RIM, fuga da Google Play

Il management della società canadese preannuncia la disabilitazione del sideloading delle app Android su PlayBook. Google Play oramai sarebbe "una cloaca", sentenzia RIM

Roma – Research in Motion annuncia di voler eliminare la possibilità di trasferire le app Android di un utente su dispositivi PlayBook , una funzionalità che a dire del management della società canadese porta solo spiacevolezze. Pirateria e non solo.

Annuncia la rimozione del sideloading di app Android su PlayBook Alec Saunders, vicepresidente alle relazioni con gli sviluppatori che simpaticamente definisce il marketplace Android (Google Play) una vera e propria “fogna” in preda al caos.

Alle prese con un periodo difficile , RIM rimuove quello che a suo dire è uno strumento che porta all’esecuzione di applicazioni con performance insufficienti e favorisce la pirateria.

L’uso illegittimo di app appare infatti uno dei crucci principali che avrebbero consigliato RIM a eliminare il sideloading. Sia come sia, senza la suddetta funzionalità gli sviluppatori PlayBook non potranno accedere alle 300mila app disponibili per Android, nondimeno Saunders avverte che RIM sta lavorando ad una soluzione alternativa di adattamento delle app su PlayBook che non passi per il sideloading.

Alfonso Maruccia

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  • Ciccio scrive:
    Che bisogno c'è di un database unico?
    Io credevo che, in caso ti rubassero il telefono, fosse possibile contattare il provider (o, più probabilmente, il costruttore), comunicare il codice IMEI del telefono (che è riportato sulla scatola originale, o prima di perderlo, con *#06#) e richiederne la disattivazione.Il che non richiederebbe nemmeno un database unico, basterebbe che ogni produttore avesse il suo, no?Pensavo che fosse già così da molti anni, ma (per fortuna) finora non ne ho mai avuto bisogno, e quindi non so se nel tentare la procedura si incappi in qualche intoppo...
    • brain scrive:
      Re: Che bisogno c'è di un database unico?
      - Scritto da: Ciccio
      Io credevo che, in caso ti rubassero il telefono,
      fosse possibile contattare il provider (o, più
      probabilmente, il costruttore), comunicare il
      codice IMEI del telefono (che è riportato sulla
      scatola originale, o prima di perderlo, con
      *#06#) e richiederne la
      disattivazione.
      Il che non richiederebbe nemmeno un database
      unico, basterebbe che ogni produttore avesse il
      suo,
      no?
      No, se il cell rubato era usato con es. tim e il ladro lo riattiva con wind, come fa a seperlo quest'ultima che il telefono è rubato?
    • panda rossa scrive:
      Re: Che bisogno c'è di un database unico?
      - Scritto da: Ciccio
      Io credevo che, in caso ti rubassero il telefono,
      fosse possibile contattare il provider (o, più
      probabilmente, il costruttore),Che c'entra il provider?Semmai e' il costruttore.Ma il costruttore non puo' fare nulla da remoto senza sapere la sim, e il costruttore non puo' mica sapere le sim di tutto il mondo.
      • brain scrive:
        Re: Che bisogno c'è di un database unico?
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Ciccio

        Io credevo che, in caso ti rubassero il
        telefono,

        fosse possibile contattare il provider (o,
        più

        probabilmente, il costruttore),

        Che c'entra il provider?
        Semmai e' il costruttore.
        Ma il costruttore non puo' fare nulla da remoto
        senza sapere la sim, e il costruttore non puo'
        mica sapere le sim di tutto il
        mondo.quante cose che non sai :D
  • Mux scrive:
    Se non sbaglio
    almeno qui in Italia esiste già!!Siamo troppo avanti :P
    • TrTthouTxk scrive:
      Re: Se non sbaglio
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    • tuaUimQPrLH QdAxt scrive:
      Re: Se non sbaglio
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  • Jack scrive:
    20 anni fa
    Questo blocco sarebbe stato possibile fin dal primo GSM, se non addirittura fin dal primo ETACS. Perché hanno aspettato 20 anni abbondanti?Cosa stiamo aspettando in Europa invece? Perché non abbiamo ancora fatto un database unico europeo o mondiale?
    • Roby10 scrive:
      Re: 20 anni fa
      Guardate che qui in Europa, o almeno in Italia, basta comunicare il codice IMEI e il telefono viene bloccato, e lo si fa già da diversi anni. In america invece il 95% dei cellulari è fornito con contratto e l'identificativo unico è solo la SIM quindi basta cambiare quella.
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