Rilasciato Openasp 3.0

CMS open source made in Italy

Roma – È disponibile per il download Openasp 3.0, versione aggiornata di un CMS (Content Management System) open source sviluppato in codice ASP da un team italiano.

Gli autori di Openasp affermano che il loro software è attualmente utilizzato per molteplici applicazioni, “dai semplici siti vetrina fino ad i più complessi portali”.

“Openasp è semplice da installare, configurare e personalizzare ed è conforme agli standard emanati dal W3C”, si legge in una nota.

Openasp permette di creare, modificare e personalizzare siti web, semplici e complessi, senza bisogno di conoscere l’HTML. Un editor visuale comune alle più note applicazioni Office guida l’utente nella creazione delle pagine, ed un pannello di controllo user-friendly permette di visionare e gestire interamente il progetto.

Openasp è realizzato in ASP e XML, ed il suo codice è coperto dalla licenza GPL. Il software supporta database Access, MySQL o SQL Server e può essere interamente gestito attraverso un browser web.

Il sito ufficiale di Openasp è qui .

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  • renzo alessi scrive:
    la sua nuova teoria
    vedremo come andrà ad anderson con la sua nuova teoria:http://www.kappero.com/scienza/news/00021/l-era-del-petabyte.shtml
  • CSOE scrive:
    Coda di paglia
    La verità è che è molto molto difficile studiare i nuovi modelli economici promossi dalla rete, almeno fin che non ci sarà una stabilizzazione.Comunque, un aspetto innegabile della teoria della coda lunga è l'allargamento del ventaglio dei prodotti disponibili contemporaneamente sul mercato. Questo vale per alcuni prodotti, come i libri, e la notizia della macchina che stampa i libri fuori catalogo ne è un esempio.L'idea che che "pochi" clienti su internet sono comunque un numero grandissimo e che quindi si può produrre anche per la nicchia invece mi sembra un po' forzata.Se non altro perchè la rete è fatta di uomini, e gli uomini si comportano sempre allo stesso modo : eleggono i loro opinion leader eli seguono, volgiono avere tutti la stessa cosa e perfino la stessa donna, anche se non è in assoluto la più bella.
  • CCC scrive:
    economia vs fisica
    tutte le teorie o leggi economiche, dell'economia analogica tradizionale o di quella digitale, NON sono teorie fisiche o leggi che descrivono fenomeni "naturali"...i fenomeni naturali vengono "prima" delle teorie e delle leggi fisichei "fenomeni" economici NO: vengono "dopo" le teorie e leggi economichei "fenomeni" economici sono la conseguenza e/o il prodotto di precise (consapevoli) decisioni e scelte umane (di piccolissimi gruppi di umani, per essere più precisi), e le teorie/leggi economiche non ne sono altro che una descrizione usata (come fossero leggi fisiche ineluttabili) per giustificare quelle decisioni e quelle sceltel'economia non è una scienza, è una ideologia aberrante, un cancro terribile che sta infliggendo all'umanità sofferenze indicibili
    • Grnd scrive:
      Re: economia vs fisica
      Economia e fisica sono più simili di quanto una prima analisi potrebbe far pensare. Tutte le teorie fisiche sono una quantificazione di fenomeni, con lo scopo di descrivere (magari anche di dare spiegazioni) e di fare previsioni.Che il fenomeno in questione sia l'evoluzione di una stella, una reazione nucleare od il comportamento del prezzo di un prodotto finanziario (econofisica) poco importa.
      • scherzavo scrive:
        Re: economia vs fisica
        Secondo me importa. Quello che volevo dire è che 6 miliardi di persone che leggono che tra quaranta giorni la terra viene colpita da un asteroide non cambia di un millimetro la traiettoria dell'asteroide (ci vogliono le bombe atomiche, l'ho visto al cinema). Mentre possono bastare 6 persone (è un esempio!) per affossare o concretizzare una previsione economica influenzando, anche involontariamente gli operatori coinvolti. Non per nulla, se non ricordo male, una delle condizioni necessarie (ma non sufficienti) della predizione psicostoriografica di Hari Seldon era che gli interessati dovevano rimanere ignari della predizione stessa. Ma forse divago...
        • MegaLOL scrive:
          Re: economia vs fisica
          Fammi capire: tu basi le tue teorie su un ROMANTZO DI FANTASCIENZA? ROTFL!BUFFONE oltre che perdente!HAHAHAHAHAHA!
      • CCC scrive:
        Re: economia vs fisica
        - Scritto da: Grnd
        Economia e fisica sono più simili di quanto una
        prima analisi potrebbe far pensare. Tutte le
        teorie fisiche sono una quantificazione di
        fenomeni, con lo scopo di descrivere (magari
        anche di dare spiegazioni) e di fare
        previsioni.
        Che il fenomeno in questione sia l'evoluzione di
        una stella, una reazione nucleare od il
        comportamento del prezzo di un prodotto
        finanziario (econofisica) poco
        importa.simili solo nel metodo... ma del tutto diverse in relazione a ciò che studiano: la gravità esiste da prima dell'uomo ed esisterà anche dopo, il prezzo di un prodotto finanziario è solo una recentissima "invenzione" dell'uomo le cui dinamiche sono "decise" dall'uomo...la differenza è enorme
        • teorico scrive:
          Re: economia vs fisica
          E' scienza ciò che impiega il metodo scientifico, ossia: si fa una teoria (chiamala anche modello, è lo stesso), si prepara un esperimento che la possa o meno verificare, si fa l'esperimento. Se l'esperimento è in contrasto con la teoria, si butta la teoria, altrimenti la si tiene fintanto che non si sarà fatto l'esperimento che la confuta, il che prima o poi avviene (chiedete a Newton... Einsten è solo in attesa).Quindi, se gli economisti producono teorie e le mettono alla prova con esperimenti (spesso il mondo li fa per loro) allora l'Economia è una scienza tanto quanto la Fisica.A sfavore degli economisti gioca il fatto che è molto più difficile prevedere cosa comprerà una persona rispetto a quel che farà una mela che si stacca da un ramo. Non per nulla c'è una divisione informale tra scienze hard (fisica, chimica, etc) e quelle soft (economia, psicologia, etc).PS: per chiarire ulteriormente il concetto, la matematica non è una scienza perché per definizione non fa esperimenti.
  • scherzavo scrive:
    gravitazione universale
    Tornando a parlare della coda, mi stupisce spesso di come queste teorie (macro) economiche vengano spesso apparentemente trattate come fossero leggi naturali intrinseche alla struttura dell'universo. Non mi stupisce il fatto che la coda si sia appiattita rispetto alle previsioni, visto che i grandi operatori possono riversare le loro non scarse risorse nello sforzo legittimo di allargare la loro fetta di mercato (ingrandento la testa) o che tanti piccoli, letto questo articolo, potrebbero legittimamente di tirarsi fuori prima che sia troppo tardi (appiattendo la coda). O che gli speculatori leggendo delle misure anti speculazione possano trovare il modo di aggirarle. Eccetera. L'universo non prende le sue decisioni in base a quanto scrivono gli uomini, gli uomini sì.
    • CCC scrive:
      Re: gravitazione universale
      - Scritto da: scherzavo
      Tornando a parlare della coda, mi stupisce spesso
      di come queste teorie (macro) economiche vengano
      spesso apparentemente trattate come fossero leggi
      naturali intrinseche alla struttura
      dell'universo.

      Non mi stupisce il fatto che la coda si sia
      appiattita rispetto alle previsioni, visto che i
      grandi operatori possono riversare le loro non
      scarse risorse nello sforzo legittimo di
      allargare la loro fetta di mercato (ingrandento
      la testa) o che tanti piccoli, letto questo
      articolo, potrebbero legittimamente di tirarsi
      fuori prima che sia troppo tardi (appiattendo la
      coda). O che gli speculatori leggendo delle
      misure anti speculazione possano trovare il modo
      di aggirarle. Eccetera.

      L'universo non prende le sue decisioni in base a
      quanto scrivono gli uomini, gli uomini
      sì.... e le teorie o leggi economiche in genere NON sono teorie fisiche o leggi che descrivono fenomeni "naturali"i fenomeni naturali vengono prima delle teorie e delle leggi fisichei "fenomeni" economici NO: vengono "dopo" le teorie e leggi economichei "fenomeni" economici sono la conseguenza e/o il prodotto di precise decisioni e scelte umane (di piccolissimi gruppi di umani, per essere più precisi) e le teorie/leggi economiche non ne sono altro che una descrizione usata (come fossero leggi fisiche ineluttabili) per giustificare quelle decisioni e quelle sceltel'economia non è una scienza, è un cancro terribile che sta infliggendo all'umanità sofferenze indicibili
  • anonymous coward scrive:
    Si valutano sempre contenuti digitali...
    Per chi ha letto l'articolo a cui si riferisce la notizia di P.I.: tutto il discorso è fatto per prodotti digitali, in questo caso film. Capisco che la rete sia molto avanti nel proporre questo tipo di prodotti, ma credo che la teoria della coda lunga sia molto valida in molti altri ambiti, in cui tra l'altro la concorrenza è molto meno spietata perchè gli opersatori si affacciano solo ora alla rete.Esempi: pezzi di ricambio per auto, vacanze (agriturismi per esempio), materiale elettrico e idraulico.In molti casi, la rete rende facile fare una ricerca sui prodotti prima ancora di interpellare il grossista di fiducia, a cui molte volte è il cliente a segnalare un nuovo prodotto che risolve perfettamente un problema che prima richiedeva una soluzione di ripiego, questo si traduce in un vantaggio per l'azienda che produce quel pezzo che non viene misurato con metodi "online". Mi spiace che tutte queste teorie finiscano sempre per prendere come esempio i prodotti IT o i contenuti di intrattenimento, credo che i risultati sarebbero ben diversi se si confrontassero i costi di merketing tradizionale e web-based su mercati in cui comunque alla fine del processo c'è un contatto diretto coi clienti. La differenza che fa internet in quei mercati, secondo me, è che rende possibile anche a piccole aziende e startup, mettersi alla prova sull'intero mercato nazionale, e anche internazionale.
  • ND scrive:
    uno ha ragione e l'altro ha torto?
    c'è una risposta sul blog di anderson all'articolo dove peraltro anderson stesso riconosce alcune verità.Per Mantellini Elberse è verità e Anderson è sentimento.Io vedo l'articolo, così come il libro di anderson, come un supporto alla comprensione delle dinamiche che muovono internet non certo come verità assoluta.
  • Jean Valjean scrive:
    non solo...
    mi viene spesso il pensiero che il web oggi sia finito per essere...1 - un mezzo per il controllo delle idee: io qui le posso esprimere, ma esse saranno anche tracciabili, dimostrabili, in una parola utilizzabili2 - il più grande meccanismo di concentrazione della ricchezza mai visto: noi tutti che scriviamo qui, abbiamo sicuramente comprato qualcosa su internetforse molti di noi si sono chiesti com'è possibile che un prodotto che non ha costi di distribuzione (perché quelli li paghiamo noi con la spedizione) costi quanto un prodotto in un negozio tradizionaleè possibile innanzitutto perché non hanno ancora finito di spremerci il cervello, e poi anche perché nella società dell'informazione, non abbiamo informazioni sulla provenienza e il costo all'origine delle cose che compriamo, e poi... (ognuno ha il suo perché)chi controlla i capitali ha trasferito la ristrettezza del mercato di paese al webe noi, comprando ossessivamente gadget digitali che al chilo costano meno di alcuni alimenti, siamo i fautori di una distorsione culturale che non ha precedentiio so di perdere tempo scrivendo quiso bene che chi mi capisce non ha bisogno di leggere e non lo farà, e chi non mi vuole proprio capire non avrà voglia di leggere e se lo farà sarà solo per insultarmiso quindi di combattere l'ennesima battaglia persa della mia vitae ciò che c'è di più brutto, è che non esiste più un posto dove nascondersihttp://www.corriere.it/esteri/08_marzo_14/tibet_violenze_5e3481e4-f1be-11dc-869a-0003ba99c667.shtmlhttp://www.corriere.it/esteri/08_marzo_18/tibet_premier_cina_e1be5f70-f4b2-11dc-b66e-0003ba99c667.shtmlbuone olimpiadi a tutti
    • XYZ scrive:
      Re: non solo...
      - Scritto da: Jean Valjean
      so bene che chi mi capisce non ha bisogno di
      leggere e non lo farà, Capisco e condivido perfettamente! ;)Non dimentichiamo quell' Internet costruttivo, liberale e moderatamente sovversivo che in Italia andava a 56kappa e aveva una capacità di aggregare persone/sviluppare progetti che oggi noi con le nostre 20mbit ci possiamo solo immaginare.. e dove l'unico "taboo" morale, sociale o creativo era solo la parola "taboo" :D..
      so quindi di combattere l'ennesima battaglia
      persa della mia
      vitaVero, ma combattere battaglie, vinte o perse che siano insegna comunque a combattere. Raffiniamo i nostri concetti sul "COME" combatterle.
      e ciò che c'è di più brutto, è che non esiste più
      un posto dove
      nascondersiNon esiste? Allora ce lo creiamo! :)p.s. 10 anni fà su Internet CHIUNQUE avrebbe parlato in questi termini, la prima sconfitta di chi lo usa, se non l'avevate capito, è esattamente questa.
    • CCC scrive:
      Re: non solo...
      non sei del tutto solociao
  • emmeesse scrive:
    Semplicemente
    Ne la prima, ne la seconda teoria sono valide in assoluto:la "coda lunga" si verifica nel momento in cui alla rete accedono tanti consumatori di "nicchia"la "sovrapposizione" tra usi e costumi di consumo tipici del mondo off line, si riversano nel mondo on-line nel momento in cui la digitalizzazione inizia a diventare di massa.Ambedue le teorie sono vere se applicate nel loro contesto e nel loro evolversi storico ed economico. Sono ambedue vere ma su tempi diversi.Bisogna pero ricordare che il costo dell'opera digitale si ferma alla prima copia. Quindi i costi di duplicazione, magazzino, conservazione e distribuzione sono gia' inclusi.E quindi, specialmente nel mercato puramente digitale (es. MP3 o MV),non si fa altro -che utilizzare le rete come distribuzione alternativa dei prodotti off line e NON la rete come alternativa alla distribuzione dei prodotti off-line.In sintesi: e' ovvio che nel momento in cui entrano dei niubbi in rete bisogna aspettarsi che cerhino quello che conoscono. E per il mercato ha ragione teoria della sovrapposizione dei gusti, ma nel tempo piu lungo, assieme alla "massa" (scusate il termine) arriva anche la "intellighenzia" (di nuovo chiedo scusa) e la coda lunga si ravviva.Internet e' come lo vogliamo. Come gia' dissi in un altro post, io sto diventando un "leghista di internet" o forse peggio. Ma sti niubbi che arrivano in rete, si scandalizzano e RIfanno tutto quello che facevano anche prima, che ci son venuti a fare? A dire che le mamme son preoccupate dalle tette in rete? A dire che se un banner potrebbe offendere un capo spirituale va rimosso? Vogliono replicare le loro sicurezze e non avere contatti nuovi?Cacciarli non si deve. Per il loro bene. Qui si possono aprire i cervelli. Ma vanno "rieducati" (e pensare questo mi fa stare male, credetemi.)Che tempi.
    • anonimo scrive:
      Re: Semplicemente
      Guarda che uno può essere appassionato di prodotti di nicchia pur non avendo mai usato Internet un solo giorno. Non è che chi non ha l'ADSL vuole solo roba commerciale e dopo un po' che ha l'abbonamento a Internet cambia completamente. Anzi c'è gente che ha Internet da anni e della nicchia se ne sbatte.Il vantaggio di Internet è che certe cose difficili da trovare le puoi cercare e ottenere più facilmente. Ma se uno ha certi gusti rimarranno tali indipendentemente dalla sua conoscenza della rete.
      • z f k scrive:
        Re: Semplicemente
        - Scritto da: anonimo
        più facilmente. Ma se uno ha certi gusti
        rimarranno tali indipendentemente dalla sua
        conoscenza della
        rete.Non sono esattamente d'accordo.Semplicemente perche' in rete prima o poi si finisce per tracciare un profilo di se' stessi, comprendente anche le parti che prima non si conoscevano: di link in link, di affinita' in affinita', si scoprono argomenti e mondi che prima non conoscevamo e che finiscono per appassionarci. Un esempio, quei siti commerciali che propongono "gli acquirenti che hanno acquistato questo prodotto hanno acquistato anche questi", ossia "se t'interessa questo libro, sappi che altri a cui e' interessato si sono interessati anche a questi altri; magari i vostri gusti sono affini e mi comprate anche qualcos'altro che non conoscevate o non avevate intenzione di comprare, perche' scoprite che v'interessa".Insomma, nessuno e' monotematico, ognuno ha vari interessi e le aree d'intersezione ci mettono in contatto con gli altri interessi altrui, che magari c'incuriosiscono e cosi' finiamo in un'altra area d'intersezione e cosi' via. Alla fine otterremo un quadro (o un profilo) di noi stessi fatto dai nostri interessi, vecchi e nuovi, dove quelli nuovi magari senza internet non li avremmo mai conosciuti. Quadro mutevole nel tempo, ossia un film, il film di noi stessi rappresentati dai contorni delineati dalle nostre aree d'interesse ;)CYAP.S.: stanotte ho dormito poco... :D
        • pippo scrive:
          Re: Semplicemente

          Un esempio, quei siti commerciali che propongono
          "gli acquirenti che hanno acquistato questo
          prodotto hanno acquistato anche questi", ossia
          "se t'interessa questo libro, sappi che altri a
          cui e' interessato si sono interessati anche a
          questi altri; magari i vostri gusti sono affini e
          mi comprate anche qualcos'altro che non
          conoscevate o non avevate intenzione di comprare,
          perche' scoprite che
          v'interessa".Il problema è che più gente arriva a cui piace bob siclair, più facilmente troverai lui!!!(anonimo)
    • Ricky scrive:
      Re: Semplicemente
      Nella fisica se esistono 2 teorie che descrivono bene lo stesso processo ma in tempi diversi vuol dire che la teoria UNICA esiste e non e' stata ancora trovata.Magari qui vale lo stesso principio,essendo il tutto piuttosto dinamico e magari non ben noto, quello che accade viene descritto in modi diversi per ottenere un risultato soddisfacente anche se 2 du piani differenti.Certo e' che internet per sua natura permette cose difficilmente gestibili in altro modo...
  • picchiatello scrive:
    Non so voi......
    Ma tutto questo filtrare nei nuovi canali i informazione di queste "nuove" teorie economico-ommerciali mi fa capire quanto in alto, oltre a non capirci niente , comincino a sentire puzza di ..... che lentamente sta arrivando li.Questa settimana se negli USA la stato non interveniva con fondi sonanti ( coperti dai cinesi) per coprire i mutui non ci sarebbe alcun mercato futuro...no casa no internet no acquisti...
    • anonimo scrive:
      Re: Non so voi......
      - Scritto da: picchiatello
      Ma tutto questo filtrare nei nuovi canali i
      informazione di queste "nuove" teorie
      economico-ommerciali mi fa capire quanto in alto,
      oltre a non capirci niente , comincino a sentire
      puzza di ..... che lentamente sta arrivando
      li.
      Questa settimana se negli USA la stato non
      interveniva con fondi sonanti ( coperti dai
      cinesi) per coprire i mutui non ci sarebbe alcun
      mercato futuro...no casa no internet no
      acquisti...Dai non vedevi l'ora di parlare di questa cosa e hai dovuto infilare per forza qui l'argomento. La teoria della coda lunga e le critiche ad essa non le hanno partorite questo week-end.
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