Roma, primo passo verso l'open source

Il Campidoglio conferma l'orientamento annunciato a febbraio e pensa ad un portale di riferimento per i sistemi aperti della pubblica amministrazione. Gramaglia: non è una crociata contro Microsoft, è una scelta politica


Roma – Non è certo una novità ma l’assessore alla Comunicazione e alla Semplificazione del Comune di Roma, Mariella Gramaglia , ha chiarito che a brevissimo sarà realizzato un portale specifico dedicato all’open source e alle soluzioni aperte per la pubblica amministrazione, che il Campidoglio intende adottare e diffondere.

La decisione di costituire un portale di riferimento per la piattaforma aperta e i software che verranno impiegati e studiati dagli uffici del Comune di Roma in questa prima fase dell’introduzione dell’open source, rappresenta dunque un passo avanti nella direzione che era già stata stabilita da tempo.

Gramaglia ha spiegato che il raggio d’azione, per così dire, dei software aperti sarà piuttosto limitato. “L’open source – ha affermato – è previsto solo per alcune applicazioni del desktop e della posta elettronica”.

L’Assessore capitolino ha ancora una volta sottolineato che la scelta del Comune di abbracciare Linux e i sistemi aperti rappresenta “una scelta politica” . “Ma tengo a precisare – ha ribadito anche in questa occasione – che non si tratta di una crociata ideologica contro Microsoft, che anzi per noi è importante in molti progetti. Abbiamo però voglia di provare strade più libere e aperte”.

Come si ricorderà, l’orientamento del Campidoglio era stato reso pubblico lo scorso febbraio quando la stessa Gramaglia aveva fatto esplicito riferimento alle scelte del Brasile di Lula o a quelle di Monaco di Baviera . Proprio Monaco ha varato ufficialmente il progettone di migrazione verso i sistemi aperti all’inizio di questo mese.

Il Comune di Roma, ad ogni modo, ribadisce anche la propria intenzione di procedere con calma sulla via della migrazione, una “cautela”, come la definì proprio Gramaglia, giustificata dalla necessità di mantenere attivi tutti i sistemi telematici nella fase di transizione che, come già si disse a febbraio, “potrebbe estendersi per parecchio tempo”.

La costituzione del portale viene dunque vista ora come il primo passo di una migrazione che non sarà del tutto indolore perché, come ha spiegato Gramaglia, occorre mettere nel conto i costi di formazione del personale.

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