo vostro messaggio:===================================Se il suo abbonamento non le è stato attivato ciò comporta che la copia delsuo bollettino non ci è giunta.Francesca Giovannini===================================Ma si può sapere cosa vuol dire "la copia del suo bollettino non ci ègiunta"? L'ho mandata 15 volte tramite FAX, non tramite posta o altro. E'semplicemente grottesco. Ditemi voi come mi devo comportare, io non so proprio più cosa fare. ----------------------------------------------------------------------------Posts: 4 | Da | Iscritto: Mag 2001 | IP: Login eseguito Francesca.Giovannini Staff Aruba.itInviato 23-05-2001 13:50 ----------------------------------------------------------------------------Se ne ha la possibilità ce la invii all'indirizzo: arubanostop@aruba.it--------------------Saluti.
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