RAEE, Uno Contro Zero in vigore

Il Decreto Ministeriale n.121 rivoluziona la gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Il ritiro sarà effettuato anche senza l'acquisto di elettrodomestici equivalenti

Roma – Lo smaltimento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) è diventato nel corso degli anni un problema importante e spinoso da dover fronteggiare a livello legislativo e organizzativo, non solo per l’Italia ma per l’Europa tutta , arrivando inevitabilmente a coinvolgere organizzazioni ambientaliste come GreenPeace . La situazione, però, è destinata a migliorare grazie al decreto n.121 emanato dal Ministero dell’Ambiente , entrato in vigore in queste ore.

Il DM di semplificazione Uno contro Zero prevede che d’ora in poi i punti vendita di elettrodomestici dovranno ritirare gratuitamente i mini RAEE , ovvero tutti i dispositivi elettronici di dimensione inferiore a 25 centimetri e provenienti dai nuclei domestici, anche senza l’acquisto di un elettrodomestico equivalente (da qui l’appellativo “uno contro zero”). I punti vendita di dimensioni maggiori ai 400mq dovranno ritirare questi oggetti indistintamente, tranne se compromessi a tal punto da costituire un pericolo per la salute. In seguito, verranno ritirati ogni 6 mesi raggiunti i 1.000Kg. Per tutte le altre attività, invece, la raccolta sarà facoltativa.

Il decreto, inoltre, semplifica le questioni burocratiche facilitando il ritiro di questo genere di rifiuti. Non sarà necessario, infatti, registrare i dati di chi li consegna.

Tale provvedimento ministeriale è stato necessario soprattutto per consentire all’Italia di raggiungere gli obiettivi imposti dell’Unione Europea , che prevedono che ciascuno stato gestisca l’85 per cento sul totale dei RAEE generati dai consumatori o il 75 per cento delle apparecchiature immesse sul mercato entro il 2019.

Walter Rebosio, presidente del consorzio Remedia , si è detto entusiasta, in quanto questo DM dovrebbe contribuire a limitare lo smaltimento illegale o improprio. Rebosio ha dichiarato inoltre che l’uno contro uno , che richiede l’acquisto di un prodotto equivalente per il ritiro del RAEE, rimane ancora valido e utile soprattutto per i rifiuti di grandi dimensioni. Stando a quanto riportato da ADN Kronos , il consorzio Remedia ha gestito oltre 33.000 tonnellate di questi rifiuti nel corso del 2015, permettendo così di ridurre i costi di importazione di materie prime per un valore di 16 milioni di euro, oltre ad un risparmio di 659.845 metri cubi d’acqua, di numerose risorse del territorio e di 205mila tonnellate di emissioni CO2.

Pasquale De Rose

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  • paxa scrive:
    incapacità ad oltranza
    L'autenticazione a due fattori è una vera pizza per paranoici incalliti (e illusi).Ancora nessuno è riuscito a trovare un sistema che funzioni e che non sia abbinato all'identità dell'utilizzatore.Al contrario: per mero calcolo economico (profilazione) si va proprio nella direzione dell'abbinamento con la persona.Manica di incapaci venduti.
    • PandaR1 scrive:
      Re: incapacità ad oltranza
      - Scritto da: paxa
      L'autenticazione a due fattori è una vera pizza
      per paranoici incalliti (e
      illusi).
      Ancora nessuno è riuscito a trovare un sistema
      che funzioni e che non sia abbinato all'identità
      dell'utilizzatore.
      Al contrario: per mero calcolo economico
      (profilazione) si va proprio nella direzione
      dell'abbinamento con la
      persona.
      Manica di incapaci venduti.ma che stai a dire? Al momento nelle autenticazioni a 2 fattori più diffuse (le altre in pratica non esistono), l'identità non è usata. E' usato il fattore "una cosa che sai" (password) e il fattore "una cosa che hai" (cellulare). Il fattore "una cosa che sei" inizia ad esserci ora sui cellulari (impronta, retina), ma è una coodità, non una sicurezza.
      • lorenzo scrive:
        Re: incapacità ad oltranza
        cellulare = sms = numero di telefono = identificatore "univoco" .Ricordiamoci che quando visitiamo da cellulare un sito per qualche strano motivo e' possibile per questo conoscere il nostro numero di telefono ( vedi i casi di abbonamenti a servizi premium attivati con un click )
        • PandaR1 scrive:
          Re: incapacità ad oltranza
          - Scritto da: lorenzo
          cellulare = sms = numero di telefono =
          identificatore "univoco"
          .
          al massimo è un identificatore univoco del dispositivo, non di chi lo tiene in mano. Non mi pare una differenza da poco.
          Ricordiamoci che quando visitiamo da cellulare un
          sito per qualche strano motivo e' possibile per
          questo conoscere il nostro numero di telefono (
          vedi i casi di abbonamenti a servizi premium
          attivati con un click
          )colpa degli operatori telefonici e ancor più dei politicanti che non regolamentano a dovere.
          • lorenzo scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            considerando che i possessori di numero telefonico in italia sono "schedati" e che da un identificatore univoco non e' troppo difficile risalire con buona approssimazione al proprietario ( e ancora piu' facile al suo profilo ) direi che non e' una cosa da trascurare ed e' prudenzialmente da considerare numero di telefono = identita' e come tale sarebbe da considerare e proteggere .
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: lorenzo
            considerando che i possessori di numero
            telefonico in italia sono "schedati" e che da un
            identificatore univoco non e' troppo difficile
            risalire con buona approssimazione al
            proprietario ( e ancora piu' facile al suo
            profilo ) direi che non e' una cosa da trascurare
            ed e' prudenzialmente da considerare numero di
            telefono = identita' e come tale sarebbe da
            considerare e proteggere
            .risalire con approssimazione non serve a nulla. La sim può anche essere intestata a me, ma ciò non vuol dire che sia io ad utilizzarla.Non riesco a capire quale sia il tuo timore. Quale è?
          • lorenzo scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            Comprati una casa di vetro :) in un posto ben visibile :) come non ti va ? Qual'e' il tuo timore ?
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: lorenzo
            Comprati una casa di vetro :) in un posto ben
            visibile :)


            come non ti va ? Qual'e' il tuo timore ?rispondi seriamente. Quale è il problema di dare un cellulare per l'autenticazione a 2 fattori? Perchè un'idea del tuo problema me al sono fatta, e non sarebbe nemmeno tanto campata in aria.
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: PandaR1
            - Scritto da: lorenzo

            Comprati una casa di vetro :) in un posto ben

            visibile :)





            come non ti va ? Qual'e' il tuo timore ?

            rispondi seriamente. Quale è il problema di dare
            un cellulare per l'autenticazione a 2 fattori?
            Perchè un'idea del tuo problema me al sono fatta,
            e non sarebbe nemmeno tanto campata in
            aria.non campata in aria, ma non legata all'autenticazione in 2 fattori.
          • lorenzo scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            Ti ho risposto seriamente , e aggiungo che il cellulare te lo possono rubare , hackerare o puo' avere la batteria scarica proprio quando ti serve .
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: lorenzo
            Ti ho risposto seriamente , e aggiungo che il
            cellulare te lo possono rubare , hackerare o puo'
            avere la batteria scarica proprio quando ti serve
            .e come leghi l'autenticazione a 2 fattori con la casa di vetro?
          • lorenzo scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            Non lego affatto le due cose , sei tu che mi hai chiesto che problema ho a dare il numero di telefono , di solito ti viene risposto alle domande che fai non a quelle che sottintendi .Se preferisco il token o il certificato sulla smartcard piuttosto che dare il numero di telefono ( giusto per fare un esempio avendo il numero di telefono potrebbero persino sapere istante per istante dove sono e con chi sono ) saranno anche fatti miei no ?
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: lorenzo
            Non lego affatto le due cose , sei tu che mi hai
            chiesto che problema ho a dare il numero di
            telefono , di solito ti viene risposto alle
            domande che fai non a quelle che sottintendi
            .
            Se preferisco il token o il certificato sulla
            smartcard piuttosto che dare il numero di
            telefono ( giusto per fare un esempio avendo il
            numero di telefono potrebbero persino sapere
            istante per istante dove sono e con chi sono )
            saranno anche fatti miei no
            ?e allora mi ero perso qualcosa per strada. Comprensibile preferire il token, anche se ha grossi problemi con il MiM. Meglio le nuove carte in challenge response, ma più scomode. In quanto comodità il cellulare è meglio, oltre a consentire l'utilizzo dei 2 canali, oltre che dei 2 fattori (ad esempio secure call).
          • Re fresh scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            Sto con PandaR1:- un numero identifica una SIM- un IMEI identifica un dispositivo- entrambi NON identificano una persona (infatti, si possono anche presentare documenti falsificati/falsi al momento della registrazione della SIM*)* con buona pace anche del Calamari che si cimenta in discussioni raffinate (della serie "te lo avevo detto io giá 10 volte e 5 anni orsono", quando poi esiste il furto di identitá che si avvale di "tecnologie" elementariIl metodo 2FA con numero di cellulare é vero che offre alcuni punti deboli, ma é facilissimo da implementare. E poi... basta critiche alle soluzioni degli altri: proponete la vostra!Visto che siete migliori!
      • Albedo non loggato scrive:
        Re: incapacità ad oltranza
        - Scritto da: PandaR1
        - Scritto da: paxa

        L'autenticazione a due fattori è una vera
        pizza

        per paranoici incalliti (e

        illusi).

        Ancora nessuno è riuscito a trovare un
        sistema

        che funzioni e che non sia abbinato
        all'identità

        dell'utilizzatore.

        Al contrario: per mero calcolo economico

        (profilazione) si va proprio nella direzione

        dell'abbinamento con la

        persona.

        Manica di incapaci venduti.

        ma che stai a dire? Al momento nelle
        autenticazioni a 2 fattori più diffuse (le altre
        in pratica non esistono), l'identità non è usata.
        E' usato il fattore "una cosa che sai" (password)
        e il fattore "una cosa che hai" (cellulare). Il
        fattore "una cosa che sei" inizia ad esserci ora
        sui cellulari (impronta, retina), ma è una
        coodità, non una
        sicurezza."una cosa che hai" (cellulare, o meglio numero -personale- di telefono) coincide parecchio con "una cosa che sei".Facebook e Google da mo' che ci puntano.
        • PandaR1 scrive:
          Re: incapacità ad oltranza
          - Scritto da: Albedo non loggato
          - Scritto da: PandaR1

          - Scritto da: paxa


          L'autenticazione a due fattori è una
          vera

          pizza


          per paranoici incalliti (e


          illusi).


          Ancora nessuno è riuscito a trovare un

          sistema


          che funzioni e che non sia abbinato

          all'identità


          dell'utilizzatore.


          Al contrario: per mero calcolo economico


          (profilazione) si va proprio nella
          direzione


          dell'abbinamento con la


          persona.


          Manica di incapaci venduti.



          ma che stai a dire? Al momento nelle

          autenticazioni a 2 fattori più diffuse (le
          altre

          in pratica non esistono), l'identità non è
          usata.

          E' usato il fattore "una cosa che sai"
          (password)

          e il fattore "una cosa che hai" (cellulare).
          Il

          fattore "una cosa che sei" inizia ad esserci
          ora

          sui cellulari (impronta, retina), ma è una

          coodità, non una

          sicurezza.

          "una cosa che hai" (cellulare, o meglio numero
          -personale- di telefono) coincide parecchio con
          "una cosa che
          sei".
          io il mio cellulare lo faccio usare a chi mi pare. Adesso ce l'ho io. Fra 5 minuti ce l'ha mia zia.
          Facebook e Google da mo' che ci puntano.
          • ostinati scrive:
            Re: incapacità ad oltranza


            io il mio cellulare lo faccio usare a chi mi
            pare. Adesso ce l'ho io. Fra 5 minuti ce l'ha mia
            zia.E va benissimo, dallo a chi vuoi. L'importante è che tu non gli dia anche la password del tuo SPID, per questo si chiama autenticazione a due fattori.Qua ci si dimentica del concetto fondamentale che è sostanzialmente l'interessato che ha interesse a difendere le proprie credenziali, esattamente come difende quelle che usa per l'homebanking. non mi sembra ci siano grandi difficoltà a tenere password nascoste anche se presti il telefono.Quando viene rilasciato lo SPID di livello 2 o 3, si effettua il riconoscimento del soggetto a cui vengono assegnate delle credenziali e sistema di verifica (ad esempio numero di cellulare), da quel momento ne sei il responsabile e se decidi di divulgarle è affar tuo, questo non vul dire, ribadisco, che non puoi prestare il telefono.
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: ostinati



            io il mio cellulare lo faccio usare a chi mi

            pare. Adesso ce l'ho io. Fra 5 minuti ce
            l'ha
            mia

            zia.

            E va benissimo, dallo a chi vuoi. L'importante è
            che tu non gli dia anche la password del tuo
            SPID, per questo si chiama autenticazione a due
            fattori.
            Qua ci si dimentica del concetto fondamentale che
            è sostanzialmente l'interessato che ha interesse
            a difendere le proprie credenziali, esattamente
            come difende quelle che usa per l'homebanking.
            non mi sembra ci siano grandi difficoltà a tenere
            password nascoste anche se presti il
            telefono.
            Quando viene rilasciato lo SPID di livello 2 o 3,
            si effettua il riconoscimento del soggetto a cui
            vengono assegnate delle credenziali e sistema di
            verifica (ad esempio numero di cellulare), da
            quel momento ne sei il responsabile e se decidi
            di divulgarle è affar tuo, questo non vul dire,
            ribadisco, che non puoi prestare il
            telefono.credo tu non abbia letto con attenzione la discussione.
          • ostinati scrive:
            Re: incapacità ad oltranza


            credo tu non abbia letto con attenzione la
            discussione.Può darsi, ma ho ribadito il concetto che è il telefono che ti identifica, il telefono è solo uno dei possibili strumenti per capire che sei tu.La mia risposta non è mirata a far polemica con te o altri ma ho tratto spunto per evidenziare che è solo uno strumento e non c'è quindi pericolo se lo si vuole prestare.Riguardo quello state dicendo voi non mi inserisco, vero è che la profilazione arriva a livelli abbastanza spinti ormai, per assurdo mi potrei accorgere di una mano diversa che gestisce il telefono, abitudini d'uso ecc., da qua a dire che ti identifica però ce ne passa.
          • ostinati scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: ostinati

            refuso iniziale: il telefono NON ti identifica
          • Albedo non loggato scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: PandaR1

            "una cosa che hai" (cellulare, o meglio
            numero

            -personale- di telefono) coincide parecchio
            con

            "una cosa che

            sei".



            Facebook e Google da mo' che ci puntano.

            io il mio cellulare lo faccio usare a chi mi
            pare. Adesso ce l'ho io. Fra 5 minuti ce l'ha mia
            zia.A chi è intestato il numero di telefono nel proprio cellulare? (è una domanda statistica, frega nulla se sei una mosca bianca)Quanti incroci di dati occorrono per capire che a quel numero, con molta probabilità, corrispondi tu? (pensa a whatsapp o telegram)
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: Albedo non loggato
            - Scritto da: PandaR1


            "una cosa che hai" (cellulare, o meglio

            numero


            -personale- di telefono) coincide
            parecchio

            con


            "una cosa che


            sei".





            Facebook e Google da mo' che ci puntano.



            io il mio cellulare lo faccio usare a chi mi

            pare. Adesso ce l'ho io. Fra 5 minuti ce
            l'ha
            mia

            zia.

            A chi è intestato il numero di telefono nel
            proprio cellulare? (è una domanda statistica,
            frega nulla se sei una mosca
            bianca)
            Quanti incroci di dati occorrono per capire che a
            quel numero, con molta probabilità, corrispondi
            tu? (pensa a whatsapp o
            telegram)è possibile risalire al proprietario del cellulare, non al suo utilizzatore. E' come prendere una multa con l'automobile. L'automobile è tua, ma non è detto che sia tu a guidarla.
          • Albedo non loggato scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: PandaR1
            - Scritto da: Albedo non loggato

            - Scritto da: PandaR1



            "una cosa che hai" (cellulare, o
            meglio


            numero



            -personale- di telefono) coincide

            parecchio


            con



            "una cosa che



            sei".







            Facebook e Google da mo' che ci
            puntano.





            io il mio cellulare lo faccio usare a
            chi
            mi


            pare. Adesso ce l'ho io. Fra 5 minuti ce

            l'ha

            mia


            zia.



            A chi è intestato il numero di telefono nel

            proprio cellulare? (è una domanda statistica,

            frega nulla se sei una mosca

            bianca)

            Quanti incroci di dati occorrono per capire
            che
            a

            quel numero, con molta probabilità,
            corrispondi

            tu? (pensa a whatsapp o

            telegram)

            è possibile risalire al proprietario del
            cellulare, non al suo utilizzatore. E' come
            prendere una multa con l'automobile. L'automobile
            è tua, ma non è detto che sia tu a
            guidarla.Il cellulare, o meglio la SIM, è uno strumento personale, non pubblico. E statisticamente parlando, neanche condiviso tra più persone.In più c'è da considerare la volontà dei provider di telefonia che, per loro dinamiche, tendono (spingono) per l'associazione del reale utilizzatore alla SIM.Queste considerazioni già forniscono un certo grado di probabilità per associarti/tracciarti.Se non bastasse ti ho fatto l'esempio delle app di messaggistica: se ho N rubriche telefoniche dove c'è il tuo numero, mi basta comparare il nome censito (dagli altri, manco da te) per risalire al tuo vero nome e cognome.
          • PandaR1 scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            - Scritto da: Albedo non loggato
            - Scritto da: PandaR1

            - Scritto da: Albedo non loggato


            - Scritto da: PandaR1




            "una cosa che hai"
            (cellulare,
            o

            meglio



            numero




            -personale- di telefono)
            coincide


            parecchio



            con




            "una cosa che




            sei".









            Facebook e Google da mo' che
            ci

            puntano.







            io il mio cellulare lo faccio
            usare
            a

            chi

            mi



            pare. Adesso ce l'ho io. Fra 5
            minuti
            ce


            l'ha


            mia



            zia.





            A chi è intestato il numero di telefono
            nel


            proprio cellulare? (è una domanda
            statistica,


            frega nulla se sei una mosca


            bianca)


            Quanti incroci di dati occorrono per
            capire

            che

            a


            quel numero, con molta probabilità,

            corrispondi


            tu? (pensa a whatsapp o


            telegram)



            è possibile risalire al proprietario del

            cellulare, non al suo utilizzatore. E' come

            prendere una multa con l'automobile.
            L'automobile

            è tua, ma non è detto che sia tu a

            guidarla.

            Il cellulare, o meglio la SIM, è uno strumento
            personale, non pubblico. E statisticamente
            parlando, neanche condiviso tra più
            persone.
            In più c'è da considerare la volontà dei provider
            di telefonia che, per loro dinamiche, tendono
            (spingono) per l'associazione del reale
            utilizzatore alla
            SIM.
            Queste considerazioni già forniscono un certo
            grado di probabilità per
            associarti/tracciarti.

            Se non bastasse ti ho fatto l'esempio delle app
            di messaggistica: se ho N rubriche telefoniche
            dove c'è il tuo numero, mi basta comparare il
            nome censito (dagli altri, manco da te) per
            risalire al tuo vero nome e
            cognome.ancora! E' possibile risalire dalla sim al suo proprietario? Sì. E ci mancherebbe.Il proprietario della sim è il suo utilizzatore? Non è detto.Ma forse ti sfugge che nella autenticazione a 2 fattori lo scopo del secondo fattore è proprio che solo chi è in possesso del secondo fattore di autenticazione possa accedere al servizio. Non è una debolezza. E' una maggiore sicurezza.
      • paxa scrive:
        Re: incapacità ad oltranza
        Caro PandaR1, ti ha risposto lorenzo, con cui hai attivato una sterile gara a chi ce l'ha più duro.
        • PandaR1 scrive:
          Re: incapacità ad oltranza
          - Scritto da: paxa
          Caro PandaR1, ti ha risposto lorenzo, con cui hai
          attivato una sterile gara a chi ce l'ha più
          duro.alla buonora, moscietto!
          • Re fresh scrive:
            Re: incapacità ad oltranza
            Sto con PandaR1:- un numero identifica una SIM- un IMEI identifica un dispositivo- entrambi NON identificano una persona (infatti, si possono anche presentare documenti falsificati/falsi al momento della registrazione della SIM*)* con buona pace anche del Calamari che si cimenta in discussioni raffinate (della serie "te lo avevo detto io giá 10 volte e 5 anni orsono", quando poi esiste il furto di identitá che si avvale di "tecnologie" elementariIl metodo 2FA con numero di cellulare é vero che offre alcuni punti deboli, ma é facilissimo da implementare. E poi... basta critiche alle soluzioni degli altri: proponete la vostra!Visto che siete migliori!
  • ostinati scrive:
    Re: Continuate con questo SMS


    no, ma non mette in dubbio il fatto che le si
    debba criticare, come per lo SPID... soprattutto
    se ci si stanno spendendo taaaanti soldini
    pubblici (cosa che non succedeva con NTLM o con
    le password
    Linux)...
    Certo, ma allora critica quel proXXXXX, non tutto lo SPID, non so se mi spiego.

    molteplici? sbaglio o sono 3? e chiamarli con
    "autenticazione" è un discreto
    azzardo...No, vedi che non qua non si hanno le idee molto chiare? 3 sono i livelli di affidabilità, il metodo lo decide il gestore dell'identità. Potrebbe essere una banale password (e non andresti oltre uno SPID di livello 1), oppure sistemi più complessi. Viene "semplicemente" richiesto di non dover avere lettori di carte per accedere, per questo si cerca di convergere su un dispositivo che più o meno tutti ormai hanno sempre con se che è il telefono cellulare/smartphone. Se vogliamo, lo SPID è solo un concetto astratto nel quale sono state inserite delle norme tecniche per il passaggio di dati di gestore delle identità e pubblica amministrazione.Altre info, molto semplice, le trovi qua: http://www.spid.gov.it/faq
    e se diciamo che lo vogliamo, ma che sia
    "neutrale" (senza che favorisca alcuni
    "fornitori" di "servizi" collaterali inutili
    appositamente inventati), aperto, sicuro e a
    basso
    costo?Va be', sorvolo sulle provocazione da 4 soldi, ma qua si capisce da dove arrivano le tue informazioni. Lo Stato italiano non ha dato soldi ai candidati per fare gli identy management (o gestori delle identità digitali), ci si deve accreditare soddisfando alcuni requisiti. il gestore delle identità lo fa per avere vantaggio competitivo su altri, ad esempio perché ti vuole come suo cliente e ti offre un servizio aggiuntivo. Faccio presente (ma ho paura di avere un analfabeta funzionale davanti a dire il vero), che ad oggi tutti i sistemi di autenticazione si pagano, ad esempio se vuoi un firma elettronica o una CNS la paghi, quindi non è che prima qualcosa che era gratutita adesso diventa gratis (a meno che il gestoe non te la offra gratuitamente), ma si unifica il proXXXXX di autenticazione a livello nazionale. In altre parole, tu non avrai delle credenziali diverse se entri nel sito dell'inps, del ministero, del 730, del tuo comune o di quello dove hai preso la multa ecc ecc.
    e certo! siamo tutti liberi e sinceramente
    democratici e taaaanto
    amiciIn effetti si. Nessuno ti obbliga ad avere o SPID. Puoi sempre prendere la macchina ed andare a fare le tue pratiche nei vari uffici.
    • sempre lui scrive:
      Re: Continuate con questo SMS
      a prescindere da quello che dici, se offendi il tuo interlocutore sarà difficile che ti dia retta.
      • ostinati scrive:
        Re: Continuate con questo SMS
        - Scritto da: sempre lui
        a prescindere da quello che dici, se offendi il
        tuo interlocutore sarà difficile che ti dia
        retta.A parte il fatto che non ho offeso nessuno ma ho avuto una impressione (potrei sbagliarmi), vedo che Matteo non ha più argomenti.Buona serata.
  • lorenzo scrive:
    Re: Continuate con questo SMS
    credo che dicano che non ha senso buttare i soldi , il sistema si puo' fare ma ne serve uno non una moltitudine ( spid , carta nazionale servizi , carta identita' elettronica ) , e va fatto usando tecnologie di oggi non di 20 anni fa .
  • lorenzo scrive:
    il senso dello spid ?
    Tra poco avremo tutti una carta di identita' eletronica ( a costi esorbitanti una per una tessera da 50 centesimi per pezzo al dettaglio ), che conterra' il nostro codice fiscale ed altre informazioni ( purtroppo anche biometriche ), metterci dentro una chiave privata per l'utenticazione e la firma non e' solo utile ma e' semplicemente banale , meno banale gestirla ma in ogni caso non troppo difficile ( con lo spid si deve gestire comunque l'interconnessione con chi autentica e spero , ma temo la mia speranza sia vana , che non si interroghi direttamente il certificatore , ma ci sia un sistema "centrale" che interroghi i certificatori cosi' che basti aggiornare solo quello quando cambiano i certificatori o si devono correggere bug ) , quindi a che serve lo spid ? A buttare soldi dei contribuenti ?
    • mementomori scrive:
      Re: il senso dello spid ?
      bhe. in realtà la tessera sanitaria dovrebbe avere già tutto l'hardware che serve.http://www.progettocns.it/
      • Scumm78 scrive:
        Re: il senso dello spid ?
        Ce l'ha e funziona anche. Per esempio si puo' usare per accedere al sito dell'INPS.Peccato che in Italia non esista nessuna sorta di armonizzazione e ogni volta ci si deve inventare qualcosa di nuovo
        • case logic scrive:
          Re: il senso dello spid ?
          - Scritto da: Scumm78
          Ce l'ha e funziona anche. Per esempio si puo'
          usare per accedere al sito
          dell'INPS.

          Peccato che in Italia non esista nessuna sorta di
          armonizzazione e ogni volta ci si deve inventare
          qualcosa di
          nuovoqui da me purtroppo non è attivabile in quanto "non abbiamo le attrezzature preposte"
        • non so scrive:
          Re: il senso dello spid ?
          - Scritto da: Scumm78
          Ce l'ha e funziona anche. Per esempio si puo'
          usare per accedere al sito
          dell'INPS.

          Peccato che in Italia non esista nessuna sorta di
          armonizzazione e ogni volta ci si deve inventare
          qualcosa di nuovol'armonizzazione ci sarebbe: la normativa italiana recepisce quella europea, solo che... anziché limitarsi a receXXXXX così come è i nostri governanti hanno pensato bene di aggiungere qualcosina... giusto quello che serviva per far mangiare i soliti "privati"...
    • lorenzo scrive:
      Re: il senso dello spid ?
      in teoria la carta di identita' elettronica non contiene chip a radiofrequenza ma un chip con i contatti , in ogni caso uno di questi potrebbe gia' andare : http://www.ebay.it/itm/like/331210023854?lpid=96&chn=psLa carta di identita' rilasciata dal comune ( con chiave inserita sempre dal comune ) dovrebbe risolvere il problema dell'identificazione della persona da parte della PA .Certo gestire un sistema di identificazione online non e' banale ma nemmeno fantascientifico ( dopotutto chi eroga il servizio dello spid lo fa praticamente il sistema viene duplicato triplicato ecc in base a quanti provider ci sono ) , basterebbe volerlo fare ( e non far mettere su il sistema con asta al ribasso e subappalto al ribasso infinito come purtroppo succede ogni volta )
      • ostinati scrive:
        Re: il senso dello spid ?

        La carta di identita' rilasciata dal comune ( con
        chiave inserita sempre dal comune ) dovrebbe
        risolvere il problema dell'identificazione della
        persona da parte della PA
        .

        Certo gestire un sistema di identificazione
        online non e' banale ma nemmeno fantascientifico
        ( dopotutto chi eroga il servizio dello spid lo
        fa praticamente il sistema viene duplicato
        triplicato ecc in base a quanti provider ci sono
        ) , basterebbe volerlo fare ( e non far mettere
        su il sistema con asta al ribasso e subappalto al
        ribasso infinito come purtroppo succede ogni
        volta
        )Il senso dello SPID è fornire ai cittadini un sistema il più semplice possibile per entrare nei site della pubblica amministrazione. Tu lo devi poter fare anche sei in giro, per questo si preferiscono sistemi senza l'utilizzo di lettori di smartcard, al massimo di un token tipo i generatori OTP che ti fornisce la banca, ma devi ricordarti di portartelo dietro però!Come sappiamo noi tecnici, semplicità non va proprio a braccetto con sicurezza, si sta cercando di mediare tra le due esigenze.Non ci saranno aste a ribasso di nulla perché chi fa la parte "principale" è l'identity manager che è una ditta più o meno privata che rivende il servizio (gratuito per i primi due anni), quindi lo Stato non deve appaltare nulla, deve solo adeguare un poco alla volta i suoi siti.Se ci sono altri dubbi chiedi.
        • ostinati scrive:
          Re: il senso dello spid ?
          - Scritto da: lorenzo
          Ovvio che non ci saranno aste al ribasso , non e'
          previsto quello che auspicavo io ovvero un
          sistema unico gestito dalla PA .
          No, c'è stata una risposta precisa a questa domanda e si è detto che era inutile mettere in piedi un sistema costoso e complesso quando ci sono già numerose aziende che gestiscono la nostra identità digitale, ad esempio banche e compagnie telefoniche.E' il solito discorso: se il sistema lo metteva su lo Stato avrebbero detto macchina mangiasoldi da distribuire al fratello, se lo dai all'esterno dicono solito sistema per dare soldi agli amici. Insomma, a sentire le critiche non bisognerebbe mai fare nulla.

          Semplicita' qualche volta va a braccetto con la
          sicurezza per esempio quasi tutti i "tecnici"
          tendono a farti usare password astruse ( e di
          massimo 10 caratteri ) che un umano non ricorda
          ma possono essere ricavate "facilmente" da un
          calcolatore tipo che so #@[]ahjr56 , mentre una
          password del tipo [#qu3st4èl@m14p4ssw0rd#] che si
          ricorda piu' facilmente e' anche piu' difficile
          della prima da ricavare ma non si puo' usare
          quasi da nessuna parte
          .Scusami ma è un esempio non calzante, si è già detto che con la sola password si può proteggere uno SPID di livello 1 al massimo, qua si sta discutendo di autenticazione un attimo più robusta di una semplice password.
          • lorenzo scrive:
            Re: il senso dello spid ?
            e son due volte che parliamo di aglio e mi rispondi di cipolle ...l'esempio centrava con lo spid come i cavoli a merenda ... Quanto ai privati avere piu' certificatori significa solo due possibilita' : serve un servizio di intermediazione ( che potrebbe a sto punto fare il certificatore unico pubblico) o ogni volta che un certificatore cambia o se ne aggiunge uno o cambia una virgola nel protocollo bisogna aggiornare tutti i sistemi , ne vedremo delle belle come al solito .
          • ostinati scrive:
            Re: il senso dello spid ?


            Quanto ai privati avere piu' certificatori
            significa solo due possibilita' : serve un
            servizio di intermediazione ( che potrebbe a sto
            punto fare il certificatore unico pubblico) o
            ogni volta che un certificatore cambia o se ne
            aggiunge uno o cambia una virgola nel protocollo
            bisogna aggiornare tutti i sistemi , ne vedremo
            delle belle come al solito
            .NOOOO! è proprio il contrario. Il gestore dell'identità digitale usa il sistema che gli apre e piace basta che non necessiti di dispositivi aggiuntivi da collegare al computer, ad esempio password + cellulare, password + chipsottopelle (sto scherzando ovviamente) o tutto quello che la futura tecnologia potrà offrirci, invece i protocolli tra gestore identità e Pubblica amministrazione rimarranno uguali a meno che non si cambi il protocollo stesso magari per aggiungere inforamazioni o sicurezza o altro (ma in questo caso sarebbe comunque trasparente per l'utente e varrebbe per tutti i gestori, non solo per casi specifici)
          • lorenzo scrive:
            Re: il senso dello spid ?
            Abbiamo capito .. lavori nel marketing ... altimenti non potresti ignorare che lavorare con n interlocutori significa avere almeno n implementazioni del protocollo ( piu' o meno compatibili ) , e come minimo se si aggiunge un interlocutore n+1 bisogna riconfigurare il sistema ( quindi se non e' centralizzato tutti i sistemi ).E' un poco come i programmi in java ... sono tutti in java maaa ognuno vuole la sua versione di macchina virtuale !
          • ostinati scrive:
            Re: il senso dello spid ?
            - Scritto da: lorenzo
            Abbiamo capito .. lavori nel marketing ...
            altimenti non potresti ignorare che lavorare con
            n interlocutori significa avere almeno n
            implementazioni del protocollo ( piu' o meno
            compatibili ) , e come minimo se si aggiunge un
            interlocutore n+1 bisogna riconfigurare il
            sistema ( quindi se non e' centralizzato tutti i
            sistemi
            ).Quindi stai dicendo che se hai N clienti italiani hai bisogno di parlre n lingue ad esempio? non basta l'italiano per tutti? Il protocollo di comunicazione tra gestori e PA è standard, quello che loro usano per l'autenticazione è affar loro, se poi ti piace credere il contrario per dire che lo SPID fa schifo fa pure.Qua le regole tecniche per lo SPID:http://www.agid.gov.it/sites/default/files/circolari/spid-regole_tecniche_v1.pdfQua quello di PagoPA:http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/pubblica-amministrazione/pagamenti-elettronici/linee-guidaLa PA sta cambiando, fatevene una ragione.
          • Lorenzo scrive:
            Re: il senso dello spid ?
            Se ho n clienti italiani almeno la meta' avranno un sito web e pur parlando lo stesso standard HTTP/HTTPS saranno tutti diversi :) Il resto si arrangeranno via telefono o fax , per cui sai che bella babele ...Ok c'e' un protocollo comune e ben documentato , ma come ti ho detto prima e' evidente che non sei un tecnico , ci sono molti casi di protocolli implementati parzialmente nonostante siano standard , e sistemi che comunicano tra loro con sottoiensiemi piu' o meno completi dello standard , e che vanno adeguati se deve entrare nell'equazione un sistema ulteriore.E' inutile che difendi la PA qui non ce l'abbiamo con la PA , se cambia e se ne vedono i risultati tanto meglio .che lo spid fa schifo lo stai dicendo tu , io sto dicendo che e' inutile realizzarre una moltitudine di sistemi per fare le stesse cose e comportera' uno spreco di soldi e risore che potrebbero essere impiegate per dare un servizio di identificazione digirale efficiente e sicuro sulla carta di identita' elettronica , non e' proprio la stessa cosa .
          • ostinati scrive:
            Re: il senso dello spid ?

            che lo spid fa schifo lo stai dicendo tu , io sto
            dicendo che e' inutile realizzarre una
            moltitudine di sistemi per fare le stesse cose e
            comportera' uno spreco di soldi e risore che
            potrebbero essere impiegate per dare un servizio
            di identificazione digirale efficiente e sicuro
            sulla carta di identita' elettronica , non e'
            proprio la stessa cosa
            .Non credo tu abbia capito che lo Stato se ne lava dei sistemi, a loro interessa che arrivino delle richieste secondo il protocollo. Fine.Divisione dei ruoli, nessun costo, nessun carrozzone da mantenere... e ancora ci si lamenta
    • Skywalker scrive:
      Re: il senso dello spid ?
      Cioè questa?http://www.crs.regione.lombardia.it/E' nella mia tasca da più di dieci anni, ed il lettore l'ho comprato 8 anni fa a 7,50 Euro in edicola assieme al quotidiano. Non ho chiesto nessun "pin" e uso quella. Funziona all'INPS, all'Agenzia delle Entrate, etc, ed ovviamente sui siti della Regione, sanità inclusa.Ovviamente per legge si è escluso che quel certificato, gratuito, valido per firmare qualunque richiesta con la pubblica amministrazione, potesse essere usato anche per firmare validamente un documento tra privati. Non sia mai che i privati cittadini, i singoli professionisti, le ditte individuali in Lombardia, otto anni fa, potessero usare una infrastruttura pubblica per facilitarsi gratuitamente la vita tra privati!Sia mai! Che poi uno magari trova anche una buona motivazione alle tasse che paga...
      • ostinati scrive:
        Re: il senso dello spid ?
        - Scritto da: Skywalker
        Cioè questa?
        http://www.crs.regione.lombardia.it/

        E' nella mia tasca da più di dieci anni, ed il
        lettore l'ho comprato 8 anni fa a 7,50 Euro in
        edicola assieme al quotidiano. Si vuole evitare l'utilizzo di dispositivi acXXXXXri per l'autenticazione. Io capisco che secondo il tuo uso ti sembra una assurdità, ma non bisogna pensare solo al caso personale dove hai il PC fisso a casa. Senza dispositivi collegati al computer, tanto per farti un esempio, potrai usare anche i tablet per accedere ai siti della PA, oppure farlo in mobilità (magari per pagare un parcheggio o un abbonamento quando arrivi in una città).
  • Teo_ scrive:
    In Italia ci vorrebbe una catastrofe...
    Magari basterebbe che un qualche whitehat bucasse lo SPID2 di un qualche parlamentare influente usando 2FA-SMS.
    • djechelon scrive:
      Re: In Italia ci vorrebbe una catastrofe...
      Quoto la parola "influente". E sono d'accordo che è meglio farlo da white hat. Proviamo con Madia o Boldrini? :-)
    • non so scrive:
      Re: In Italia ci vorrebbe una catastrofe...
      Ci vorrebbe proprio... pa una "catastrofe" vera
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