RadarCat ti dice cosa sei

RadarCat ti dice cosa sei

Il sensore che sfrutta la tecnologia radar di Project Soli, elaborata dal team di Google ATAP, è in grado di riconoscere materiali ed oggetti di vario tipo
Il sensore che sfrutta la tecnologia radar di Project Soli, elaborata dal team di Google ATAP, è in grado di riconoscere materiali ed oggetti di vario tipo

Project Soli, il sensore radar sviluppato nei laboratori Advanced Technology And Projects di Google con l’obiettivo di identificare il movimento delle dita per permettere agli utenti di meglio controllare il proprio smartwatch, ha trovato una nuova applicazione: riconoscere il tipo di oggetti prossimi al sensore stesso. Alcuni ricercatori della University of St. Andrews , in Scozia, hanno infatti impiegato il kit di sviluppo Soli per creare RadarCat , un dispositivo che sfrutta il sensore di Google per identificare gli oggetti posti nelle vicinanze.

radarcat

Grazie al sistema di machine learning, il device è in grado di riconoscere non solo vari tipi di materiali, come l’aria o l’acciaio, ma oggetti specifici: in sostanza, è in grado di fare la differenza tra una mela o un’arancia, un bicchiere vuoto ed uno pieno di acqua, oltre ad identificare perfettamente singole parti del corpo umano.

È chiaro che le potenzialità della scoperta sono quasi illimitate, partendo dal campo degli smartphone. Ad esempio, uno smartphone potrebbe eseguire azioni diverse a seconda di come e dove lo si tiene. Sarebbe possibile visualizzare un’interfaccia differente indossando i guanti. Le capacità di distinzione del sensore potrebbero poi essere usate nei bar o nei ristoranti per rilevare quando la bottiglia o il bicchiere sono vuoti, mentre permetterebbe ai non vedenti di identificare alcuni prodotti in vendita nei negozi.

Come illustrato nel sito del progetto, RadarCat trova potenziali applicazioni nel campo dell’agricoltura o negli impianti di trattamento e riciclaggio dei rifiuti. Trattandosi però di un semplice prototipo, occorrerà sicuramente aspettare perché possa tradursi in un dispositivo o in una tecnologia al servizio delle aziende e degli utenti.

Thomas Zaffino

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Pubblicato il
14 nov 2016
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