Molti italiani leggono le recensioni online prima di effettuare un acquisto. Una delle fonti più affidabili è Trustpilot. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha però rilevato una pratica commerciale scorretta e inflitto una sanzione di 4 milioni di euro all’azienda di Copenhagen.
Recensioni false su Trustpilot
In seguito alle segnalazioni ricevute e agli accertamenti effettuati, AGCM ha avviato l’indagine il 6 maggio 2025 per possibile violazione del Codice del consumo. Come è noto, Trustpilot è una delle piattaforma più utilizzate per la pubblicazione di recensioni online su prodotti e servizi. L’azienda danese effettua controlli per garantire l’autenticità delle recensioni.
Trustpilot offre anche specifici servizi a pagamento alle aziende (a partire da 169 euro/mese) che consentono di incrementare il livello di visibilità e affidabilità. La società afferma che l’uso di questi servizi non influenza contenuto e punteggio delle recensioni.
L’autorità antitrust ha verificato che Trustpilot non ha reso accessibili in modo adeguato ai consumatori informazioni rilevanti sul funzionamento della piattaforma, sull’utilizzo di servizi a pagamento da parte delle imprese e su ulteriori elementi utili per la scelta dei consumatori.
Le informazioni sull’uso dei servizi a pagamento da parte delle aziende erano poco visibili. Dal 19 gennaio 2026 è stata aggiunta l’etichetta “Abbonamento Trustpilot a pagamento” accanto al nome dell’azienda all’inizio della pagina del profilo. Non viene però indicato il tipo di abbonamento, per ognuno dei quali è previsto un numero massimo di “inviti a recensire” che possono influenzare numero e punteggio (TrustScore) delle recensioni.
Gli accertamenti hanno evidenziato che questi servizi, promossi come strumenti per ridurre il rischio di contenuti falsi o fuorvianti, consentano in realtà alle aziende di selezionare i consumatori cui inviare l’invito a recensire, incidendo così sulla rappresentatività complessiva delle valutazioni pubblicate.
Durante l’istruttoria è inoltre emersa la rimozione di recensioni genuine di consumatori reali e la mancata rimozione di recensioni false. Trustpilot non ha quindi effettuato controlli adeguati per garantire la genuinità delle recensioni pubblicate, anche quelle indicate come verificate.
L’assenza di chiare informazioni sui servizi in abbonamento per le aziende è stata considerata intenzionale. In pratica, Trustpilot ha usato tecniche di dark pattern. Secondo l’autorità antitrust, quelle elencate sono pratiche commerciali ingannevoli e quindi violano il Codice del consumo. Pertanto è stata inflitta una sanzione di 4 milioni di euro. L’azienda danese può presentare ricorso al TAR del Lazio.