Quotidiani online, è tardi per farsi pagare

Non si può tornare indietro nel tempo. Quello del pay per content sarebbe un treno ormai perso

Roma – Gli editori web che si ostinano a far pagare i contenuti sarebbero destinati a fallire. Secondo quanto riportato da The Big Money infatti solo il 10 per cento degli internauti sarebbe disposto a versare l’obolo per attraversare lo Stige che li separa dalle informazioni desiderate.

L’articolo prosegue spiegando che fin dai primordi le testate online avevano garantito agli utenti un flusso costante di informazioni, aggiornate e gratis : “Se avessero voluto – viene spiegato – avrebbero dovuto cominciare da subito a far pagare i propri contenuti”.

Quotidiani come il Wall Street Journal di Murdoch, il cui sistema di sottoscrizione ancora resiste, hanno applicato questa modalità con quindici anni di ritardo: se avessero voluto far funzionare un sistema del genere avrebbero dovuto implementarlo fin dall’inizio della traslazione della stampa sulla Rete.

Dichiarazioni come quelle di Murdoch o di Time , che auspicano la fine dell’era dei contenuti free, sembrano non fare altro che innervosire i netizen che, dopo anni di notizie gratis, non intenderebbero sborsare alcunché. (G.P.)

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • KoD scrive:
    Eliminare lerrore umano?
    E chi ricarica i dispenser del robot di medicine?Certo che se deve essere questo il futuro della robotica... quanto costa in manutenzione questa macchina?
Chiudi i commenti