RIM in India, si decide entro agosto

La società canadese offre un compromesso alle autorità indiane sul tracciamento delle comunicazioni su rete BlackBerry. Il futuro di RIM in India si deciderà entro lunedì

Roma – Dopo la capitolazione negli Emirati Arabi , Research In Motion è costretta ad affrontare le possibili conseguenze del ban delle comunicazioni su BlackBerry su territorio indiano. RIM può contare su un milione di utenti nel paese asiatico, e spera di poter giovare del boom dei cellulari previsto per il prossimo futuro .

Ma tra RIM e il successo si è già frapposto il governo di Delhi, intenzionato – come molti altri governi, a oriente come a occidente – a garantirsi un accesso privilegiato alle comunicazioni cifrate su BlackBerry per meglio combattere (stando a quanto sostengono le autorità) i gruppi terroristi che insanguinano il paese.

L’ultimatum delle autorità indiane scade il 31 agosto, e per evitare di vedersi cancellata dal mercato locale RIM è al momento impegnata in trattative “tecniche” con il governo. In particolare la società canadese avrebbe offerto un compromesso , la fondazione di un “forum” che includa anche le società di telecomunicazioni e tramite il quale sviluppare (assieme al governo indiano) “politiche e processi pensati per prevenire l’abuso delle più efficaci tecnologie di cifratura”.

RIM sostiene di non essere in possesso di chiavi “master” o backdoor tramite le quali poter decriptare in tempo reale le informazioni veicolate tramite BlackBerry, come vorrebbe il governo indiano, ragion per cui l’unica soluzione sarebbe quella di sviluppare un nuovo standard industriale accettato da tutti e capace di garantire la sicurezza nazionale assieme a quella della riservatezza giustamente pretesa dai clienti BlackBerry.

In attesa di verificare il frutto delle ultime trattative tra RIM e Nuova Delhi lunedì prossimo, il ministro per le Comunicazioni e l’IT Shri Sachin Pilot ha ribadito alla BBC il concetto secondo cui “i servizi che non possono essere intercettati e monitorati in formato leggibile potranno essere messi al bando dal governo”.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • lavasciugat urbo scrive:
    puo essere
    si si http://aurum-xxi.blogspot.com/
  • pinguino sfigato scrive:
    distribuzioni linux: DISASTRO!
    incuriosito dal mondo linux, per ora usato saltuariamente ho deciso di provare ad installarlo nativamente su pc. ho provato ubuntu, opensuse e fedora: UN DISASTRO!ubuntu aveva problemi al boot (freeze), dopo ricerche ho scoperto che il problema era dovuto ad un vecchio modem 56k pci che avevo montato (usato saltuariamente per inviare fax), linux caricava un driver sbagliato e si ingrippava. l'ho tolto e s'è avviato. peccato che poi avessi problemi a riprodurre i matroska (provati innumerevoli player e codec), la cpu andava al 100% (un core2!!!) coi 720p o superiori (su windows nessun problema). poi ho installato virtualbox, quando collegavo una periferica usb e la facevo vedere all'os guest in sistema si freezava e dovevo resettare dal case. infine ho provato skype, video ok ma zero audio. ho letto che il problema è del driver usbaudio che non rileva correttamente il microfono delle webcam philips, unica soluzione proposta sui forum: comprare un microfono e collegarlo alla scheda audio.opensuse e fedora hanno gli stessi problemi di ubuntu, sono un pò più pesanti ma più stabili, freezano un pò meno, ma la loro stabilità è comunque anni luce indietro rispetto a windows. inoltre per installare su opensuse un'applicazione dai repositori si diventa pazzi, meglio ubuntu per quello.dopo alcune notti insonni ho pensato bene di spianare la partizione linux, sclerando un pò per rimuovere grub che si era impossessato dell'mbr, e tornare a windows. questa esperienza mi è servita per apprezzare windows molto più che in passato e per convincermi che al momento è l'unico valido sistema desktop (sempre se uno non vuole svenarsi a comprare un mac...)saluti ;)
    • angros scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Se eri così diffidente avresti fatto meglio a cominciare con un live cd... non avresti avuto bisogno di toccare nessuna configurazione.
      • pinguino sfigato scrive:
        Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
        non ero diffidente, lo sono diventato dopo averlo provato e constatato è che tutt'altro rispetto a quello che molti vogliono far credere.
        • controlli a campione scrive:
          Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
          e calcola che quando lo dico io mi chiedono se ho mai provato ubuntu e se ho mai visto linux
          • scrotone scrive:
            Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
            - Scritto da: controlli a campione
            e calcola che quando lo dico io mi chiedono se ho
            mai provato ubuntu e se ho mai visto
            linuxBambini cattivi, che non mi ascoltano. Vai a piangere dalla mammina.
    • Ricercatore scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Premetto che non sono un utente linux ma che mi muovo indifferentemente su OSX Linux e Windows. Ho provato ad installare Windows 7 su un vecchio PC dell Dimension dove XP ci gira una favola. E' stato un disastro! Le vecchie schede audio Creative non sono riconosciute, con 1 Gb di Ram il computer e' lento e difficilmente utilizzabile. La scheda grafica una Nvidia da 256Kb non supporta Aero (ovviamente). La scheda di rete (onboard) non e' stata riconosciuta. Ho dovuto girare sui forum per diverse ore per riuscire a risolvere vari altri problemini di riconoscimento hardware. In tutto credo di aver perso un paio di settimane (ovviamente nei ritagli di tempo) per installare completamente l'hardware sotto Windows 7.Storia completamente diversa installando Ubuntu. Dove tutto l'hardware e' stato riconosciuto senza problemi e gira che e' una favola Compiz ed effetti 3d da favola compresi.Morale della storia. A che cavolo serve postare le proprie esperienza personali di frustrazioni nell'istallazione e da queste estrapolare massime sui sitemi operativi? Solo su Apple funziona tutto aprendo la scatola (come dice la pubblicita'). Ma l'esercito di cinesi al servizio di Jobs lo si paga profumatamente! A buon rendere, ma profumatamente!
      • pinguino sfigato scrive:
        Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
        - Scritto da: Ricercatore
        Premetto che non sono un utente linux ma che mi
        muovo indifferentemente su OSX Linux e Windows.
        Ho provato ad installare Windows 7 su un vecchio
        PC dell Dimension dove XP ci gira una favola. E'
        stato un disastro! Le vecchie schede audio
        Creative non sono riconosciute, con 1 Gb di Ram
        il computer e' lento e difficilmente
        utilizzabile. La scheda grafica una Nvidia da
        256Kb non supporta Aero (ovviamente). La scheda
        di rete (onboard) non e' stata riconosciuta. Ho
        dovuto girare sui forum per diverse ore per
        riuscire a risolvere vari altri problemini di
        riconoscimento hardware. In tutto credo di aver
        perso un paio di settimane (ovviamente nei
        ritagli di tempo) per installare completamente
        l'hardware sotto Windows
        7.per ora ho winxp, non mi va di comprarmi una licenza del 7, se mai lo installerò, ti farò sapere ;)
        Storia completamente diversa installando Ubuntu.
        Dove tutto l'hardware e' stato riconosciuto senza
        problemi e gira che e' una favola Compiz ed
        effetti 3d da favola
        compresi.ti è andata di c**o!
        Morale della storia. A che cavolo serve postare
        le proprie esperienza personali di frustrazioni
        nell'istallazione e da queste estrapolare massime
        sui sitemi operativi?perchè siamo esseri umani e siamo fatti per comunicare ;)
        • Elias scrive:
          Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
          Non sempre si ha l'hardware adatto per far girare tutto. Se il tuo hardware non è adatto a linux ( e la cosa puo essere detta anche al contrario ) pace. Non significa necessariamente che tutti coloro che installano linux incorrano negli stessi problemi.Con Windows molti hanno o hanno avuto BSD in continuazione solo perchè hanno hardware vecchio non supportato o visto solo attraverso drivers riadattati da versioni precedenti ( i produttori e venditori di hardware sono i veri nemici di windows...) Mac OS X e' stabile e solido perchè chi lo produce sa già con quale hardware ( primario ) dovrà interagire. E' un prodotto molto mirato è in effetti funziona bene ( su hardware Apple ).
    • sds2s scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      il tuo nick ti si addice.
    • bubu scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Linux usalo sui server, lascia perdere il lato desktop
    • Ubunto scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Sì ma, come dice il tuo nick... sfigato tu.Io non ho avuto nessun problema con ubuntu, ci lavoro anche, e funziona benissimo.
    • zuzzurro scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Boh, che dire... l'unica difficoltà che ho riscontrato in anni (e non ho risolto, purtroppo) è sulla webcam integrata di un Sony Vaio.Per il resto mi è sempre andata di lusso. La mia opinione è che se vuoi un PC per Linux la soluzione ideale è comprare un PC per linux, ovvero: periferiche supportate.Dopodichè difficilmente qualcosa va storto... devi metterti di impegno per far funzionare male qualcosa!
    • Valerio scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Francamente quando dici che non riuscivi ad eliminare grub dall'mbr installando windows dal cd definisci quanto sia poco attendibile il tuo commento... ;-)
    • sds2s scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      - Scritto da: pinguino sfigato
      dopo alcune notti insonni ho pensato bene di
      spianare la partizione linux, sclerando un pò per
      rimuovere grub che si era impossessato dell'mbr,http://www.google.it/search?aq=f&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=rimuovere+grubil fatto che hai sclerato "un pò" per rimuovere grub spiega molte cose.
    • scrotone scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      - Scritto da: pinguino sfigato
      incuriosito dal mondo linux, per ora usato
      saltuariamente ho deciso di provare ad
      installarlo nativamente su pc. ho provato ubuntu,
      opensuse e fedora: UN
      DISASTRO!

      ubuntu aveva problemi al boot (freeze), dopo
      ricerche ho scoperto che il problema era dovuto
      ad un vecchio modem 56k pci che avevo montato
      (usato saltuariamente per inviare fax), linux
      caricava un driver sbagliato e si ingrippava.
      l'ho tolto e s'è avviato. peccato che poi avessi
      problemi a riprodurre i matroska (provati
      innumerevoli player e codec), la cpu andava al
      100% (un core2!!!) coi 720p o superiori (su
      windows nessun problema). poi ho installato
      virtualbox, quando collegavo una periferica usb e
      la facevo vedere all'os guest in sistema si
      freezava e dovevo resettare dal case. infine ho
      provato skype, video ok ma zero audio. ho letto
      che il problema è del driver usbaudio che non
      rileva correttamente il microfono delle webcam
      philips, unica soluzione proposta sui forum:
      comprare un microfono e collegarlo alla scheda
      audio.

      opensuse e fedora hanno gli stessi problemi di
      ubuntu, sono un pò più pesanti ma più stabili,
      freezano un pò meno, ma la loro stabilità è
      comunque anni luce indietro rispetto a windows.
      inoltre per installare su opensuse
      un'applicazione dai repositori si diventa pazzi,
      meglio ubuntu per
      quello.

      dopo alcune notti insonni ho pensato bene di
      spianare la partizione linux, sclerando un pò per
      rimuovere grub che si era impossessato dell'mbr,
      e tornare a windows. questa esperienza mi è
      servita per apprezzare windows molto più che in
      passato e per convincermi che al momento è
      l'unico valido sistema desktop (sempre se uno non
      vuole svenarsi a comprare un
      mac...)

      saluti ;)La dote di far funzionare le cose ad alcuni manca, tu sei tra quelli. Istruisciti.
    • Pinco Pallino scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Con Windows 7 nessun disastro...ma per favore...vai a trolleggiare altrove....
      • Saverio Latina scrive:
        Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
        uso regolarmente ubuntu da anni, sono passato per Suse, Knoppix, Fedora. So diversi PC mai avuto i problemi descritti. A volte una distro può avere problemi di installazione da live.cd ma basta cambiare distro o informarsi in rete sull'esperienza di altri utenti.Alcune periferiche nuove a volte non sono supportate a sufficienza, ma di converso con Windows (specie vista e 7) varie periferiche "vecchie" ma funzionanti vanno portate in discarica. E non mi sembra molto corretto da parte di chi si fa pagare profumatamente un S.O.Infine, Linux è molto più educativo, non per niente è consigliato nella educazione informatica.
    • giacomololo scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Sei ridicolo!
    • Marco Moli scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      Io uso Linux (Ubuntu) da oltre un anno a non ho trovato nessun problema relativo al sistema in se stesso: - riconosce hardware senza driver- minore tempo di accensione- maggiore velocità in genere- non si blocca quasi mai a differenza di windows- non ho mai deframmentato e non si è mai rallentato se non per colpa mia- i virus non se ne incontrano- ecc...I problemi che ho incontrato su Ubuntu sono relativi alle applicazioni, non al sistema Ubuntu. Come il problema di Skype è relativo ad un suo mancato sviluppo, non ad altro. Un altro problema era legato ad una mia ignoranza, avendo usato solo windows prima ci ho messo un po' per capire che alcune cose non erano bachi ma una diversa prospettiva (come l'uso del terminale o di "sudo").Inoltre, ho installato Ubuntu (anche 10.4) sul notebook della mia ragazza, vecchio di 5 anni che non riusciva più ad andare con XP e adesso sono mesi che viaggia come un missile!Secondo me non siamo noi ad essere stati fortunati ma tu che sei stato un po' sfortunato. Altre distribuzioni non ne conosco...
      • bubu scrive:
        Re: distribuzioni linux: DISASTRO!

        Inoltre, ho installato Ubuntu (anche 10.4) sul
        notebook della mia ragazza, vecchio di 5 anni che
        non riusciva più ad andare con XP e adesso sono
        mesi che viaggia come un missile!Vabbè... io su questo portatile (vecchio di 3 anni) ho provato ad installare Ubuntu 10.4 per curiosità, ma dopo che ho constatato che freezava al boot sono tornato a Windows!
        Secondo me non siamo noi ad essere stati
        fortunati ma tu che sei stato un po' sfortunato.Punti di vista
    • Anonymous scrive:
      Re: distribuzioni linux: DISASTRO!
      - Scritto da: pinguino sfigato
      incuriosito dal mondo linux, per ora usato
      saltuariamente ho deciso di provare ad
      installarlo nativamente su pc. ho provato ubuntu,
      opensuse e fedora: UN
      DISASTRO!

      ubuntu aveva problemi al boot (freeze), ...Oltre ad essere un Clown, sei anche un incapace. Lascia perdere l'informatica, non fa per te.
  • frengo scrive:
    Non e' esattamente in questi termini...
    La glibc ha usato per anni e fino ad oggi una implementazione piu' ridotta e antica di RPC di SUN, con una sua storia di licenze. Quella della quale si parla è una versione successiva, che guarda caso comprende l'implementazione IPv6, ormai divenuta irrinunciabile. Da qui la necessità di risolvere l'annoso problema della licenza e *sostituire* l'implementazione più datata. Quindi nessuna violazione di licenza o software non-free inglobato. Semplicemente la necessità di usarne di altro.
    • scrotone scrive:
      Re: Non e' esattamente in questi termini...
      - Scritto da: frengo
      La glibc ha usato per anni e fino ad oggi una
      implementazione piu' ridotta e antica di RPC di
      SUN, con una sua storia di licenze. Quella della
      quale si parla è una versione successiva, che
      guarda caso comprende l'implementazione IPv6,
      ormai divenuta irrinunciabile. Da qui la
      necessità di risolvere l'annoso problema della
      licenza e *sostituire* l'implementazione più
      datata. Quindi nessuna violazione di licenza o
      software non-free inglobato. Semplicemente la
      necessità di usarne di
      altro.E allora?
  • guiodic scrive:
    pesanti imprecisioni
    1. L'articolo originale parlava correttamente di GNU/Linux. Glibc è un pacchetto GNU, quindi con "Linux" in quanto tale (il kernel) non c'entra. C'entra invece con il s.o. nel suo complesso2. glibc non è "inclusa" in "quasi tutti i programmi". ma è linkata a tutti i programmi su un sistema GNU/Linux in quanto è la libreria fondamentale del sistema. Niente glibc, niente sistema operativo.
    • pabloski scrive:
      Re: pesanti imprecisioni
      vabbè dai, non siamo pignoli....la storia linux vs gnu/linux è pura filosofia, tanto ormai lo sappiamo tutti che senza gnu non c'è linux e viceversacomunque è in ogni caso un ottimo traguardo, così le speranze dei vari Ballmer si assottigliano sempre di più :D
      • pinguino sfigato scrive:
        Re: pesanti imprecisioni
        - Scritto da: pabloski
        comunque è in ogni caso un ottimo traguardo, così
        le speranze dei vari Ballmer si assottigliano
        sempre di piùballmer se vuole vi mangia, linux esiste perchè ms lo vuole, se no sparireste ;)
        • pabloski scrive:
          Re: pesanti imprecisioni
          ovviamente, del resto esistono pure le fabbricche di cioccolato gestite dalle marmotte (rotfl)
      • Vega scrive:
        Re: pesanti imprecisioni
        - Scritto da: pabloski
        vabbè dai, non siamo pignoli....la storia linux
        vs gnu/linux è pura filosofia, tanto ormai lo
        sappiamo tutti che senza gnu non c'è linux e
        viceversaniente viceversa: c'è GNU/BSD, GNU/Solaris, GNU/HaikuTanti per esempio, nemmeno noterebbero la differenza tra GNU/BSD e GNU/Linux spece se si troverebbero davanti Gnome.
        • pabloski scrive:
          Re: pesanti imprecisioni
          solaris e haiku escludili....il primo è improponibile per mille motivi ( oracle è l'ultimo chiodo sulla bara ), il secondo ne ha di strada da farefreebsd, che è l'unico bsd più adatto ad un uso consumer, sta dove stava linux 6-7 anni fa ( in termini di supporto hardware ).....allo stato attuale, linux è l'unico sistema gnu che può impensierire microsoft
          • Pippo Lacoca scrive:
            Re: pesanti imprecisioni
            Beh daltronde i vari BSD non hanno mai avuto la pretesa di diventare sistemi operativi consumer/desktop.Certo, per i server sono il massimo, altro che Linux :)
          • Pippo Lacoca scrive:
            Re: pesanti imprecisioni
            Mi smentisco pero' parzialmente da solo citando il fatto che FreeBSD sia servito da base per il migior sistema operativo consumer del mondo, cios' OSX (che pero' in se non ha legami con GNU se non la sua origine BSDiana)
    • r1348 scrive:
      Re: pesanti imprecisioni
      Non necessariamente, glibc è una libreria di primitive C che viene utilizzata in quasi tutte le distro linux per via della sua completezza e libertà, ma non è l'unica, c'è ad esempio la recente clang, più molte altre closed.
    • pinguino sfigato scrive:
      Re: pesanti imprecisioni
      che pignoleria.... iniziate a fare un sistema operativo stabile, non eternamente in beta, con driver per tutte le periferiche, e poi pensate ai dettagli da pignoli, ok ;)
      • sds2s scrive:
        Re: pesanti imprecisioni
        a parte i driver (video,perchè quelli di rete direi che è ben superiore a Win),direi che ci siamo in toto.
        • sys 32878 scrive:
          Re: pesanti imprecisioni
          - Scritto da: sds2s
          a parte i driver (video,perchè quelli di rete
          direi che è ben superiore a Win),direi che ci
          siamo in
          toto....a parte qualche sfigatissima scheda tv di cui i chipmaker non dicono nulla e qualche hardware pasticciato (pin riconfigurabili). Su gnu/linux non mi ricordo a memoria di aver mai installato nessuna driver a meno che non fosse proprietario e quindi impossibile da distribuire.
      • pabloski scrive:
        Re: pesanti imprecisioni
        mmm ecco un altro che parla di linux senza averlo mai usato :D
      • Virquam scrive:
        Re: pesanti imprecisioni
        - Scritto da: pinguino sfigato
        che pignoleria.... iniziate a fare un sistema
        operativo stabile, non eternamente in beta, con
        driver per tutte le periferiche, e poi pensate ai
        dettagli da pignoli, ok Nel 2010 questo genere di trollate retro fanno quasi tenerezza. Ma non funzionano. Ormai anche i bambini sanno che il kernel Linux è quello col più ampio supporto hardware in assoluto... E tu quando cresci?
  • Francesco scrive:
    Fresche le mie uova
    MS viene accusata di riciclare il solito kernel da 15anni.'Mo scopro che linux sfrutta dei pezzi di codice vecchi di 25 anni.Io del resto uso ancora dei tools datati 1984, ed alcune delle funzioni alla base di molti miei progetti sono vecchie di 20 anni.Forse alla fine tutta questa necessità di nuovo è più fine a se stessa che reale.bye
    • r1348 scrive:
      Re: Fresche le mie uova
      Si sta parlando di glibc, non linux... E se vi è codice così vecchio è perché il C non è cambiato moltissimo da 20 anni a questa parte...
    • BrUtE AiD scrive:
      Re: Fresche le mie uova
      Niente affatto !Le innovazioni software (spesso) servono a rendere il tuo HW inservibile così lo devi ricomprare e fai girare l'economia !
  • Vindicator scrive:
    Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
    Questo pezzo non proprio "Free Software" ha vissuto nei più profondi meandri di Linux da parecchio tempo, chissà invece quanto free software invece vive nei prodotti commercializzati dai soliti big.Ricordo quando Oracle acquistò BEA Systems e si dovette spazzare millioni i righe di codice di WebLogic ed altri prodotti per pulire il codice infettato da pezzi GPL/BSD o chi per lì.Visto che nei meandri di una release di Word c'era stato persino un flipper, chi ci garantisce che i prodotti closed invece non contengano retaggi di chissà quale era di codice semplicemente, scopiazzato?
    • lordream scrive:
      Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
      - Scritto da: Vindicator
      Questo pezzo non proprio "Free Software" ha
      vissuto nei più profondi meandri di Linux da
      parecchio tempo, chissà invece quanto free
      software invece vive nei prodotti
      commercializzati dai soliti
      big.

      Ricordo quando Oracle acquistò BEA Systems e si
      dovette spazzare millioni i righe di codice di
      WebLogic ed altri prodotti per pulire il codice
      infettato da pezzi GPL/BSD o chi per
      lì.

      Visto che nei meandri di una release di Word
      c'era stato persino un flipper, chi ci garantisce
      che i prodotti closed invece non contengano
      retaggi di chissà quale era di codice
      semplicemente,
      scopiazzato?non è una novità apple e ms fanno a gara da questo punto di vista.. purtroppo la permissività di bsd porta vantaggi solo a loro che possono lucrare del lavoro di altri senza riconoscergli nessun merito.. la gpl3 gli ci vuole a gente cosi
      • Sgabbio scrive:
        Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
        Shhhh non dire cosi, che poi arrivano i fanboy di BSD che dicono che non è vero! La licenza BSD e superiore...ecc ecc.....la licenza BSD permette praticamente il siacallaggio senza dare nulla in cambio alla comunità di BSD è credo che i fatti parlano chiaro, purtroppo, su come ad esempio i vari sistemi BSD siano meno diffusi rispetto a linux.
        • Nedanfor non loggato scrive:
          Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
          - Scritto da: Sgabbio
          Shhhh non dire cosi, che poi arrivano i fanboy di
          BSD che dicono che non è vero! La licenza BSD e
          superiore...ecc
          ecc.....

          la licenza BSD permette praticamente il
          siacallaggio senza dare nulla in cambio alla
          comunità di BSD è credo che i fatti parlano
          chiaro, purtroppo, su come ad esempio i vari
          sistemi BSD siano meno diffusi rispetto a
          linux.I dev di FreeBSD campano di donazioni da Yahoo!, Google e anche Microsoft ed Apple, in alcuni casi. Inoltre tutto ciò che è sviluppato nelle università (chissà perché si chiamano licenze accademiche e sono di Berkeley e del MIT) può benissimo essere sotto licenze ultra-permissive, a mio avviso. Lo sviluppo è finanziato da pubblici e anche da privati, se rilasciassero sotto GPL avrebbero meno fondi (e i ricercatori non lavorano gratis). Questo in fin dei conti conviene a tutti, dato che anche Linux e altri progetti sotto GPL hanno usufruito del lavoro fatto da altri sotto BSD, ma il mio è solo uno dei tanti punti di vista. Non esiste mai un solo modo di vedere le cose...
          • daniele_dll scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            Personalmente preferisco la licenza BSD alla GPL, almeno per i miei lavori, anche per motivi pratici oltre che per motivi filosofici: se rilascio una libreria o, in generale, del codice sotto la GPL le aziende saranno meno propense a usufruirne perché dovrebbero rilasciare TUTTO il codice che è collegato a quei componenti sotto GPL con l'ovvia conseguenza che ai clienti che acquistano i software dovrebbero fornire su richiesta anche i sorgenti.La licenza BSD, o ancora meglio la BSD a 2 regole, permette all'azienda si di usufruire del componente senza avere "l'obbligo" di dare ai clienti i sorgenti dei propri applicativi ma d'altra parte l'azienda è invogliata a contribuire a quei specifici componenti perché hanno maggiore stabilità e possibilità di integrarsi con novità e migliorie senza dover perdere giorni e giorni di lavoro per le integrazioni ed il debugging.Ripeto, personalmente la penso cosi, ovviamente ci sono casi dove questo ragionamento non può e non deve essere applicato, nel senso che in certe situazioni l'utilizzo della GPL è d'obbligo ... però ecco ... ci vuole equilibrio :)
          • io no scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            e quando mai hanno contribuito a migliorare il codice bsd precedentemente preso??'ma dai
          • advange scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...

            Personalmente preferisco la licenza BSD alla GPL,
            almeno per i miei lavori, anche per motivi
            pratici oltre che per motivi filosofici: se
            rilascio una libreria o, in generale, del codice
            sotto la GPL le aziende saranno meno propense a
            usufruirne perché dovrebbero rilasciare TUTTO il
            codice che è collegato a quei componenti sotto
            GPL con l'ovvia conseguenza che ai clienti che
            acquistano i software dovrebbero fornire su
            richiesta anche i sorgenti.Un ragionamento davvero sopraffino, se solo spiegassi qual è il tuo scopo; tu parli di "motivi pratici" e di "motivi filosofici". Poi però elenchi una conseguenza pratica e di filosofia non parli (cosa filosoficamente ti va meglio in una BSD? Non è dato saperlo).Non è nemmeno chiaro, come dicevo, il fine: sì, con la BSD le aziende sono libere di rilasciare il tuo codice con qualunque licenza e allora? Il tuo scopo è vedere il tuo codice preso da un'azienda, reimpacchettato e venduto alle tue spalle (e alle spalle degli ignari utenti)? Certo, ognuno si fa del male come meglio crede, ma permettimi di dire che sinceramente lo trovo un no sense.
            La licenza BSD, o ancora meglio la BSD a 2
            regole, permette all'azienda si di usufruire del
            componente senza avere "l'obbligo" di dare ai
            clienti i sorgenti dei propri applicativi ma
            d'altra parte l'azienda è invogliata a
            contribuire a quei specifici componenti perché
            hanno maggiore stabilità e possibilità di
            integrarsi con novità e migliorie senza dover
            perdere giorni e giorni di lavoro per le
            integrazioni ed il debugging.Certo, hanno l'incentivo a migliorare per sé il codice e a non fartelo sapere: non ne sono obbligate, quindi perché dovrebbero? Le aziende sfruttano il codice BSD e non restituiscono nulla in cambio: non per niente questa licenza è nata ed è usata nelle Università che la usano per farsi finanziare dall'industria; o, in alternativa, quando qualche azienda vuole diffondere qualche proprio standard (vedi Google con WebM).La GPL e altre licenze analoghe ti garantiscono qualcosa indietro: sei sicuro che il tuo codice sarà sempre migliorato e a disposizione della comunità.
            Ripeto, personalmente la penso cosi, ovviamente
            ci sono casi dove questo ragionamento non può e
            non deve essere applicato, nel senso che in certe
            situazioni l'utilizzo della GPL è d'obbligo ...
            però ecco ... ci vuole equilibrio :)Di che equilibrio parli?
          • r1348 scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            Per le librerie esiste la LGPL, che non obbliga a rilasciare il software linkato, ma allo stesso tempo impedisce la chiusura di codice aperto.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            Le citata aziende non hanno mai dato i miglioramenti che hanno fatto al codice, alla comunità...hanno semplicemente sciacallato il lavoro altrui per poi spacciarlo per loro (apple non ha mai fatto mistero di essersi basato su BSD per fare OSX, però), sinceramente questa licenza porta semplicemente alla ghetizzazione di un progetto open source.
        • Viker scrive:
          Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...

          la licenza BSD permette praticamente il
          siacallaggio senza dare nulla in cambio alla
          comunità di BSDLa GPL permette praticamente lo sciacallaggio senza dare nulla in cambio alla comunita' di BSD
      • pippo75 scrive:
        Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...

        non è una novità apple e ms fanno a gara da
        questo punto di vista.. purtroppo la permissività
        di bsd porta vantaggi solo a loro che possono
        lucrare del lavoro di altri senza riconoscergli
        nessun merito.. si chiama libertà, queste persone sono libere di creare il loro codice con licenza BSD a prescindere dai gusti degli altri.
        • ... scrive:
          Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
          si ma il concetto di libertà per i seguaci di stallman è "tu sei libero di fare quello che diciamo noi", esattamente come succede per tutte le organizzazioni integraliste
          • Sgabbio scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            Ma anche no.
          • guast scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            Se non fai quello che dice Stallman al massimo pubblica qualche commento.Se non fai quello che dicono le multinazionali ti ritrovi una causa da milioni di dollari.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 agosto 2010 18.14-----------------------------------------------------------
          • r1348 scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            Quandomai Stallman ha obbligato chicchessia ad adottare le proprie licenze?
          • Ubunto scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            - Scritto da: ...
            si ma il concetto di libertà per i seguaci di
            stallman è "tu sei libero di fare quello che
            diciamo noi", esattamente come succede per tutte
            le organizzazioni
            integralisteNo tu sei libero di fare quello che è scritto nella licenza.Fra le clausole NON sei libero di prendere il mio lavoro, che è disponibile perché io l'ho voluto regalare al mondo, e rinasconderlo in un prodotto derivato.Non ti viene nemmeno vietato di vendere il lavoro derivato, ti viene vietato di oscurare i sorgenti dato che tu li hai trovati liberi e disponibili.Hai un concetto un po' distorto della libertà, più vicino al "faccio quel XXXXX che mi pare": che non è libertà.
          • pabloski scrive:
            Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
            mmm ma non farai mica parte di questa organizzazione http://en.wikipedia.org/wiki/Los_Pepes ?scusa eh, ma da come parli, mi pare che Stallman ti abbia fatto ammazzare la famiglia....a me invece risulta che Stallman non ha mai ucciso nessuno che non volesse usare la gpl e nemmeno ha mai effettuato telefonate minatorie o atti di sabotaggio
        • pabloski scrive:
          Re: Chissà quanto codice BSD/GPL in giro...
          ovviamente ognuno è libero di usare che la licenza che vuole, ma ciò non toglie che la bsd è un regalo fatto alle multinazionali....se io scrivo codice e lo faccio gratis, almeno voglio che quel codice rimanga disponibile in quei termini e che altri facciano come me....se devo scrivere codice e poi vederlo entrare a far parte di software venduto a peso d'oro e prodotto da chi non ha mai condiviso con la comunità nemmeno una linea di codice, beh, tanto vale che passiamo tutti al closed source
  • Talking Head scrive:
    Innovazione
    Oracle cita Google per rottura di brevetti sul Java. Chiede che vengano distrutte apparecchiature elettroniche e bloccate le innovazioni.Apple cita HTC per rottura di brevetti sugli schermi touch. Chiede che venga tutto distrutto.HTC cita Apple. Tutto a pezzi.Paul Allen (ex MS) cita Apple, Google, Facebook, eBay, AoL e tutti gli altri per rottura di brevetti depositati negli anni 90 da una sua azienda e mai sfruttati: per 20 anni rimane in silenzio (da prima di Internet per capirsi) e poi dice che aveva già brevettato tutto internet 2.0, anche se in forma fumosa e confusa. Vuole che metà internet venga chiuso.Dopo 25 anni, Linux si trova in difficoltà per due righe di codice brevettate da un tipo e poi vendute ad un'azienda che poi viene venduta ad un altra.Spero che prima o poi anche i politici capiranno che nel mondo dell'elettronica i brevetti non promuovono l'innovazione e devono sparire. Software e Hardware.
    • Vindicator scrive:
      Re: Innovazione
      - Scritto da: Talking Head
      Spero che prima o poi anche i politici capiranno
      che nel mondo dell'elettronica i brevetti non
      promuovono l'innovazione e devono sparire."innovazione" e "politici" nella stessa frase sono parole che si escludono a vicenda.
      • Dovella 2000 scrive:
        Re: Innovazione
        - Scritto da: Vindicator
        - Scritto da: Talking Head


        Spero che prima o poi anche i politici capiranno

        che nel mondo dell'elettronica i brevetti non

        promuovono l'innovazione e devono sparire.

        "innovazione" e "politici" nella stessa frase
        sono parole che si escludono a
        vicenda.Purtroppo, a malincuore, non posso far altro che quotare :(
      • Talking Head scrive:
        Re: Innovazione
        Ovviamente quoto.Però, in questo caso, prima della politica c'è ancora da convincere l'opinione pubblica.La legge non è mai stata rivoluzionaria, non ha mai anticipato l'opinione pubblica, ha solo fotografato quello che già ribolliva da anni. Nel caso in questione non stiamo ancora aspettando che i politici si accorgano che tutto il mondo la pensa in un certo modo, stiamo ancora aspettando che il mondo capisca.Ancora oggi è pieno di gente, anche accademici, pronti a sostenere che più il sistema di brevetti della proprietà intellettuale è stretto e più l'innovazione galoppa, in ogni settore. Accademici che parlano di "tragedy of the common", esternalità non riconosciute, etc etc. La gente comune che ripete come un mantra "Nessuno lavorerebbe gratis".E nel frattempo il mondo economico, incurante del parere di entrambi, soffre l'intreccio di brevetti stragici, il patent trolling, blocca l'innovazione, etc etc.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Innovazione
          i brevetti sono utili, ma ci devo stare dei limiti su cosa è brevettabile o meno.Ad esempio i brevetti software sono universalmente conosciuti come una inutilità a livello pratico, serve solo ad ostacolare la concorrenza, visto che è facile "violare il brevetto" senza manco sapere dell'esistenza di quest'ultimo.Certe grosse compagne volevano usare questo sistema per schiacciare i piccoli e castrare pericolosi nuovi concorrenti sul nascere. Poi la cosa gli si è rivoltata contro quando sono arrivate finte aziende che come personale, hanno solo 2 o 3 avvocati che comprano brevetti orfani e imbastiscono cause assurde, con il solo scopo di estorcere denaro al malcapitato di turno.
          • Talking Head scrive:
            Re: Innovazione

            i brevetti sono utili, ma ci devo stare dei
            limiti su cosa è brevettabile o
            meno.La frase è condivisibile o meno, a seconda del grado a cui la portiamo.Per quasi tutti i settori (meccanico, elettronico, software, idraulico, ingegneria civile,... ), è solo dannosa. L'IBM da anni non brevetta più quello che produce né controlla più se quello che fa viola brevetti. Ha un settore a parte che si diletta nel brevettare parte di quello che fa per patent hoarding e scambi di licenze nel caso in cui rompano qualche brevetto, ma tengono i brevetti lontani dall'innovazione. Per incentivare l'innovazione basta la corta vita dei prodotti elettronici, per quando un prodotto arriva sul mercato è già vecchio e vi sono già nuove tecniche, i costi si pagano da soli ben prima che i concorrenti siano attrezzati a copiare e per allora c'è già la nuova versione.Dire "I brevetti sono comodi", vuol dire poco. Sono comodi per chi ha un'idea, ma danneggia chi vuole migliorarla. Avvantaggiano la società in generale? Rendono l'innovazione più rapida? In molti casi sono stati un blocco allo sviluppo. Il brevetto sulla macchina a vapore di Watt sostanzialmente bloccò la crescita esponenziale che le performance (J/Kg di carbone) di tali macchine avevano avuto per 50 anni. Allo scadere del brevetto, la crescità tornò esponenziale.Attualmente il mercato dell'elettronica sta implodendo e le aziende hanno i costi moltiplicati da uffici legali per cause e controcause (tali soldi ovviamente diminuiscono i capitali aziendali, ricadono sui consumatori o sull'innovazione). No, non direi che sono utili.Vi sono una ristretta minoranza dei settori industriali in cui una certa forma di protezione dell'innovazione è necessaria. Questi sono essenzialmente il settore farmaceutico e chimico, per via delle normative vigenti, della facilità di copiare un prodotto e del costo enorme di sviluppare e testare nuovi farmaci. Costi che sono, anche attualmente, in gran parte sopportati dai governi tramite la sperimentazione negli ospedali pubblici.Quest'eccezione è stata considerata spesso, e vi è ampia letteratura.Per il resto, no. I brevetti non sono utili.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Innovazione
            I brevetti sono utili se tutelano gli interessi di chi brevetta realmente, per impedire che qualcuno copi spudoratamente una invenzione, spacciandosela per sua, l'idea è buona, il problema è che brevettano cosi incredibilmente ridicole, al solo scopo di danneggiare i concorrenti a suon di cause.Dicamo che il sistema brevetti attuale è sbagliato a prescindere.
          • Talking Head scrive:
            Re: Innovazione
            Ok, sul sistema attuale credo siamo tutti d'accordo.Andiamo però al "Perché sono utili".Cosa vuol dire che sia utile? Che la società ne guadagna. Nel campo dei brevetti, che l'innovazione è più rapida.L'idea di fondo dietro i brevetti è che, grazie alla possibilità di monetizzare le proprie idee, più gente faccia ricerca.Questo ragionamento è assolutamente corretto, ma non tiene conto degli effetti negativi: se qualcuno quella ricerca l'avrebbe fatta comunque, se gli incentivi monetari per ricercare erano sufficienti anche senza brevetti a causa dei vantaggi economici dell'essere il primo e del tempo necessario a copiare, allora del brevetto rimane solo la parte che limita l'innovazione, il brevetto diventa un vincolo per tutti gli altri che devono spendere risorse per aggirarlo.Quando vi sono aspetti positivi e negativi, bisogna andare sul quantitativo: pesare i pro e i contro. Storicamente, i brevetti sono stati sempre un vincolo, e vi sono numerosi studi. Nel presente, lo sono palesemente in gran parte dei settori.Come dicevo, gli unici settori in cui i brevetti hanno un senso sono quelli farmaceutici e affini, in cui i brevetti che coprono per anni servono per permettere di ricoprire i costi di ricerca molto ingenti. In altri settori (meccanico e ingegneria civile) sono sostanzialmente neutrali, qualche azienda ha potuto fare ricerca grazie ai brevetti, ma vi sono anche stati blocchi a causa di questi.Per il resto, fuffa. Se hai una buona idea, ottieni un nome da questa, la monetizzi, produci. Dopo qualche anno, migliori il tuo prodotto, i concorrenti magari hanno lavorato sulla tua idea e ne hanno una migliore.Pensi che in questo caso si smetterebbe di fare ricerca? Pensi che il cittadino non ne guadagnerebbe in termini di rapidità d'innovazione?
          • shevathas scrive:
            Re: Innovazione

            L'idea di fondo dietro i brevetti è che, grazie
            alla possibilità di monetizzare le proprie idee,
            più gente faccia
            ricerca.

            Questo ragionamento è assolutamente corretto, ma
            non tiene conto degli effetti negativi: se
            qualcuno quella ricerca l'avrebbe fatta comunque,è una cosa molto difficile da stabilire a priori.
            se gli incentivi monetari per ricercare erano
            sufficienti anche senza brevetti a causa dei
            vantaggi economici dell'essere il primo e del
            tempo necessario a copiare, allora del brevetto
            rimane solo la parte che limita l'innovazione, il
            brevetto diventa un vincolo per tutti gli altri
            che devono spendere risorse per
            aggirarlo.
            cosa che può portare a sua volta ad innovazione vuoi perché vieni incentivato a trovare sistemi innovativi che a migliorare l'esistente.
            Quando vi sono aspetti positivi e negativi,
            bisogna andare sul quantitativo: pesare i pro e i
            contro. Storicamente, i brevetti sono stati
            sempre un vincolo, e vi sono numerosi studi. Nel
            presente, lo sono palesemente in gran parte dei
            settori.
            dipende dal tipo di brevetto. I brevetti all'americana sono sbagliati nella parte in cui ti viene consentito di brevettare anche semplici idee senza dover presentare alcuna applicazione pratica. A differenza dei brevetti europei che chiedono almeno l'esistenza di un prototipo funzionante e impongono la pubblicazione dei progetti dettagliati.
            molto ingenti. In altri settori (meccanico e
            ingegneria civile) sono sostanzialmente neutrali,
            qualche azienda ha potuto fare ricerca grazie ai
            brevetti, ma vi sono anche stati blocchi a causa
            di
            questi.
            Per il resto, fuffa.

            Se hai una buona idea, ottieni un nome da questa,
            la monetizzi, produci. Dopo qualche anno,
            migliori il tuo prodotto, i concorrenti magari
            hanno lavorato sulla tua idea e ne hanno una
            migliore.i brevetti industriali durano 20 anni. Un altro vantaggio del brevetto è che sei costretto a pubblicare anche tutti i progetti dettagliati sul funzionamento del tuo apparato. Scaduti i 20 anni chiunque può liberamente e legalmente copiarlo e migliorarlo come vuole.
            Pensi che in questo caso si smetterebbe di fare
            ricerca? Pensi che il cittadino non ne
            guadagnerebbe in termini di rapidità
            d'innovazione?il rischio è che molti smetterebbero di investire in R&S e aspetterebbero le buone idee altrui.
          • gerry scrive:
            Re: Innovazione
            - Scritto da: shevathas
            dipende dal tipo di brevetto. I brevetti
            all'americana sono sbagliati nella parte in cui
            ti viene consentito di brevettare anche semplici
            idee senza dover presentare alcuna applicazione
            pratica.Non vuol mica dire, tu puoi brevettare una cosa idiota come il paradigma "carrello della spesa per un sito web di e-commerce" e anche se porti un carrello fatto e funzionante hai sempre brevettato l'acqua calda e in definitiva non penso sia una cosa positiva.Dici di incentivare soluzioni alternative? Ci sono buone pratiche che vanno seguite, non discusse. Cercare soluzioni alternative solo per bypassare un brevetto è un'inutile spreco di risorse.
          • Talking Head scrive:
            Re: Innovazione

            cosa che può portare a sua volta ad innovazione
            vuoi perché vieni incentivato a trovare sistemi
            innovativi che a migliorare
            l'esistente.Beh, dipende. Non sempre cercare la strada alternativa favorisce l'innovazione, se la strada migliore era quella bloccata dal brevetto, avoglia a ricercare.Come dicevo, la cosa migliore è guardare alla realtà, se è stato utile o meno. Guardiamo ad esempio che gli anni in cui è esistito il brevetto di Watt sul motore a vapore (aveva brevettato il condensatore esterno) la crescita delle prestazioni si è fermata. Era un brevetto molto generico (il condensatore esterno è indubbiamente necessario), molto utile, e soprattutto difeso strenuamente da Watt. L'effetto sono stati anni di blocco completo dell'aumento delle prestazioni. Di contro il periodo più florido fu un periodo completamente privo di brevetti, la comunità "open source" della Cornovaglia, in cui gli ingegneri erano pagati dalle società minerarie come free agents e si facevano un nome comunicando e spiegando le loro scoperte sul giornale locale.Si tratta di pesare i pro e i contro (nell'ottica dell'innovazione). Vi sono indubbiamente pro, vi sono indubbiamente contro. La bilancia ovviamente ha risultati diversi a seconda del settore, e a seconda della tipologia di brevetti.In un settore come quello medico, indubbiamente senza brevetti l'R&S sparirebbe, nessuno potrebbe pagare le spese di ricerca. Tra il brevetto americano e quello europeo, vi sono molte differenze, non solo in termini di quello che si possa brevettare, ma anche in termini di come si brevetta. Come dicevo, trattandosi di pro e contro, non sono necessariamente contrario ad ogni sistema di brevetti, può essere che un sistema molto più leggero possa avere più pro che contro.Un brevetto gratuito a copertura biannuale potrebbe essere ragionevole nel settore meccanico ad esempio, garantendo dei profitti iniziali. Nel settore elettronico, due anni è già troppo, dopo due anni comunque l'innovazione perde di senso. Un brevetto ventennale è invece semplicemente ridicolo.
          • shevathas scrive:
            Re: Innovazione

            Beh, dipende. Non sempre cercare la strada
            alternativa favorisce l'innovazione, se la strada
            migliore era quella bloccata dal brevetto,
            avoglia a
            ricercare.
            in tal caso paghi chi l'ha pensato e lo prendi in licenza.
            Un brevetto gratuito a copertura biannuale
            potrebbe essere ragionevole nel settore meccanico
            ad esempio, garantendo dei profitti iniziali. mi spiace contraddirti ma una durata biennale spesso si rivela molto breve. Considera che per creare una nuova linea di produzione per un freno innovativo coperto da brevetto spesso serve un bel po' di tempo e che spesso si cerca di brevettare il prototipo il prima possibile. Alla fine il tempo da quando io concorrente sono pronto a produrre il freno protetto da brevetto e la scadenza del brevetto passerebbero pochi mesi, troppo pochi per poter garantire un opportuno ritorno all'inventore.
            Nel
            settore elettronico, due anni è già troppo, dopo
            due anni comunque l'innovazione perde di senso.
            Un brevetto ventennale è invece semplicemente
            ridicolo.non è detto. Hai idea di quanto tempo passi dal brevettare una nuova tecnologia, ad esempio un sistema per produrre proXXXXXri in legno, comprensiva di prototipo e il mettere in vendita un prodotto industriale basato su tale bevetto ?
          • gerry scrive:
            Re: Innovazione
            - Scritto da: shevathas
            in tal caso paghi chi l'ha pensato e lo prendi in
            licenza.Si, ma chi ha il brevetto ha il coltello dalla parte del manico.Se sei un concorrente non ha interesse a rientrare dei suoi costi, ha interesse a buttarti furi dal mercato.Incarichiamo l'antitrust di impedire questo tipo di comportamenti?
            non è detto. Hai idea di quanto tempo passi dal
            brevettare una nuova tecnologia, ad esempio un
            sistema per produrre proXXXXXri in legno,
            comprensiva di prototipo e il mettere in vendita
            un prodotto industriale basato su tale bevetto
            ?Ma tu puoi fare esempi e controesempi, per esempio quelli di Paul Allen ( http://punto-informatico.it/2977055/PI/News/paul-allen-causa-contro-web.aspx ) come li mettiamo?
          • shevathas scrive:
            Re: Innovazione

            Si, ma chi ha il brevetto ha il coltello dalla
            parte del
            manico.come è giusto che sia.
            Se sei un concorrente non ha interesse a
            rientrare dei suoi costi, ha interesse a buttarti
            furi dal
            mercato.
            Cosa possibile se ti permettono di brevettare l'aria fritta e ricordarti del brevetto 15 anni dopo. Ma nel caso di brevetti industriali raramente capita, vuoi perché uno dei competitor non ha la possibilità di saturare il mercato e quindi rimane valida anche la seconda scelta, vuoi perché raramente le aziende nascono per puntare su di un solo prodotto.

            Ma tu puoi fare esempi e controesempi, per
            esempio quelli di Paul Allen (
            http://punto-informatico.it/2977055/PI/News/paul-aquelli di allen sono proprio brevetti di idee su procedure per fare delle cose, non sono brevetti sulle procedure specifiche.Tanto per fare un esempio: Omero "brevetta" l'Odissea, Virgilio scrive l'Eneide. Virgilio pur essendo ispiratosi ad Omero non deve pagare brevetti un quanto la sua opera pur avendo lo stesso tema di base di quella di Omero, il viaggio dell'eroe, è abbastanza diversa.Omero brevetta l'idea di opera in cui il protagonista affronta un viaggio avventuroso. Virgilio non può scrivere l'Eneide visto che anch'essa tratta di un viaggio avventuroso.ma in questo caso l'errore è il permettere di brevettare una idea troppo ampia e generica, il viaggio avventuroso.
          • Talking Head scrive:
            Re: Innovazione


            Beh, dipende. Non sempre cercare la strada

            alternativa favorisce l'innovazione, se la
            strada

            migliore era quella bloccata dal brevetto,

            avoglia a

            ricercare.


            in tal caso paghi chi l'ha pensato e lo prendi in
            licenza.Sheva scusa, non voglio sembrare scortese visto che sei sempre stato un interlocutore discretamente conciliante.Certo che c'è modo di risolvere pagando, se sono entrambi d'accordo. Quello che sto dicendo è: i problemi vari che sorgono perché NON siete d'accordo, lo sbarramento al piccolo innovatore che i costi di acquisto del brevetto creano, sono bilanciati dai vantaggi?La tua risposta sarebbe ragionevole se io avessi detto che per via dei brevetti non si possa fare innovazione. Ovviamente avrei detto una XXXXXXXta. Ma non è quello che ho detto: ho detto che il bilanciamento dei pro e dei contro è negativo in molti settori, neutro in alcuni, e positivo in pochi.
            mi spiace contraddirti ma una durata biennale
            spesso si rivela molto breve. Considera che per
            creare una nuova linea di produzione per un freno
            innovativo coperto da brevetto spesso serve un
            bel po' di tempo e che spesso si cerca di
            brevettare il prototipo il prima possibile. [..]

            Un brevetto ventennale è invece semplicemente

            ridicolo.

            non è detto. Hai idea di quanto tempo passi dal
            brevettare una nuova tecnologia, ad esempio un
            sistema per produrre proXXXXXri in legno,
            comprensiva di prototipo e il mettere in vendita
            un prodotto industriale basato su tale bevetto
            ?Considera che tu stai ragionando come se la non esistenza dei brevetti, o la riduzione dei tempi, non cambierebbe il mercato e le strategie imprenditoriali. Stai cioè ragionando come se le strategie non dipendessero dalle regole del gioco.Se i brevetti fossero di minor durata, vi sarebbero probabilmente più progetti ampi tra aziende, per diffondere i costi. Vi sarebbero più brevetti Se i brevetti sono di due anni, non lo brevetti appena hai avuto l'idea. Perché è vantaggioso per la società? Perché altrimenti se un'altra azienda avesse avuta la stessa idea, non può lavorarci e deve aspettare che tu riesca a produrre qualcosa. Se tu non passi mai dal prototipo al prodotto, se la tua azienda chiude, si possono perdere decine di anni di innovazione prima di riprendere quella strada.Lo brevetti quando il prodotto arriva in commercio. Questo è un vantaggio o uno svantaggio per l'innovazione?Di questo stiamo discutendo: non se l'inventore è più o meno ricco o ha più o meno vantaggi, ma se l'innovazione è più o meno rapida. Lo scopo delle leggi è questo, porre regole che fanno agire gli uomini nel modo migliore per la società.
          • shevathas scrive:
            Re: Innovazione

            Certo che c'è modo di risolvere pagando, se sono
            entrambi d'accordo. Quello che sto dicendo è: i
            problemi vari che sorgono perché NON siete
            d'accordo, lo sbarramento al piccolo innovatore
            che i costi di acquisto del brevetto creano, sono
            bilanciati dai
            vantaggi?
            preciso: parlo di brevetti di natura meccanica-industriale non di brevetti di "aria fritta".
            La tua risposta sarebbe ragionevole se io avessi
            detto che per via dei brevetti non si possa fare
            innovazione. Ovviamente avrei detto una
            XXXXXXXta. Ma non è quello che ho detto: ho detto
            che il bilanciamento dei pro e dei contro è
            negativo in molti settori, neutro in alcuni, e
            positivo in
            pochi.
            su questo sono d'accordo, quello in cui non sono d'accordo è la tua divisione. Sono d'accordo che i brevetti di "aria fritta" sono nocivi, invece credo che i brevetti industriali siano ancora utili e validi. Parli di piccolo innovatore ma cosa intendi ? il tipo che vorrebbe tirare su una fabbrichetta per produrre qualcosa già brevettato da altri ? nell'ambito industriale mi sembra difficile.
            Se i brevetti fossero di minor durata, vi
            sarebbero probabilmente più progetti ampi tra
            aziende, per diffondere i costi. Vi sarebbero più
            brevetti
            lo vedo in salita, una delle spinte ad innovare delle aziende è il poter "XXXXXXX" la concorrenza producendo un prodotto migliore o producendolo in maniera più economica. L'essere costretti a cooperare significherebbe rinunciare a simili possibilità. Ci sarebbero meno brevetti: visto che il primo che sale deve pagare la corsa del taxi per tutti sarebbe una gara a cercare di salire per secondi.
            Se i brevetti sono di due anni, non lo brevetti
            appena hai avuto l'idea. Perché è vantaggioso per
            la società? Perché altrimenti se un'altra azienda
            avesse avuta la stessa idea, non può lavorarci e
            deve aspettare che tu riesca a produrre qualcosa.allora al brevetto, con le norme europee, è obbligatorio allegare un prototipo funzionante e i progetti dettagliati. Quindi potrebbe lavorarci e se è il caso contattarmi per l'acquisto del brevetto. Se io fallisco o chiudo il mio brevetto diventa "orfano" e non esiste nessuno che possa chiedere diritti di chissachè quindi chiunque può prendere il progetto, studiarlo e svilupparlo senza royalty.Visto che alla richiesta di brevetto devo presentare i progetti dettagliati.
            Di questo stiamo discutendo: non se l'inventore è
            più o meno ricco o ha più o meno vantaggi, ma se
            l'innovazione è più o meno rapida. Lo scopo delle
            leggi è questo, porre regole che fanno agire gli
            uomini nel modo migliore per la
            società.la risposta imho è semplice: hai investimenti in un campo se gli investimenti in quel campo vengono tutelati. Una persona od un azienda potrebbe essere pronta a rischiare 10 a fronte di un guadagno ipotetico di 20 proveniente da un brevetto. Se imponi per legge che il guadagno debba essere per forza 8 le aziende tenderanno ad investire al più 6 sulla ricerca. Bisogna bilanciare sia le esigenze collettive che le esigenze di tutela di chi compie la ricerca.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Innovazione
            contenuto non disponibile
          • NWO scrive:
            Re: Innovazione
            ...una sola moneta per evitare sprechi nei cambi. Una sola cultura cosi' ci si capisce meglio e si risparmiano miliardi. Un solo governo a questo punto basterebbe. E ovviamente anche una sola religione che inglobi ogni diverso credo. Benvenuti nel New World Order!
          • Talking Head scrive:
            Re: Innovazione

            Se la metti sul piano del mero beneficio globaleE' l'unico piano ragionevole per decidere un sistema di leggi.
            bisognerebbe:[...]Certo, e tanto altro. Ma intanto si può iniziare rompendo il sistema di brevetti :)
      • pippo75 scrive:
        Re: Innovazione

        "innovazione" e "politici" nella stessa frase
        sono parole che si escludono a
        vicenda.se aggiungi "discorso per campagna elettorale" vedrai che vanno a braccetto, ma solo prima del voto.Poi finite le elezioni, più c'è burocrazie e più il politico a lavoro da non fare ma da far vedere.Mi viene in mente una cosa, nel 2007 la regione Umbria ha varato una legge sull'open source, i programmi dovevano essere di un certo tipo.Oggi vado sul sito della regione Umbria, sono passati 3 anni e cosa suggeriscono: Word 97/2000: Visualizzatore per PC Windows 95/98 e superiori Microsoft Excel Viewer per PC Windows 95/98 e superiori PowerPoint 2003 Viewer per PC Windows 95/98 e superiori Adobe Acrobat Reader per PC Windows 95/98 e superiori Plugin Macromedia Flash Player per PC Windows 95/98 e superiori Windows Media Player per PC Windows 95/98 e superioril'articolo si trova a pagina:http://punto-informatico.it/2115052/PI/News/umbria-open-source-legge.aspx
    • guast scrive:
      Re: Innovazione

      Dopo 25 anni, Linux si trova in difficoltà per
      due righe di codice brevettate da un tipo e poi
      vendute ad un'azienda che poi viene venduta ad un
      altra.
      Non fare confusione tra brevetti e licenze
    • Regur Mortis scrive:
      Re: Innovazione
      c'è da dire che in america i ricercatori sono strapagati proprio xke ci sono i brevetti... E le aziende spendono molto in ricerca diciamo che bisognerebbe porre dei limiti di tempo e validare il brevetto solo dopo aver visto un applicazione pratica...
      • Talking Head scrive:
        Re: Innovazione
        Scusa se mi permetto di porre un'ovvia obbiezione al tuo argomento, ma i brevetti ci sono anche in Europa.I ricercatori in america sono pagati di più grazie ad un rapporto capitale/lavoro maggiore che da maggior valore all'innovazione. Questo è quello che si legge nei libri d'economia quantomeno.Se invece non vogliamo usare teoremi e numeri, possiamo parlare di diversa cultura imprenditoriale e di impegno in settori ad alta tecnologia.Ma dire che in america i ricercatori sono pagati tanto perché ci sono i brevetti è come dire che Bolt è così veloce perché ha le gambe. Anche mio zio ha le gambe, ma 100 metri di corsa li fa in mezz'ora con una pausa di 25 minuti in mezzo per una birra e tre-quattro sigarette.
        • anonimo scrive:
          Re: Innovazione
          - Scritto da: Talking Head
          Scusa se mi permetto di porre un'ovvia obbiezione
          al tuo argomento, ma i brevetti ci sono anche in
          Europa.
          Là possono brevettare cose in campo farmaceutico e in quello delle biotecnologie agrarie che da noi non sono permesse.
          • Talking Head scrive:
            Re: Innovazione
            E quindi?1- Il brevetto USA lo può fare anche un'azienda italiana, il brevetto si riferisce alla domanda, non all'offerta2- Bisognerebbe allora vedere una differenza di stipendi solo nei settori in questione. Ma non è questo il caso. Anzi, il settore agrario in Europea è uno dei pochi che fa ricerca "da primo mondo".Come dicevo, il mondo continua a necessitare di essere convinto che i brevetti aiutano l'innovazione. Nonostante in tutti i periodi più floridi (rivoluzioni industriali, rivoluzione elettronica) si brevettasse pochissimo all'inizio e i brevetti sono sempre arrivati in una seconda fase.In USA, le università tecnologiche brevettano già da tempo. In Europa da poco. Negli USA, una su dieci rientra delle spese dei brevetti, le altre hanno l'ufficio brevetti in negativo considerando le spese di gestione. Non portano quindi fondi, anzi. E' forse un incentivo alla ricerca? No, le università fanno ricerca comunque, non è che senza brevetti costruirebbero casette sugli alberi. L'unica differenza è che prime le università portavano benefici tecnologiche a tutta la popolazione, ora solo alle poche società che possono pagare i diritti di sfruttamento.Favorisce forse l'innovazione? Favorisce forse la concorrenza? No.
          • anonimo scrive:
            Re: Innovazione
            - Scritto da: Talking Head
            E quindi?
            E quindi gli Stati Uniti hanno varato una serie di leggi ignobili per permettere la brevettazione di cose che vanno al di là dell'etica e della morale
            1- Il brevetto USA lo può fare anche un'azienda
            italiana, il brevetto si riferisce alla domanda,
            non
            all'offertaSi probabilmente puoi farlo, ma se vuoi sfruttare il tuo brevetto poi apri una sede sul posto altrimenti non ci guadagni niente.
            2- Bisognerebbe allora vedere una differenza di
            stipendi solo nei settori in questione. Ma non è
            questo il caso. Anzi, il settore agrario in
            Europea è uno dei pochi che fa ricerca "da primo
            mondo".
            Negli Stati Uniti la Monsanto è leader del settore, però me ne frego di quanto guadagna e quanto investe se poi leggo notizie tutt'altro che edificanti quando si parla di lei. Un sistema che pone troppa attenzione solo sul guadagno avrà seri problemi nel lungo periodo e ne creerà anche ai paesi a cui vorrà imporre le proprie idee. L'Europa da primo o secondo mondo che sia non è che sia poi molto meglio degli Stati Uniti da questo punto di vista, diciamo che è solo un po' meno peggio.
            In USA, le università tecnologiche brevettano già
            da tempo. In Europa da poco. Negli USA, una su
            dieci rientra delle spese dei brevetti, le altre
            hanno l'ufficio brevetti in negativo considerando
            le spese di gestione. Non portano quindi fondi,
            anzi. E' forse un incentivo alla ricerca? No, le
            università fanno ricerca comunque, non è che
            senza brevetti costruirebbero casette sugli
            alberi. L'unica differenza è che prime le
            università portavano benefici tecnologiche a
            tutta la popolazione, ora solo alle poche società
            che possono pagare i diritti di
            sfruttamento.

            Favorisce forse l'innovazione? Favorisce forse la
            concorrenza?
            No.I brevetti sono una schifezza in quasi tutti i settori in cui vengono applicati. Bisognerebbe fare come nel mondo della moda dove tutti si copiano a vicenda e nessuno brevetta niente o impone il copyright, anche se in molte nazioni potrebbero brevettare. L'unica protezione che hanno è quella del marchio e del design del progetto che però ti protegge solo in fase di sviluppo.
          • Talking Head scrive:
            Re: Innovazione
            Scusa, ma il discorso, per quanto condivisibile, è andato un po' OT.Quello a cui rispondevo era un'affermazione per cui i brevetti negli USA sono la causa degli alti salari dei ricercatori, come se nel resto del mondo non ci fossero.Per il resto ovviamente concordo.
        • Ricercatore scrive:
          Re: Innovazione
          Ho lavorato in America come ricercatore in fisica presso un'universita' non una ditta privata. La paga e' meglio che in Italia e il costo della vita piu' basso (nella sconfinata provincia americana), ma me ne guarderei da dire che ero ben pagato. Circa $45000 lordi annui che al netto delle tasse (decisamente ridotte rispetto quelle italiane) diventavano $2900 al mese. Se brevetti puoi ottenere qualcosina in piu' ma solo dopo svariati anni, quando il brevetto si trasforma in un'applicazione commercializzabile. La politica di spartizione dei ricavi dipende dal posto in cui lavori. All'Universita' si prendono cura dei costi del brevetto ma tu hai dal 20 al 40% (dipende dalle singole Universita') da dividere con eventuali colleghi. Anche circa il 50% dei tuoi soldi di ricerca (ottenuti con sudati proposal) finiscono all'Universita' che li gestisce, spesso, anche per altri scopi oltre alla ricerca. Se non porti soldi all'Universita' tramite i finanziamenti ottenuti per la tua ricerca puoi star sicuro che difficilmente otterrai un posto fisso.Purtroppo la ricerca e' un lavoro mal pagato quasi in tutto il mondo. Solo nelle industrie farmaceutiche i ricercatori campano bene, ma anche li a sentire i colleghi non e' tutto rose e fiori...
Chiudi i commenti