Rai.it, di tutto di più, al solito modo

Tra i Miracoli dello Spazio Tempo nel Cybermondo, mercoledì sera alle ore 22.15 ascoltando l'ultimo Grr ci si poteva beare con la pubblicità e con il segnale orario delle 21


Ciciliano – Niente da fare, il nuovo sito Rai non spicca il volo come anche il nuovo costoso (e bruttino) logo.

Si dice spesso che sul Web c’è una copia di tutto quello che esiste nel mondo reale, una specie di specchio della realtà. Il nuovo sito Rai, comprovando questa tesi, è l’esatto specchio del nostro servizio pubblico radiotelevisivo.

Quando pochi giorni fa ho letto la notizia del lancio del nuovo sito Rai , mi sono precipitato a vederlo pensando che finalmente i contenuti fossero degni dei bilanci di una azienda parastatale che somma, è noto, gli introiti pubblicitari ad un “canone/tassa di possesso Tv” spendendo il tutto in vari modi, che non sto qui a discutere, per il bene comune.

Il sito Web, visto che teoricamente è visibile in tutto il mondo, pensavo sarebbe stato di livello superiore alla media della produzione audio-video. Speravo…

Sul Web c’è lo specchio della realtà: documenti preziosi nascosti o relegati negli angoli bui (come i buoni film e le trasmissioni culturali alle 2 di notte), in homepage tanta apparenza e buoni propositi non raggiunti.

Cominciamo dal Giornale Radio finalmente disponibile on line a tutti, anche agli italiani all’estero o a chi sul lavoro ha voglia di ascoltare le ultime news in diretta Web. Cliccando sulla homepage al fin troppo ottimistico link “Ultimo grr” (una parola onomatopeica che ricorda il suono che emetto ogni volta che ci clicco, ma che invece pare signichi Giornale Radio Rai) il risultato è che si ottiene sempre, sempre, una finestra che recita in un italiano mal tradotto: “Per ascoltare il contributo è necessario installare il programma Real Player. Clicca qui per scaricarlo gratuitamente – Se hai già il programma clicca qui per ascoltare l’ultimo Grr”.

Il link per scaricare il programma, purtroppo, porta alla versione inglese del player, mentre il link per ascoltare il grrrr fa aprire RealPlayer, se già è installato. Però spesso il risultato di tale operazione è: “Il file richiesto non è stato trovato. Il collegamento seguito è impreciso o non è aggiornato. L’URL non è associato a nessun file”.

Perdonando l’errore tecnico che può capitare a tutti, e che forse va addebitato ad un server insufficiente (!), va molto peggio quando il collegamento funziona. Alcune volte occorre aspettare tre minuti, cronometrati, di pubblicità. Altre volte la sigla è troncata, o anche le prime parole della trasmissione… Quale misterioso figuro si celerà dietro lo “sforbiciatore pazzo”, cioè il tecnico che copia ed incolla i dati audio per metterli sul Web?

Tanto di guadagnato per gli sponsor che casualmente si trovano i loro jingle trasmessi in tutto il mondo prima e a volte anche dopo il Grrrrrr. Gli utenti navigatori, devono aver pensato, se possono aspettare tre minuti per radio possono aspettare altrettanto anche via Web, tanto i server, la banda e tutto l’ambaradam sono compresi nel canone. E pazienza per chi non ha la flat e per quei tre minuti di telefonata pagati per ascoltare gli spot di Mamma Rai.


Tra i Miracoli dello Spazio Tempo nel Cybermondo, mercoledì sera alle ore 22.15 ascoltando “l’ultimo Grrrrrrr” ci si poteva beare con la pubblicità e con il segnale orario delle 21. Eccezionale!

Rai News 24, con un link sempre presente in homepage che promette “l’ultimo notiziario”, si propone questa volta in formato “Windows Media Player”.. D’altra parte si sa, almeno in RAI, che la mano destra non sa cosa fa la sinistra…

Inutile ricordare che i siti di emittenti come Cnn o BBC offrono nella stragrande maggioranza dei casi la scelta tra Media Player, Real ed in molti casi anche QuickTime. Non solo, viene spesso offerta anche la scelta tra vari tipi di trasmissione a seconda del tipo di connessione; 28.8, 56k o superiori, come nell’ottimo Yahoo News .

RaiNews24 dunque, il canale televisivo che afferma di trasmettere 24 ore su 24 per 7 giorni la settimana salvo i weekend quando sospende gli aggiornamenti, apre il Media Player di Microsoft e parte, ma solo qualche volta, con gli spot. Però stavolta almeno sono anche in video… Che dire? La banda se la pigliano tutta ma qualcosa vedo!

Ooops, dimenticavo: anche qui la finestrella di disclaimer “Se non hai Media Player scaricalo gratuitamente qui” porta alla pagina di Download del prodotto in inglese, un quasi attentato a Windows che mal digerisce di solito la versione inglese di un componente come il Media Player su un sistema operativo italiano. Il notiziario, e gli spot che ogni tanto lo precedono, sono praticamente inaccessibili con un modem 56k (forse i tester si regolano sulle connessioni Web interne Rai che mi dicono siano velocissime).

I buoni propositi ci sono tutti. In generale, le pagine dedicate alle reti ed alla fiction sono piene di info a volte stirminzite, a volte meno sui beniamini degli abbonati. E ‘ interessante scoprire note biografiche di personaggi noti e meno noti, da Vespa a Biagi passando per l’inossidabile Carrà (finalmente sappiamo che è nata nel ’43, quindi ha ben 57 anni, complimenti!) tutti linkati, rete per rete, nell’elenco dei Personaggi .

Grandi assenti sono i giornalisti, a parte i grandi nomi di cui sopra, così come non esistono siti per i telegiornali, a differenza del grande risalto dato al Grrrrr di cui sopra.

Il sito Raiuno linka Raidue, che non ricambia. Entrambi non linkano Raitre, confermata brutta anatroccola anche sul Web, fedele specchio. Anche perché Raitre non ha un sito ufficiale, e questo pare confermare la mancanza di un disegno totale del sito, di un progetto uniforme e generale.

Conferme arrivano sempre dalla home page, per esempio. Basta seguire il link di Libero, trasmissione di scherzi telefonici, che porta alla pagina dei programmi di RaiDue dove, chi ha browser che supportano Java scopre che alle 20 e 50 c’è un film mentre un bannerone, a fianco, ricorda che Libero va in onda “stasera ore 20.50”. Cliccando sul banner si arriva finalmente alla pagina della trasmissione che è finita una settimana fa, o forse no? Per scoprirlo tocca accendere la Tv, e intanto la Rai ha racimolato anche qualche visione di banner pubblicitario dato che tra Telecom, Tiscali ed Estathé il sito ne è pieno, persino sulle pagine del Televideo , un tempo “intonse”.

Per i programmi Tv e radio basta seguire il link “Programmi” in homepage che porta ad una pagina dall’inquietante titolo “Relazioni esterne”. Qui finalmente i navigatori esteri scoprono che i canali televisivi sono tre. Attenti a cliccare sul telecomando “Rainavigator” che appare in una finestrella separata! Un clic su Radio infatti non visualizza i programmi Radio, troppo semplice, ma una pagina a titolo “programmazione libera Radiotre” (?) con un motore di ricerca sulle trasmissioni talmente pignolo che se si digita ore “10” invece di “10:00” non dà alcun risultato. (continua)


La Radio?
Visto il successo mondiale della radio via Web (negli Usa pare che gli ascolti siano pari o superiori alla radio tradizionale), il sito RadioRai oltre ad offire numerosi streaming di ottima fattura, purtroppo soffre della stessa incongruenza che contamina tutto il “palinsesto web”.

In un contesto oscuro splendono brillanti eccezioni, pagine eccellenti come la trasmissione Radio a Colori di Oliviero Beha con un grande archivio on line e buona qualità audio. O l’ormai mitico sito di Golem di Gianluca Nicoletti che da anni è una prosecuzione delle trasmissioni radiofoniche con tanto di telecamera on line definita “web-cam multipla autoechelonante”. Pagine che convivono con spazi di news aggiornate ad un mese fa, annunci di concerti di aprile (siamo a fine maggio) o una intervista esclusiva, ma talmente esclusiva a Paolo Conte che da Gennaio sta ancora lì .

Viene da pensare che le cose migliori siano quelle frutto delle singole redazioni, che autonomamente curano i singoli siti delle trasmissioni, mentre l’insieme non riesce ancora a trovare una identità ed una visione globale.

Radio2, sempre in nome dell’apparenza, apre con una animazione Flash acquatica (bruttina). Al menu di navigazione, che vorrebbe simulare un sottomarino (perché?) mancano help testuali, o qualsiasi cosa che faccia capire che cliccando su uno dei disegni stilizzati sulla finta console del colorato finto sottomarino si accede alle aree del sito. Cliccando sui titoli delle numerose trasmissioni presenti si aprono nuove finestre a volte senza titolo, in lavorazione, altre volte si ottiene una nuova finestra con un altro sottomarino. Splash! Altro che Flash…

E pensare che nei progetti della Rai, supportati da stanziamenti miliardari, c’era la buona idea di aprire al pubblico i propri archivi. Progetto che entro qualche anno vedrà la luce. Nel frattempo gli archivi sono consultabili solo andando di persona a Viale Mazzini previa prenotazione. Per ora sul Web solo mozzichi di 30 secondi scattosi e piccolini, RealAudio e Video, sul sito Teche che apre in homepage con una frase di Walter J. Ong tanto adatta alla vetrina Web Rai: “Il futuro è un territorio del passato”.

Sperando che il sito Rai nel futuro, oltre ad essere territorio del passato, riesca a maturare buoni frutti, torno a sentirmi gli spot del Grrr di un’ora fa in diretta Web, se il server ce la fa.

Nel frattempo potrebbe essere una buona idea dare un taglio a certe spese, come i molti milioni (meglio non dire quanti) andati per la realizzazione del nuovo logo (una stilizzata farfallina svenuta), e investire invece in qualche buono studio di progettazione.

Il nuovo sito, infine, per la grande quantità di microscritte e applet Java è quasi completamente inaccessibile da persone ipovedenti e non vedenti che utilizzano particolari periferiche per navigare dato che non rispetta le linee guida del W3C come ci si aspetterebbe da un sito ufficiale di informazione di una azienda pubblica.

Linee guida come: “Non tutti gli utenti sono in grado di utilizzare indicazioni visive come immagini sensibili, barre di scorrimento proporzionali, frame affiancati, o comunque elementi grafici che guidano gli utenti vedenti dei normali browser grafici. Gli utenti possono inoltre perdere informazioni relative al contesto qualora possano vedere solo una parte della pagina, ad esempio perché accedono alla pagina una parola per volta (sintesi vocale o display braille), oppure una sezione alla volta (schermi assai piccoli oppure ingranditi molte volte).”

Altro che i sottomarini flashati.

Luca Schiavoni

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