Roboanimali al pascolo nelle campagne europee

Lo garantisce Jean-Louis Deneubourg, coordinatore di un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea. Mucche e polli cibernetici sono già all'orizzonte: rilanceranno la produzione agricola nell'Unione Europea

Bruxelles – Un branco di animali di metallo e silicio si staglia nel futuro dell’Unione Europea. Fantascienza? Niente affatto: secondo Jean-Louis Deneubourg, coordinatore del progetto LEURRE finanziato dalla Commissione Europea, “l’allevamento di bestiame in Europa può sopravvivere solo se associato all’alta tecnologia”, ma soprattutto se sposerà “l’uso di robot in grado di interagire con gli animali”.

Deneubourg, professore presso la Université libre de Bruxelles, è alla guida del team d’esperti europei che ha realizzato i microautomi chiamati InsBot , gli scarafaggi robotici capaci di comunicare con i loro simili biologici. Lo sviluppo di InsBot rappresenta la punta di diamante negli studi europei che vagliano le infinite possibilità offerte dall’ interazione tra macchina ed animale . Il sogno che anima il progetto LEURRE è antico ed affascinante: modificare radicalmente la biosfera, giocando in buona sostanza il ruolo di divinità.

“Il nostro obiettivo principale”, fa notare Deneubourg, “è di sviluppare robot autonomi che cooperino con gli animali e soprattutto riescano ad influenzarne il comportamento”. I roboanimali del futuro non solo avranno le sembianze di veri esseri viventi, ma dovranno essere in grado di “svolgere numerose operazioni a contatto con le loro controparti naturali”, dice il ricercatore. Dalla mungitura fino alla guida dei pascoli, dal controllo comportamentale dei capi di bestiame fino all’assistenza veterinaria: sarà una vera e propria rivoluzione.

Bovini e ovini “Bisogna sviluppare macchine capaci di gestire contemporaneamente un’intera gamma di stimoli sensoriali e biochimici, siano essi di tipo biologico o artificiale”, spiega Deneubourg. Gli esemplari di InsBot, ad esempio, utilizzano feromoni artificiali per condizionare e manipolare il movimento delle colonie di scarafaggi. “Finora abbiamo dimostrato che un agente artificiale, in questo caso un robot, è riuscito a modificare il comportamento collettivo di particolari insetti”, ricorda Deneubourg riferendosi esplicitamente al progetto InsBot.

Il prossimo passo è quindi scontato: manipolare mammiferi ed altre categorie di viventi , così da massimizzare la produzione agricola ed offrire numerose opportunità di ricerca e sperimentazione ad etologi, biologi ed ingegneri robotici. “I risultati degli esperimenti condotti con InsBot”, conclude il direttore del progetto LEURRE, “rendono chiaro che questo tipo d’iniziative permettono un approfondimento generale di numerose branche scientifiche, dallo sviluppo di sistemi informatici fino alla comprensione dei meccanismi di comunicazione animale”.

Tommaso Lombardi

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