ReCaptcha, ora con un pizzico di Street View

Immagini da far interpretare agli utenti per evitare lo spam e differenziarli dai bot. Sono numeri civici e indirizzi fisici presi dal servizio di mappatura. A prova di riconoscimento ottico

Roma – Era il 2009 quando i vertici di Google annunciavano l’acquisizione della tecnologia nota come ReCaptcha, basata sui simboli alfa-numerici adottati alla Carnegie Mellon University per distinguere un essere umano da un bot. Il suo funzionamento è ormai diffuso per proteggere transazioni e accessi web dai subdoli tentativi delle macchine asservite a spam e affini.

Il gigante di Mountain View ha ora svelato una curiosa fusione tra la tecnologia ReCaptcha e alcuni dati visivi presenti nel vasto ecosistema di mappatura online Street View. In sostanza, agli utenti di BigG verrà presentata non solo la classica frase tremolante, ma anche un numero civico realmente esistente .

Spiegando meglio, Google ha inserito nell’archivio di ReCaptcha delle immagini relative a numeri civici, indirizzi fisici, segnali stradali . Informazioni catturate dal vivo dalle googlecar in giro per il mondo. Gli utenti dovranno leggere il numero di un palazzo e riportarlo come sempre accade in ReCaptcha.

E se un bot riuscisse a decifrare le immagini? Non secondo i ricercatori di BigG, che hanno sottolineato come i numeri e gli indirizzi siano immuni dalla lettura a riconoscimento ottico . Ma perché un esperimento del genere? Per combattere lo spam, ovviamente. Ma anche per migliorare la gestione dei dati all’interno di Street View. Con gli utenti del web che faranno da validatori umani per le informazioni catturate dalle mappe di Mountain View.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Domenico scrive:
    non vede le unità pendrive
    come da oggetto
  • pula in pizda scrive:
    coaiele
    va dau muie pe internet
  • kooma scrive:
    Iso to Usb
    Salve, ho provato a fare quanto consigliate nell'articolo ma come ci provo mi scatta il messaggio: "can't read ISO file" e questo con tutti i file ISO che ho scaricato.Possibile che siano tutti fasulli?Io ho dei file molto grandi che non posso masterizzare su disco e vi sarei grato di darmi qualche altro consiglio su come fare a masterizzare i miei ISO su un hard disk esterno per poterli vedere in TV.Grazie
  • massimilian o cretara scrive:
    sito pericoloso?
    cliccando sul link indicato per scaricare dal sito originario, il mio antivirus (NOD32) blocca l'acXXXXX al sito indicandolo appartenente ad una lista di siti potenzialmente pericolosi.Il dubbio è amletico: fidarsi (di Punto Informatico) ed andare avanti o fidarsi dell'antivirus e desistere?
  • zupermario scrive:
    Peccato
    Purtroppo direi abbastanza inutile, se viene a mancare l'opzione piu' utile ovvero rendere boottabile la pendrive (quest'opzione, c'e' scritto, funziona solo se l'iso e' un setup di windows...)
  • rm win scrive:
    UNetbootin (GPLv2)
    UNetbootin allows you to create bootable Live USB drives for Ubuntu, Fedora, and other Linux distributions without burning a CD. It runs on Windows, Linux, and Mac OS X. You can either let UNetbootin download one of the many distributions supported out-of-the-box for you, or supply your own Linux .iso file if you've already downloaded one or your preferred distribution isn't on the list.http://unetbootin.sourceforge.net/
Chiudi i commenti