RFID, inutili i guinzagli scolastici

Il monitoraggio non induce gli studenti alla disciplina. Per questo motivo la scuola texana al centro di recenti polemiche in materia di privacy abbandona il proprio progetto di tracciamento

Roma – Sottoporre gli studenti a monitoraggio costante, attentando di riflesso alla loro privacy, non serve a contrastare l’assenteismo scolastico: è per questo motivo che il Northside Independent School District di San Antonio, già al centro di una polemica montata fra denunce, espulsioni e fervore attivista, ha accantonato il proprio sistema di tracciamento a mezzo RFID.

Il chip non incarna certo la sottomissione al potere temporale, così come avevano stabilito i giudici texani incaricati di giudicare il caso della 15enne Andrea Hernandez, che si era opposta alla sorveglianza scolastica del progetto Student Locator adducendo motivazioni religiose. Ma, a parere della scuola, non tende nemmeno alcun tipo di rischio relativo alla privacy o alla sicurezza degli studenti, obbligati a portare con loro le smart card all’interno del campus, anche al momento di espletare bisogni fisiologici.

Checché ne dicano le associazioni degli attivisti, che pure plaudono alla marcia indietro, a parere dell’Istituto texano il sistema di identificazione e monitoraggio studentesco resta una soluzione sicura: nessun problema per l’ubiquità di un controllo che condanna all’irreprensibilità coloro che si muovono nel campus, né esisterebbe il rischio di incursioni da parte di smanettoni malintenzionati.

Semplicemente, si è rivelato uno stratagemma poco efficace nel contrasto delle assenze ingiustificate degli studenti, motivazione che muoveva il Northside Independent School District, e che avrebbe mosso gli investimenti pubblici nella scuola. La frequenza degli studenti della high school , spiegano i dirigenti scolastici, è aumentata di un poco significativo 0,5 per cento, dello 0,07 per cento nel caso degli studenti del grado inferiore di istruzione. Un caso da studiare per tutti quegli istituti scolastici che investono nell’identificazione e nella sorveglianza.

Gaia Bottà

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