Reflex, Sony lancia la sua prima full-frame

Dopo Nikon, anche Sony lancia la sua prima fotocamera reflex digitale dotata di sensore in formato 35mm. A differenza della sua rivale, l'erede della tradizione Konica Minolta sfodera da subito una risoluzione da record
Dopo Nikon, anche Sony lancia la sua prima fotocamera reflex digitale dotata di sensore in formato 35mm. A differenza della sua rivale, l'erede della tradizione Konica Minolta sfodera da subito una risoluzione da record

San Diego – A due anni di distanza dal suo ingresso sul mercato delle fotocamere reflex digitali (DSLR, Digital Single Lens Reflex), Sony sta preparando il suo attacco al settore professionale. Il primo passo in questa direzione è rappresentato dall’appena annunciata Alpha 900, che pur rivolgendosi ad un pubblico di fotoamatori evoluti, e dunque non di professionisti puri, è la prima reflex di Sony a montare un sensore full-frame, ossia con dimensione identica a quella del fotogramma di una classica pellicola da 35 millimetri.

Se Canon ha abbracciato i sensori full-frame già da diversi anni, Nikon ha compiuto questo passo meno di un anno fa con il lancio della D3 (a cui è di recente seguita la D700, anch’essa full-frame). La D3 si rivolge ad un mercato di fascia più alta rispetto a quello corteggiato dalla Alpha 900, ma ad un solo anno di distanza Sony si può permettere di montare sulla propria reflex top di gamma un sensore CMOS da ben 24,6 megapixel: si tratta di una risoluzione che raddoppia quella fornita dall’attuale Alpha 700 e dalle Nikon D3 e D700 e che supera, seppur di poco, persino quella di un “mostro sacro” come la Canon EOS-1Ds Mark III (che ha un sensore da 21,1 megapixel).

Come noto, Sony produce in casa i sensori utilizzati sulle proprie fotocamere: quello montato sull’Alpha 900 è stato annunciato all’inizio dell’anno, e ha da subito attratto l’interesse dell’intero settore.

Sebbene ad un aumento della risoluzione corrisponda quasi sempre un incremento del rumore digitale (un disturbo che degrada la qualità delle immagini), nella costruzione del proprio sensore da 24 megapixel Sony afferma di aver adottato accorgimenti che riducono il rumore “a monte” del processo di digitalizzazione delle foto: il proprio sensore integra, direttamente sulla superficie dei fotodiodi, 6mila convertitori da analogico a digitale.

Per elaborare l’enorme mole di dati proveniente dal sensore, Sony ha dotato la propria ammiraglia di ben due processori Bionz, che insieme sono in grado di sfornare 5 immagini al secondo. Come nella tradizione Minolta, la casa da cui Sony acquistò la tecnologia oggi alla base delle proprie reflex, il sensore dell’Alpha 900 è montato su di supporto mobile capace di compensare le vibrazioni e fornire fino a 4 stop aggiuntivi.

Grazie all’ampio pentaprisma, il mirino dell’Alpha 900 è in grado di fornire un campo visivo del 100% e un fattore di ingrandimento di 0,74x. A confermare la vocazione semi professionale di questa macchina, la possibilità di cambiare i vetri di messa a fuoco con modelli di tipo L ed M.

Il sistema autofocus si avvale di nove sensori ad ampio raggio assistiti da altri 10 punti per migliorare il tracking dei soggetti in movimento.

L’Alpha 900 dispone dell’ottimo display da 3 pollici e 921mila pixel di risoluzione già visto sul modello 700 e sulle più recenti Nikon. Un display che ben si sposa con l’ormai onnipresente funzionalità Live View offerta da quasi tutte le reflex più recenti (come giustamente segnalatoci da alcuni lettori, questa caratteristica non è presente nell’Alpha 900, NdR).

Naturalmente, per sfruttare le piene potenzialità della nuova DSLR di Sony occorrono obiettivi che supportino il nuovo sensore full-frame: se si montano obiettivi per sensori APS-C, con fattore di adeguamento di 1,5x, la macchina utilizza solo una porzione dell’ampia superficie sensibile, abbassando di conseguenza anche la risoluzione delle immagini scattate.

L’Alpha 900, che si troverà in vendita a novembre al prezzo di 3mila dollari (2.150 euro circa), sarà accompagnata da due nuove ottiche full-frame: il Vario Sonnar T* 16-35mm f/2.8 ZA Carl Zeiss, dal costo di 1.800 dollari (1.280 euro), e il 70-400mm f/4-5.6 G Series, dal prezzo di 1.500 dollari (1.065 euro). Il primo è formato da 17 lenti in 13 gruppi, con un elemento in vetro ED (Extra-low Dispersion). Il secondo invece impiega 18 lenti in 12 gruppi, e due dei vetri sono di tipo ED.

Tra i nuovi accessori che faranno coppia con l’Alpha 900 si citano il flash HVL-F58AM con sistema Quick Shift Bounce e il grip verticale VG-C90AM.

Il comunicato stampa di Sony, e le immagini della Alpha 900 in alta risoluzione, sono stati pubblicati qui da Digital Photography Review .

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10 09 2008
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